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lunedì 29 novembre 2010

Dai cieli Maya a Cancun per salvare il pianeta

Dai cieli Maya a Cancun per salvare il pianeta



Ciao ,

oggi a Cancun parte il vertice ONU sui cambiamenti climatici. 194 Paesi riuniti, un solo obiettivo: salvare il futuro del Pianeta. Ad aprire i lavori dei Grandi della Terra c’eravamo anche noi con un'enorme mongolfiera e un messaggio forte e chiaro: "Rescue the Climate".

Dai cieli dell’antica città Maya di Chichen Itza, in Messico, abbiamo ricordato ai capi di Stato e di Governo che serve un Accordo vincolante su quattro punti programmatici: emissioni, investimenti, foreste e accordo post Kyoto.

Le nostre richieste a Cancun:
1. che i Paesi industrializzati si impegnino a ridurre le proprie emissioni tra il 25 e il 40% entro il 2020 rispetto al 1990, a prescindere dalle future politiche dei Paesi emergenti;
2. che venga istituito un Fondo per il Clima gestito dall’Onu da alimentare, per esempio, con una tassa sulle emissioni aree e navali;
3. che venga approvato il sistema REDD (Riduzione delle emissioni dalla deforestazione e degradazione) attraverso il quale premiare la mancata deforestazione degli ultimi polmoni verdi del Pianeta nel rispetto delle popolazioni indigene;
4. che si raggiunga un accordo post-Kyoto che superi i veti e le ostilità tra i Paesi aderenti e crei le basi affinché, entro il prossimo vertice di Durban nel 2011, si giunga all’approvazione di un nuovo Accordo vincolante.

Per salvare il Pianeta servono impegni concreti, investimenti reali e azioni in grado di ridurre la pressione delle attività umane sul clima.

È solo grazie all’aiuto economico di ogni singola persona come te che abbiamo la forza di far valere le nostre richieste. Sostieni anche tu le nostre campagne. Fai una donazione oggi stesso.
DONA ORA

Grazie!
. Anche le cose sognano.. Regenesi .

mercoledì 24 novembre 2010

San Bellino, Rovigo, il più grande impianto fotovoltaico d'Europa



San Bellino, Rovigo, 
il più grande impianto fotovoltaico d'Europa


280.000 pannelli solari. Basta questo dato per dare un'idea delle dimensioni del nuovo mega-impianto inaugurato ieri nel piccolo comune di San Bellino (prov. di Rovigo). E infatti, con i suoi 850.000 metri quadrati di estensione – circa 120 campi di calcio –, quello veneto si classifica come l'impianto a energia solare più grande non solo d'Italia ma, udite udite... dell'Europa intera!

Spazzati, dunque, i precedenti record, da quello italiano di Montalto di Castro (78.720 pannelli) a quello spagnolo di Olmedilla di Alcaròn (160.000 pannelli) a quello tedesco di Strasskirchen. Ma non è solo il numero di panelli a far parlare di sé: 840 sono i chilometri di cavi utilizzati, 50 quelli di tubature, 6.090 sono le tonnellate di acciaio, 57.885 il numero di aste di acciaio a supporto dei pannelli, mentre la capacità installata è di circa 70 MW, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di 16.500 famiglie. Un progetto faraonico, che frutterà ai proprietari, grazie alla vendita della corrente elettrica e agli incentivi del Conto Energia, un ricavo annuo pari a 43 milioni di euro circa.


Già, i proprietari... italiani? Macché. L'operazione, conclusa a tempi record (8 mesi), è stata possibile grazie alla partnership tra la statunitense SunEdison/MEMC da una parte e le varie imprese dislocate nel territorio dall'altra, imprese come la società edile esperta in progetti fotovoltaici Isolux. È però la First Reserve Corporation – gruppo di investimento anch'esso statunitense – ad aver acquistato per la cifra di 382 milioni di dollari l'85% della proprietà. L'altro 15 % di quota rimane invece della SunEdison/MEMC, che continuerà a gestire l'impianto.



