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lunedì 23 dicembre 2013

Wwf : Reati ambientali, inserirli nel codice penale



Dopo l'approvazione in Commissione Giustizia alla Camera,
 l'associazione ambientalista si augura un passaggio
 "rapido" in aula e un consenso bipartisan per una riforma attesa da anni.

- Il Wwf spera che i delitti contro l'ambiente possano essere presto inseriti nel codice penale. Dopo l'approvazione di ieri in Commissione Giustizia alla Camera del testo unificato sugli eco-reati, l'associazione ambientalista spera adesso in un rapido passaggio in aula e in una votazione bipartisan per "questa grande riforma che ci consentirà di metterci al passo degli altri Paesi europei nella lotta alla criminalità ambientale" scrive il Wwf in una nota.

Il voto di ieri è un passo importante ma non si tratta di una novità assoluta. La prima proposta di introduzione nel codice penale dei "Delitti contro l'ambiente" e "Disposizioni sostanziali e processuali contro il fenomeno criminale dell'ecomafia" risale al 1998, avanzata dall'allora Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse. Da allora, - sottolinea il Wwf - nonostante gli annunci, non è ancora stata approvata definitivamente una vera legge di riforma organica: "L'attuale sistema di sanzioni per fatti gravi che compromettono ambiente e salute e l'esistenza e la sopravvivenza di specie animali e di habitat naturali, vengono puniti con sanzioni poco più pesanti di una multa automobilistica e le cosiddette 'ecomafie', continuano ad ingrassare con guadagni enormi a fronte di rischi pari a zero".

Il testo prevede l'introduzione di due nuovi illeciti nel codice penale: inquinamento ambientale (pena prevista da uno a cinque anni e fino a 100mila euro di multa) e disastro ambientale (punito con la reclusione da 4 a 20 anni). Il provvedimento prevede l'introduzione del ravvedimento operoso, con sconti di pena per chi si impegnerà a bonificare i luoghi inquinati, e la confisca obbligatoria dei profitti legati al reato ambientale. Saranno raddoppiati inoltre i termini di prescrizione.

Nel settembre scorso Legambiente aveva già lanciato una petizione a sostegno di una direttiva per l'introduzione del delitto di ecocidio in Europa aderendo a 'End ecocide in Europe'. Sul sito le indicazioni per aderire alla petizione.

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MUNDIMAGO : Cofanetto Regalo


IMAGO
Ecco il nome delle carte che ho disegnato
ispirandomi all' antico gioco dei
TAROCCHI

Non devi essere un Mago o un Strega
per leggere il Futuro

Non ti spaventare e' solo un gioco 
basato sulle immagini .

Dopo uno studio che ho realizzato in 5 anni 
ho scoperto
 che molti Imperatori , Re e Regine ,
prima di ogni battaglia ,
alla vigiglia di un matrimonio ,
insomma quando dovevano Affrontare una 
Grande decisione sulle sorti del loro Regno ,
si affidavano al loro Mago di corte ,
oppure
 all' Astrologo che interpretava
 il movimento dei pianeti ,
spesso suggerendo soluzioni sbagliate
o negative per il popolo sottomesso .

Ogni giorno si sentono Storie di Finti Guru ,
Gruppi di Satanisti che con Riti Magici ,
Promettono la Realizzazione di chissa' cosa ,
per poi Scoprire che ti Rubano 
Tempo e Denaro
o chiedono Sesso .

Le IMAGO sono Immagini
Iconograficamente Attuali e Semplici ,
le puoi giocare con amici che ti aiuteranno
nell'interpretazione ,
puoi giocarle con i tuoi figli , con la tua compagna ,
ricorda che e' sempre un gioco ,
la decisione finale devi prenderla solo tu
le carte ti possono aiutare 
solo per Avere un'altro punto di vista , 
SDRAMMATIZZARE , IRONIZZARE ,
puo' Essere Utile a Cercare altre Soluzioni 
ALTERNATIVE
e consultarle con amici o persone a te vicine
ti puo' aiutare a condividere i tuoi dubbi e perplessita'
Rendendo piu' stabili e Rafforzano i tuoi rapporti sociali .
Senza doverti Affidare a personaggi
Strani e Ciarlatani , Truffatori .
Gioca con le IMAGO



Ho realizzato un Cofanetto di legno
che contiene il mazzo di Carte 
ed un Libricino di Suggerimenti
che Usando la Legge 
della Casualita' aiuta nella
 Previsione del Futuro
OTTIMO COME REGALO
Perfetto per collezionisti

