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venerdì 30 aprile 2010

IN PACE CON LA TERRA

Questo foglio suggerisce un certo numero di passi da intraprendere per ridurre l’impatto delle tracce che lasciamo sulla Terra, in senso ecologico. Ti invitiamo a leggerli e, se ti ispirano, a prendere l’impegno di rispettarne alcuni o tutti, marcandoli con il segno “√”. I passi che stai già praticando andranno invece segnati con una “X”. Quando hai terminato, copia i tuoi impegni su un foglio che potrai portare con te come promemoria.
Io, _______________________________________________, mi impegno a:
___ spostarmi a piedi o in bicicletta ___ giorni alla settimana.
___ spostarmi a piedi o in bicicletta nel raggio di otto chilometri.
___ associarmi ad altri per condividere passaggi in auto (“carpooling”) o usare i trasporti pubblici.
___ limitare i viaggi aerei a meno di ____ ore di volo all’anno.
___ acquistare “crediti energetici” per compensare l’inquinamento che genero con i miei viaggi
[o ad operare altri generi di compensazione, come per esempio piantare alberi].
___ osservare una “giornata senza auto” alla settimana.
___ osservare una “giornata senza auto” al mese
___ lavorare a casa un giorno alla settimana.
___ ridurre gli spostamenti in auto del ___%.
___ fare le scale invece di prendere l’ascensore.
___ osservare un giorno senza elettricità alla settimana.
___ verificare l’efficienza energetica della mia casa e migliorarla [coibentazione ecc.]
___ acquistare e installare pannelli solari per la mia casa.
___ acquistare attrezzatura per la produzione di elettricità da fonti rinnovabili (eolica, geotermica).
___ lasciar asciugare il bucato all’aria [senza usare l’essiccatore].
___ ridurre l’uso dell’asciugacapelli e altri piccoli elettrodomestici.
___ dare sostegno ai contadini locali e ridurre i trasporti, acquistando alimenti prodotti nella mia zona.
___ coltivare di persona [dove possibile].
___ non usare pesticidi o diserbanti.
___ acquistare cibo biologico per il ___% della mia alimentazione complessiva.
___ iscrivermi a un gruppo d’acquisto di alimenti biologici nella mia zona.
___ sostituire le lampadine a incandescenza con lampadine a basso consumo.
___ astenermi dall’installare o utilizzare il condizionatore d’aria in casa mia.
___ ridurre l’uso del condizionatore d’aria, impostandolo a _____ gradi.
___ ridurre il riscaldamento di casa impostandolo sui ___ gradi.
___ installare un termostato programmabile nella mia casa.
___ provvedere a un efficace isolamento termico della casa, anche con finestre a tenuta.
___ mangiare solo cibo vegetariano.
___ guidare un’auto ad alta resa del combustibile.
___ evitare di comprare merci con imballaggi eccessivamente ingombranti.
___ sostituire l’uso di fazzoletti di carta, tovaglioli di carta e piatti di carta o plastica con equivalenti riutilizzabili.
___ frequentare le biblioteche invece di acquistare libri, per quanto possibile.
___ per gli acquisti, usare borse di stoffa o comunque riutilizzabili.
___ usare detersivi biodegradabili.
___ compostare i rifiuti di cucina o fare la raccolta differenziata.
___ incoraggiare la scuola o il posto di lavoro a riciclare i rifiuti.
___ condividere riviste e cataloghi, regalandoli a ospedali [o strutture per anziani ecc.]
___ riutilizzare e riciclare tutto ciò che può essere riutilizzato o riciclato.
___ comperare vestiario in negozi di usato.
___ dove possibile, piantare piante autoctone e resistenti alla siccità.
___ piantare ___ alberi nella zona in cui abito.
___ spegnere i computer quando non in uso.
___ installare prese multiple [“ciabatte”] con interruttore oppure staccare la spina di elettrodomestici e delle altre         apparecchiature quando non in uso, per evitare indesiderati assorbimenti di corrente [“corrente fantasma”].
___ impostare il computer e lo schermo in modo che si spengano dopo 10 minuti di inattività.
___ ridurre il consumo di acqua calda del ____%.
___ fare solo docce calde di breve durata.
___ installare uno scaldabagno a energia solare.
___ riutilizzare le acque “grigie”
 [per esempio: usare come sciacquone per il WC l’acqua in cui ci si è lavati, o si sono lavati i piatti o i panni].
___ non azionare lo sciacquone [o azionarlo con flusso ridotto] dopo avere fatto pipì.
___ chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti o ci si rade col rasoio a mano.
___ ridurre il consumo complessivo d’acqua del ___%
___ installare un sistema di raccolta e utilizzo dell’acqua piovana.
___ rimuovere le cartacce o i rifiuti abbandonati sul proprio percorso di jogging o passeggiata.
___ incoraggiare un amico o un’amica a impegnarsi in alcune azioni elencate in questa lista.
___ migliorare le mie conoscenze di ecologia.
___ scrivere articoli o racconti che contribuiscano a mettere le persone in contatto con il proprio ecosistema.
___ meditare una volta la settimana sul tipo di rapporto che ho con l’ecosistema in cui vivo.
___ meditare una volta la settimana sui modi in cui posso ridurre i consumi, e agire di conseguenza.
___ scrivere ai politici a livello locale e nazionale, chiedendo una legislazione ambientale più efficace.
___ dare sostegno alle locali organizzazioni ambientaliste.
Aggiungo qui le mie personali proposte di impegno:
………………………………………………………………………………………………………………………………………………
Mi impegno a praticare ciò che ho segnato in questa lista, così da ridurre l’impatto ecologico del mio stile di vita.
Firma: ______________________________________________ Data:______________________
da:  esserepace.org


