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mercoledì 22 giugno 2011

i pannelli solari più efficienti al mondo , le celle solari GaAS




i pannelli solari più efficienti al mondo , le celle solari GaAS



Celle solari con un'efficienza energetica da record. Sono state messe a punto da Alta e promettono di diminuire i costi del solare e renderli ancor più concorrenziali rispetto al mercato dei combustibili fossili.

Presentate in occasione della 37° IEEE Photovoltaic Specialist Conference a Seattle, in corso dal 19 al 24 giugno, le nuove celle hanno superato il record di efficienza, passando dal 26,4% al 27,6% alla fine dell'anno scorso, toccando recentemente il tetto del 28,2%, come ha verificato il National Renewable Energy Laboratory (NREL).

Secondo Eli Yablonovitch, co-fondatore di Alta e docente presso l'Università della California di Berkeley, proprio le stelle celle solari emettono la luce che poi a loro volta riassorbono per produrre l'energia. "Per massimizzare la tensione, avevamo bisogno del materiale per generare più fotoni all'interno della cella solare. L'emissione di luce è la chiave per l'aumento dell'efficienza", ha spiegato Yablonovitch attraverso un comunicato.


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Per far sì che ciò avvenga e che le celle possano emettere la luce, occorrono però dei materiali specifici. Uno di essi, cui starebbe lavorando Alta, è l'arseniuro di gallio (GaAs), spesso usato nei dispositivi solari ad alto rendimento con diversi strati di semiconduttori, come quelli usati sui satelliti. Basterebbe una pellicola sottile (un micron) di questo materiale per aumentare il rendimento delle celle. La scelta è ricaduta su di esso perché è naturalmente più efficiente nella conversione della luce solare in energia elettrica rispetto al silicio e ad altri materiali.

Il Ceo di Alta, Christopher Norris, invece ha spiegato da cosa è nata l'idea: "Nel 2009, il nostro team è venuto da me con una timeline abbastanza aggressiva dedicata al migiloramento dell'efficienza delle celle solari”. Ma, chiaramente, c'erano dei limiti pratici da superare. Continua Norris: "Tuttavia, negli ultimi due anni, il team è riuscito a raggiungere il traguardo".

Spingendo i limiti delle celle solari oltre quelli raggiunti fino ad oggi, il prossimo step da raggiungere secondo il Ceo di Alta è il costo di un solo 1 dollaro per ogni watt installato. E noi auguriamo al suo team di riuscirci.

Francesca Mancuso

Arseniuro di gallio (GaAs), una lega binaria con proprietà semiconduttive, in grado di assicurare rendimenti elevatissimi, dovuti alla proprietà di avere un gap diretto (a differenza del silicio). Viene impiegata soprattutto per applicazioni militari o scientifiche avanzate (come missioni automatizzate di esplorazione planetaria o fotorivelatori particolarmente sensibili). Tuttavia il costo proibitivo del materiale monocristallino a partire dal quale sono realizzate le celle, lo ha destinato ad un impiego di nicchia.


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venerdì 17 giugno 2011

Dal nucleare alle rinnovabili


Dal nucleare alle rinnovabili, ma senza avidità

Dopo aver detto addio al nucleare, come si prospetta lo scenario energetico italiano? È facile ipotizzare che verranno notevolmente promosse le fonti rinnovabili. Eppure “anche un'energia intelligente come il fotovoltaico in questo paese può diventare estremamente 'stupida' se gestita con la consueta avidità predatoria”. Vediamo perché.


