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domenica 22 luglio 2018

Le Spiagge più Belle d'Italia

Otranto (LE)

Otranto (LE)


Dalla Sardegna, capolista, alla Calabria, passando per la Toscana e la Puglia. Come ogni estate ecco arrivare la classifica delle migliori spiagge da un capo all'altro dello stivale. Mete dove andare in vacanza per trovare mare limpido e pulito ma anche belle spiagge, cultura, storia, una buona cucina e ottimi servizi. “La nuova Guida Blu - il mare più bello del 2016”, di Legambiente e Touring Club Italiano stila una classifica e premia ben 18 località del Belpaese assegnando le “vele” dell'eccellenza, sulla base di molti fattori, dalla raccolta differenziata alle opere innovative e di salvaguardai dell'ambiente. La Sardegna, prima classificata tra le regioni, con ben 5 località, e la Puglia, con 4 località a 5 vele, si confermano le regioni che realizzano le migliori performance in sostenibilità e tutela ambientale.


Baunei (OG)


Baunei (OG)

Baunei (OG)
Baunei, nella provincia dell'Ogliastra in Sardegna vanta un mare cristallino, percorsi di trekking, bici e veicoli elettrici e una particolare attenzione alla salvaguardia 
del delicato ecosistema naturale marino.




Castiglione della Pescaia (GR)

Castiglione della Pescaia (GR)
In provincia di Grosseto questa località si è attivata per la salvaguardia all'interno della Riserva Naturale Diaccia Botrona dei nidi di Falco Pescatore, specie rara tornata dopo molti anni a nidificare in Maremma. Continua l’impegno nella conservazione dell’habitat dunale e della Pineta litoranea. Aperti nuovi itinerari per trekking, cavallo e bicicletta.






Pollica (SA)

Pollica (SA)
Pollica si conferma regina dell'estate 2016, prima in Campania e seconda in Italia, con le sue cinque vele. Tante le iniziative che le hanno permesso di ricevere questo riconoscimento dalla raccolta differenziata, all'implementazione degli impianti fotovoltaici per la produzione di energetica e poi il recupero di un antico mulino ad acqua per la produzione di energia idroelettrica e la ristrutturazione del Museo del Mare nella frazione di Pioppi oltre che la realizzazione di un 
Centro velico dedicato ai diversamente abili.





Posada (NU)

Posada (NU)
Nell’edizione 2016 della rete dei Borghi più belli d’Italia, Posada si è classificato al quinto posto.  E oltre ad un mare trasparente e a spiagge immacolate, questa zona offre molto altro in termini di ambiente e salvaguardia. Attivo sul territorio un servizio di bike sharing comunale ed è allo studio l’introduzione di mezzi elettrici sostitutivi delle auto private per raggiungere le spiagge. Diverse le attività offerte tra sport e natura.






Santa Marina Salina (ME)

Santa Marina Salina (ME)
In provincia di Messina questa località è a buon punto con la raccolta differenziata, ha ultimato il progetto di ripascimento della costa di Punta Lamie. Ha ottenuto il rilascio di una concessione demaniale di 40.000 mq per la realizzazione di un campo boe comunale che protegga dalle ancore i fondali. Confermate e potenziate le manifestazioni sportive "sostenibili”.






San Vito Lo Capo (TP)

San Vito Lo Capo (TP)
Tra le iniziative realizzate di questo Comune in provincia di Trapani nel corso del 2015, da evidenziare “Una cicca, un centesimo”: ogni cicca di sigaretta recuperata nell’arenile dai bagnanti viene acquistata ad un centesimo dai volontari. L’adozione delle aree verdi attraverso l’attuazione del “Piano Regolatore Comunale del verde” è servita invece a censire, recuperare e ricollocare le piante esistenti nelle aree pubbliche e nelle vie di tutto il territorio comunale. Altro progetto, la Guida dei sentieri del comprensorio sanvitese.






Maratea (PZ)

Maratea (PZ)
Il progetto “Spiaggia d'aMare” nato tra Comune e l'Associazione Balneari Maratea è stato finalizzato alla certificazione dei servizi e alla salvaguardia del territori. La raccolta dei rifiuti porta a porta è ormai stabile ed ha portato ad oltre il 70% la raccolta differenziata. La cura e catalogazione dei sentieri di costa, unitamente ad altri interventi di sistemazione, rendono il territorio sempre più fruibile agli appassionati della vacanza attiva. Sono stati aperti due parchi gioco ed un percorso natura con attrezzi per il fitness all'aria aperta.





Capalbio (GR)

Capalbio (GR)
Il comune in provincia di Grosseto continua a programmare azioni efficaci di rispetto e tutela dell'ecosistema costiero. Da un percorso didattico per sensibilizzare studenti, cittadini e turisti sul rispetto del sistema dunale alla promozione di fonti rinnovabili, di risparmio ed efficienza energetica.




Otranto (LE)

Otranto (LE)
Completato il recupero del Faro di Palascìa che è ora il fulcro di innumerevoli percorsi di trekking, snorkeling, nordic walking, cicloturismo ed osservazioni astronomiche e naturalistiche a servizio dell’utenza locale e turistica. Incentivata l’istituzione dell’Area Marina Protetta al fine di favorire un accordo con aziende private che sponsorizzino il programma di ascolto dei cetacei e del fondale marino attraverso gli idrofoni.





