martedì 14 dicembre 2010

A Cancun il bicchiere è mezzo vuoto



La spiaggia di Cancun sta scomparendo, e non perché i turisti si rubino la sabbia, bensì a causa dell’edificazione selvaggia. La cementificazione ha fatto sparire le dune, le mangrovie e l’ecosistema e la situazione è veramente da allarme rosso. Già l’anno scorso avevano rovesciato sulla spiaggia una quantità di sabbia impressionante per fermare l’erosione ma ora i due terzi dell’arena sono spariti e si è formato uno scomodo scalone per accedere al mare.



A Cancun il bicchiere è mezzo vuoto


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_ CANCUN _

Molta apparenza, tante promesse, ma ben poca sostanza. Il duplice accordo approvato dalla conferenza sul clima di Cancun poco dopo le tre del mattino di ieri, tra l’altro violando spregiudicatamente le regole Onu che prevedono l’unanimità/consensus (che non c’era, perchè la Bolivia era contraria) ha il pregio di aprire un paracadute per il multilateralismo e risponde alla necessità degli stati di salvare la faccia dopo il fallimento di Copenaghen, ma è totalmente vuoto di risultati concreti sul cuore del problema: la riduzione delle emissioni.

“L’intesa _ osserva un negoziatore esperto come Michael Zammit Curtajar, che qui ha guidato uno dei gruppi di lavoro _ è servita a riportare nella Convenzione l’accordo di Copenaghen, che gli Usa non erano riusciti a far includere lo scorso anno”. Logico che gli Usa siano molto soddisfatti e così Cina e India che con la loro apertura a futuri impegni volontari (ma legalmente vincolanti) hanno costituito l’autentica novità della conferenza. Felici anche l’Ue, la Russia, il Giappone e persino la maggioranza degli ambientalisti. “C’è ancora molto lavoro da fare, ma adesso ci sono le basi per un accordo globale a Durban” osserva Mariagrazia Midulla del Wwf. Soddisfatti anche Greenpeace (che aggiunge: “ma Cancun non salverà il clima”) e Oxfam. “E’ una intesa in chiaroscuro, che rilancia il processo ma ha ancora punti da colmare” è più cauto Mauro Albrizio di Legambiente. Decisamente critici invece i Frieds of the Earth.

Certo, più si leggono i documenti, piu l’ottimismo è fuori luogo. I testi approvati a Cancun riguardano i “tracciati paralleli” del negoziato: Kyoto, e le “azioni di lungo periodo”, il processo che dovrebbe portare a un accordo globale. Evitando accuratamente di dire quale sarà la forma legale dell’eventuale intesa finale (essenziali per capire se si parla di aria fritta), si fa solo una promessa che il gruppo su Kyoto dovrà terminare il proprio lavoro entro il 2012 “in modo da evitare un gap tra primo e secondo periodo d’impegno”. Su Kyoto – stante il “no” di Giappone e Russia ad un secondo periodo di impegno _il testo non va oltre limitandosi a dire che, nel caso, gli stati “riconoscono l’obiettivo indicato dall’Ipcc” per i paesi avanzati di ridurre le loro emissioni tra il 25 e il 40% entro il 2020”. Riconoscono, non fanno proprio. Anche sugli impegni “legalmente vincolanti” non c’è dulla. E’ vero infatti che la dizione “legalmente vincolanti” c’è ma solo per dire che il documento di Cancun “non dovrà pregiudicare eventuali accordi vincolanti”. E ci mancava pure il contrario…

Passi in avanti invece ci sono su finanziamenti (30miliardi di dollari subito, 100 all’anno dal 2020), nell’istituzione del Green Climate fund (non si sa come finanziato e da chi) e del Meccanismo per il trasferimento tecnologico (entrambi già decisi a Copenaghen) oltre che sulla creazione (fondamentale) di un sistema di controllo e verifica degli impegni di mitigazione. Ottimo. Peccato che si tratti di punti “di secoda fascia” e manchi il cuore _ i tagli _ per la quale si rinvia all’anno prossimo a Durban. E ovviamete senza garanzia alcuna che là si pssa raggiungere una intesa.

“A Cancun _osserva il fisico Vincenzo Ferrara dell’Enea _ si è deciso come montare i rubinetti del bagno, quali maniglie montare alle porte e dove mettere i mobili di una casa che ancora non esiste e della quale manca un progetto certo e che non sia ha neanche idea di come realizzare”. Non che sia un gran risultato.

Dall’inviato ALESSANDRO FARRUGGIA

. Anche le cose sognano.. Regenesi .

3 commenti:

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