rinnovabili
Dopo aver detto addio al nucleare, come si prospetta lo scenario energetico italiano?
Ora che cominciamo a uscire dalla grande euforia per la solenne vittoria democratica conseguita nei quattro referendum, bisogna iniziare a riflettere sulle conseguenze del voto.
A poche ore dall’esito del voto, anzi ad urne ancora aperte, quando si profilava il raggiungimento del quorum, le piazze d’affari italiane già cominciavano a riversare capitali sulle aziende di Green economy quotate in borsa.
La banda dei furbetti, che aveva pensato di arricchirsi sulle commesse del nucleare, fiutava il vento e cominciava a spostare la sua attenzione sulle rinnovabili. Le energie rinnovabili, lo abbiamo visto già, possono infliggere gravi danni all’ambiente, al paesaggio ed all’agricoltura.
Enormi distese di silicio, comparse un po' ovunque sui migliori terreni di pianura, stanno a testimoniare che anche un'energia intelligente come il fotovoltaico in questo paese può diventare estremamente 'stupida' se gestita con la consueta avidità predatoria.
Il cibo è la prima fonte di energia rinnovabile, ed in questo paese non se ne produce in quantità sufficiente al fabbisogno nazionale (ne importiamo il 67%). Questa semplice considerazione dovrebbe consigliare l’istallazione del FV sui tetti ed i lastrici solari che in Italia coprono quasi 30.000 Km2 (ne basterebbe un quinto per soddisfare tutto il fabbisogno elettrico diurno)
fotovoltaico pannelli
'Anche un'energia intelligente come il fotovoltaico in questo paese può diventare estremamente 'stupida''
Le rinnovabili come il solare termico e fotovoltaico ed anche il mini eolico e la micro-cogenerazione danno il meglio di sé nella produzione per auto consumo - la 'filiera corta' infatti evita la perdita del trasporto, che in Italia dissipa quasi un decimo dell'energia elettrica prodotta – e inoltre rappresentano una conquista democratica, perché riducono la dipendenza delle famiglie dai monopolisti dell'energia, abbattono i costi in bolletta ed introducono un circuito virtuoso per cui le aliquote pagate dai cittadini consumatori finiscono nelle tasche di cittadini produttori/consumatori.
Il quarto conto energia del ministro Romano, appena varato, aveva molto raffreddato l'euforia consumista (di suolo) che impazzava nello scorso anno, ma i mandanti di questo provvedimento non erano gli ambientalisti, ma i padroni di industrie energivore, preoccupati dall'aumento delle bollette elettriche, ed il ministro si era limitato ad introdurre una rapida ed indiscriminata diminuzione delle aliquote.
Ora è facile immaginare che tale provvedimento sarà cassato e le aliquote torneranno alte. Bisognerà essere pronti a dare battaglia perché il differenziale tra il fotovoltaico integrato ai fabbricati e quello in terra agricola, venga fortemente divaricato, anzi, per la verità bisognerebbe dare battaglia affinché, come ha fatto la Merkel in luglio dello scorso anno in Germania, venga rimosso qualsiasi incentivo sul fotovoltaico in terra agricola.

di Andrea Marciani


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Latte radioattivo dopo Fukushima