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Manifesto 50 x 70 centimetri
 Se ti piace chiedimelo nello spazio commenti
Ottimo come regalo
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 MAGO
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Sesso e Zodiaco


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martedì 3 dicembre 2013

Terra dei Fuochi, nota di Legambiente, Libera e Fiom





"Finalmente la Terra dei Fuochi diventa questione nazionale.
 Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri è un primo passo importante, necessario ma non risolutivo. Riteniamo che sia di primaria importanza che vengano rispettati i tempi previsti dal decreto così da rendere concreta l'operazione di verità e trasparenza sulla mappatura e sperimetazione dei terreni contaminati, a tutela della salute dei cittadini e dell'agricoltura di qualità della Campania.

Chiediamo al governo che dopo l'introduzione del reato di combustione dei rifiuti con la stessa celerità si approvi l’introduzione dei delitti ambientali nel nostro codice penale. Una riforma di civiltà attesa da anni grazie alla quale, accanto al delitto già in vigore di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti, diventerebbero finalmente legge quelli di inquinamento ambientale, frode in materia d’ambiente, danneggiamento delle risorse ambientali, alterazione del patrimonio naturale e di disastro ambientale, insieme all’obbligo di bonifica e, ove possibile, di ripristino dei luoghi compromessi, a carico del condannato

Dopo tante parole è necessario cambiare passo ora, per ridare futuro ai territori della Campania saccheggiati dall'ecomafia e restituire speranza a chi è impegnato importante di questa Regione a salvaguardare e promuovere l’economia pulita e di qualità dell’intero territorio regionale". Questa la nota congiunta di Legambiente, Libera e Fiom sul decreto Terra dei Fuochi approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.

L’ufficio stampa Legambiente

leggi anche : http://cipiri6.blogspot.it/2013/12/wwf-reati-ambientali-inserirli-nel.html

Wwf : Reati ambientali, inserirli nel codice penale



Dopo l'approvazione in Commissione Giustizia alla Camera,
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Pesticidi killer delle api


Pesticidi killer delle api, un primo passo importante ma non basta per salvarle!

Il 1 dicembre è finalmente entrato in vigore a livello europeo il primo bando – anche se parziale e temporaneo - dei tre insetticidi fortemente pericolosi per le api. Si tratta di un passo importante, ma non basta per salvare le api e gli altri insetti impollinatori. Con il bando la Commissione europea sta dimostrando la sua preoccupazione per questi insetti, fondamentali per mantenere l'equilibrio degli ecosistemi, per l'agricoltura e quindi per quello che arriva sulle nostre tavole. Un terzo di ciò che mangiamo dipende infatti dall'impollinazione svolta soprattutto dalle api, ma non solo: grazie all’opera degli impollinatori, possiamo arricchire le nostre tavole con la varietà, il colore e i nutrienti della biodiversità della nostra produzione agricola.

Tuttavia, il divieto dei tre pesticidi neonicotinoidi (clothianidin e imidacloprid, l'insetticida più venduto al mondo, prodotti da Bayer, e thiamethoxam prodotto da Syngenta), ha molti "ma" sui quali abbiamo compiuto un’analisi (http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2013/agricoltura/Api-Media-Briefing.pdf): si tratta di un divieto temporaneo di solo due anni, ed è un divieto parziale, non si applica cioè a tutte le colture o tutti gli usi. È quindi ancora possibile utilizzarli su piante considerate non attrattive per le api o nelle serre!

Quando vengono utilizzati per il trattamento dei semi, sul suolo o spruzzati sulle foglie, i neonicotinoidi si diffondono in ogni parte delle piante raggiungendo anche il polline e il nettare, di cui si nutrono gli insetti. Sono inoltre sostanze altamente persistenti, restano cioè nell’ambiente per molto tempo, arrivando a contaminare il suolo e le acque intorno ai campi trattati, habitat di molte specie di impollinatori.

Nel frattempo, le multinazionali dell’agro-chimica come Syngenta, Bayer e BASF stanno ricavando enormi profitti con la produzione e la vendita dei pesticidi neonicotinoidi, anche se questo significa sterminare api e altri insetti utili. Non solo, stanno facendo di tutto per bloccare il bando europeo, avviando un ricorso contro la Commissione Europea.

