martedì 18 gennaio 2011

Discarica di amianto di Cappella Cantone (CR), l'ultimo tentativo d'imbroglio di Regione Lombardia e Cavenord, ma non passeranno





Comunicato stampa
Cremona, 18 gennaio 2011

Discarica di amianto di Cappella Cantone (CR), l'ultimo tentativo d'imbroglio di Regione Lombardia e Cavenord, ma non passeranno.


L'intreccio tra interessi politici ed economici sono sempre più evidenti nella vicenda della discarica di amianto di Cappella Cantone (CR), come dimostrano i fatti resi noti in questi giorni.
Riassumiamo brevemente cosa sta accadendo:
A) Il 17 novembre 2010 la Regione rende noto che la Cavenord ha dieci giorni di tempo per presentare controdeduzioni, diversamente la discarica non si farà.
B) Alla scadenza dei dieci giorni, visto che non viene resa pubblica la notizia dell'avvenuto deposito delle controdeduzioni, tutti gli organi di stampa e gli enti interessati ritengono chiusa la vicenda.
C) A distanza, però, di due mesi si scopre che Cavenord aveva presentato le sue controdeduzioni il 26 novembre 2010, ultimo giorno utile (sarà vero? questo atto sarà da verificare ai protocolli della Regione, cosa che sarà fatta nelle sedi opportune).
Perché questo atto è stato reso noto solo dopo circa due mesi?
La verità è che la Regione Lombardia e Cavenord (ora di proprietà della sempre più discussa Locatelli che ha dato lavori in subappalto alla Perego General Contractor srl, tra le più importanti imprese lombarde del movimento terra, ora fallita, e che era finita nelle mani della n’drangheta)
insistono nel voler imporre a tutti i costi e con ogni mezzo la realizzazione della discarica di amianto a Cappella Cantone.
Le notizie che sono state rese note in questi giorni denotano la volontà della giunta Formigoni di voler operare 'in modo clandestino' pur di raggiungere i loro obiettivi.
Evidentemente gli interessi in gioco sono tanti e inconfessabili, dal momento che non si rispettano le più elementari regole di trasparenza. Che cosa si vuole nascondere?
Noi ribadiamo, per l'ennesima volta, che sulla base delle intercettazioni pubblicate sulla stampa nei mesi scorsi e sulla base dei dati certi contenuti nel nostro esposto alla Magistratura, quest'ultima è sollecitata ad intervenire.
Troppi interrogativi, troppi lati oscuri circondano questa vicenda che a questo punto noi intendiamo affrontare in modo decisivo rilanciando, se sarà necessario, la mobilitazione di massa e l'occupazione permanente dell'area finché la questione non sarà chiusa ufficialmente.
E' stucchevole continuare a ripetere ormai da quasi tre anni gli stessi concetti, ma ancora una volta ribadiamo che è sempre più evidente che si possono configurare interessi privati in atti pubblici o viceversa atti pubblici in interessi privati.
Perché la giunta regionale non ha garantito la trasparenza degli atti?
Perché la Regione, a suo tempo, ha nascosto l'informativa sulle controdeduzioni?
Perché il signor Rossoni, che ci risulta essere vicepresidente della Regione eletto nella provincia di Cremona, non ha ritenuto opportuno informare i suoi elettori di quanto stava succedendo?
Quanto è accaduto in questi due mesi è un insieme di inganni e di furbizia di cui qualcuno prima o poi dovrà render conto.
A questo punto, per inquadrare meglio tutta la vicenda, è giusto ricordare che Testa Battista di Ghisalba (BG) e la consociata Seraco sempre di Ghisalba (BG) hanno versato nel 2004, per sostenere la campagna elettorale di Forza Italia, complessivamente 25mila euro (di cui 15mila Testa Battista e 10mila la Seraco).
Di per sé questo fatto è giuridicamente legittimo, ma è lecito che faccia sorgere qualche dubbio sul suo significato politico, visto anche quanto emerso dalla pubblicazione di alcuni verbali della Magistratura in cui emergevano ambiguità e lati oscuri nei rapporti tra n'drangheta e alcuni politici di centro-destra.
Sulla base di tutte queste considerazioni riteniamo che la giunta regionale e l'ARPA (il cui massimo dirigente, in base alle nuove norme, viene scelto solo ed esclusivamente dalla giunta regionale presieduta da Formigoni e vicepresieduta da Rossoni) non siano più legittimate a pronunciarsi sulle questioni ambientali, dati gli oggettivi e sempre più evidenti intrecci tra potere politico e imprese private.

d.ssa Mariella Megna -Cittadini contro l'amianto
Giorgio Riboldi - SU LA TESTA l'altra Lombardia
Carmine Fioretti - CUB Confederazione Unitaria di Base

per info 3391956669 - 3389875898


 Cittadini contro l'amianto della provincia di Cremona

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