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lunedì 27 febbraio 2012

Chi c'e' dietro alla TAV



A fianco del Movimento NO TAV e di Luca,...


Dopo i gravissimi fatti di stamattina, con il violento assalto alla baita Clarea che ha messo in serio...

Chi c'e' dietro alla TAV


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da in data 27/feb/2012

Scontri in val di Susa


Sto guardando e seguendo quello che sta succedendo. Un ferito grave in val di Susa, l'accerchiamento della baita con persone dentro. Di nuovo violenze. Uno è caduto da un traliccio ed è grave in ospedale. A chi servono queste cose? Perché, porca di una puttana, io vorrei capire cosa c'è dietro questo sistema! Lo capirebbe anche un bambino che non serve la Tav: un tunnel di 50 km sotto un monte. Sono contro anche il partito di Sarkozy e la Corte dei Conti francese. Sono cifre che non stanno in piedi. Progetti di 15-20 anni fa. Quando le merci giravano. Oggi i camion sono vuoti. Si spostano container vuoti. È la fantascienza dei trasporti. Il nostro mondo è questo. E allora perché mandano avanti la politica, Fassino, i magistrati. Perché? Chi c'è dietro? Le banche? Perché hanno questi interessi le banche? Dove vanno a finire questi soldi? A chi? 1,2 miliardi di finanziamento e poi, gli altri? Non si sa. In un momento così disastrato con questi 22 miliardi, che è quanto verrebbe a costare l'opera, potremmo finanziarci la banda larga, potremmo finanziare la Rete, fare progetti di sviluppo. Dare lavoro a piccole e medie imprese. Perché fanno queste cose qui? È il momento di capire, capire! Perché dopo la TAV ci saranno il terzo valico, le gronde, il ponte sullo Stretto. Opere faraoniche per il rilancio della crescita. Non c'è crescita in questo settore. La crescita è dell'intelligenza.
Mandiamo a casa questa gente. Vi prego, vi prego! Prima che scoppi un casino ancora più grosso.
Adesso seguiremo e vi daremo notizia di quello che sta accadendo. Robe da pazzi!
I fatti:Giù dal traliccio leader no Tav: grave
L'audio: "Sono sul traliccio a dieci metri"(da Corriere.it)

PERKE' NO TAV
http://cipiri6.blogspot.com/2010/01/perche-sto-con-i-no-tav.html

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A CHI SERVE LA TAV?

Landini a SERVIZIO PUBBLICO


Landini sostiene che la domanda di democrazia è forte nel nostro paese: lo dimostra il successo degli ultimi referendum. I cittadini hanno voglia di decidere sulle questioni importanti, soprattutto sui modelli di sviluppo. In una situazione economica come questa gli Italiani si chiedono se valga davvero la pena spendere il denaro pubblico per opere come la TAV.

NO TAV

 
"....Io abito da 10 anni in una borgata dell’alta valle Susa, nella casa dove nacque mio padre e dove hanno vissuto fino alla morte i miei nonni, sono coltivatore diretto da anni e vivo del reddito che mi fornisce la Terra tramite i suoi prodotti, faccio anche saltuari servizi di giardinaggio e il tempo che dedico (volentieri) alla lotta No Tav lo ritaglio tra il lavoro e le mille faccende della vita di campagna.

L’amore per la Terra e per questa valle mi spinge a difenderla fino in fondo dalle mani avide degli speculatori...."

Luca Abba'
leggi di piu':
 http://cipiri.blogspot.com/2012/02/no-tav.html
 http://cipiri.blogspot.com/2012/03/no-tav-falcone-e-borsellino-uccisi-per.html
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giovedì 23 febbraio 2012

BLOG DI CIPIRI: DISCARICA DI CAPPELLA CANTONE

DISCARICA DI CAPPELLA CANTONE





ANCORA A PROPOSITO DELLA DISCARICA DI CAPPELLA CANTONE, “DELL'INVENZIONE” DEL TAVOLO SULL'AMIANTO, DELLA SOSTITUZIONE DEGLI ASSESSORI REGIONALI BUSCEMI E ROSSONI E ALTRO...ALTRO ANCORA...NO ALLE DISCARICHE 'PROVVISORIE'!!