Latte radioattivo dopo Fukushima






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Attenti: nessuno ne parla, ma la radioattività diffusa nell’atmosfera dall’incidente nucleare di Fukushima potrebbe essere molto più pericolosa di quanto ci viene raccontato. Il trucco? Abbassare a tavolino la soglia di sicurezza, come ha fatto il Giappone per evitare il crollo della pesca e il business mondiale del pesce. In Italia, a distanza di migliaia di chilometri, solo il Codacons ligure ha denunciato la Tepco per disastro ambientale. Siamo già tutti radioattivi senza saperlo? Stando ai dati ufficiali, il latte italiano è scarsamente contaminato: ma in teoria, secondo gli standard Euratom, potrebbero bastare 10 litri per esporre un bambino piccolo a potenziale rischio radioattivo, sommando semplicemente gli indicatori per litro forniti dall’Ispra in base all’analisi del nostro latte dopo Fukushima.
Possibile che il latte italiano contaminato da Fukushima nasconda il pericolo, per i più piccoli, dell’anticamera del rischio nucleare? Interrogativi lattesollevati con preoccupazione da Lorenzo La Face, studente di Medicina del Lavoro (tecnica della prevenzione degli ambienti e dei luoghi di lavoro) che per passione personale rileva quotidianamente i valori di radioattività nell’aria. Già a marzo si era reso protagonista di una involontaria polemica con l’Arpa della Liguria, scettica di fronte al “picco” di radioattività da lui registrato a Genova. «Lo studente – scrive Diego Pistacchi sul “Giornale” – non ha cercato né facile pubblicità, né ha inteso creare allarmismo». Si era rivolto all’Arpa proprio perché «consapevole che la sua misurazione era comunque soggetta a possibili errori», ma si è sentito rispondere che il suo rilevatore «potrebbe essere stato colpito in quel momento da un raggio cosmico, cioè una particella radioattiva arrivata dallo spazio».
Più probabile invece che le sue rilevazioni, condotte a terra, dessero risultati diversi da quelle dell’Arpa perché i “sensori” dell’agenzia regionale di protezione dell’ambiente sono dislocati in alto, sui tetti: «Una differenza – continua “Il Giornale” – già potrebbe essere rappresentata dal fatto che la pioggia, portando a terra sostanze raccolte eventualmente dalla nube, creerebbe una maggior radioattività proprio a terra, dove si infrange». Lorenzo La Face ribadisce di non pretendere di fornire certezze con i suoi dati, anche se si augurava che le sue segnalazioni venissero prese in considerazione. Di certo non ha intenzione di arrendersi: e per questo, con un esperto micologo, si prepara a compiere accertamenti sui funghi, ottimi recettori e segnalatori di radioattività. «Uno studio sempre personale e Lorenzo La Faceprivato, che semmai userò per farci la tesi», spiega Lorenzo, che intanto torna all’attacco denunciando il silenzio generale sull’effetto-Fukushima.
«Dopo la certezza dell’arrivo della contaminazione in Italia – scrive, sul blog “Notizie Genova” – ecco le prove su tutto quello che non sappiamo». Sotto accusa, innanzitutto, la scarsa attenzione per gli standard di sicurezza: che sono ancora quelli fissati dall’Euratom nel 1996. Anche per il Criirad, l’agenzia indipendente francese sulla sicurezza nucleare, si può stare tranquilli se la radioattività non supera i 10 MicroSievert all’anno. «La quantità di iodio-131 capace di rilasciare una dose di 10 MicroSievert varia molto con l’età del consumatore», spiega Lorenzo, «e i bambini fino a due anni sono i più vulnerabili: l’ingestione di 56 Becquerel (Bq) di iodio-131 è sufficiente a rilasciare nel loro corpo una dose di 10 MicroSievert», come conferma una ricerca documentata dal Criirad sulla base della Direttiva Euratom.
Secondo l’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, i controlli effettuati sul latte italiano il 30 marzo hanno rilevato tracce di iodio-131 con un valore massimo di 5,24 Becquerel per litro, oltre alla presenza di cesio. Mentre il Sievert indica il reale impatto radioattivo sulla salute, il Bequerel si limita invece a rilevare il numero di atomi che, per unità di tempo, si trasformano in elementi radioattivi: «Senza altri dati – precisa Lorenzo La Face – non è pertanto indicativo riguardo ai danni alla salute che possono portare le radiazioni ionizzanti (che invece è quello che interessa al cittadino)». Pur tenendo conto di questa premessa e usando tutte le cautele del caso, forse la situazione non è così rassicurante: sommando infatti la dose di Bequerel per litro, si scopre che basta bere dieci litri e mezzo di latte per raggiungere quota 56 Bequerel, pari a 10 cibo radioattivoMicroSievert, cioè la soglia europea di rischio. Soggetti più esposti: i bambini piccoli.
«Questo significa che con poco più di 10 litri di latte contaminato il bambino riceve una dose radioattiva che raggiunge il limite massimo di sicurezza  imposto dalla direttiva Euratom per un anno», sostiene Lorenzo. «Con un litro di latte contaminato viene pertanto ingurgitata una quantità di iodio-131 che secondo Euratom è da considerare pericolosa, anche se fosse stata assunta in un mese». Comunque, al di là dei numeri, appellandosi alla letteratura scientifica, per Lorenzo si può certamente affermare che «non esiste soglia sotto la quale le radiazioni non possono fare danno, visto che si tratta di una questione probabilistica». I limiti di legge, continua il futuro medico-ecologo, «sono solo valori precauzionali: pertanto, ad ogni seppur minimale aumento dell’esposizione, corrisponde un aumento della possibilità di avere dei danni alla salute (e all’ambiente) perchè i nostri meccanismi di autoriparazione dei danni genetici sono “abituati” a lavorare con livelli di fondo più bassi», senza contare che «non esistono studi ufficiali sugli effetti di “basse” esposizioni prolungate nel tempo».
Per l’Ispra, che dal 12 marzo controlla il livello di radioattività dell’aria e del suolo alla ricerca di iodio-131 e cesio-137, i livelli di radioattività rilevati in Italia non sarebbero dannosi per la salute. Ma i francesi del Criirad rilanciano l’allarme: verdura e latte delle nostre nazioni europee sarebbero contaminati dallo iodio-131, isotopo radioattivo potenzialmente dannoso per la salute, rilasciato proprio dal disastro di Fukushima. Allarme purtroppo confermato anche dall’istituto francese per la protezione radiologica e la sicurezza nucleare. Secondo le ricerche d’oltralpe, non sarebbe semplice stabilire in che modo si raggiungerebbero i 10 MicroSievert. I bambini, in particolare, si è ipotizzato possano superare la soglia in due settimane, perché particolarmente sensibili anche ad esposizioni minime di questi elementi radioattivi. Per questo i francesi Giappone pesce radioattivohanno consigliato a donne incinte e bambini di non mangiare verdure a foglia larga, dove è più facile si depositino iodio e cesio, e di non bere latte.
In Giappone hanno recentemente triplicato il limite per la radioattività nel pesce. «Triplicato – insiste Lorenzo La Face – senza che venissero fatti studi per verificare se ciò può comportare danni alla salute dei consumatori». Di questo passo, manipolando i limiti solo per proteggere l’economia, non si aprono scenari inquietanti? Eccome: per importare alimenti dal Giappone, la Commissione Europea si accontenta che la radioattività del cibo sia pari al massimo a 500 Bequerel per chilo, «senza tenere minimamente conto di ciò che è espresso nella Direttiva Euratom». Sulla sicurezza, sembra dunque prevalere la ragione commerciale. «Se nel 1996 10 MicroSievert all’anno erano pericolosi secondo studi scientifici, come ora riconferma anche il Criirad, perchè all’alba del 2011 improvvisamente non dovrebbero esserlo più? Forse perché Euratom è troppo anni ’90, mentre ormai siamo nel terzo millennio?» (info: www.notiziegenova.altervista.org).