Per questo motivo un’alleanza di oltre 45 associazioni che difendono le api e il nostro cibo hanno candidato i tre giganti della chimica agli “Oscar” per la peggiore azienda del 2014, il temuto Public Eye Award, che verrà consegnato a Davos durante il prossimo World Economic Forum (WEF).

Chiunque abbia a cuore il destino delle api e del nostro cibo, può votare contro le aziende che producono i pesticidi killer sul sito http://publiceye.ch , firmare la petizione per vietare tutti i pesticidi dannosi per le api (http://salviamoleapi.org/) e scaricare il kit d’azione.



Due anni non sono sufficienti per salvare le api: il divieto deve essere permanente, deve vietare tutti gli usi dei neonicotinoidi, e arrivare ad includere anche le altre sostanze pericolose per api e altri impollinatori, come i pesticidi individuati nel nostro rapporto "Api in declino"

http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/image/2013/rapporti/Api_in_declino.pdf

Non solo per le api, ma per tutti gli esseri viventi e per noi stessi è fondamentale vivere in un ambiente sano e mangiare cibi non contaminati. Per fare ciò, è necessario abbandonare le pratiche rischiose dell'agricoltura industriale e sostenere il più possibile l'agricoltura di stampo ecologico.

Anche se il divieto è stato un primo passo importante e la Commissione Europea ha affermato di voler fare "tutto il possibile per proteggere le popolazioni di api", bisogna passare dalle parole ai fatti, e fare molto di più.

Impariamo da questi meravigliosi insetti: dobbiamo unire le forze e agire come un vero e proprio sciame, per restituire alle api quanto di prezioso ci regalano e perché possano volare di nuovo tranquille continuando fare quello che sanno fare meglio: impollinare.

http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Pesticidi-killer-delle-api-un-primo-passo-importante-ma-non-basta-per-salvarle/
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venerdì 29 novembre 2013

COME RISPARMIARE SUL RISCALDAMENTO IN 10 MOSSE



Una guida utile per tutti coloro che in condomino o in case indipendenti vogliono 
veder ridotta
 la bolletta di gas, gasolio o gpl. 
Perché si può fare da subito e vedere immediatamente i risultati!

1. Risparmiare sul riscaldamento: spegni il riscaldamento mezz’ora prima di uscire. Se al mattino tutta la famiglia esce entro le 7.30, il riscaldamento si può spegnere dalle 7.00 e la casa rimarrà calda comunque, ci vogliono infatti almeno 30-40 minuti per una variazione importante di temperatura in una casa abitata.

2. Risparmiare sul riscaldamento: accendi il riscaldamento un’ora prima del tuo ritorno oppure accendilo al tuo rientro. Non è affatto vero, come sostenuto da alcuni, che tenendo una temperatura costante si consumi meno alla fine. In realtà, soprattutto nei condomini, la temperatura si fa risalire in circa un’ora di riscaldamento, mentre tenere una temperatura costante durante il giorno, con la casa vuota, è molto più costoso. Inoltre, quando si rientra dall’esterno, si percepisce meno il freddo all’interno, quindi è sopportabile e anzi salutare che la temperatura interna si alzi gradualmente.

3. Risparmiare sul riscaldamento: controlla l’impianto di riscaldamento all’inizio della stagione. All’inizio della stagione fai controllare l’impianto e la caldaia dal tecnico specializzato (sul libretto della caldaia ci sono i riferimenti delle assistenze in zona). Una perdita, infatti, può far spendere molto di più in bolletta per il continuo abbassamento della pressione nell’impianto e il conseguente maggior consumo di combustibile. Inoltre, piccole riparazioni possono evitare grossi danni e il cambio della caldaia. Mantenere l’impianto efficiente è fondamentale per risparmiare.

4. Risparmiare sul riscaldamento: usa la funzione ECO sulle caldaie di nuova generazione. Tutte le caldaia prodotte negli ultimi 12 anni hanno la funzione “eco” che permette di far andare la caldaia a ritmi di consumo ridotto quando viene raggiunta la temperatura desiderata. Alcune funzioni ‘eco’ si disattivano però entrando nella funzione ‘inverno’: meglio restare sulla funzione eco perché di solito la funzione inverno ha come unica differenza un’accensione e circolazione dell’acqua nei caloriferi per evitare il congelamento. Però se l’impianto viene usato quotidianamente, è solo una spesa in più del tutto inutile. Meglio attivarla solo quando ci si assenta per più di due giorni.