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LEGGI TUTTO QUI SOTTO KLIKKA
BLOG DI CIPIRI: DISCARICA DI CAPPELLA CANTONE: ANCORA A PROPOSITO DELLA DISCARICA DI CAPPELLA CANTONE, “DELL'INVENZIONE” DEL TAVOLO SULL'AMIANTO, DELLA SOSTITUZIONE DEGLI A...

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mercoledì 22 febbraio 2012

La VERITA' sulle pellicce di cani e gatti





LEGGETE CON ATTENZIONE L'INGANNO: CAMBIANO I NOMI!!

Un'investigazione effettuata dall'associazione americana HSUS ha portato alla scoperta del peggiore segreto dell'industria della pellicceria: l’uccisione di cani e gatti domestici per la produzione di pellicce.

Ogni anno due milioni di cani e gatti detenuti in condizioni spaventose sono privati di ogni elementare diritto: alcuni di essi sono randagi, altri invece vengono appositamente allevati per rubare loro il manto.

Le tecniche di uccisione sono violentissime: i cani - pastori tedeschi, chow-chow, ma anche semplici meticci - vengono sgozzati anche per strada, fatti morire per dissanguamento o colpiti a morte con dei randelli, mentre i gatti vengono spesso impiccati con cappi metallici.
Gli investigatori stimano che ogni anno siano uccisi più di due milioni tra cani e gatti.

L’inganno ai consumatori
L'impiego delle pelli di cani e gatti è un fenomeno sconosciuto. L'industria della pellicceria tenta di mantenerlo nascosto grazie ad un sistema di etichettatura dei capi fuorviante e per nulla attendibile. Tranne rarissime eccezioni, le pelli di cani e gatti non vengono etichettate per ciò che realmente sono.
I capi confezionati con la pelle di cane possono essere venduti come gae-wolf, sobaki, e Asian jackal, oltre a molti altri.
Mentre le pellicce di gatto, sotto altri pseudomini, che comprendono: wildcat, goyangi e katzenfelle.

La conoscenza da parte dei consumatori della vera origine delle pelli, determinerebbe un crollo degli acquisti e un grosso danno d’immagine per il settore. Questi animali possono essere uccisi in un paese e le loro pelli essere trattate in un'altra nazione, ed il prodotto finito può essere venduto ovunque nel mondo. Le pelli di cane e gatto non sono tanto utilizzate per la realizzazione di pellicce intere, bensì come inserti per guanti, colli, cappelli, giocattoli e tanti altri accessori.

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FAI VOLARE LA FANTASIA

NON FARTI RUBARE IL TEMPO
I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO
IL TUO FUTURO E' ADESSO . 


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Condanna Eternit


 Nella foto 
i tetti dello stabilimento di Casale Monferrato della Eternit in una scena dal documentario "Indistruttibile" di Michele Citoni

Dopo la condanna Eternit
 

ancora 57 aree da bonificare

 

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Caricato da  

 

 

 Risarcimenti complessivi per 100 milioni di euro circa

"Una sentenza storica non solo per l'Italia", la ha definita il ministro della Salute Renato Balduzzi. Condanna a 16 anni di reclusione per disastro doloso e omissione dolosa di misure infortunistiche per i manager della Eternit, il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, 65 anni, e il barone belga Louis De Cartier De Marchienne, 91 anni. Oltre 2100 i morti e 800 gli ammalati per l'amianto. Ma c'è ancora molto da fare




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Clini: Condanna Eternit giusta e inevitabile