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domenica 12 giugno 2011

Egitto, esplosione in centrale nucleare perdita di acqua radioattiva


Egitto, esplosione in centrale nucleare perdita di acqua radioattiva



Una perdita di acqua radioattiva sarebbe avvenuta nelle ultime ore nella piccola centrale nucleare di Anshas, in Egitto, dopo l’esplosione di una pompa del reattore. Lo ha rivelato una fonte dell’Autorità egiziana per l’energia atomica, coperta da anonimato, al giornale locale Rose el Youssef, che titola “L’Egitto si salva da un disastro nucleare”. La fonte ricorda che il primo reattore di ricerca di Anshas è stato rimesso in funzione di recente senza l’autorizzazione del Centro per la sicurezza nucleare e senza rispettare le norme di sicurezza dei reattori. La fonte ha spiegato al giornale che un’esplosione è avvenuta ieri nella pompa del reattore e ha provocato la perdita di dieci metri cubi di acqua radioattiva. In base ai criteri dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, ha aggiunto la fonte, il “disastro” è classificabile al terzo livello. La centrale di Anshas si trova a nord del Cairo, nel Delta del Nilo.

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venerdì 3 giugno 2011

130 INCIDENTI NUCLEARI NEGLI ULTIMI 50 ANNI




130 INCIDENTI NUCLEARI NEGLI ULTIMI 50 ANNI:

 I NUMERI DI CUI NESSUNO PARLA



1952 Chalk River (Canada). L'errore di un tecnico provocò una reazione che portò alla semidistruzione del nocciolo del reattore.

1952 USA. Un incidente con reattore Argon. 4 morti accertati.

1955 Febbraio, Atlantico. La nave appoggio Fori-Rosalie della Royal Navy affonda nell'Atlantico 1500 recipienti contenenti ciascuno una (1) tonnellata di residui atomici a 1.600 Km dalle coste inglesi e a 2.000 metri di profondità.

Ottobre 1957 Windscale (GB). Fusione del nocciolo (l'incidente più grave che possa accadere in una centrale). Il reattore viene inondato. Fuga di radioattività pari al 1/10 della bomba atomica di Hiroshima. La nube radioattiva arriva fino in Danimarca. La radioattività su Londra si eleva 20 volte oltre il valore naturale (Londra dista da Windscale 500 km). Il consumo di latte è vietato in un raggio di 50 km (ogni giorno vengono gettati 600.000 litri di latte).

1957 Sellafield (Gran Bretagna). Un incendio nel reattore dove si produceva Plutonio per scopi militari generò una nube radioattiva imponente. La nube attraversò l'intera Europa. Sono stati ufficializzati soltanto 300 morti per cause ricondotte all'incidente (malattie, leucemie, tumori) ma il dato potrebbe essere sottostimato.

1957 Kyshtym (Unione Sovietica). Un bidone di rifiuti radioattivi prese fuoco ed esplose contaminando migliaia di Kmq di terreno. Furono esposte alle radiazioni circa 270.000 persone.

1958 Usa. Un incidente a Oak Ridge: 12 persone investite dalle radiazioni.

1958 zona Urali (Urss). Catastrofe nucleare a causa dell'esplosione di un deposito di scorie radioattive. Centinaia di morti. Decine di migliaia di contaminati. Migliaia di km. ancora oggi recintati.

1961 Idaho (Usa). Esplosione del reattore: 3 morti. Non si sono contati gli intossicati dentro e fuori l'impianto. Il grado di contaminazione dei corpi dei deceduti risultò così alto che le teste e le mani furono tagliate e sepolte in un deposito di scorie radioattive. L'impianto è stato definitivamente chiuso.

1964 Usa. Incidente al reattore Wood River: (1) un morto.

1964 Garigliano (Italia). Guasto al sistema di spegnimento di emergenza del reattore. Si è andati vicino alla catastrofe.

1966 Belgio. Il fisico Ferdinand Janssen intossicato viene portato all'ospedale Curie di Parigi.

1966 Ottobre, Lagoona Beach (Usa). Alcune piastre di protezione si staccano e bloccano il circuito di raffreddamento del reattore auto-fertilizzante Enrico Fermi (61 Mw) per cui si ha surriscaldamento; il dispositivo di arresto automatico non funziona; il reattore riprende la sua attività soltanto nel 1970; e nel 1972 viene fermato definitivamente.