5. Risparmiare sul riscaldamento: la differenza tra 19 e 20 gradi. Molti suggeriscono di tenere il termostato fisso sui 20 gradi. Nulla di più dispendioso. Il nostro corpo percepisce una differenza infinitesimale tra 19 e 20 gradi: tenere la temperatura a 19 gradi in casa, invece di 20 e oltre, permette di risparmiare fino a 300 euro l’anno sul riscaldamento. Se si sente freddo, meglio utilizzare indumenti in pile, piuttosto che alzare il termostato.

6. Risparmiare sul riscaldamento: arieggia le stanze quando il riscaldamento è spento. Molti fanno questo errore: sveglia alle 7.00, riscaldamento che si accende alle 6.00 per permettere l’uscita dal letto con il caldo e subito dopo: arieggiamento stanze. Non ha senso, perché si riscalda per far entrare aria fredda, che farà lavorare ancora di più l’impianto. Meglio allora arieggiare prima di uscire, ad impianto già spento (vedi regola n. 1) oppure stringere i denti e farlo prima di accendere l’impianto. Se proprio si soffre il freddo, si può risparmiare sul riscaldamento alla sveglia azionando un riscaldamento localizzato, per esempio una stufina a bioetanolo per il bagno, senza accendere il riscaldamento in tutta la casa. Dopo di che si arieggia e solo una volta chiuse le finestre si accende il riscaldamento.

7. Risparmiare sul riscaldamento: spegni il riscaldamento nelle ore centrali della notte. Se si va a letto alle 24.00, il riscaldamento può essere già spento dalle 23.00. Infatti pigiami caldi e piumoni garantiscono il calore ideale per un sonno tranquillo e confortevole, anche se nella casa la temperatura si abbassa fino a 12-13 gradi. Inoltre l’aria non riscaldata artificialmente che respiriamo durante il sonno è molto più salutare e permette un riposo migliore. Basterà poi accendere il riscaldamento un’ora prima della sveglia, oppure, come nel punto 6, usare un riscaldamento localizzato quando ci si alza e accendere il riscaldamento centrale in seguito. Questo sistema, permette di risparmiare fino a 400 euro l’anno sul riscaldamento di un appartamento.

8. Risparmiare sul riscaldamento: isola dall’interno i vani sotto-finestra. In molti palazzi i caloriferi risiedono nei vani sotto-finestra, che hanno quindi un muro esterno più sottile rispetto al resto della casa. In altri casi i caloriferi, proprio per non disperdere calore, sono stati spostati altrove, ma sono rimasti questi vani. L’ideale è farli riempire da un muratore con mattoni e materiale isolante in mezzo. La spesa si aggira sui 200 euro per 4-5 vani finestra e in molti casi si può ricorrere al fai-da-te. Il risultato è un risparmio notevole sul riscaldamento, che viene recuperato già dal primo anno, visto che permette un ulteriore risparmio di circa 200 euro l’anno, più o meno quello che si è investito. Dal secondo anno, sarà tutto guadagno. In caso i caloriferi risiedano ancora lì, è meglio farli spostare oppure isolare la parte tra muro e calorifero con materiali appositi (vedi punto 9)

9. Risparmiare sul riscaldamento: aumenta la resa dei caloriferi con i pannelli riflettenti e gli isolanti per tapparelle. Esistono in commercio dei pannelli composti da materiale isolante + materiale riflettente che messi dietro i caloriferi fanno sì che il calore non si disperda nel muro ma venga riflesso verso la stanza, velocizzando il riscaldamento degli ambienti. Costano veramente poco, sui 10-12 euro per 4-5 metri, il che significa circa 2-3 euro a calorifero per isolarlo. E’ stato verificato infatti che il riscaldamento della stanza si velocizza del 30% solo applicando questi pannelli dietro i termosifoni. Si trovano in vendita nelle ferramenta ben fornite e in alcuni store online. Vale la pena di ricordare anche, per chi ha le tapparelle, che esistono a prezzi bassi dei pannelli isolanti per cassoni da tapparella, circa 5-8 euro a cassone, molto spessi e che isolano l’ingresso di aria fredda dalle tapparelle. Il risparmio qui si aggira sui 200 euro l’anno oltre a permettere il riscaldamento delle stanze in modo molto veloce.