Bosa (OR)

Bosa (OR)
In partenariato con l’Università di Sassari, Bosa ha realizzato una campagna di monitoraggio dei cetacei. Sempre insieme all’Ateneo e con il Corpo forestale, effettua studi e mette in atto azioni di salvaguardia dell’habitat dei grifoni. Per favorire la mobilità sostenibile è stata realizzata una pista ciclabile tra Bosa e Bosa Marina e, all’interno del Piano d’azione per l’energia sostenibile, sono state inserite azioni di riduzione degli spostamenti con auto private. Nell’edizione del 2014 della rete dei Borghi più belli d’Italia, Bosa si è classificato al secondo posto.





Marina di Camerota (SA)

Camerota (SA)
Tra le ultime iniziative della località in provincia di Salerno aperto al pubblico l’importantissimo sito archeologico della grotta della cala a Marina di Camerota.





Camerota (SA)


Camerota (SA)
Tra le ultime iniziative della località in provincia di Salerno aperto al pubblico l’importantissimo sito archeologico della grotta della cala a Marina di Camerota.



Vernazza (SP)

Vernazza (SP)
Negli anni passati ha ottenuto il riconoscimento di Legambiente e Touring Club del vessillo dell’associazione ambientalista da parte dell’equipaggio di Goletta Verde. Attraverso il progetto Pelagos, sono state fatte tantissime attività di sensibilizzazione rivolte ai ragazzi delle scuole primarie sulla biodiversità e in particolare sui mammiferi marini. 
Sempre forte è l'impegno verso un turismo sostenibile.

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sabato 21 luglio 2018

Le onde piene di plastica in questa spiaggia dominicana il mare è sparito

Le onde piene di plastica in questa spiaggia dominicana il mare è sparito


Dimenticate le cartoline di Santo Domingo, delle spiagge caraibiche con le palme e l'acqua turchese. Questo video riprende la situazione attuale sulla costa della capitale della Repubblica Dominicana: un mare di plastica. Il filmato è stato girato dall'Ong Parley for the Oceans per denunciare "l'emergenza plastica". Dall'organizzazione spiegano: "Volontari, militari e 500 lavoratori pubblici sono stati mobilitati in questa operazione di pulizia. In tre giorni abbiamo rimosso oltre 30 tonnellate di rifiuti, ma come vedete c'è ancora molto da fare". L'Ong Parley for the Oceans collabora con uno dei più importanti marchi di abbigliamento sportivo: l'azienda ha creato una serie di prodotti utilizzando le plastiche raccolte nel mare.


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Vacanza giusta per ogni professione


Vacanza giusta per ogni professione

Dimmi che lavoro fai e ti dirò dove andare in vacanza. Non si tratta di un semplice test, ma di conclusioni che poggiano su basi scientifiche: per goderci un po' di sano relax è necessario staccare la spina con le abitudini invernali. Dunque, se una villeggiatura solitaria è l'ideale per chi svolge lavori in team, il villaggio turistico è indicato per il lavoratore sedentario. Un soggiorno estivo con ritmi lenti e senza orari giova di più all'uomo d'affari, mentre il contatto con la natura aiuta chi si trova tutto l'anno a maneggiare denaro. E così via: luoghi diversi e organizzazioni differenti, per ritrovare quiete e riposo, e ricaricare le pile per l'anno nuovo attraverso il distacco dalla propria occupazione.

"La vacanza che fa bene è quella che rompe gli schemi, va scelta accuratamente tenendo presente anche l'attività che si svolge durante l'anno - afferma Paola Vinciguerra psicologa, psicoterapeuta, presidente dell'Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e direttore scientifico del centro Bioequilibrium - Le vacanze, da momento di relax per scrollarsi di dosso nervosismo e stanchezza, possono trasformarsi in una fonte di stress".

"Bisogna sceglierle con cura, perché saranno la nostra ricarica che dovrà accompagnarci per buona parte dell'inverno - prosegue Eleonora Iacobelli, psicoterapeuta, vicepresidente Eurodap - Affinché si ottengano i migliori benefici, la vacanza deve prevedere situazioni completamente diverse da quelle che si vivono durante l'inverno. Per questo scegliamo qualcosa che ci faccia fare l'opposto di quello che viviamo nella nostra professione".

Ecco allora alcuni consigli per una vacanza personalizzata in base a lavori e occupazione:

Manager: la vacanza ideale è quella con ritmi lenti. La persona deve essere cioè libera di scegliere che cosa fare e che cosa non fare. I programmi non vanno imposti dall'esterno, ma decisi di volta in volta sulla base dei propri desideri. Durante l'anno il manager deve essere sempre efficiente, organizzare il lavoro degli altri, ha decine e decine di impegni. 
In vacanza non devono esistere orari da seguire.

Impiegati: la vacanza giusta è nei villaggi o nelle strutture che propongono diverse attività. Luoghi di questo tipo fanno venire voglia di muoversi, di conoscere altre persone e poi si è stimolati continuamente in maniera diversa. Cosa che invece non capita durante tutto l'anno. Il lavoro dell'impiegato è infatti molto ripetitivo, le mansioni sono sempre le stesse. Spesso noiose. Gli stimoli riaccendono la voglia di vivere.

Medici: la vacanza ideale per il medico è solitaria, senza troppe persone intorno, senza costrizioni alla socializzazione. La cosa migliore è che si lasci andare tra le mani di chi si possa occupare di lui. Cosa c'è di meglio di un periodo di ferie da trascorrere in un centro benessere tra vere e proprie coccole per il corpo e per la mente? Il medico si occupa tutto l'anno degli altri, cura e rassicura i pazienti, prende decisioni importanti per la loro vita. In vacanza dovrebbe pensare molto a stesso, 
per ritrovarsi e confrontarsi.