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martedì 27 aprile 2010

BLOG DI CIPIRI: Chernobyl day e la memoria corta dei presidenti ...

BLOG DI CIPIRI: Chernobyl day e la memoria corta dei presidenti ...

lunedì 26 aprile 2010

Macchia di petrolio verso la Lousiana ....


Macchia di petrolio verso la Lousiana. "Disastro senza precedenti"

Più che di un timore si tratta ormai di una certezza: l'incendio e poi il crollo della piattaforma petrolifera della Bp, 70 chilometri al largo delle coste della Louisiana, nel Golfo del Messico, sta causando un disastro ambientale di assoluta gravità. Ogni giorno fuoriescono circa 1.000 barili di greggio e le operazioni per tentare di bloccare le perdite sono state interrotte dal mal tempo.

La macchia nera potrebbe raggiungere presto le spiagge e la regione paludosa della Louisiana causando un disastro ecologico senza precedenti.

Le ricerche degli undici operai dispersi dopo l'esplosione della piattaforma Deep Water Horizon si sono concluse sabato. In tutto erano 126 le persone presenti sulla piattaforma al momento dell'esplosione. I feriti sono 17 di cui quattro in gravi condizioni.

La piattaforma conteneva 2,6 milioni di litri di petrolio ed estraeva 8.000 barili di greggio al giorno, circa 90.000 litri. La BP, inizialmente ottimista sulle possibilità di evitare il disastro, ha assicurato di fare il possibile per bloccare la fuoriuscita di greggio dalle valvole e dalle tubature, un compito che si sta rivelando «estremamente complicato» e «potrebbe non riuscire», come ha detto il responsabile delle perforazioni della Bp, Doug Suttles, citato dalla Bbc.

La compagnia ha inviato 30 imbarcazioni per pulire le acque e diversi velivoli che disperdono sulla macchia una spray diluente. Sul caso giovedì scorso era intervenuto anche il presidente Barack Obama che aveva detto che il governo degli Stati Uniti considera «una priorità» la risposta ad un'eventuale catastrofe ecologica.



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venerdì 23 aprile 2010

Earth Day - Dai una mano alla Terra!

Earth Day - Dai una mano alla Terra!


Ciao
oggi è la Giornata mondiale della Terra! Per celebrarla ti invito a guardare il nostro nuovo video e a invitare i tuoi amici a unirsi a Greenpeace insieme a te.

Il nostro pianeta sta affrontando la più grossa sfida di tutti i tempi. Le nostre foreste primarie vengono abbattute e i nostri oceani vengono saccheggiati in modo sconsiderato e inquinati a un ritmo mozzafiato. La caccia alle balene, l’inquinamento di sostanze tossiche, il carbone sporco, la pericolosa energia nucleare e le coltivazioni geneticamente modificate minacciano la qualità e anche la sostenibilità della vita dell’intero pianeta. Si profilano cambiamenti climatici catastrofici perché i governi e le aziende spendono tempo e risorse nella speranza di aumentare i profitti, ma senza affrontare i cambiamenti necessari per ridurre le emissioni di carbonio.