“Noi”, o meglio, quelli della Perennius Capital Partners, abbiamo partecipato con una parte del fondo di 60 milioni di equity utilizzato per una parte dell'investimento totale, che tra equity e prestiti bancari è stato di 280 milioni di euro. Inutile dire che un budget simile era più che sostenibile anche per le casse dello Stato. Ma al governo, si sa, piace più l'atomo che il sole.

Roberto Zambon

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venerdì 19 novembre 2010

contro il trasferimento delle bombe nucleari americane in Italia



Incredibile! In sole 24 ore oltre 23.000 di noi hanno firmato la petizione contro il trasferimento delle bombe nucleari americane in Italia. Firma e fai il passaparola -- i parlamentari annunceranno oggi la petizione in Parlamento, e noi la consegneremo al Presidente del Consiglio e ai Ministri chiave al vertice NATO di sabato.

Cari amici,

La NATO discuterà questo fine settimana un piano per raggruppare le bombe nucleari americane presenti in Europa in Italia. Ci rimangono solo 24 ore per fermare il piano. Se raggiungeremo le 25.000 firme ci daranno voce in Parlamento - firma la petizione sotto:
I capi di stato della NATO s'incontreranno in Portogallo questo fine settimana per discutere un piano segreto: raggruppare tutte le bombe nucleari americane presenti in Europa in Turchia e in Italia, che ne conta già 80.

Nonostante il mondo vada verso il disarmo nucleare, e la Germania e il Belgio abbiano chiesto lo smantellamento degli armamenti nucleari americani dopo un allarme sicurezza, il segretario della NATO e altre voci influenti vogliono mantenere l'arsenale europeo a tutti i costi. E il nostro governo sembra disponibile a trasformare l'Italia in un enorme magazzino nucleare per la NATO.

Dobbiamo impedire al Presidente Berlusconi di stipulare un patto segreto con la NATO alle nostre spalle. Ci rimangono solo 24 ore: costruiamo una denuncia pubblica enorme e obblighiamo il governo a rigettare le bombe nucleari americane. I parlamentari lo hanno già fatto, e se raggiungeremo le 25.000 firme ci daranno voce in Parlamento prima del vertice. Firma la petizione sotto e inoltrala a tutti - la consegneremo direttamente al Presidente e ai Ministri presenti al vertice:

http://www.avaaz.org/it/no_nucleare_italia/?vl

Sul suolo europeo ci sono ancora 200 bombe nucleari americane, che originariamente servivano da deterrente durante la guerra fredda. Secondo le stime degli esperti in Italia ci sarebbero dalle 70 alle 90 bombe, alcune addirittura 10 volte più potenti di quella di Hiroshima.

L'anno scorso il Presidente Obama fece un appello globale per un mondo libero dalle armi nucleari. Da allora, il Belgio, la Germania e l'Olanda sono stati contagiati dallo slancio per il disarmo e i loro parlamenti e alti funzionari hanno richiesto alla NATO di ritirare le bombe nucleari americane.

Ora, lontani dall'attenzione dei media, i leader della NATO potrebbero lanciare un nuovo piano per raggruppare in un unico sito tutte le armi nucleari, e ci sono forti indicazioni che potrebbero portare proprio all'Italia e alla Turchia.

Mettiamo alla luce i loschi patti segreti della NATO e dell'Italia con una petizione enorme che chiede al governo di fermare ogni piano di introdurre altre bombe nucleari nel nostro paese, e di unirsi invece alla Germania, all'Olanda e al Belgio per chiedere lo smantellamento degli arsenali nucleari esistenti. Firma la petizione ora e girala a tutti i tuoi conoscenti:

http://www.avaaz.org/it/no_nucleare_italia/?vl

Con forza e determinazione,

Luis, Giulia, Ricken, Pascal, Alice, Benjamin e tutto il team di Avaaz

FONTI:

Interrogazione al governo dei parlamentari Gozi, Villecco Calipari e altri sulla notizia del trasferimento delle armi nucleari americane in Italia:
http://www.camera.it/417?idSeduta=394&resoconto=bt08&param=n3-01326

Il Manifesto, Le atomiche tutte in Italia:
http://www.ilmanifesto.it/archivi/fuoripagina/anno/2010/mese/10/articolo/3585/