Casalinghe: è un po' come il medico, pensa tutto l'anno agli altri. Quindi la vacanza più indicata per la casalinga è quella in un albergo dove non deve assolutamente pensare e occuparsi dei lavori domestici, di preparare il pranzo e la cena. Ideale sarebbe una località di mare o di montagna, dove la casalinga possa anche dedicarsi alla cura del corpo. Una località termale per esempio.

Commercianti: devono 'scappare' e andarsi a riposare in un posto sperduto. La cosa migliore è quella di liberarsi dallo stress provocato da continui ragionamenti in termini di denaro, quindi di guadagni e risparmi. La vacanza perfetta è quella da trascorrere a contatto con la natura, dove ritrovare il valore delle cose semplici. In una località dove ci siano pochissime attività commerciali. Si consigliano vacanze in barca con lunghe navigazioni, in località di mare tranquille o in paesini di montagna.

Giornalisti: a loro farebbe bene trascorrere una vacanza in un Paese esotico, dove è difficile usare Internet per sapere cosa sta succedendo in Italia. Ottime le vacanze a contatto con la natura. Il consiglio è quello di tenersi lontani da località alla moda frequentato da vip. I giornalisti non resisterebbero e si metterebbero di certo sulle tracce di personaggi conosciuti.


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martedì 10 luglio 2018

Thailandia: squadra di calcio giovanile rimasta intrappolata nella grotta


Thailandia: squadra di calcio giovanile rimasta intrappolata nella grotta


È stato estratto dalla grotta anche l’allenatore. 
Sono dunque tutti fuori i membri della squadra di calcio giovanile
 rimasta intrappolata dal 23 giugno scorso nella grotta
 di Tham Luanga, nel nord della Thailandia.

Dopo il ritrovamento del gruppo, avvenuto lo scorso 2 luglio,
 le operazioni di salvataggio sono partite domenica 8 e si sono concluse con successo.

ORE 13.10 – Estratto l’ultimo ragazzo, resta da salvare solo l’allenatore
È fuori dalla grotta anche il dodicesimo ragazzo intrappolato a Tham Luang. Lo riferisce l’agenzia nipponica Kyodo News. All’interno rimane solo l’allenatore 
che aveva detto di voler esser l’ultimo tratto in salvo.

la meditazione buddista insegnata dall’allenatore ha mantenuto i ragazzi calmi nella grotta

I ragazzi, una volta usciti dal buio, vengono trattenuti brevemente nell’ospedale da campo, poi prelevati in elicottero e portati nell’ospedale di Chiang Rai, dove vengono tenuti in assoluto isolamento per il timore che, con il sistema immunitario indebolito, siano a rischio di infezioni.

ORE 12.15 – Estratto l’undicesimo ragazzo, ne resta uno più l’allenatore
I soccorritori hanno estratto l’undicesimo ragazzo della squadra di calcio giovanile rimasta intrappolata nella grotta di Tham Luang, nel nord della Thailandia.

Nella caverna restano solo un ragazzo e l’allenatore 25enne.

ORE 11.40 – Salvo il decimo ragazzo
E’ stato estratto dalla grotta il decimo ragazzo. Lo riferisce l’agenzia di stampa Reuters, che cita un testimone diretto.

ORE 11.15 – Estratto il nono ragazzo
I soccorritori hanno estratto il nono ragazzo del gruppo rimasto intrappolato nella grotta di Tham Luang. Lo riferisce l’agenzia di stampa britannica Reuters, che cita un testimone diretto.

Nella caverna restano a questo punto tre ragazzi, più l’allenatore 25enne.

ORE 11.00 – Ambulanza lascia il luogo dei soccorsi
Un’ambulanza è stata vista lasciare il luogo dei soccorsi, ma per il momento non ci sono conferme sul fatto che sia stato liberato il nono ragazzo.

ORE 10.40 – I ragazzi salvati non potranno andare al Mondiale
I giovani calciatori liberati dalla grotta di Tham Luang non potranno assistere alla finale dei Mondiali di calcio in Russia, in programma per domenica 15 luglio: devono restare in ospedale.

Lo ha dichiarato un responsabile del ministero della Salute thailandese, dopo che i ragazzi erano stati invitati alla finale di Mosca dal presidente della Fifa,  Gianni Infantino.

“Non possono andare, devono restare per il momento in ospedale”, ha spiegato Thongchai Lertwilairatanapong durante la prima conferenza stampa dettagliata sulle condizioni di salute dei ragazzi. “È probabile che la seguano alla televisione”, ha aggiunto.

 La meditazione buddista insegnata dall’allenatore ha mantenuto i ragazzi calmi nella grotta

Uno dei particolari che è rimasto più impresso quando i soccorritori hanno diffuso foto e video dai giovani intrappolati in una grotta in Thailandia è la loro apparente calma.

Nonostante la situazione drammatica e la corsa contro il tempo per riportare in superficie, i giovani (tutti quanti estratti vivi dalla grotta dopo oltre due settimane) sembravano tranquilli e non terrorizzati come ci si sarebbe aspettato.

Il merito è della meditazione buddista, insegnata ai ragazzi proprio da Ekapol Chanthawong, l’allenatore della squadra di calcio giovanile bloccata dallo scorso 23 giugno nel complesso sotterraneo di Tham Luang.

I primi soccorritori che hanno raggiunto il luogo in cui i ragazzi si erano rifugiati con l’allenatore avevano infatti trovato il gruppo a meditare. Ekapol ha vissuto per un decennio nel monastero di Mae Sai in Thailandia sin dall’età di 12 anni, dopo aver perso entrambi i genitori.