Nel corso degli anni la presenza di Greenpeace si è sentita in tutto il mondo. Abbiamo testimoniato e denunciato crimini ambientali e convinto politici e aziende a cambiare molte pratiche dannose. Siamo riusciti a proteggere vasti territori, a promuovere le più importanti leggi ambientali e a ispirare, certe volte, il mondo del business, i governi e la scienza affinché mettessero il bene del pianeta prima del profitto.

Ma se pensi che la forza di Greenpeace sia nelle nostre navi, nelle nostre azioni pacifiche o nelle nostre campagne, cambia idea: la forza di Greenpeace sei tu!

La Terra ha bisogno di più persone come te, di più persone che useranno la loro voce per difenderla, di più persone che entreranno in azione per proteggerla. Oggi puoi aiutare la Terra, aiutando a costruire il movimento per salvarla!

Un futuro verde e di pace è possibile! Unisciti a noi perché questo accada. La Terra ha bisogno della nostra attenzione non solo nel Giorno della Terra, ma ogni giorno!

Cordiali saluti 

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Altroconsumo - Free mini stereo

martedì 20 aprile 2010

L'appello contro il nucleare ,,,, FIRMA


La mobilitazione on line di voi cyberattivisti cresce sempre di più. L'appello contro il nucleare ha superato le 77,000 firme. In pochi giorni la campagna Kit Kat Killer è esplosa sul web e sui social network. Abbiamo raccolto più 554,000 firme contro gli organismi geneticamente modificati. Solo con un milione di firme, però possiamo chiedere ufficialmente alla Commissione europea un futuro libero da OGM. Aiutaci ad arrivare a 1,000,000. Firma e diffondi la petizione tra i tuoi amici!


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lunedì 19 aprile 2010

Bolivia. Inizia oggi la Conferenza sul clima di Cochabamba ....

Bolivia. Inizia oggi la Conferenza sul clima di Cochabamba

Sono almeno 11.500 i rappresentanti di 107 paesi attesi da oggi a Cochabamba, nel centro della Bolivia, per la Conferenza mondiale dei popoli sui cambiamenti climatici e i diritti della Madre Terra, promossa dal governo del primo presidente indigeno Evo Morales. Dovrebbero esserci anche quattro presidenti latinoamericani – il venezuelano Hugo Chávez, l’ecuadoriano Rafael Correa, il paraguayano Fernando Lugo e il nicaraguense Daniel Ortega – chiamati a offrire il loro contributo per una nuova strategia globale a tutela dell’ambiente. «Invitati d’onore» i popoli indigeni dell’Amazzonia, regione condivisa da nove paesi sudamericani, con il loro stile ancestrale di convivenza con la Madre Terra – il cosiddetto Buen Vivir – che tenta di resistere all’industrializzazione dilagante promossa dal nord del mondo. L’incontro si aprirà con l’analisi delle cause strutturali dei mutamenti climatici planetari per discutere poi di armonia con la natura, migranti climatici, popoli indigeni, debito climatico, protocollo di Kyoto, sviluppo di tecnologie sostenibili, ma anche agricoltura e sovranità alimentare. La Conferenza di Cochabamba, unica nel suo genere, è stata convocata in vista di quella organizzata dall’Onu in Messico a fine anno.


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OROSCOPO
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La nube e gli aeroporti .......

La nube e gli aeroporti

La nube prodotta dal vulcano islandese che ha paralizzato il traffico mondiale rivela l’estrema vulnerabilità del trasporto aereo e suggerisce più di una riflessione, dice il comitato coipiediperterra.org, che si oppone alla realizzazione del mega aeroporto low cost previsto a Viterbo. «La nube sia anche l’occasione per una meditazione sui modelli di mobilità, sui limiti della biosfera, sul fatto che l’umanità deve compiere scelte ispirate al principio morale del rispetto della natura e dei diritti umani di tutti gli esseri umani, comprese le generazioni future, nella consapevolezza della fragilità della vita di tutti». Per questo il comitato chiede lo stop alla costruzione di mega scali nocivi, distruttivi e fuorilegge e fa appello affinché «si riduca immediatamente e drasticamente il trasporto aereo, si favoriscano le forme di comunicazione e di mobilità meno inquinanti e più sicure, più sostenibili e più democratiche».