Ora completare la mappatura dei siti a rischio amianto


Clini2La condanna dell’Eternit è giusta ed era inevitabile.
Il problema vero oggi in Italia e che, nonostante l’impegno del Ministero dell’ambiente in questo campo e le ingenti risorse impiegate (circa 50 milioni di euro solo nelle aree industriali più inquinati, i cosiddetti SIN, Siti di interesse Nazionale), non abbiamo ancora una mappatura completa dei siti che devono essere risanati per l’inquinamento da amianto. Si tratta di decine di migliaia di realtà, dalle più piccole alle più grandi, e per le quali il monitoraggio avviato con le Regioni non è stato ancora concluso.
Speriamo che la sentenza su Casale Monferrato faccia da battistrada e da stimolo per consentire una piena e completa conoscenza del problema a livello nazionale e per avviare un serio, organico programma di bonifiche.
Corrado Clini


 TORINO
La sentenza Eternit solleva il problema inquinamento e bonifiche, non solo per l'amianto. Infatti in Italia, secondo gli ultimi dati, sono 57 le aree da risanare, i Sin (ovvero siti di interesse nazionale). Inoltre è pari a 2,2 miliardi di euro l'importo stanziato dal ministero dell'Ambiente dal 2001 a oggi destinati agli interventi pubblici o di interesse pubblico. I privati sono tenuti a intervenire con propri investimenti. Su circa 20 Sin il ministero ha concluso la sua parte di attività, ma l'azione non è finita. Per legge (decreto 152 del 2006) la competenza è passata a Province e Arpa.
Ecco la situazione:
AREE PERIMETRATE: Pari a circa 500mila ettari le aree a terra perimetrate. Corrispondono a poco meno del 2% del territorio nazionale. Pari a circa 90mila ettari la perimetrazione delle aree a mare.
TIPOLOGIA PRINCIPALI AREE DA BONIFICARE:
- Marghera: polo industriale
- Napoli orientale: ex raffineria Mobil
- Gela: petrolchimico Eni
- Priolo: petrolchimico Eni-ex Esso-Isab-Lukoil
- Manfredonia: polo chimico
- Brindisi: petrolchimico e 2 centrali elettriche a carbone
- Taranto: acciaieria Ilva e raffineria Eni
- Cengio (Savona): ex Acna (industrie chimiche)
- Piombino: siderugia -Massa e Carrara: siderurgia e amianto
- Casale Monferrato: amianto
- Litorale Domizio Flegreo e Agro Aversano: cimitero di rifiuti della camorra
- Pitelli (La Spezia): discarica rifiuti a ridosso dell'arsenale della marina militare
- Balangero (Torino): miniera di amianto e discarica di altri tossici nocivi
- Pieve Vergonte (Val d'Ossola): vecchia chimica
- Sesto San Giovanni: siderurgia
- Pioltello Rodano: ex Sisas (acetilene e derivati; discarica cancerogena di circa cinquant'anni fa)
- Napoli Bagnoli: acciaieria dismessa e stabilimento Eternit.

 . Altroconsumo - Free mini stereo .


"I nostri morti non sono di serie B"

Sui forum la protesta dei parenti
delle vittime di Napoli e Rubiera
«Per noi quel reato è prescritto»


 Una sentenza che per tante vittime significa giustizia, sia pure tardiva, ma che per altre ha il sapore amaro della beffa. Così viene vissuto il verdetto del Tribunale di Torino che ieri condannando a pesanti pene i vertici della Eternit per i decessi degli operai dello stabilimento di Casale Monferrato, ha dichiarato invece la prescrizione dei reati relativi alle fabbriche di Rubiera e di Bagnoli.

Per chi si è ammalato o ha vissuto il dolore per la perdita di un genitore o di un marito è assai difficile accettare l’idea che ad alcune vittime vengano riconosciuti i loro diritti e ad altre no, nè le spiegazioni di carattere giuridico inducono alla rassegnazione. «Non possono esistere morti di serie A e di serie B, morti di Casale e morti di Bagnoli», si legge in un Forum dedicato al processo Eternit.