In seguito, si era trasferito presso una delle due nonne per accudirla in quanto ammalata. Raggiunta la maggiore età, aveva iniziato la carriera di allenatore di calcio.

Come raccontato da una delle zie, il 25enne può meditare fino a un’ora e questo lo ha sicuramente aiutato in questa situazione drammatica e ha permesso anche ai ragazzi di mantenere i nervi saldi.

L’antico metodo nato oltre 2600 anni fa ha permesso al gruppo di preservare le preziose energie psico-fisiche e non perdere la testa all’interno dell’angusto e poco ossigenato spazio sotterraneo.

D’altra parte, la tecnica di meditazione è nata proprio per raggiungere la pace e la lucidità della mente fino alla liberazione dalla sofferenza.

Alcune recenti ricerche, come quella pubblicata dalla Agency for Healthcare Research and Quality, ha sottolineato come possa conferire benefici paragonabili a quelli ottenuti dai farmaci contro la depressione e l’ansia, ma senza effetti collaterali.

E non c’è dubbio che la meditazione sia stata fondamentale per il gruppo che si è trovato in una situazione davvero estrema. Che purtroppo è già costata la vita a uno dei soccorritori.

L’allenatore Ekapol Chanthawong è stayp proprio l’ultimo a uscire dalla grotta nella giornata, dopo gli ultimi quattro giovani calciatori.

A tutti gli effetti il 25enne è, suo malgrado, responsabile di questa situazione e nei giorni scorsi ha scritto una lettera chiedendo scusa ai genitori per le proprie colpe.

“Ai genitori di tutti i ragazzini: in questo momento tutti stanno bene – si legge nel messaggio consegnato ai soccorritori lo scorso sabato – i soccorritori si stanno prendendo cura di loro e prometto che farò del mio meglio per aiutarli. Ringrazio tutti per il supporto e chiedo scusa“.

I genitori hanno risposto perdonando l’allenatore e chiedendogli di non sentirsi in colpa. Le operazioni che dovrebbero mettere fine alla vicenda sono riprese questa mattina poco dopo le ore 5 italiane e servirà almeno un’altra settimana di ricovero prima che i ragazzi 
possano tornare dalle famiglie.



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lunedì 25 giugno 2018

Casa di vetro con Albero all'interno

casa di vetro con albero all'interno

La casa di vetro con albero all'interno. Progetto futuristico nel rispetto della natura

Ecosostenibile e super luminosa. La casa di vetro immaginata dall'architetto kazako, Aibek Almassov, risponde all'idea di un alloggio che possa vivere in totale armonia con la natura. Già ribattezzata Tree in the house, (l'albero nella casa) perché, stando al concept dell'architetto, consente di costruire una casa circolare con le pareti in vetro, intorno ad un albero. Perché abbatterlo, quando l'abitazione può svilupparsi attorno al tronco? Una scommessa provocatoria, ma neanche troppo, visto l'interesse mostrato da alcuni investitori, che potrebbero trasformare il progetto da carta a realtà.


casa di vetro con albero all'interno

casa di vetro con albero all'interno


casa di vetro con albero all'interno

casa di vetro con albero all'interno



La struttura, completamente di vetro trasparente, consente di godere un panorama a 360° sulla natura circostante; i quattro piani a forma di anello, sono collegati l'uno all'altro da una scala a spirale che sembra avvolgersi al tronco dell'albero per tutta la sua altezza, 12 metri. Ognuno di essi assolve ad una specifica funzione abitativa. Al piano terra i servizi e la cucina. Al secondo anello la zona living, con poltrone e studio, mentre salendo al terzo anello si può dormire nella camera da letto. All'ultimo piano è riservata la zona belvedere per allungare la vista sugli altri alberi del bosco. Almassov ha risolto l'ingombro dei rami, usandoli come forme di arredo, quasi dei mobili, che occupano parte dello spazio sul pavimento, lasciando libere porzioni sufficienti per muoversi e camminare. L'altra particolarità di Tree in the house, riguardo il totale rispetto dell'albero, che grazie alle trasparenze, potrà continuare a crescere, nutrendosi dell'indispensabile luce solare.


NON MI SEMBRA MOLTO ECOLOGICO
INSERIRE UN ALBERO IN UNA STRUTTURA DI VETRO
 CHE GLI IMPEDISCE DI ELEVARSI IN ALTEZZA 
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giovedì 21 giugno 2018

Vietata la vendita di Cannabis light


Cannabis light

Stop alla vendita dei prodotti a base di cannabis light, cioe' con il principio attivo Thc inferiore ai limiti di legge, con i negozi green proliferati negli ultimi mesi in tutta Italia. E' quanto contenuto in un parere formulato dal Consiglio Superiore di Sanità su richiesta del ministero della Salute lo scorso febbraio. "Non può essere esclusa la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa", avverte il Css, che "raccomanda che siano attivate nell'interesse della salute individuale e pubblica misure atte a non consentire la libera vendita".

Cannabis light store

Cannabis light store

Il limite. Questo perché il limite di Thc previsto dalla legge (0,2-0,6%) "non è trascurabile", e gli effetti psicotropi possono comunque prodursi, magari aumentando le dosi. Peraltro con un consumo "al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che possa produrre". Secondo il Css peraltro non è stato valutato "il rischio connesso al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni (età, presenza di patologie concomitanti, stato di gravidanza/allattamento, interazioni con farmaci, effetti sullo stato di attenzione, etc..) così da evitare che l'assunzione inconsapevolmente percepita come sicura e priva di effetti collaterali si traduca in un danno per se stessi o per altri (feto, guida in stato di alterazione)".