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venerdì 16 aprile 2010

Allarme cenere vulcanica .......



Allarme cenere vulcanica

Perché è nemica degli aerei

A temperature elevate i granelli di roccia possono far inceppare le eliche e offuscare il vetro della cabina di pilotaggio. La storia del Boeing 747 che nel 1982 scese di 11 chilometri a motori spenti

di GIULIA BELARDELLI


Un vulcano erutta in Islanda ed è blocco dei cieli in gran parte dell'Europa del Nord. Per i non esperti potrebbe sembrare un provvedimento "esagerato", ma la scienza spiega che non è così. Cosa rende la cenere vulcanica così pericolosa per gli aerei? La risposta è semplice: oltre ad oscurare la vista al pilota depositandosi sul vetro, è in grado di bloccare i motori inceppando le eliche. La polvere, infatti, si infila tra le parti meccaniche sottoposte a rotazione, con il rischio di comprometterne il funzionamento. Il biossido di silicio si scioglie quando raggiunge i 1.100°: il meccanismo delle turbine opera a circa 1.400°, dunque a una temperatura maggiore rispetto a quella di fusione.

La cenere vulcanica è composta da particelle di roccia vitrea con un diametro inferiore ai 2 millimetri. Quando un aereo ci finisce dentro alla sua velocità di crociera, il vetro della cabina di pilotaggio si insabbia. La polvere entra poi nei motori: qui, nella camera di combustione, si fonde formando dei grumi in grado di bloccare i vani delle turbine. Solo quando questi si raffreddano e si solidificano è possibile riavviare i motori.

E' quanto è successo, come ricorda oggi l'edizione online del Guardian, il 24 giugno del 1982 a un boeing 747 della British Airways, in viaggio da Londra ad Auckland (Nuova Zelanda), che si è imbattuto in una nuvola di cenere scaturita dal vulcano Galunggung in Indonesia. L'equipaggio si è subito accorto che della polvere si stava depositando sul vetro della cabina di pilotaggio. Poco dopo hanno avvertito dei rumori ai motori, mentre un odore di zolfo si diffondeva nel velivolo. Tutti e quattro i motori si erano inceppati. Prima di rimetterli in funzione, l'aereo è dovuto scendere di undici chilometri: solo allora sono iniziate le procedure per l'atterraggio d'emergenza. Tre motori sono stati riavviati e il 747 è arrivato senza ulteriori brividi all'aeroporto di Jakarta.


In tutto, sono circa una sessantina i voli che hanno sperimentato problemi legati alla cenere dei vulcani. A testimonianza della gravità del fenomeno, basti pensare che la Us National Oceanic and Atmospheric Administration spende ogni anno oltre 58 milioni di dollari per contrastare i danni delle ceneri vulcaniche sugli aerei. Una volta che un velivolo è passato dentro una "nuvola di cenere", infatti, l'intervento di riparazione e manutenzione può essere molto difficile, sempre a causa delle dimensioni sottilissime dei granelli. La mappa dei cieli è divisa in nove regioni, ognuna con il suo centro di avvistamento delle ceneri vulcaniche. Nel caso dell'Islanda, l'eruzione è stata monitorata dal centro con base a Londra, da cui gli esperti hanno lanciato l'allarme per gran parte dell'Europa del Nord.

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BachecaWeb
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giovedì 15 aprile 2010

DEVOLVI IL 5X1000 A GREENPEACE .......

Per destinare il 5x1000 a Greenpeace, bastano due mosse:
1. Metti la tua firma nel primo settore in alto a sinistra, denominato:
"Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilita' sociale ...".
2. Inserisci nel modulo il codice fiscale 97046630584.
A te non costa nulla. Per noi fa la differenza. Grazie!

  • Guarda il video che abbiamo realizzato per la campagna.
  • E ascolta i nostri spot "Pianeta" e "Forno" 


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giovedì 8 aprile 2010

L'emergenza del fiume Lambro non è ancora finita .....