1967 Trino Vercellese (Italia). Fessurazione di una guaina d'acciaio di una barra di combustibile con conseguente chiusura della centrale per 3 anni. Per buona parte di questo tempo la centrale ha scaricato nelle acque del Po Trizio Radioattivo.

1967 Francia. Fusione di elementi combustibili nel cuore del reattore di Siloe (Grenoble). Ciò provoca la liberazione di Iodio 131 e Cesio 137 nell'acqua di raffreddamento del reattore. Si liberano gas radioattivi nell'aria.

1968 Den Haag (Olanda). Per un «errore tecnico» si libera nella centrale Up 2 del materiale radioattivo. La radioattività nell'aria della città supera di 100 volte i limiti «accettabili».

1968 Gennaio, Chooz (Belgio). Grave incidente nel reattore ad acqua leggera. La riparazione è durata 2 anni e 2 mesi. Nel 1970 il reattore è guasto di nuovo.

1968 Agosto, Brenìllis (Spagna). La centrale si blocca completamente. La riparazione è durata 3 anni.

1968 Francia. Il reattore di Monts Arreé si arresta per un incidente. Periodo di riparazione: 3 mesi.

1969 Garigliano (Italia). Sette arresti alla centrale per guasti.

Febbraio 1969 Latina (Italia). Arresto alla Centrale di Latina per mancanza di alimentazione alla strumentazione. (A Marzo si avrà ancora un grosso guasto alla stessa centrale).

Gennaio 1969 Lucens (Svizzera). Dopo sole 7 ore di funzionamento si ha surriscaldamento con rottura di guaine ed infiltrazione di acqua contaminata nel sotterraneo. La grotta contenente la centrale è stata murata definitivamente.

1969 Germania. Per fessurazioni molteplici delle turbine il reattore Gundremmingen sul Danubio viene chiuso per 3 anni.

1969 Usa. Incendio nel reattore di Rocky-Flats. Durante l'incendio si perde Plutonio.

1969 Francia. Parecchi chilogrammi di Uranio vanno persi durante un incidente a Saint Laurent des Eaux. Le riparazioni durano parecchi mesi.

1970 Belgio. Altro incidente nel cuore del reattore di Chooz.

1970 Chicago (Usa). L'impianto Edison perde 200.000 litri di acqua contaminata.

1970 Usa. Il reattore da 600 Mw Dresden 2 sfugge completamente al controllo per 2 ore per un guasto ad una apparecchiatura di controllo.

1971 Den Haag (Olanda). Rottura di un tubo per il convoglia-mento di acqua radioattiva.

1971 Kansas. Si scopre che la miniera di sale scelta per lo stoccaggio delle scorie radioattive, al riparo dell'acqua, è piena di buchi e l'AEC (Ente USA per l'Energia Nucleare) è costretto a improvvisare dei piani di stoccaggio in superficie.

1971 Francia. Fournier rivela in «Charlie Hebdo» n. 14 che un tecnico del centro nucleare di Saclay ha tentato, due anni prima, di suicidarsi dando fuoco al laboratorio in cui lavorava.

1972 Francia. Due militanti del gruppo ecologico «Survivre et Vivre» scoprono che più di 500 fusti di residui radioattivi su 18.000 conservati all'aperto al centro di ricerche nucleari di Saclay, hanno larghe fenditure che lasciano così sfuggire la radioattività.

1972 Francia. Un operaio portoghese che non conosce i segnali di pericolo lavora parecchie ore in una sala irradiata del centro di Saclay.

1972 Francia. Ancora al centro di Saclay sfuggono dieci metri cubi di liquidi radioattivi.

1972 Usa. Due lavoratori nell'impianto di Surry muoiono per l'esplosione dei tubi di un sistema di sicurezza mentre ispezionano tubi già difettosi.

1973 Marzo, Chinon (Francia). Arresto definitivo della centrale nucleare di Chinon I, dopo soli 11 anni di funzionamento. Di fatto la centrale ha mosso le turbine per 43.000 ore, ossia per 5 anni.

1973 Hanford (Usa). La AEC ammette che nei 15 anni precedenti si sono verificati 15 incidenti in cui si sono liberati liquidi radioattivi per un totale di 1.600.000 litri.

1973 Settembre, La Hague (Francia). Fuga di gas radioattivo. 35 lavoratori sono contaminati di cui 7 gravemente.

1973 Settembre, Windscale (GB). Nell'officina di ritrattamento si ha un rigetto di radioattività. 40 lavoratori sono contaminati.

1973 Novembre, Hanford (Usa). Si ha la (17^) diciassettesima fuga di liquidi radioattivi. Gli accumuli di Plutonio in una fossa vicino alla città sono così grandi da rendere possibile una reazione a catena.

