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martedì 25 gennaio 2011

Marea Nera In Sardegna

Una scia di catrame lunga chilometri, disastro ambientale a Platamona

Diecimila litri di olio combustibile spalmati sulla battigia di Platamona (Sassari). Una lunga scia nera che dal terzo "pettine" arriva fino al sesto, quasi al limite della Marina di Sorso. Atto finale dell'incidente accaduto martedì sera al molo E.On, dove la nave cisterna Esmeralda aveva appena finito di scaricare l'olio destinato ad alimentare i vecchi gruppi di produzione 1 e 2. L'incidente ha riguardato una delle tubature che portano il carburante dalla banchina ai depositi della termocentrale. Dalla condotta, interrata nel cemento, è fuoriuscito l'olio che prima ha invaso la banchina e poi è finito in mare. In un primo momento si era parlato di "una modesta quantità", ma l'aspetto delle spiagge racconta un'altra storia. E in realtà la Capitaneria ha quantificato la perdita in 10 metri cubi (foto Mauro Chessa e Andrea Sini) Leggi l'articolo
[14 gennaio 2011]

 

Marea Nera  In Sardegna


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In Sardegna un'onda di olio combustibile ha sommerso una vasta linea costiera vicino a Porto Torres, sulla costa Nord Ovest dell'isola. Anche se i particolari sono scarsi e contraddittori, sembra che l'ingente fuoriuscita di carburante sia avvenuta durante le operazioni di rifornimento della centrale elettrica della E.on di Porto Torres. I dati ufficiali parlano di una prima fuoriuscita di 18.000 litri e di almeno una seconda perdita di dimensioni superiori, ma si sospetta che la quantità di olio combustibile sia molto maggiore a quella dichiarata.
Sea Shepherd è presente sul posto sia con i volontari del gruppo Sardo, sia con dei volontari arrivati da Roma. L'offerta di collaborazione con le autorità per fornire volontari per la pulizia delle coste è stata stroncata dalle istituzioni con la motivazione che la sostanza da maneggiare è altamente cancerogena, ma senza fornire alcun dato sulla quantità di materiale riversato nell'ambiente, e sull'estensione del disastro. Bene, quindi abbiamo una vasta chiazza di carburante cancerogeno a zonzo per i cristallini mari del nord della Sardegna pericoloso per chi ne venga a contatto, ma non vengono divulgati i dati su dove sia con precisione e quanto grande sia. Per non mettere a rischio la prossima stagione turistica le notizie ai media vengono messe a tacere, e sui giornali e nei telegiornali non se ne parla.

La deduzione è semplice: per non rovinare le vacanze ai turisti, si lascia che l'olio combustibile penetri nella fascia litoranea di sabbia, soffochi le forme marine, e sia tranquillamente a contatto con chi vive e frequenta la zona. Meglio lasciare che le sostanze cancerogene entrino nei nostri organismi piuttosto che mettere a rischio gli affari degli alberghi e delle pizzerie della zona.

Questa è la situazione: il "benessere" non può essere disturbato da un disastro ambientale, soprattutto se tale disastro ambientale viene cancellato da un muro di gomma. Tanto poi chi si ricorderà di questo disastro quando tra 10-20 anni ci sarà un innalzamento dei casi di cancro nella popolazione?
Fortunatamente tutte le associazioni ambientalistiche si battono insieme con l'obiettivo comune di fare qualcosa di concreto, di mandare volontari per aiutare a pulire le coste e raccogliere le sostanze inquinanti. A tal proposito pubblico una mail che è arrivata a Sea Shepherd da parte di un gruppo di volontari locali indicante che la volontà di fare qualcosa non è stata soffocata dal muro di censura che circonda questa vicenda. Insieme possiamo sconfiggere i censori che ci impediscono di fare azioni positive per il nostro pianeta, e più in dettaglio, per uno dei più incantevoli angoli del mediterraneo.

Gent.le Seasheperd

scrivo dalla Sardegna, dove siamo in piana emergenza marea nera, i media non diffondono la notizia o la minimizzano, ma la situazione è molto grave. La sostanza sta invadendo le coste creando scempi inimaginabili, non si riesce ad intervenire, non abbiamo mezzi né aiuti, la società incaricata della bonifica non è cordinata adeguatamente né monitorata, sta creando più danni che altro, intervenire è molto difficile la sostanza si appiccica ovunque e si espande, togliendola si rischia di contaminare il resto, perché non é né solida né liquida, è appiccicosa e invade tutto, noi volontari siamo pochissimi, e non abbiamo attrezzature adeguate.

Comune, Protezione Civile, associazioni ambientaliste coinvolte non agiscono adeguatamente e non sanno cordinare né la società adetta alla bonifica né noi volontari. La marea nera è arrivata fino alle bocche di Bonifacio, minacciando il paradiso dei cetacei e le colonie di gabbiani corsi, la sabbia viene buttata a palate nelle buste di spazzatura, spogliando i litorali, e le bianche coste sono ormai nere. Vi prego di non ignorare questa mail e di risponderci, abbiamo bisogno davvero urgente bisogno di consigli e di aiuto. Spero mi rispondiate, è una richiesta disperata di aiuto di un gruppo di volontari che amano la propria terra, le coste e i suoi animali che rischiano di morire sotto un mostro nero.
Grazie dell'attenzione spero davvero di avere vostre notizie.

Roberta Soru e i volontari di Tempio Pausania

http://www.seashepherd.it/news-and-media/muro-di-gomma-in-sardegna.html


. Anche le cose sognano.. Regenesi .

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