Global Security Newswire, La NATO dovrebbe posticipare la decisione dello smantellamento nucleare (in inglese):
http://www.globalsecuritynewswire.org/gsn/nw_20101028_1639.php

Time, Che fare del segreto europeo sul nucleare (in inglese):
http://www.time.com/time/world/article/0,8599,1943799,00.html

Arms Control Association, I leader europei chiedono un nuovo patto NATO sul nucleare (in inglese):
http://www.armscontrol.org/issuebriefs/NATOTacticalNukes

. Anche le cose sognano.. Regenesi .

giovedì 18 novembre 2010

Foreste a rotoli ,,,,,,





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"Deforestation Nightmare" è il video virale interpretato dall'attrice Barbara Tabita per promuovere la nuova guida di Greenpeace "Foreste a rotoli": la guida verde per l'acquisto di carta igienica, rotoloni, tovaglioli e fazzoletti usa e getta.

http://www.deforestazionezero.it

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Anche le cose sognano.. Regenesi .
Ciao ,
in fazzoletti e carta igienica, che usiamo solo una volta e poi buttiamo nel cestino e nel wc, può nascondersi carta pericolosa. Ma da oggi hai uno strumento in più per evitare di acquistare pezzi di preziose foreste pluviali: la nostra nuova guida "Foreste a rotoli", un vademecum verde per l’acquisto di carta igienica, rotoloni, tovaglioli e fazzoletti usa e getta. E per promuoverla abbiamo girato il video virale "Deforestation Nightmare". Atmosfera hitchcockiana e un' interprete speciale, Barbara Tabita, nostra testimonial e protagonista della serie tv "I Cesaroni".

Purtroppo negli ultimi anni la richiesta di polpa di cellulosa per la produzione di carta sta pericolosamente accelerando la distruzione degli ultimi polmoni del pianeta, minacciati dall’irresponsabilità di aziende come Asia Pulp and Paper (APP) e dai loro clienti.

Anche l’industria cartaria italiana ha le sue responsabilità. Per realizzare la guida, abbiamo valutato più di 200 prodotti di circa 30 aziende scegliendo tra quelli più distribuiti negli scaffali dei supermercati. Purtroppo il risultato è stato deludente. Sono poche le aziende virtuose come Coop e AS (Gruppo Schlecker). A rischio, nella fascia rossa, i prodotti di Auchan, Sma e Pam. Tra i non classificabili, i prodotti della multinazionale Georgia Pacific, come Tenderly e Tutto.

Prima di fare la spesa, quindi, consulta la nostra guida "Foreste a Rotoli", disponibile anche in versione tascabile. Se vuoi contribuire attivamente alla diffusione di questo vademecum, bastano pochi secondi e pochi click:
- scarica la guida
- condividi il link sul tuo profilo Facebook
- inoltra questa mail ai tuoi contatti.


Se siamo in tanti a fare acquisti responsabili, possiamo salvare le ultime foreste del pianeta.
DONA ORA

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lunedì 8 novembre 2010

IN AZIONE CONTRO UN TRENO DI RIFIUTI RADIOATTIVI

. Anche le cose sognano.. Regenesi .



Ciao ,

stiamo ritardando la tabella di marcia di un treno che trasporta scorie nucleari tra la Francia e la Germania. Siamo in migliaia a protestare da venerdì scorso: i nostri attivisti insieme ai contadini, agli abitanti del luogo e a gente che è venuta da lontano per dire no ai pericolosi rifiuti radioattivi. 5.000 attivisti hanno dormito sulle rotaie, scatenando la dura reazione della polizia.

Con un set di foto a raggi infrarossi abbiamo messo in evidenza un’anomalia termica a una ruota del convoglio. Nonostante i carri siano piombati, se si sta una sola ora in prossimità dei vagoni si riceve una dose di radiazioni equivalente al limite massimo previsto per un anno.

Nella notte siamo stati chiamati da due anziani signori che vivono in una casa attaccata ai binari dove il treno era fermo. Ci hanno chiesto di misurare il livello di radioattività nella loro stanza…dormono a 10 metri dal treno. La polizia si è opposta illegalmente, ma alla fine siamo riusciti a entrare e a effettuare la misurazione. Radioattività presente.