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sabato 16 giugno 2018

Le 17 accise che fanno volare il prezzo della benzina

Le 17 accise che fanno volare il prezzo della benzina

Dal finanziamento per la guerra d’Etiopia
 passando per il finanziamento della crisi di Suez

Continua la tendenza all’aumento per i prezzi dei carburanti in Italia nell’ultimo mese. Nel programma del futuro Governo Lega-5 Stelle ci sarebbe anche la proposta di togliere alcune delle accise che gravano sul prezzo finale della benzina.
Vedremo come e se riusciranno a fare quello che dicono.

QUALI SONO LE ACCISE DELLE BENZINA
È bene sapere però che per ogni litro di carburante che si acquista, si paga solo una minima parte collegata al costo industriale, il resto del costo al litro 
è legato alle varie tasse che gravano sui combustibili.

Il prezzo attuale della benzina si compone di tre parti: il prezzo netto del combustibile, che include anche il guadagno dei gestori della pompa, le accise e l’Iva.

In sostanza, ogni volta che acquistiamo un singolo litro di carburante siamo obbligati a pagare una notevole quota di tasse, di origine diversa tra cui anche le famose accise, ovvero una quota dovuta allo stato come imposta sui consumi.

Le accise pesano per più di un terzo e sono composte in buona parte da imposte di scopo, introdotte dai vari governi per raggiungere specifici obiettivi.

Ecco cosa paghiamo ogni volta che acquistiamo un litro di benzina. L’elenco completo delle 17 accise sui carburanti, a cui va aggiunta l’Iva al 22%.

0,000981 euro: finanziamento per la guerra d’Etiopia (1935-1936)
0,00723 euro: finanziamento della crisi di Suez (1956)
0,00516 euro: ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963)
0,00516 euro: ricostruzione dopo l’alluvione di Firenze (1966)
0,00516 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Belice (1968)
0,0511 euro: ricostruzione dopo il terremoto del Friuli (1976)
0,0387 euro: ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia (1980)
0,106 euro: finanziamento per la guerra del Libano (1983)
0,0114 euro: finanziamento per la missione in Bosnia (1996)
0,02 euro: rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri (2004)
0,005 euro: acquisto di autobus ecologici (2005)
0,0051 euro: terremoto dell’Aquila (2009)
da 0,0071 a 0,0055 euro: finanziamento alla cultura (2011)
0,04 euro: emergenza immigrati dopo la crisi libica (2011)
0,0089 euro: alluvione in Liguria e Toscana (2011)
0,082 euro (0,113 sul diesel): decreto “Salva Italia” (2011)
0,02 euro: terremoto in Emilia (2012)


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COMPLOTTO DELLA WOLKSVAGEN





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È allarme rosso sul diesel

È allarme rosso sul diesel

 In 5 mesi -20% in Europa

La guerra al diesel tout court e un "effetto calendario" (i giorni lavorativi in meno) hanno fatto sì che, a maggio, le vendite di auto in Europa siano state piuttosto fiacche: +0,6%, dato che porta il consuntivo da gennaio a segnare una crescita del 2,2%. "La demonizzazione dei motori diesel - sottolinea Gian Primo Quagliano (Centro studi Promotor) - porta al rinvio di sostituzioni ormai mature di auto con queste motorizzazioni; i tanti proprietari, infatti, continuano a prendere tempo allo scopo di valutare se acquistare ancora un veicolo a gasolio oppure orientarsi su altre alimentazioni". Gli "effetti annuncio", come nel caso della guerra al diesel, insieme alle incertezze politiche, da sempre sono i nemici peggiori di queste mercato.

Ecco allora la Germania registrare, in 5 mesi, un -21% nelle immatricolazioni di auto con questi motori, a fronte di un dato generale che ha visto il Paese scendere, in maggio, del 5,8%. Complessivamente, come ricorda l'Anfia, nei 5 maggiori mercati la domanda di vetture a gasolio è calata del 20%.

Male il diesel anche in Italia (-10,1% il mese scorso per questa alimentazione), rispetto a un mercato in retromarcia (-2,8%). Diesel giù anche in Francia (-16%).

Per questa tecnologia, dunque, è scattato l'allarme rosso: a prevalere, nonostante le notizie rassicuranti sulle unità di ultima generazione Euro6 con tutti gli step successivi, è un'informazione che mira a demolire tale alimentazione e che ha già costretto i costruttori a rivedere i piani strategici. C'è chi ha annunciato il rapido abbandono del diesel e chi - come Fca - la progressiva riduzione della produzione, con il risultato di riversare miliardi e miliardi di investimenti soprattutto nelle opzioni ibrido ed elettrico.

Per Fca, intanto, maggio ha visto le vendite stabili rispetto al 2017 (-0,2% dato dei 5 mesi negativo: -2,2%). Soffre il marchio Fiat (-11,1%) che in futuro sarà rappresentato solo dalle famiglie 500 e Panda, mentre Jeep consolida la leadership del gruppo (+101,3%); positiva anche Alfa Romeo (+12,2% a maggio). Con il vento in poppa è Psa Groupe (+57,8%), secondo costruttore europeo; ok anche i cugini francesi di Renault (+6,5%) e la galassia Volkswagen (+3,7%), con il marchio Seat, guidato dall'italiano Luca De Meo, in piena accelerazione: +25,3 per cento.