L'emergenza del fiume Lambro non è ancora finita


L'emergenza che ha colpito il fiume Lambro lo scorso 23 febbraio non è finita come ha voluto farci credere il capo della Protezione civile Guido Bertolaso

L’emergenza dovuta allo sversamento di idrocarburi nel Lambro, avvenuta il 23 febbraio scorso non è ancora finita.
Queste sono le conclusioni della Lipu che ha seguito la vicenda del recupero degli uccelli contaminati dai liquidi fuoriusciti dalla Lombarda Petroli di Villasanta, vicino Monza.
Ci sono diversi elementi non chiari, il primo dei quali è la quantità dello sversamento. I dati dell’Agenzia regionale per l’ambiente e quelli di Brianza Acque, che gestisce il depuratore di Monza, non collimano. Lo sversamento, possibile tecnicamente solo con l’intervento doloso di più persone, si è riversato nelle fogne collegate con il depuratore di Monza. Brianza Acque invece dice di aver trattenuto la maggior parte degli inquinanti, tanto che il depuratore è tuttora fuori uso. Ma la quantità dispersa è stata sufficiente per percorrere tutta l’asta del fiume a valle [c’è chi parla di 40 km di scia], arrivare nel Po e trovare lo sbarramento di Isola Serafini, che avrebbe trattenuto tutto il resto, tanto che i fanghi di Isola Serafini, ricchi di idrocarburi, stanno bruciando nell’inceneritore di Piacenza.
I conti non tornano. Inizialmente le notizie ufficiali parlano di 50 mila tonnellate ma la stima sembra persino in difetto, dopo qualche giorno il dato ufficiale parlerà di 2600 tonnellate, poco più di quanto avevano dichiarato alla Lombarda Petroli come stoccaggio massimo 2500, un dato che guarda caso permette di evitare gli obblighi di legge come industria a rischio di incidente rilevante.
Un dato ridicolo che non trova riscontro nella realtà e nella matematica: Brianza acque dichiara che lo sversamento è stato di 2800 tonnellate e che il loro depuratore ne ha trattenuto il 70 per cento. Ma ad Isola Serafini dichiarano di aver trattenuto 1800 tonnellate di idrocarburi e che 600 sono proseguite nel Po [fino al mare ovviamente]. E quindi quante sono le tonnellate sversate?
Anche sulla qualità di quanto sversato ci sono seri dubbi, cosa contenevano esattamente le cisterne? I volontari della Lipu che hanno soccorso gli uccelli contaminati parlano di lesioni incompatibili con i semplici idrocarburi, persino il Tg regionale si era interessato della loro attività salvo poi tagliare la parte in cui si denunciavano queste morti sospette degli uccelli…
Perché qualcuno, forse dell’azienda [solo chi sapeva il funzionamento dell’impianto poteva effettuare uno sversamento], avrebbe dovuto sversare degli idrocarburi che stoccava in quantità previste dalla legge? O forse c’era qualcos’altro? Qualcosa che nel Delta del Po ha spinto la Regione Veneto ad impedire per giorni di usare l’acqua anche per usi alimentari? Qualcosa che ha fatto morire gli uccelli per emorragie interne e organi spappolati?
La combinazione di questo «incidente» con l’approvazione del decreto ministeriale che depenalizza di fatto l’inquinamento delle acque è veramente singolare. Lo è ancora di più se si pensa che nel mese successivo al disastro vi sono stati altri importanti episodi di sversamenti nello stesso Lambro, nel Naviglio Pavese, in una roggia del Parco di Trenno [Milano ovest]… quasi come se il via libera del decreto avesse messo in moto una serie di processi viziosi di imitazione.
E la Regione cosa fa? Il celeste Formigoni, che si accinge a festeggiare i venti anni di governo della Lombardia ha stanziato fondi importanti [20 milioni di euro ma solo per cominciare] per rendere il Lambro balneabile entro il 2015. Ma come, non era stata la stessa regione a dichiarare qualche anno fa che il Lambro era un fiume morto, tanto da chiedere una proroga alla Direttiva Acque dell’Unione Europea? Un corso d’acqua che attraversa Monza, Milano [Lambrate, Ponte Lambro], Melegnano, può resuscitare in 5 anni? Oppure i soldi arrivano «ad orologeria», diciamo per far muovere l’economia, indipendentemente dai risultati?
E se anche tutto questo facesse parte della ruvida guerra dell’acqua che in tutta Italia si sta giocando sulla pelle della gente?

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lunedì 5 aprile 2010

BLOG DI CIPIRI: Brasile. Assassinato esponente di spicco dei Sem terra

BLOG DI CIPIRI: Brasile. Assassinato esponente di spicco dei Sem terra

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