Non sa nascondere la rabbia Attilia Cardella, 73 anni, che nello stabilimento napoletano ha lavorato dal 1955 al 1983. Orfana di guerra, era stata assunta quando aveva appena 16 anni. Nel 1978 si ammalò di asbestosi: «Prescrizione? e che significa questa parola? io so solo che le vite di noi di Bagnoli e le vite degli operai di Casale valgono allo stesso modo. Siamo anche noi poveri cristiani: non è una questione di risarcimenti, vorrei solo che si facesse giustizia. Dico giustizia». I suoi ricordi sono vividi e dolorosi: «Si lavorava solo con i guanti per evitare di ferirci alle mani, ma la polvere era dappertutto. E si alzava anche se solo si camminava nel reparto. Negli ultimi anni abbiamo utilizzato le mascherine». «Ogni tanto - aggiunge - so di qualcuno che ci ha lasciati, nello stabilimento eravamo oltre 1200. E proprio per questo noi abbiamo il dovere di non arrenderci. Contro l’amianto killer non c’è alcuna prescrizione che tenga».

Carlo Finardi ha 88 anni e ricorda ancora con commozione il giorno in cui entrò nello stabilimento di Bagnoli. «Alla selezione si presentarono in 10 ma fummo assunti in due. Si lavora su due turni: dalle 6 alle 14 e dalle 14 alle 2. E io da Bacoli ogni giorno raggiungevo lo stabilimento in sella ad un bicicletta». Si è ammalato di asbestosi: «Fatemi capire una cosa: perchè si è deciso in questo modo? E che significa?». Carlo è in pensione dal febbraio 1982: «La malattia, gli anni, ora faccio fatica a camminare. Ora di tanto in tanto, devo far ricorso all’ossigeno». Comunque è diffuso il convincimento che sulla vicenda non sia stata pronunciata la parola fine. «Non è corretto dire che il tribunale di Torino ha imposto la prescrizione per tutte le vittime di Rubiera. La prescrizione è stata riconosciuta solo per alcuni periodi, ecco perchè alcune richieste di risarcimento sono passate e altre no», ha spiegato l’avvocato Ernesto D’Andrea, che rappresenta la Provincia di Reggio Emilia e 45 famiglie delle vittime reggiane che lavoravano nello stabilimento Icar (poi diventato Eternit) di Rubiera. Annuncia battaglia sul piano legale anche la Cgil Campania. «Per la parte che riguarda Bagnoli decidiamo di ricorrere in appello, previa valutazione attenta dei motivi a sostegno del ricorso. Il filo rosso di una storia drammatica che univa e unisce le realtà territoriali, le loro storie e le loro ansie continuerà a motivare il prosieguo delle battaglie per più giustizia, più bonifica, più ricerca».


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martedì 21 febbraio 2012

Campagna Balene di Greenpeace


 

Qualcosa di straordinario


“Sono Campbell Plowden, coordinatore della Campagna Balene di Greenpeace. Vi informo che l’Unione Sovietica sta inviando due “rompighiaccio” per aiutare a liberare il passaggio delle balene intrappolate in Alaska” 

Ciao ,

il 24 febbraio uscirà anche nelle sale italiane "Qualcosa di straordinario", il film della Universal Studios con Drew Barrymore nel ruolo di un'attivista di Greenpeace. La vicenda si svolge nella gelida Alaska dove una famiglia di balene grigie rimane intrappolata dal ghiaccio che si è improvvisamente formato, impedendo loro di fuggire.

È un film tratto da una storia vera. Quella di Cindy Lowry, questo è il vero nome dell'attivista di Greenpeace, che 24 anni fa, nel 1988, riuscì a salvare quelle balene intrappolate nel ghiaccio. Greenpeace riuscì a coinvolgere l'Unione Sovietica di Gorbaciov e a fare pressione sull'amministrazione Reagan per far sì che la sicurezza delle balene fosse prioritaria rispetto alle politiche nazionali. Tutto questo in piena Guerra Fredda.

