venerdì 16 aprile 2010

Allarme cenere vulcanica .......



Allarme cenere vulcanica

Perché è nemica degli aerei

A temperature elevate i granelli di roccia possono far inceppare le eliche e offuscare il vetro della cabina di pilotaggio. La storia del Boeing 747 che nel 1982 scese di 11 chilometri a motori spenti

di GIULIA BELARDELLI


Un vulcano erutta in Islanda ed è blocco dei cieli in gran parte dell'Europa del Nord. Per i non esperti potrebbe sembrare un provvedimento "esagerato", ma la scienza spiega che non è così. Cosa rende la cenere vulcanica così pericolosa per gli aerei? La risposta è semplice: oltre ad oscurare la vista al pilota depositandosi sul vetro, è in grado di bloccare i motori inceppando le eliche. La polvere, infatti, si infila tra le parti meccaniche sottoposte a rotazione, con il rischio di comprometterne il funzionamento. Il biossido di silicio si scioglie quando raggiunge i 1.100°: il meccanismo delle turbine opera a circa 1.400°, dunque a una temperatura maggiore rispetto a quella di fusione.

La cenere vulcanica è composta da particelle di roccia vitrea con un diametro inferiore ai 2 millimetri. Quando un aereo ci finisce dentro alla sua velocità di crociera, il vetro della cabina di pilotaggio si insabbia. La polvere entra poi nei motori: qui, nella camera di combustione, si fonde formando dei grumi in grado di bloccare i vani delle turbine. Solo quando questi si raffreddano e si solidificano è possibile riavviare i motori.

E' quanto è successo, come ricorda oggi l'edizione online del Guardian, il 24 giugno del 1982 a un boeing 747 della British Airways, in viaggio da Londra ad Auckland (Nuova Zelanda), che si è imbattuto in una nuvola di cenere scaturita dal vulcano Galunggung in Indonesia. L'equipaggio si è subito accorto che della polvere si stava depositando sul vetro della cabina di pilotaggio. Poco dopo hanno avvertito dei rumori ai motori, mentre un odore di zolfo si diffondeva nel velivolo. Tutti e quattro i motori si erano inceppati. Prima di rimetterli in funzione, l'aereo è dovuto scendere di undici chilometri: solo allora sono iniziate le procedure per l'atterraggio d'emergenza. Tre motori sono stati riavviati e il 747 è arrivato senza ulteriori brividi all'aeroporto di Jakarta.


In tutto, sono circa una sessantina i voli che hanno sperimentato problemi legati alla cenere dei vulcani. A testimonianza della gravità del fenomeno, basti pensare che la Us National Oceanic and Atmospheric Administration spende ogni anno oltre 58 milioni di dollari per contrastare i danni delle ceneri vulcaniche sugli aerei. Una volta che un velivolo è passato dentro una "nuvola di cenere", infatti, l'intervento di riparazione e manutenzione può essere molto difficile, sempre a causa delle dimensioni sottilissime dei granelli. La mappa dei cieli è divisa in nove regioni, ognuna con il suo centro di avvistamento delle ceneri vulcaniche. Nel caso dell'Islanda, l'eruzione è stata monitorata dal centro con base a Londra, da cui gli esperti hanno lanciato l'allarme per gran parte dell'Europa del Nord.

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