10. Risparmiare sul riscaldamento: usa al meglio le valvole termostatiche. Delle valvole termostatiche abbiamo parlato approfonditamente qui. Installarle è obbligatorio già in alcune regioni, ma per chi avesse ancora la scelta è sicuramente una mossa furba che permette di risparmiare fino al 50% all’anno, soprattutto per chi è fuori casa tutto il giorno e finisce a pagare il riscaldamento di altri condomini che invece lo vogliono acceso tutto il giorno.

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FAI VOLARE LA FANTASIA

NON FARTI RUBARE IL TEMPO
I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO
IL TUO FUTURO E' ADESSO . 


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giovedì 28 novembre 2013

Campagna contro l’uso di animali nei circhi


Campagna contro l’uso di animali nei circhi

Il circo con animali è una delle espressioni dello specismo e della riduzione in schiavitù più clamorose ed evidenti anche per chi non abbia sviluppato particolarmente la sua coscienza.

Provengono da ogni parte voci di chi considera ormai il circo con animali inaccettabile.

Per questo motivo è una manifestazione in constante declino, che suscita sempre meno interesse e sempre più sdegno, mantenuta in vita solamente con iniezioni di denaro pubblico grazie a un forte lavoro di lobby, unico lavoro in cui le famiglie circensi hanno avuto successo.

La natura dello spettacolo offerto da animali che si umiliano durante brevi spettacoli che inframezzano una vita di completa prigionia e torture chiamate “addestramento” è in antitesi anche con l’etica più germinale e semplice che si possa provare.

In questo contesto informare su quale sia la realtà quotidiana di animali costretti a subire un ergastolo senza possibilità di appello, solo per il divertimento di una manciata di spettatori, è estremamente proficuo, ed è un espediente efficace per trasmettere l’inaccettabilità di ogni forma di prigionia.

Orribile incidente al circo, i leoni attaccano il domatore

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I leoni sono una delle maggiori attrazioni nei circhi in Ucraina. 
Attimi di terrore 
In questo circo a Lviv dove ad un certo punto durante lo spettacolo 
un leone attacca improvvisamente il domatore, 
si scatena il panico e anche gli altri leoni diventano aggressivi.


È il momento giusto per scrollarsi di dosso il circo con gli animali, seguendo una strada pragmatica già tracciata da esempi nostrani molto positivi e da esempi internazionali entusiasmanti. Ci troviamo nel momento in cui è possibile una volta per tutte lasciare le famiglie circensi che sfruttano animali alla storia.

COSA FACCIAMO:

Abbiamo pubblicato un dossier destinato alle amministrazioni locali, le figure che oggi possono con semplicità bloccare l’attendamento dei circhi con animali e che, una dopo l’altra, possono spingere verso una decisione nazionale che segua l’esempio di paesi come Grecia, Bolivia, Ecuador ed altri che hanno vietato completamente l’uso di animali negli spettacoli.

Nel dossier si trova una spiegazione dettagliata dei motivi per cui è necessario impedire l’attendamento dei circhi con animali e come, nella pratica, questo possa essere fatto con gli strumenti attualmente disponibili. E’ uno strumento molto utile per convincere le amministrazioni e rendere più facile e rapida una loro presa di posizione nei confronti dei circhi con animali.

Questo è il dossier. Sfoglialo, scaricalo o richiedilo scrivendo a materiale@nemesianimale.net

LA NOSTRA CAMPAGNA CIRCHI:

DOCUMENTAZIONE: reperendo dati e immagini sulle condizioni degli animali nei circhi.

INFORMAZIONE: organizzando volantinaggi fuori dalle scuole elementari, incontri con i bambini, presidi informativi, stampando e distribuendo gratuitamente materiale informativo.

PRESSIONE: presentando ai comuni un dossier informativo sul circo e le conseguenze sull’ambiente, l’educazione e soprattutto sulla vita degli animali e facendo pressione perché applichi un’ordinanza restrittiva seguendo l’esempio di altri Comuni.

COSA PUOI FARE TU?


ESSERE ANIMALI e NEMESI ANIMALE, uniti per dare maggiore forza ai nostri progetti eA-unionePersone sensibili alla sofferenza degli animali, che affrontano ogni giorno un mondo di violenze e soprusi, hanno costante bisogno di buone notizie, per trovare nuove energie e stimoli a continuare nel proprio impegno per un cambiamento. Per questo speriamo che quanto vi stiamo per dire possa farvi felici quanto noi.