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sabato 9 giugno 2018

In Canada l’aria inquinata diventa benzina


Inquinamento

Una tecnologia per estrarre in modo economico l’anidride carbonica inquinante dall’atmosfera e trasformarla in carburante: l’ha inventata David Keith, professore di fisica all’università di Harvard e fondatore dell’azienda canadese Carbon Engineering. Permette di rimuovere il gas serra più diffuso a costi accessibili e può aiutare a ridurre il surriscaldamento globale, fino addirittura a invertire i cambiamenti climatici che costituiscono — secondo tutte le previsioni —la più grave minaccia ambientale dei prossimi anni, nonché uno dei fattori di instabilità geo-politica nel mondo. In un articolo pubblicato sulla rivista scientifica , Keith e i suoi collaboratori descrivono un processo che farebbe scendere i costi dell’estrazione dell’anidride carbonica da un minimo di 94 dollari a tonnellata a un massimo di 232, molto meno dei 600 dollari a tonnellata che era finora la spesa stimata dall’American Physical Society, l’associazione dei fisici americani.

inquinamento

L’equivalente di 250 mila auto

«Spero di mostrare che la nostra è una tecnologia industriale fattibile, non una sorta di rimedio magico — ha detto Keith — ma qualcosa che possiamo realizzare». La Carbon Engineering, che ha sede in Canada, impiega una quarantina di persone ed è finanziata anche da Bill Gates, ha sperimentato per anni il procedimento nell’impianto pilota di Squamish, nella Columbia Britannica, dove processa circa una tonnellata di anidride carbonica al giorno. E sta cercando i fondi per costruire entro il 2021 una centrale su scala industriale che permetterebbe di produrre carburante a un dollaro al litro, meno di un euro al litro. Costerebbe centinaia di milioni di dollari e potrebbe catturare un milione di tonnellate di CO2 all’anno, cioè l’equivalente delle emissioni di 250 mila auto.

Aria, acqua ed energia verde

Per fabbricare il carburante mangia-gas serra la Carbon Engineering usa solo aria, acqua e energie rinnovabili. La tecnologia applicata, per quanto molto complessa, si basa su quella già impiegata in altri processi industriali, come per esempio la produzione di carta. L’anidride carbonica viene fatta passare per una sorta di «torre di raffreddamento» in cui il gas viene esposto a liquido alcalino: «L’anidride carbonica è un acido debole — ha spiegato Keith a The Atlantic — e quindi si lega alla base». Ne fuoriesce una soluzione di carbonato che viene lavorato chimicamente in modo da estrarre la Co2 in forma fluida: («È quello che fanno praticamente tutte le cartiere al mondo» dice Keith). E infine l’anidride carbonica viene miscelata con l’idrogeno — un procedimento chimico usato in molte raffinerie — per produrre carburante: benzina, diesel e cherosene per gli aerei.

Carburanti «neutri»

In questo modo si ottengono idrocarburi «CO2 neutri», che cioè non immettono nuova anidride carbonica nell’atmosfera ma si limitano a trasformare quella già esistente. Secondo le Nazioni Unite, per rispettare gli accordi di Parigi sul clima del 2015, potrebbe essere necessario rimuovere CO2 dall’atmosfera già entro questo secolo: la tecnologia della Carbona Engineering potrebbe essere usata anche a tale scopo (basta evitare la trasformazione finale del gas in carburante). Ma per l’azienda non sarebbe conveniente: «Il nostro obiettivo immediato è produrre idrocarburi CO2 neutri — ha affermato Keith —. Lo vediamo come un modo per creare trasporti che non aggiungono anidride carbonica all’aria». Oggi c’è già un’azienda, la svizzera Climeworks, che estrae anidride carbonica dall’aria e la vende come fertilizzante per le serre. I suoi costi di produzione però sono molto più alti (600 dollari a tonnellata appunto). L’invenzione canadese, molto più conveniente, potrebbe ora costituire una svolta nella lotta all’inquinamento e ai cambiamenti climatici.



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lunedì 21 maggio 2018

Gli italiani bevono troppa acqua minerale


9 italiani su 10 bevono acqua minerale,
 il 19% in più rispetto a vent'anni fa. 
8 su 10 ne bevono almeno mezzo litro al giorno. 
Lo rivela il Censis

Il 90,3% degli italiani beve acqua minerale, il 79,7% ne beve almeno mezzo litro al giorno. 
E’ la fotografia scattata dal Censis nel rapporto dal titolo 
«Il valore sociale del consumo di acque minerali».

Negli ultimi vent'anni, tra il 1995 e il 2016, c'è stato un boom dei consumatori di 19 punti percentuali (e quelli che ne bevono almeno mezzo litro al giorno sono aumentati del 36%).

Oggi sono 49 milioni gli italiani che bevono acqua minerale: 8 milioni in più rispetto a vent'anni fa. Mentre nella crisi gli italiani tagliavano le spese (i consumi pro-capite sono diminuiti del 5,3% nel periodo 2008-2016), i consumatori di acqua minerale aumentavano dall'87,2% al 90,3% della popolazione, e quelli che ne bevono almeno mezzo litro al giorno dal 75,2% al 79,7%.

In Europa l'Italia detiene il primato nel consumo individuale di acqua in bottiglia: in media 206 litri pro-capite all'anno, 29 litri in più dei tedeschi (il 16,4% in più), 84 litri in più dei francesi (+68,9%), 85 litri in più degli spagnoli (+70,3%), 173 litri in più rispetto al Regno Unito (+524,4%), 96 litri in più rispetto al valore medio dell'Ue (+87,3%).

