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lunedì 23 dicembre 2013

Wwf : Reati ambientali, inserirli nel codice penale



Dopo l'approvazione in Commissione Giustizia alla Camera,
 l'associazione ambientalista si augura un passaggio
 "rapido" in aula e un consenso bipartisan per una riforma attesa da anni.

- Il Wwf spera che i delitti contro l'ambiente possano essere presto inseriti nel codice penale. Dopo l'approvazione di ieri in Commissione Giustizia alla Camera del testo unificato sugli eco-reati, l'associazione ambientalista spera adesso in un rapido passaggio in aula e in una votazione bipartisan per "questa grande riforma che ci consentirà di metterci al passo degli altri Paesi europei nella lotta alla criminalità ambientale" scrive il Wwf in una nota.

Il voto di ieri è un passo importante ma non si tratta di una novità assoluta. La prima proposta di introduzione nel codice penale dei "Delitti contro l'ambiente" e "Disposizioni sostanziali e processuali contro il fenomeno criminale dell'ecomafia" risale al 1998, avanzata dall'allora Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse. Da allora, - sottolinea il Wwf - nonostante gli annunci, non è ancora stata approvata definitivamente una vera legge di riforma organica: "L'attuale sistema di sanzioni per fatti gravi che compromettono ambiente e salute e l'esistenza e la sopravvivenza di specie animali e di habitat naturali, vengono puniti con sanzioni poco più pesanti di una multa automobilistica e le cosiddette 'ecomafie', continuano ad ingrassare con guadagni enormi a fronte di rischi pari a zero".

Il testo prevede l'introduzione di due nuovi illeciti nel codice penale: inquinamento ambientale (pena prevista da uno a cinque anni e fino a 100mila euro di multa) e disastro ambientale (punito con la reclusione da 4 a 20 anni). Il provvedimento prevede l'introduzione del ravvedimento operoso, con sconti di pena per chi si impegnerà a bonificare i luoghi inquinati, e la confisca obbligatoria dei profitti legati al reato ambientale. Saranno raddoppiati inoltre i termini di prescrizione.

Nel settembre scorso Legambiente aveva già lanciato una petizione a sostegno di una direttiva per l'introduzione del delitto di ecocidio in Europa aderendo a 'End ecocide in Europe'. Sul sito le indicazioni per aderire alla petizione.

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SDRAMMATIZZARE , IRONIZZARE ,
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ALTERNATIVE
e consultarle con amici o persone a te vicine
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martedì 3 dicembre 2013

Terra dei Fuochi, nota di Legambiente, Libera e Fiom





"Finalmente la Terra dei Fuochi diventa questione nazionale.
 Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri è un primo passo importante, necessario ma non risolutivo. Riteniamo che sia di primaria importanza che vengano rispettati i tempi previsti dal decreto così da rendere concreta l'operazione di verità e trasparenza sulla mappatura e sperimetazione dei terreni contaminati, a tutela della salute dei cittadini e dell'agricoltura di qualità della Campania.

Chiediamo al governo che dopo l'introduzione del reato di combustione dei rifiuti con la stessa celerità si approvi l’introduzione dei delitti ambientali nel nostro codice penale. Una riforma di civiltà attesa da anni grazie alla quale, accanto al delitto già in vigore di attività organizzata di traffico illecito di rifiuti, diventerebbero finalmente legge quelli di inquinamento ambientale, frode in materia d’ambiente, danneggiamento delle risorse ambientali, alterazione del patrimonio naturale e di disastro ambientale, insieme all’obbligo di bonifica e, ove possibile, di ripristino dei luoghi compromessi, a carico del condannato

Dopo tante parole è necessario cambiare passo ora, per ridare futuro ai territori della Campania saccheggiati dall'ecomafia e restituire speranza a chi è impegnato importante di questa Regione a salvaguardare e promuovere l’economia pulita e di qualità dell’intero territorio regionale". Questa la nota congiunta di Legambiente, Libera e Fiom sul decreto Terra dei Fuochi approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.

L’ufficio stampa Legambiente

leggi anche : http://cipiri6.blogspot.it/2013/12/wwf-reati-ambientali-inserirli-nel.html

Wwf : Reati ambientali, inserirli nel codice penale



Dopo l'approvazione in Commissione Giustizia alla Camera,
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Pesticidi killer delle api


Pesticidi killer delle api, un primo passo importante ma non basta per salvarle!