Per questo speriamo che quanto vi stiamo per dire possa farvi felici quanto noi. Da oggi infatti le organizzazioni essereAnimali e Nemesi Animale annunciano la loro unione in una unica associazione che sarà presente in diverse città del territorio nazionale e continuerà a lottare con impegno e serietà. Da ora in poi lavoreremo uniti sotto il nome di Essere Animali

http://www.nemesianimale.net/

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mercoledì 27 novembre 2013

Bimbi Ecologisti Senza Pannolino dalla Nascita


Senza pannolino dalla nascita: è possibile?

Tutti noi siamo abituati a crescere i bambini con il pannolino e a toglierlo solo verso i 2-3 anni. Ma accade così in tutto il mondo? La risposta è no. Nelle popolazioni più primitive dove la vita è meno frenetica e le attività ruotano ancora tutte intorno ai villaggi e alla famiglia, le mamme crescono i propri bambini senza pannolino tramandando questa usanza di madre in figlia.

Senza pannolino fin da subito. Ma come è possibile? Riescono ad instaurare già con i neonati una relazione profonda: il bambino emette dei segnali quando è ora di fare pipi, la mamma li comprende e si attiva per portarlo in un luogo adatto per potergli far fare i suoi bisogni. Non è fantascienza: tutto sta nel comprendere il bambino.

In inglese questo legame profondo mamma-bambino si chiama Elimination Communication. La mamma si attiva e risponde in modo rispettoso al bisogno del bambino: non rimane passiva lasciando che lui si liberi nel pannolino. Il pannolino è un’invenzione relativamente recente (prima erano di stoffa, ora purtroppo usa e getta a discapito della salute del pianeta. Fortunatamente si stanno diffondendo sempre più i pannolini lavabili). Ma prima dell’invenzione del pannolino la mamma ascoltava ed educava il bambino.


un breve documentario:

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Le mamme che si sintonizzano con il proprio bambino sotto questo punto di vista arrivano ad un’empatia tale che, dopo un pò di esperienza, non devono nemmeno più ascoltare i segnali del proprio bambino: semplicemente sanno quando è il momento per loro di fare pipì o di scaricarsi. Questa sensazione, questo pensiero traducibile in “sento che ora deve far pipì” fa scattare la mamma che porta il suo bambino in bagno e lui, prontamente, fa i suoi bisogni. E’ una comprensione che si conquista nel tempo, acquisendo i periodi di tempo che intercorrono tra una pipì ed un’altra e conoscendo a fondo il proprio bambino.

Fino ad ora ho parlato solo di mamme perchè solitamente sono loro che iniziano questa nuova e diversa conoscenza dei propri figli ma anche papà e nonni, una volta che sperimentano questo cammino, sono in grado di affrontare al meglio questo bisogno infantile.

Si può iniziare questo percorso fin da subito o comunque fin dai primi mesi di vita del bambino. In seguito chi si occuperà del bambino quando la mamma dovrà tornare al lavoro potrà continuare questa modalità educativa: all’inizio magari sarà difficile (come ogni cambiamento o diversa abitudine) ma strada facendo si comprenderà l’immenso valore aggiunto sia per quanto riguarda la relazione con il piccolo che per il suo bisogno di rispetto, autonomia e fiducia.

Ogni famiglia potrà decidere se far fare la pipì al neonato sostenendolo sul vasino oppure direttamente nel water. C’è chi si trova meglio a posizionare il bambino sopra al lavandino e chi invece preferisce, quando può, utilizzare gli spazi aperti.

L’Elimination Communication è un modo rispettoso di gestire l’ igiene naturale del bambino: il bimbo capisce fin da subito che “non deve farsela passivamente addosso” e quando sarà in grado di andare autonomamente in bagno non dovrà acquisire una nuova abilità, dovrà solo perfezionare ciò che già sa. Non è un lavoro in più, è solo un modo diverso e più rispettoso di donare del tempo al nostro bambino.

Per approfondire questa tematica vi consiglio di leggere il libro Senza Pannolino di Laurie Boucke oppure di accedere ai gruppi Facebook che parlano del tema.

http://www.eticamente.net/16428/senza-pannolino-dalla-nascita-e-possibile.html
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sabato 23 novembre 2013

Greenpeace : Lista Nera OGM



Ecco la lista nera elaborata da Greenpeace degli alimenti che comunemente assumiamo e che contengono OGM
Greenpeace affonda il colpo sugli OGM e sulle aziende che ne fanno un utilizzo sistematico.