"Il presidente Reagan non era noto per il suo amore per l'Unione Sovietica – afferma Campbell Plowden, in quegli anni coordinatore della Campagna Balene di Greenpeace USA -  e l'idea di chiedere al colosso comunista di inviare una o più delle loro navi in acque americane per contribuire al salvataggio delle balene sembrava assurda."

E invece "qualcosa di straordinario" accadde: le balene furono liberate grazie agli sforzi congiunti di Greenpeace, della Guardia Nazionale dell'Alaska, della comunità Inuit di Barrow, della compagnia petrolifera Veeco, dell'amministrazione Reagan e dell'URSS. Qui puoi trovare la vera storia che è dietro al film e alcune immagini, oltre a un video registrato da Greenpeace durante la première, con un'intervista alla stessa Drew Barrymore.

Se hai voglia di una bella storia, adatta anche ai più piccoli, "Qualcosa di straordinario" è il film giusto per te. Dal 24 febbraio al cinema!

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24 anni fa Greenpeace si trovò coinvolta in un dramma da guerra fredda, quando il governo americano e quello sovietico unirono le forze per salvare tre balene grigie intrappolate nel ghiaccio al largo della costa dell'Alaska. La straordinaria storia è stata trasformata nel film ‘Big Miracle’ (Qualcosa di straordinario) dell’ Universal Studios, con Drew Barrymore come protagonista nel ruolo di un’attivista di Greenpeace.
Per capire da vicino come andarono davvero le cose abbiamo contattato Campbell Plowden, che nel 1988 era a capo della Campagna Balene di Greenpeace USA. In un resoconto affascinante e dettagliato, Campbell, che ora è impegnata nella salvaguardia dell'Amazzonia con Amazon Ecology, descrive quella che fu una delle settimane più incredibili che visse nei suoi 14 anni a Greenpeace, e inserisce il dramma dell'Alaska nel contesto di una campagna più ampia per mettere fine alla caccia alle balene nelle zone artiche.
"Capii immediatamente che non potevamo accettare questo incidente come un evento naturale o ignorarlo come una distrazione. Affrontare la faccenda era diventata la nostra missione; dovevo fare del  mio meglio e cercare di sfruttare l'opportunità per salvare anche molte altre balene nell'Artico”
Campbell racconta come Greenpeace coinvolse l'Unione Sovietica e come facemmo pressione sull'amministrazione Reagan per far sì che la sicurezza delle balene fosse prioritaria rispetto alle politiche nazionali.
"Il presidente Reagan non era noto per il suo amore per l'Unione Sovietica, e l'idea di chiedere al colosso comunista di inviare una o più delle loro navi in acque americane per contribuire al salvataggio delle balene sembrava assurda." 
L'operazione di salvataggio finì per richiedere gli sforzi congiunti della Guardia Nazionale dell'Alaska, della comunità Inuit di Barrow, Alaska, di Greenpeace, della compagnia petrolifera Veeco, dell'amministrazione Reagan e dell'URSS.
Questa storia ti ha incuriosito e vuoi saperne di più? “Qualcosa di straordinario” con Drew Barrymore uscirà nelle sale italiane venerdì 24 febbraio. Buona visione!

Greenpeace - Inspiring Action

http://cipiri12.blogspot.com/2012/02/this-fragile-earth.html


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venerdì 17 febbraio 2012

BLOG DI CIPIRI: M’ILLUMINO DI MENO



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BLOG DI CIPIRI: M’ILLUMINO DI MENO





M’ILLUMINO DI MENO



M’illumino di Meno
, la celebre campagna radiofonica sul Risparmio Energetico, lanciata da Caterpillar, Radio2, dopo aver spento simbolicamente mezza Europa e acceso tricolori puliti in tutta Italia, è giunta alla sua ottava edizione e quest’anno raddoppia: il racconto delle buone pratiche di consumo sostenibile potrà infatti contare, oltre alla tradizionale fascia tra le 18 e le 19.30, anche sul nuovo spazio alle 6 del mattino, presidiato da CaterpillarAM.
Il risparmio energetico dalla mattina alla sera...

