giovedì 11 giugno 2009

Un tribunale per i crimini ambientali

Un tribunale per i crimini ambientali

Marica Di Pierri Associazione A Sud

Lanciata a Roma lo scorso 5 giugno la campagna promossa dal premio Nobel argentino Adolfo Peréz Esquivel per estende il mandato della Corte penale internazionale anche ai crimini ambientali

Il futuro dell’umanità dipende dalla salvezza del pianeta terra. Questo il messaggio chiave lanciato venerdì scorso, 5 giugno, dal Premio Nobel Perez Esquivel, in occasione della conferenza stampa per la presentazione della Campagna mondiale a sostegno della Corte penale europea e internazionale sui crimini ambientali.
Promotori della campagna, oltre ad Adolfo Peréz Esquivel, l’Accademia di scienze ambientali di Venezia [IAES]. La mobilitazione è divenuta una campagna dal basso, promossa in Italia dall’associazione A Sud.
L’idea di istituire un tribunale internazionale per punire i reati ambientali venne lanciata, per la prima volta, in occasione della Conferenza internazionale salute, ambiente e giustizia, tenutasi a Venezia nel novembre 2006 e, successivamente, formalizzata nella cosiddetta Carta di Venezia 2006. Alla base della proposta sta l’idea di ampliare le competenze della Corte penale internazionale, includendo una nuova figura di reato relativa ai crimini contro l’ambiente. Per fare questo è necessario modificare lo statuto della corte internazionale – serve il consenso di almeno 2/3 degli stati firmatari. Per quanto riguarda l’Europa, è prevista la creazione di una nuova corte ad hoc.
L’obiettivo della campagna internazionale, chiamata Justice for Planet Earth, è quello di promuovere una mobilitazione dal basso – che coinvolga movimenti sociali, associazioni della società civile, artisti, giornalisti, mondo accademico e scienziati – per fare pressione sui governi affinché si impegnino ad approvare le modifiche necessarie ad includere il reato di crimine ambientale nelle competenze della Cpi. Si conta di raccogliere milioni di firme in tutto il mondo, attraverso una capillare campagna di informazione e di sensibilizzazione e coivolgendo le reti sociali che già lavorano su temi affini come debito ecologico o giustizia ambientale. In America latina, ad esempio, le reti sociali stanno portando avanti la costituzione di Tribunali autoconvocati sulla giustizia climatica, la cui prima sessione si celebrarà in Bolivia nell’ottobre prossimo.
Proprio in America Latina, come in Italia, l’Associazione A Sud e il Centro di documentazione sui conflitti ambientali sono impegnati nella promozione della campagna Justice for Planet Earth attraverso attività di informazione e visibilità per la campagna e la raccolta di firme.
All’incontro, moderato dalla giornalista Cecilia Rinaldini, sono intervenuti, oltre a Perèz Esquivel – nella doppia veste di promotore della campagna e presidente della Iaes – anche Laura Greco, responsabile dell’area progetti dell’Associazione A Sud; Marcelo Enrique Conti, biologo e vicepresidente della Iaes; Pierluigi Susani, medico e collaboratore dell’associazione Action & Passion for Peace; Antonino Abrami, presidente vicario della Iaes e Massimo Cacciari, sindaco di Venezia, in video conferenza.
Peréz Esquivel, nel corso del suo intervento, ha voluto sottolineare l’importanza di includere il reato di crimine ambientale nella giurisdizione internazionale, affermando che si tratta di una questione che riguarda l’intera umanità e che è in gioco la sopravvivenza stessa del pianeta. «Questa campagna è di tutti noi. Ognuno deve assumerla come propria, perchè l’ambiente è di tutti, e ne va della sopravvivenza di tutti. Perciò ci rivolgiamo alla coscienza di ognuno ma anche ai mezzi di comunicazione e agli artisti, ricordando loro che hanno una responsabilità enorme, affinchè sposino e veicolino questa campagna».
Laura Greco ha sottolineato come sia indispensabile una «sinergia» di tutti gli attori sociali e dei movimenti per condurre sommando gli sforzi la battaglia in difesa dell’ambiente e fare pressioni sui governi affinché si impegnino ad adeguare gli standard internazionali alle nuove esigenze imposte dall’attuale congiuntura mondiale. E’ necessario agire adesso. Prima che sia troppo tardi.

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