1973 Dicembre (Usa). Di 39 reattori, negli Usa, 13 sono fuori servizio. Brown's Ferry lavora al 10%, Peach Botton al 2%, Connec 2 al 20%.

1973 Den Haag (Olanda). 35 addetti agli impianti sono intossicati (7 in modo molto grave). Nubi di gas radioattivo si diffondono per 15 minuti sulla campagna.

1974 Usa. Da un'inchiesta risulta che più di 3.700 persone che avevano accesso ad armi atomiche hanno dovuto essere licenziate. Motivi: demenza, decadimento intellettuale, alcolismo.

1974 Sevcenko (Urss). Reazione tra il Sodio (usato come liquido refrigerante) e l'Acqua con generazione di Idrogeno e Soda Caustica (che a sua volta corrode il circuito di trasporto del fluido). Il risultato è una grossa esplosione.

1974 Aprile, (Austria). Qualcuno contamina volontariamente il treno Vienna-Linz con Iodio 131 e Iodio 113. Dodici (12) persone vengono ricoverate. Gli autori dell'attentato non sono mai scoperti.

1974 Maggio, Casaccia (Italia). Si spacca un recipiente contenente Plutonio. Non si sa altro.

1974 Maggio, (Usa). L'USAEC comunica che 861 anomalie si sono prodotte nel 1973 nei 42 reattori in funzione; che 371 avrebbero potuto essere serie e che 18 lo furono realmente (di cui 12 con fuga di radioattività).

1974 Usa. Una nube radioattiva di Trizio si forma per una fuga di gas da un condotto della centrale di Savannah Mirex, in Carolina. La nube va lentamente alla deriva ad una altezza di 70 metri.

1974 Francia. A 60 anni dall'avvio di una fabbrica di Radio, nonostante il suo smantellamento, si libera ancora una radioattività significativa. L'acquirente del terreno di Gyf-sur-Yvette sul quale la fabbrica è situata scopre in vari punti fonti radioattive che superano 50 volte la dose massima consentita.
1974 Belgio. L'acqua della condotta Visé, captata nel Pletron, contiene da 2 a 3 volte più Radon 22 (gas radioattivo) del massimo ammesso per una popolazione adulta vicina ad una centrale.

1975 Gennaio, Usa. Viene ordinata la chiusura di 23 reattori per guasti nel sistema di raffreddamento, vibrazioni anormali e piccole fughe di gas radioattivo.

1975 Germania. Il 19 Novembre muoiono 2 operai nel reattore di Gundremmingen. I due dovevano riparare una valvola. Escono 4 litri di vapore radioattivo ad una pressione di 60 atmosfere e ad una temperatura di 270°C.

1975, 22 Novembre, Italia. Due (2) navi americane, la portaerei J.F.Kennedy e l'incrociatore Belknap, a bordo della quale vi erano armi nucleari, (come testimonia l'allarme in codice 'broken arrow' che fu lanciato dal comandante della sesta flotta americana e che indica appunto un incidente che vede coinvolte armi nucleari) si scontrano al largo della Sicilia. La Belknap prese fuoco e fu gravemente danneggiata, ma l'incendio venne fermato a pochi metri dal magazzino che conteneva le armi atomiche.

1975 Marzo, Brown's Ferry (Usa). Per cercare correnti d'aria nella cabina di comando della centrale viene usata una candela che appicca il fuoco a tutti i cavi elettrici bloccando tutti i sistemi di sicurezza. Si riesce a rimediare fortunosamente (per un resoconto più dettagliato di questo grave incidente vedi il «Corriere della Sera» del 2/7/1977, p. 3.). Secondo il calcolo delle probabilità questo incidente può verifi-carsi in un caso su mille miliardi!

1976 Gennaio, Germania. Sempre a Gundremmingen la neve caduta in abbondanza spezza le linee elettriche che convogliano l'energia prodotta nel reattore. Questo, spento con la procedura d'emergenza, fu soggetto ad una tale pressione interna che le valvole di sicurezza si aprirono e liberarono vapore radioattivo.

1976 Windscale (GB). Il reattore contamina di Iodio 131 centinaia di miglia di territorio.

Ottobre 1976 Tallin (Urss). Salta in aria una centrale atomica sotterranea: almeno cento persone sono morte. Le autorità sovietiche negano ma dopo il 25 Ottobre, e per una settimana almeno, il quotidiano Russo ha pubblicato una decina di necrologi ogni numero (Per un resoconto più dettagliato di questo incidente vedi «Panorama» de 30/11/1976, p. 145.).

1977 Bulgaria. Nella centrale di Klozodiy, a causa di un terremoto, salta la strumentazione di controllo del reattore. Grazie ai tecnici che sono riusciti a fermare la reazione, l’Europa ha evitato conseguenze gravissime.