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.BUONI REGALO.

lunedì 13 febbraio 2012

Europa nella morsa del gelo





L'Europa nella morsa del gelo. Vi spiego perché nel nostro continente ci sono temperature siberiane mentre negli Usa è caldo record. I danni del freddo? Maggiori sull'agricoltura del Sud Italia. E a pagar dazio saranno anche le infrastrutture. Ci sarà lavoro per gli idraulici


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 Freddo polare e neve in Europa, caldo insolito negli Stati Uniti, dove gli orsi si risvegliano dal letargo. Che succede?

"Dopo una prima fase dell'inverno, dominata da correnti occidentali che avevano separato pressoché in due le latitudini boreali, il Polo nord dalle latitudini più temperate, dunque dal Mediterraneo dove addirittura faceva decisamente più caldo delle attese sia in dicembre, sia in gennaio, questo blocco della circolazione atmosferica si è spezzato. Improvvisamente, l'aria fredda concentrata su una sorta di anello che girava attorno al polo nord, si è riversata alle latitudini più basse, in questo caso sulla Siberia e sull'Europa orientale, da dove poi l'aria fredda è penetrata anche sulle nostre regioni e sul Mediterraneo. In genere ci sono queste colate di aria meridiana nel senso nord - sud, ma poiché in atmosfera c'è sempre una sorta di risposta centrale da un'altra parte, ci sarà un punto in cui l'aria calda subtropicale tende al contrario a risalire verso nord. Ecco dunque la ragione di queste differenze come una sorta di ondulazioni: chi è sotto una ondulazione fredda, come in questo caso, vede il fenomeno invernale fuori dal comune, chi invece dall'altra parte è sotto un'ondulazione calda vede quasi sentori di primavera laddove dovrebbe esserci ancora l'inverno."

Interi Paesi isolati, Roma in tilt a causa della neve. Come è stata gestita l'emergenza?

"Un paese come l'Italia sicuramente è poco preparato anche da un punto di vista psicologico a fronteggiare eventi che non rientrano nella normale quotidianità.
O meglio, la quotidianità italiana è da sempre appesa a un filo, abbiamo situazioni prossime al collasso in quasi tutte le strutture anche in assenza di condizioni meteorologiche avverse: le ferrovie non funzionano, gli ospedali sono intasati, le Poste non vanno, dunque è logico che quando arrivano condizioni meteorologiche fuori dal comune, tutte queste situazioni precarie degenerino sino a diventare insostenibili. Questo non è vero sempre e non è vero ovunque, infatti grazie alle previsioni meteorologiche che annunciavano questo freddo con una buona settimana di anticipo, in molte zone c'è stata una corretta risposta. In particolare questa volta, a differenza degli anni scorsi, tutte le grandi città del Nord Italia hanno reagito molto bene all'arrivo della neve e non ci sono stati grossi problemi. Per esempio una città come Milano, in genere bloccata dal traffico, proprio nei giorni della nevicata ha avuto un'eccellente risposta, perché con il traffico già scarso in ragione dell'area C, non si sono creati ingorghi."

Cosa si prevede per i prossimi giorni? Ci saranno ulteriori danni, ad esempio alle colture?