Questa mattina il treno è ripartito e ha raggiunto Gorleben, ma la strada delle scorie è ancora molto lunga. Tutto il percorso è bloccato. Il trasporto di rifiuti radioattivi è pericoloso e la gente vuole difendere le proprie terre. Greenpeace è al loro fianco e continuerà a starci.

È solo grazie all’aiuto economico di ogni singola persona come te che abbiamo la forza di bloccare treni di scorie e denunciare altri scandali ambientali. Sostieni anche tu le nostre campagne. Fai una donazione oggi stesso.




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venerdì 5 novembre 2010

IL NUCLEARE NON SERVE ALL'ITALIA!‏


IL NUCLEARE NON SERVE ALL'ITALIA!‏


. Anche le cose sognano.. Regenesi .


Ciao ,

il prossimo weekend sarà l’anniversario del referendum popolare contro il nucleare. Le ragioni che portarono gli italiani a dire no all'atomo 23 anni fa sono ancora valide oggi e l'unica strada sostenibile è quella del risparmio energetico, dell'efficienza e dello sviluppo delle fonti rinnovabili e pulite. È questo il messaggio lanciato dal Comitato "Fermiamo il nucleare, non serve all'Italia" di cui anche noi facciamo parte.

Il nucleare non è sicuro, non è economico, non è utile. Per salvare il nostra paese da quest’incubo, abbiamo bisogno di tutta la tua partecipazione. Segui gli aggiornamenti della nostra campagna e diffondili tra i tuoi contatti e sul profilo Facebook.
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Stampa subito 30 foto gratis!
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mercoledì 3 novembre 2010

LINKS: FESTA DELLE ENERGIE PULITE - 100 PIAZZE PER IL CLI...




LINKS: FESTA DELLE ENERGIE PULITE - 100 PIAZZE PER IL CLI...: "100 PIAZZE PER IL CLIMA - FESTA DELLE ENERGIE PULITE Il 6 e il 7 Novembre 2010 in tutte le piazze italiane per promuovere la proposta di l..."

IN QUESTO BLOG LINKERO' I POST PIU' INTERESSANTI PROVENIENTI DA QUALSIASI MEANDRO DEL WEB ,
SE VUOI METTI IL TUO LINK .......

martedì 2 novembre 2010

Meglio il Ponte o la sicurezza?

 

 

L’Italia frana ovunque. Meglio il Ponte o la sicurezza?




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Ancora vittime di frana. Quante ce ne vorranno ancora per ridurre il rischio al livello minimo? Secondo una ricerca appena completata dal Cresme e dal Consiglio nazionale dei geologi i Comuni a elevato rischio sismico sono 3.069, per un’estensione di 140 mila chilometri quadrati, pari al 46 per cento del territorio italiano. In questi Comuni risiede il 40 per cento della popolazione.
Inoltre 6 milioni di persone abitano nei 29.500 chilometri quadrati del nostro territorio considerato a elevato rischio idrogeologico. E un milione e 260 mila edifici sono minacciati da frane e alluvioni ( di questi oltre 6 mila sono scuole, 531 ospedali). Tutto ciò ci è già costato caro: dal dopoguerra a oggi abbiamo speso 213 miliardi di euro per riparare le ferite del dissesto idrogeologico e dei terremoti.

Ora si potrebbe invertire la rotta e cominciare a investire per curare il territorio invece che per incerottarlo. Ma per mettere in sicurezza le aree a rischio ci vorrebbero 40 miliardi e i soldi per la prevenzione vengono progressivamente tagliati, mentre i fondi per rimediare ai danni continuano – di conseguenza – crescere. I Verdi e le associazioni ambientaliste propongono una ricetta semplice: spostare le risorse che il governo intende investire sul Ponte sullo Stretto indirizzandole alla difesa del territorio dal punto di vista idrogeologico utilizzando tecniche di rinaturalizzazione che oltretutto aumentano i posti di lavoro. Perché non farlo .....

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