1977 Aprile, El Ferrol (Spagna). Fuga radioattiva. Più di 100 persone contaminate.

1978 Maggio, Caorso (Italia). Il giorno del collegamento della centrale con la rete elettrica (26 Maggio '78) si sono avute fughe limitate nel reparto turbine. Ci sono valvole che non tengono, strutture portanti, come i tiranti che sostengono i tubi del gas radioattivo, mal progettati con calcoli sbagliati.

1979 Three Mile Island, Harrisburgh, Usa. Il surriscaldamento del reattore provocò la parziale fusione del nucleo rilasciando nell'atmosfera gas radioattivi pari a 15000 terabequerel (TBq). In quella occasione vennero evacuate 3.500 persone.

1982 USA. Nella centrale di Giuna, uno dei tubi del sistema refrigerante sì fessura e scarica acqua bollente radioattiva.

1982 USA. Dopo l’incidente di Giuna si scoprono in altre sette centrali oggetti di metallo dimenticati nelle condotti. Molti impianti sono così fermati perché ritenuti poco sicuri.

1986 Chernobyl, Unione Sovietica. L'incidente nucleare in assoluto più grave di cui si abbia notizia. Il surriscaldamento provocò la fusione del nucleo del reattore e l'esplosione del vapore radioattivo. Si levò al cielo una nube pari a 12.000.000 di TBq di Materiale Radioattivo disperso nell'aria (per avere un'entità del disastro confrontate questo valore con i 15.000 Tbq del precedente incidente nucleare registrato nel 1979 a Three Mile Island negli Usa). Circa 30 persone morirono immediatamente, altre 2.500 nel periodo successivo per malattie e cause tumorali. L'intera Europa fu esposta alla Nube Radioattiva e per milioni di cittadini europei aumentò il rischio di contrarre tumori e leucemia. Non esistono dati ufficiali sui decessi complessivi ricollegabili a Chernobyl dal 1986 ad oggi.

1989 Finlandia. Avaria nel sistema di controllo nella stazione di Olkiluoto.

1990 Germania. Infiltrazione di tritio nella stazione nucleare di Kruemmel.

1991 Finlandia. Spegnimento manuale dovuto ad un incendio nella stazione di Olkiluoto.

1991 Germania. Incidente durante il rifornimento di carburante nella stazione di Wuergassen.

1992 Germania. Avaria nel sistema di raffreddamento nella centrale di Brunsbuttel.

1995 Germania. L'Alta Corte Tedesca decide che la licenza di attività concessa alla stazione di Mülheim-Kärlich è illegale, a causa della mancata considerazione, in fase di concessione, del rischio di terremoto nella zona.

1996 Germania. Un programma della TV Tedesca, Monitor, svela che la Siemens ha compiuto numerosi errori durante la costruzione della stazione di Kruemmel.

1997 Germania. 20.000 dimostranti si affollano presso il deposito di scorie radioattive di Gorleben per manifestare contro il trasporto di scorie nucleari.

1997 Germania. Un treno trasportante liquido nucleare deraglia di fronte alla stazione di Kruemmel.

1999, 8 Gennaio, Francia. Centrale di Cruas Meysse, 65 persone evacuate dopo che si sono accese le luci d’allarme radioattivo.

1999, 11 Marzo, Francia. Centrale del Tricastin, un (1) contaminato.

1999, 16 Giugno, Russia. Centrale di Seversk, 2 contaminati per fuga radioattiva.

1999, 23 Giugno, Ucraina. Centrale di Rivno, principio incendio.

1999, 4 Luglio, Ucraina. Centrale di Zaporozhie (Ucraina), bloccato un reattore per precauzione.

1999, 12 Luglio, Giappone. Centrale Tsuruga, bloccato reattore per una perdita acqua.

1999, 17 Luglio, Ucraina. Centrale di Cernobyl, 3 operai contaminati.

1999 Tokaimura, Giappone, 1999. Un incidente in una fabbrica di Combustibile Nucleare attivò la reazione a catena incontrollata. Tre persone morirono all'istante mentre altre 450 furono esposte alle radiazioni (119 in modo grave). La mattina di giovedì le autorità rivelano che, a causa di una fuoriuscita d’uranio, si è innescata una fissione incontrollata nel nocciolo del reattore. Alle 10:30 scatta l’allarme, alcuni operai sono stati contaminati in modo molto grave. Alle 12:41 la Polizia crea un 'cordone' intorno alla centrale, si capisce che l’incidente sta diventando più grave del previsto. Alle 15:18 alcune famiglie residenti nei pressi della centrale vengono evacuate. Alle 21:00 si tiene una riunione di emergenza e il governo comprende a questo punto la gravità dell’incidente; oltre 300000 persone invitate a stare in casa. Alle 24:00 la radioattività attorno e dentro all’impianto raggiunge livelli tra le 10 e le 20 mila volte superiore alla norma. Alle 02:30 del giorno seguente 18 tecnici operi nell’impianto accettano una missione da veri 'kamikaze', devono entrare nell’impianto per fermare la reazione a catena, ben consapevoli che, terminata la missione, non sarebbero più stati gli stessi. Alle 06:00 le autorità affermano che la radioattività è scesa a zero (0). Dopo si accerterà che è stato un errore umano, i tecnici stavano infatti trasportando, all’interno dell’edificio dove si tratta l’Uranio usato come combustibile nella vicina centrale nucleare, due barili di miscela di Uranio-Acido Nitrico (che venivano miscelati a mano, con un rudimentale imbuto, di 30 kg ognuno: questi sono involontariamente caduti terra ed essendosi miscelati, hanno innescato la reazione. I tecnici che hanno fermato la reazione sono all’ospedale in gravissime condizioni.