Per organismo geneticamente modificato (OGM) si intende un organismo, diverso da un essere umano, in cui il materiale genetico (DNA) è stato modificato in un modo non naturale.

Un Ogm, ovvero un organismo geneticamente modificato, è un organismo la cui materia genetica è stata alterata mediante tecniche di ingegneria genetica, altrimenti note come tecniche di Dna ricombinante. Con questo metodo si intende la combinazione in vitro di diverse molecole di Dna per creare un nuovo gene, che viene successivamente inserito in un organismo che può essere vivente o meno. Erroneamente si suole indicare tutti gli organismi Ogm come transgenici, in realtà si parla di transgenesi solo quando si inseriscono geni esogeni in un altro organismo, ovvero un ente strutturato riceve dei geni non suoi; mentre si parla di organismi cisgenici quando si ricombinano geni dello stesso organismo. In entrambi i casi si tratta sempre di Ogm.

Per ciò che riguarda il mercato,già nel 2000 Greenpeace Russia affermava: “di trenta prodotti che sono stati scelti per l’analisi il 30% contiene OGM. Diversi sondaggi hanno mostrato che i consumatori russi preferiscono i prodotti alimentari esenti da OGM o loro derivati​​. Nonostante questo, sono state adottate misure in Russia per informare i clienti circa gli OGM nei prodotti. L’atto normativo russo sulla marcatura (approvato con solo il capo ispettore sanitario) ordina di segnalare solo i prodotti che contengono più del 5% di ingredienti geneticamente modificate, mentre nell’Unione europea a norma di legge i prodotti devono essere contrassegnate se hanno più di 0,9% di OGM”

“In molti paesi dell’UE e degli USA listati di aziende che utilizzano i prodotti transgenici sono pubblicati regolarmente. Nel 2000, nella lista nera americana apparve aziende come Hersey di, Mars, Coca-Cola, Pepsi-Co, Nestle, Knorr, Lipton, Parmalat “

Ecco ad oggi, dopo 13 anni, la situazione si è evoluta e Greenpeace.org pubblica un nuovo studio affermando che le indagini non possono uniformare i mercati, ma che segnalano la tendenza della produzione di catene e aziende. Prima della lista alcune raccomandazioni:

1. Leggere le etichette. Il produttore deve indicare che la produzione di componenti OGM che è stata aggiunta (ma, in verità, non tutti lo fanno).

2. Evitare i fast food. Ci sono alimenti OGM più comunemente utilizzati.

3. Evitare il pane imbustato o a lunga conservazione

4. Quasi tutte le salsicce, la carne in scatola e salumi vengono prodotti con l’aggiunta di componenti geneticamente modificati. Di solito i prodotti senza componenti geneticamente modificate non possono essere così a buon mercato.

Possiamo quindi stilare una lista di operatori del mercato alimentare, che sono soliti utilizzare OGM per la realizzazione dei loro prodotti:

Società di produzione Kellog “s

Corn Flakes (cereali) Frosted Flakes (cereali) Rice Krispies (cereali) Corn Pops (fiocchi) Schiaffi (fiocchi) Froot Loops (anelli di cereali colorati) Di Apple Jacks (cereali-ring con il gusto di mela) All-Bran Apple Cinnamon / Blueberry (crusca sapore di mela, cannella, mirtillo) Gocce di cioccolato (gocce di cioccolato) Pop Tarts (sfoglia ripiena di tutti i gusti) Nutri-grain (brindisi pieno di tutti i tipi) Crispix (biscotti) Smart Start (fiocchi) All-Bran (Flakes) Just Right Fruit & Nut (fiocchi) Miele Crunch Corn Flakes (cereali) Raisin Bran Crunch (cereali) Cracklin “crusca di avena (fiocchi) Società Hershey‘s

Toblerone (cioccolata, tutti i tipi) Mini Baci (cioccolatini) Kit-Kat (barretta di cioccolato) Baci (cioccolatini) Chips di cottura semi-dolci (biscotti) Chocolate Chips di latte (biscotti) Reese “s Peanut Butter Cups (burro di arachidi) Scuro speciale (cioccolato fondente) Cioccolato al latte (cioccolato al latte) Sciroppo di cioccolato (sciroppo di cioccolato) Dark Chocolate Syrup speciale (sciroppo di cioccolato) Strawberry Syrop (sciroppo di fragola) Mars