"Le previsioni indicano che l'ondata di freddo proseguirà per l'intera settimana, sicuramente sino alla prima metà del mese. Gli effetti saranno negativi solo per l'agricoltura del centro - sud Italia, mentre al nord non ci dovrebbero essere problemi perché l'agricoltura della Pianura Padana è in fase dormiente e non ci sono delle colture che patiscono queste temperature, tanto più sotto lo strato di neve che c'è a protezione. Al contrario gli uliveti del centro - sud potrebbero qua e là subire dei danni se le temperature scenderanno sotto certe soglie. Comunque, i danni maggiori saranno sulle infrastrutture mal progettate: penso a molte villette costruite un po' con le mura di cartone, a quanti tubi dell'acqua e quante caldaiette sui balconi esploderanno in questi giorni, e daranno molto lavoro agli idraulici nei prossimi mesi."

 di Luca Mercalli

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- Il suo nome è Siku , ed è un cucciolo di orso polare nato   esattamente il 22 novembre –
allo Skandinavisk Dyrepark, in Danimarca.

Il suo nome in groenlandese significa banchisa polare ed è già diventato una star com’è capitato ai suoi tempi ad un altro orso polare – Knut – purtroppo scomparso. La madre lo ha abbandonato poco dopo averlo dato alla luce perché incapace di produrre il latte per nutrirlo.

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In questi giorni l’Italia, e non solo, deve fare i conti con un’ondata di freddo polare che sta causando non pochi disagi. Il motivo di tutto questo gelo, paradossalmente deriva dal troppo caldo che è arrivato l’estate scorsa ed ha causato a sua volta lo scioglimento dei ghiacciai, avvenuto a tempo record, che ha modificato la circolazione atmosferica artica. A rivelarlo è l’Istituto Wegener dell’Associazione Helmholtz, secondo lo studio condotto tutto parte dal ghiaccio artico, che riflette sull’atmosfera buona parte della luce solare che assorbe. Quando la banchisa si scioglie, l’oceano si riscalda e continua ad assorbire molto più calore, soprattutto perché ancor più scuro del ghiaccio. A causa dello strato molto spesso di ghiaccio, non c’è nemmeno la possibilità che il calore finito nell’oceano possa essere rilasciato nell’atmosfera, l’oceano diventa più caldo di questa e di conseguenza l’aria si riscalda notevolmente, la colonna atmosferica ne risente e finisce per essere alterata.
Quando la differenza di pressione tra l’Artico e le medie latitudini è bassa, le masse artiche gelate non vengono bloccate dai venti occidentali e ci ritroviamo a dover affrontare inverni estremamente freddi. Il forte riscaldamento estivo, quindi, oltre a provocare lo scioglimento rapido dei ghiacciai, ha come conseguenza gelidi inverni. Per quanto riguarda l’Italia, le temperature di quest’anno hanno provocato danni e disagi da Nord a Sud, ben quattro regioni sono i blackout, Roma è andata completamente in tilt. I treni portano ritardi improponibili, sono stati diversi i morti, soprattutto i senzatetto, vittime del gelo, nonostante i posti che i comuni si sono preoccupati di mettere a disposizione di chi ne avesse bisogno. La morsa di gelo durerà ancora per qualche giorno, l’Italia inoltre riceverà dalla Russia il 30% in meno di gas dalla Gazprom, l’emergenza gelo ha coinvolto l’intera Europa, pertanto le richieste sono aumentate e l’azienda non è in grado di soddisfarle tutte, in base a quanto dichiarato nel comunicato ufficiale.

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sabato 4 febbraio 2012

IMAGOMUNDI: DECIDERE IL TUO FUTURO


















IMAGOMUNDI: DECIDERE IL TUO FUTURO: LE IMAGO SONO CARTE CHE TI AIUTERANNO A DECIDERE IL TUO FUTURO IN BASE ALLA LEGGE DELLA CASUALITA' SE INTERESSATI ALL'...

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PROFUMA PAGINA
Copia e incolla il codice:

 


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giovedì 2 febbraio 2012

La più bella foto della Terra



La più bella foto della Terra




Click on the images to get the high resolution version.
The Most Accurate, Highest Resolution Earth View to Date
Sounds familiar? This is why.
Oh, you are beautiful, you little blue marble you. [NASA via Twitter]



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