Il 1 dicembre è finalmente entrato in vigore a livello europeo il primo bando – anche se parziale e temporaneo - dei tre insetticidi fortemente pericolosi per le api. Si tratta di un passo importante, ma non basta per salvare le api e gli altri insetti impollinatori. Con il bando la Commissione europea sta dimostrando la sua preoccupazione per questi insetti, fondamentali per mantenere l'equilibrio degli ecosistemi, per l'agricoltura e quindi per quello che arriva sulle nostre tavole. Un terzo di ciò che mangiamo dipende infatti dall'impollinazione svolta soprattutto dalle api, ma non solo: grazie all’opera degli impollinatori, possiamo arricchire le nostre tavole con la varietà, il colore e i nutrienti della biodiversità della nostra produzione agricola.

Tuttavia, il divieto dei tre pesticidi neonicotinoidi (clothianidin e imidacloprid, l'insetticida più venduto al mondo, prodotti da Bayer, e thiamethoxam prodotto da Syngenta), ha molti "ma" sui quali abbiamo compiuto un’analisi (http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2013/agricoltura/Api-Media-Briefing.pdf): si tratta di un divieto temporaneo di solo due anni, ed è un divieto parziale, non si applica cioè a tutte le colture o tutti gli usi. È quindi ancora possibile utilizzarli su piante considerate non attrattive per le api o nelle serre!

Quando vengono utilizzati per il trattamento dei semi, sul suolo o spruzzati sulle foglie, i neonicotinoidi si diffondono in ogni parte delle piante raggiungendo anche il polline e il nettare, di cui si nutrono gli insetti. Sono inoltre sostanze altamente persistenti, restano cioè nell’ambiente per molto tempo, arrivando a contaminare il suolo e le acque intorno ai campi trattati, habitat di molte specie di impollinatori.

Nel frattempo, le multinazionali dell’agro-chimica come Syngenta, Bayer e BASF stanno ricavando enormi profitti con la produzione e la vendita dei pesticidi neonicotinoidi, anche se questo significa sterminare api e altri insetti utili. Non solo, stanno facendo di tutto per bloccare il bando europeo, avviando un ricorso contro la Commissione Europea.

Per questo motivo un’alleanza di oltre 45 associazioni che difendono le api e il nostro cibo hanno candidato i tre giganti della chimica agli “Oscar” per la peggiore azienda del 2014, il temuto Public Eye Award, che verrà consegnato a Davos durante il prossimo World Economic Forum (WEF).

Chiunque abbia a cuore il destino delle api e del nostro cibo, può votare contro le aziende che producono i pesticidi killer sul sito http://publiceye.ch , firmare la petizione per vietare tutti i pesticidi dannosi per le api (http://salviamoleapi.org/) e scaricare il kit d’azione.



Due anni non sono sufficienti per salvare le api: il divieto deve essere permanente, deve vietare tutti gli usi dei neonicotinoidi, e arrivare ad includere anche le altre sostanze pericolose per api e altri impollinatori, come i pesticidi individuati nel nostro rapporto "Api in declino"

http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/image/2013/rapporti/Api_in_declino.pdf

Non solo per le api, ma per tutti gli esseri viventi e per noi stessi è fondamentale vivere in un ambiente sano e mangiare cibi non contaminati. Per fare ciò, è necessario abbandonare le pratiche rischiose dell'agricoltura industriale e sostenere il più possibile l'agricoltura di stampo ecologico.

Anche se il divieto è stato un primo passo importante e la Commissione Europea ha affermato di voler fare "tutto il possibile per proteggere le popolazioni di api", bisogna passare dalle parole ai fatti, e fare molto di più.

Impariamo da questi meravigliosi insetti: dobbiamo unire le forze e agire come un vero e proprio sciame, per restituire alle api quanto di prezioso ci regalano e perché possano volare di nuovo tranquille continuando fare quello che sanno fare meglio: impollinare.

http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Pesticidi-killer-delle-api-un-primo-passo-importante-ma-non-basta-per-salvarle/
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