M & M “s Snickers Via Lattea Twix Nestle Crunch (fiocchi di riso al cioccolato) Cioccolato al latte Nestle (cioccolato) Nesquik (bevanda al cioccolato) Cadbury (Cadbury / Hershey “s) Fruit & Nut Heinz

Ketchup (regolare e senza sale) (ketchup) Chili Sauce (salsa di peperoncino rosso) Heinz 57 Steak Sauce (con sugo di carne) Hellman’s

Reale Maionese (maionese) Maionese Light (maionese) Maionese Low-Fat (maionese) Società Coca-Cola

Coca-Cola Sprite Cherry Coca Minute Maid Arancione Minute Maid Uva Società PepsiCo

Pepsi Pepsi Cherry Mountain Dew Società Frito-Lay / PepsiCo (componenti OGM possono essere presenti nel petrolio e altri ingredienti)

Potato Chips (tutti) Cheetos (tutti) Società Cadbury / Schweppes

7-Up Dr. Pepe Pringles (Procter & Gamble)

Pringles (patatine fritte con sapori originali, Magro, Pizza-licious, Sour Cream & Onion, Salt & Vinegar, Cheezeums) (lista emanata da Greenpeace.org)

Tornando a noi, con l’introduzione di Ogm e avvelenando pasta e pane dal 2004 ad oggi la vita media sana è crollata in Italia di almeno 10 anni (fonte Eurostat ufficiale) proprio, guarda caso, dall’anno in cui entrarono gli OGM negli alimenti.

Tra l’altro, nel 2012 la Corte di Giustizia ha condannato l’Italia per avere vietato la coltivazione di mais Mon810 alla multinazionale statunitense Pioneer Hi Bred che, nel 2008, aveva fatto causa al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali per non avere permesso alla sua filiale italiana di coltivare il cereale sviluppato da Monsanto. Secondo la Corte, se la coltivazione di una pianta geneticamente modificata è già stata autorizzata dall’Unione, non c’è sovranità nazionale che tenga, e ogni Stato membro si deve adeguare. Cosa che l’Italia, in effetti, non ha mai fatto, preferendo prendere tempo ed evitando di agire. La vittoria dei produttori di Ogm, dunque, può essere vista come una conseguenza delle lacune normative italiane, e dell’assenza di leggi regionali che regolino la coesistenza di varietà tradizionali e geneticamente modificate. E’ una lotta impari per la potenza di queste multinazionali e per la perversità dei loro prodotti sul mercato, unita alla disinformazione dei mass media. Cerchiamo tutti di dare un piccolo contributo per un nuovo consumo etico e consapevole.


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venerdì 22 novembre 2013

Capodoglio Morto di Plastica



Un capodoglio maschio è lungo fino a 18 metri e pesa 50 tonnellate.
 Anche un paio di chilogrammi di rifiuti di plastica possono uccidere l'animale.

Lungo la costa olandese un capodoglio di circa 13 metri e pesante 50 tonnellate è morto, dopo essersi spiaggiato. Soltanto dopo l’autopsia si è potuto stabilire la causa della morte, ed i veterinari sono rimasti scioccati da ciò che hanno trovato. “Lo stomaco dell’animale era pieno di rifiuti di plastica, il capodoglio ne aveva ingerito circa 20 Kg, tra coperchi,
 gomme e altri rifiuti plastici gettati in mare".

da :

http://deutsche-wirtschafts-nachrichten.de/2013/11/08/wal-verendet-vor-kueste-weil-er-zu-viele-plastik-abfaelle-geschluckt-hat/

leggi anche http://cipiri6.blogspot.it/2012/03/isola-di-plastica.html

E' ormai noto il Pacific Plastic Vortex, il grande vortice dell'oceano Pacifico la cui estensione è di qualche milione di chilometri quadrati, a causa di molti milioni di tonnellate di rifiuti galleggianti, soprattutto plastica. Ma la plastica abbonda anche in altre parti del Pacifico. Nei pressi dei porti principali del Cile l'87% di tutti i rifiuti galleggianti è di plastica, metà dei quali sono sacchetti. In Giappone l'analisi sui dati tra il 2002 e il 2005 ha rivelato che il 76% del totale dei rifiuti erano in plastica, in Corea il dato è stato del 53%. Nel nord Atlantico esiste un vortice di 334mila frammenti di plastica per chilometro quadrato pari a 5 kg/km2.



Il Pacific Trash Vortex, noto anche come Grande chiazza di immondizia del Pacifico 

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