Piace a uomini e donne di tutte le età
Consumano acqua minerale 9 uomini su 10 e 9 donne su 10. Nel periodo 1995-2016 il decollo dei consumatori è avvenuto equamente sia tra i maschi (dall'81,3% al 90,5%), sia tra le donne (dall'81,5% al 90%).

L'acqua in bottiglia è per tutte le età, ancora di più per i giovani. Non sono mai inferiori all'86% le quote di consumatori nelle diverse fasce d'età, ma le percentuali più alte si registrano tra i 18-34enni (il 92,6%), tra i minori (il 91,1%) e tra i baby boomer (il 90,9%).

L’acqua minerale conquista ogni classe sociale
Tra i dirigenti e gli imprenditori i consumatori di acqua minerale sono il 94,2%, 
tra gli operai il 91,4%.

Le differenze dei livelli di reddito associate alle diverse posizioni professionali incidono in misura molto ridotta sulla propensione e sull'intensità del consumo di acqua minerale.

Un prodotto che è stato più forte della severa spending review familiare che ha finito per escludere tanti beni dalle tavole degli italiani. E che unisce gli italiani anche al di là delle differenze territoriali. Al Nord-Ovest i consumatori sono il 94,1% della popolazione, al Centro il 90,7%, al Nord-Est il 90,5% e al Sud l'87%.

È buona, piace e fa star bene
Il 44,6% degli italiani che consumano acqua minerale dichiara di berla perché è buona e piace, il 30,1% perché fa bene alla salute, il 27,9% perché è sicura, il 25,3% perché è comoda, sempre a portata di mano, il 9,8% per i prezzi convenienti.

Il gusto e il piacere vincono anche su motivazioni forti come il salutismo, 
la sicurezza e la convenienza economica.

Bere acqua minerale è per gli italiani una scelta libera, consapevole, indotta dalla voglia soggettiva di stare meglio e di migliorare la qualità della vita quotidiana. E il richiamo al positivo impatto sulla buona salute è più alto tra i consumatori più forti: la bevono perché fa bene alla salute il 35,7% di coloro che non se la fanno mancare ogni giorno, ma solo l'8,1% di chi la beve meno
 di una volta alla settimana.

Piacere e salutismo coesistono e si rinforzano reciprocamente, certificando l'alta reputazione sociale dell'acqua minerale, che tra gli alimenti figura come un mix virtuoso e apprezzato di origine naturale e processo industriale.

Vogliamo parlare dei cammion che corrono su e giù in Italia ?
Al Sud bevono acqua del Nord
e VICEVERSA
Bottiglie piene d' Acqua sotto il SOLE.



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giovedì 10 maggio 2018

In Europa ci sono 200 Milioni di Animali Domestici



Una conferma dell’importanza che il settore degli animali domestici ha per il business del commercio e, ancora più importante, una conferma del fatto che i pet sono ben introdotti all’interno delle famiglie europee, arriva dal recente studio Assalco – Zoomark, anticipato dal quotidiano economico finanziario Il Sole 24 Ore, che ha compiuto un interessante approfondimento sul mercato europeo del pet care, ovvero di tutti quegli alimenti e quegli accessori che sono direttamente rivolti a soddisfare il benessere degli animali di affezione.

In particolare, da quanto emerge dalla X edizione del Rapporto Assalco – Zoomark, il comparto del pet care cresce in alcuni dei principali mercati europei, segnando un +0,9 per cento a livello comunitario e arrivando a valere nelle sole Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna una cifra molto vicina ai 10 miliardi di euro.

Nel dettaglio territoriale, sembra che a crescere siano soprattutto i dati statistici che arrivano da Madrid (+5,5 per cento), da Roma (+2,2 per cento) e da Berlino (+2,1 per cento). il dossier, curato da Assalco (Associazione Nazionale tra le Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia) e da Zoomark International (salone internazionale dei prodotti e delle attrezzature per gli animali da compagnia, organizzato da BolognaFiere) dichiara inoltre che nell’Unione Europea gli animali da affezione sono più di 200 milioni di unità, presenti all’interno di 75 milioni di abitazioni.

I pet più numerosi sono i gatti, con una quota pari a 70 milioni di unità, ben 8 milioni in più dei cani, che invece si fermano a più di 62 milioni di unità (ma superano i gatti in alcuni mercati territoriali). In particolar modo, la Francia si conferma ancora una volta il Paese con il maggior numero di felini (12,6 milioni di unità), mentre è il Regno Unito il Paese che ha più cani (8,5 milioni di unità). Può sorprendere infine che la Germania sia il Paese con il maggior numero di roditori (5,9 milioni di unità), mentre l’Italia ha il record degli uccelli ornamentali. Infine, emerge come gli acquari siano più di 15 milioni, concentrati prevalentemente in Germania (2,1 milioni di unità), Francia (1,9 milioni di unità) e Italia (1,662 milioni di unità).


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Italiani pazzi per Cani, Gatti e piccoli Animali


Cani, gatti e piccoli animali sono 60 milioni

e per loro spendiamo 2 miliardi all'anno

I numeri dell'indagine A.Z. disegnano il rapporto fra piccoli amici e proprietari: per il 74% vivere con Fido o Micio fa bene al fisico e alla mente, per il 95% aiuta a combattere ansia, stress e problemi legati alla depressione e spinge a muoversi di più.