1999, 2 Ottobre, Ucraina. Centrale di Khmelitskaya, blocco del reattore per malfunzionamento.

1999, 4 Ottobre, Corea del sud. Centrale di Wolsong, 22 operai contaminati.

1999, 5 Ottobre, Finlandia. Centrale Loviisa, perdita di Idrogeno.

1999, 8 Ottobre, Giappone. Deposito di scorie a Rokkasho, fuoriuscita radiazioni.

1999, 20 Ottobre, Francia. Superphenix, un incidente arresta lo scarico di materiale radioattivo.

1999, 27 ottobre, USA. 'I bambini statunitensi residenti vicino le centrali nucleari di New York, New Jersey e Florida hanno nei denti un 'radioisotopo' (lo Stronzio 90) che li espone ad un rischio tumore molto alto'. Così Ernest Sternglass, professore di radiologia all'università di Pittsburgh ha esordito nell'ultima conferenza stampa del progetto no-profit di 'radioprotezione e salute pubblica'. Lo sconcertante risultato è stato ottenuto dai ricercatori statunitensi che hanno analizzato 515 bambini residenti negli Stati di New York, New Jersey e Florida. I livelli di radioattività rilevata nei campioni, raccolti dal 1979 al 1992, erano molto vicini a quelli osservati a metà degli anni '50 quando Stati Uniti e Unione Sovietica, in piena guerra fredda, si dilettavano negli esperimenti con le armi invisibili. Secondo i responsabili del progetto i livelli di radioattività dovevano invece essere scesi intorno allo zero. 'Se gli esperimenti nucleari sia di superficie, sia sotterranei sono effettivamente terminati, i primi sospetti cadono sui reattori nucleari e sui relativi incidenti', ha detto Sternglass, che ha aggiunto: 'II mondo è troppo piccolo per gli incidenti nucleari'. I responsabili del progetto attribuiscono parte di questa radioattività al disastro avvenuto nel 1979 a Three Mile Island e a quello di Chernobyl nel 1986. Ci sono documenti federali che testimoniano la fuga nucleare dal reattore di Suffolk (New York) nei primi anni '80.

1999, 18 Novembre, Scozia. Centrale di Torness, un tornado precipita a meno di 800 metri dall’impianto.

1999, 13 Dicembre, Russia. Centrale Zaporozhe, fermato reattore.

2000, 5 Gennaio, Francia. Centrale di Blayais, una tempesta costringe a fermare 2 reattori per allagamento.

2000, 15 Febbraio, USA. Reattore Indian Point 2, fuga vapore radioattivo.

2001 Germania. Esplosione di una parte dell'impianto di Brunsbuettel.

2004, 9 agosto, Giappone. Nel reattore numero 3 nell’impianto di Mihama, 350 chilometri a ovest di Tokyo, una fuoriuscita di vapore ad alta pressione, con una temperatura superiore ai 200 gradi, è costata la vita a quattro (4) operai. Altri sette operai sono in condizioni molto gravi. Si è trattato del più tragico incidente nella storia dello sfruttamento dell'energia nucleare a fini civili in Giappone. L’azienda Kansai Electric Power, che gestisce la centrale, si è affrettata a comunicare che : 'Non c’è stata contaminazione radioattiva!'.

2004, 9 agosto, Giappone. altra centrale non precisata. A quanto ha riferito l'agenzia Kyodo, le fiamme sono divampate nel settore dove vengono smaltite le scorie, adiacente al reattore numero 2, in un impianto situato nella prefettura di Shimane. Anche in questo caso non c’è stata alcuna fuga radioattiva...

2004, 9 agosto, Giappone. Incidente nella centrale nucleare della Tokyo Electric Power Company (Tepco), la più grande impresa produttrice di energia in Giappone. La società ha comunicato che il generatore dell’impianto di Fukushima-Daini è stato fermato per una perdita di acqua.


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