Letteralmente pazzi di loro. Fido, Micio e piccoli animali fra cui pesci, uccelli, rettili e roditori. Sono 60 milioni. Per l'esattezza 14 milioni fra cani (48,2%) e gatti (51,8%) e 46 milioni mettendo insieme tutti gli altri. L'ottava edizione del rapporto stilato da Assalco, l'Associazione nazionale tra le imprese per l'alimentazione e la cura degli animali da compagnia, e dal salone bolognese Z.  sulla considerazione socioculturale dei piccoli amici, concesso in anteprima a R.it, dà un quadro estremamente ricco del rapporto degli italiani con i loro pet. L'indagine è completata da uno studio Gfk Eurisko condotto nei primi mesi dell'anno.


Cosa ne esce? Numeri che raccontano un grande amore. Per esempio che gli italiani sono fermamente convinti dell'influenza positiva della presenza di un animale da compagnia in famiglia. Gli attribuiscono infatti la capacità di generare benessere e di favorire uno stile di vita sano e piacevole. Viverci insieme (lo sostiene il 67% degli italiani e il 74% dei proprietari)
 può far bene a fisico e psiche.

Per il 95% accudire un cucciolo in casa produce infatti benefici psicologici profondi come riduzione dell'ansia, diminuzione della tensione e attenuazione dei problemi legati alla depressione. Inoltre chi ha un cane accanto testimonia positive ricadute nel praticare più attività fisiche all'aria aperta come passeggiare e correre insieme (94%). Se ne avvantaggiano anche la socialità e la comunicazione: gli animali in famiglia trasmettono infatti a gran parte dei proprietari intervistati serenità e gioia (43% del totale) mentre tra i giovani fra i 14 e i 24 anni si accentuano l'allegria e il divertimento (55%).

I dati di quest'anno rafforzano inoltre un'evidenza emersa da un'altra indagine, la Iri 2014 inclusa nel settimo rapporto promosso dalle stesse sigle. E cioè il fatto che il 92% delle persone che vivono con un animale da compagnia ritiene di non poterne più fare a meno. Una volta accolto, l'animale fa parte della famiglia. Un sentimento legato non solo a cani e gatti, protagonisti d'altronde di numerosi studi che confermano questo legame e le sue ricadute, ma anche ai pesci o agli uccellini da compagnia.

"Il legame che si può instaurare tra animali da compagnia ed esseri umani è una relazione dinamica di reciproco beneficio  -  si legge nell'indagine  -  grazie alla quale, sulla base di osservazioni scientifiche e cliniche sempre più numerose, gli animali vengono utilizzati in pratiche terapeutiche e riabilitative destinate a malati, bambini, anziani, attraverso programmi di 'pet therapy', che possono affiancare la medicina tradizionale. Progetti del genere sono attivi in Italia presso strutture sanitarie come l'ospedale Niguarda di Milano, il Cardarelli di Napoli, l'ospedale pediatrico Meyer di Firenze ma anche in comunità di recupero come quella di San Patrignano e presso scuole, residenze sanitarie assistenziali e istituti penitenziari".

Non solo. In ogni Regione è infatti attivo almeno un progetto di terapia assistita con animale: il Friuli-Venezia Giulia si è per esempio dotata di Linee guida per le pratiche di "pet therapy" nell'ottobre dell'anno scorso mentre la Regione Toscana ha approvato due mesi dopo alcune regole per permettere ai pazienti ricoverati in ospedale di ricevere la visita dei loro amici animali, ovviamente nel rispetto delle esigenze sanitarie e ambientali di pazienti e animali. Ma, dal decreto del 2003 che sancì "la collaborazione con animali da compagnia ai fini di pet therapy", sono state molte le amministrazioni a muoversi: il Veneto già nel 2005, la Puglia nel 2008, il Piemonte nel 2010.

Anche gli ultimi interventi legislativi, nonostante alcuni possibili scivoloni evitati sul filo di lana come quello sulla depenalizzazione dei maltrattamenti, sembrano accompagnare questo forte sentimento comune, specie su due ambiti precisi: le norme per la salvaguardia e la tutela della salute e quelle per consentire a tutti di accogliere un animale da compagnia in casa. Addirittura diverse proposte di legge, interventi parlamentari e di associazioni puntano a includere cani, gatti, conigli, pappagallini e criceti nel prossimo Censimento generale della popolazione, previsto per il 2021, e al loro inserimento nella Costituzione come avviene altrove, per esempio in Austria o Germania.

 "Gli animali da compagnia sono a tutti gli effetti membri delle nostre famiglie e il benessere che scaturisce da questa relazione è un fatto confermato da studi scientifici e clinici  -  ha commentato Gianmarco Ferrari, presidente di Assalco  -  per questo la cura per la loro alimentazione, la loro igiene e il loro benessere  fa parte della quotidianità ed è sempre più importante, come conferma la crescita a valore del nostro comparto del +2,4% nel 2014".

Un'altra parte del rapporto ha infatti toccato proprio il tema del mercato del "pet food", cioè dei prodotti alimentari. Per Fido e Micio spendiamo moltissimo, circa 1,8 miliardi di euro l'anno con cui acquistiamo 544mila tonnellate di cibo. Una crescita contro ogni crisi (+2,4% sul 2013, superiore ai livelli dell'anno precedente) pur con una lieve flessione dei volumi.  Il 54% (992 milioni di euro) finisce ai gatti, i cui padroni appaiono molto attenti, mentre il 46% va ai cani (838 milioni). Agli altri animali destiniamo 18 milioni di euro (uccelli 55,7%, roditori 40,7%, tartarughe 2%, pesci 1,6%) mentre tirano molto gli accessori (66 milioni di euro) e l'universo dell'igiene: shampoo, spazzole, ossi masticabili e per dentizione, deodoranti sono cresciuti del 12,8% a valore e del 10,7% a volume.



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