martedì 25 gennaio 2011

Discarica e rifiuti ci hanno fatto ricchi, la storia di Mariana , Mantova

 

 

 

Discarica e rifiuti ci hanno fatto ricchi,

la storia di Mariana ,

Mantova


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A Mariana, in provincia di Mantova, i rifiuti sono una ricchezza. Sono centomila le tonnellate annue di spazzatura che arriva ogni anno da tutta la provincia dopo essere prima stata selezionata in impianti di compostaggio. Per ogni tonnellata di rifiuti solidi urbani vengono pagati al Comune 13 euro dall’azienda municipalizzata Tea (Territorio energia e ambiente). Se in Campania la questione “munnezza” ha scatenato la guerriglia urbana, ai 732 abitanti di Mariana ha portato benefici. Il sindaco Angelo Rosa commenta soddisfatto: “Se non ci fosse la discarica, come Comune avremmo fatto bancarotta già quindici anni fa”.
Sulla discarica c’è un cumulo di terra che “serve per ricoprire i rifiuti scaricati dai camion – commenta il sindaco prima Dc e poi Margherita- prima passano i compattatori con le ruote dentate, e subito dopo il tutto viene coperto con questa argilla. Vede, siamo tanto veloci che anche i gabbiani non trovano nulla da mangiare. Ne vediamo qualcuno, ogni tanto. Bisogna usare la testa. Se si ragiona, anche i problemi più gravi si risolvono. Io quelli di Napoli un po’ li capisco. Ad ogni emergenza, c’è chi dice di risolvere tutto e invece non risolve nulla. Ma anche loro debbono cambiare testa: non possono continuare a dire: la discarica si deve fare, ma non qui da noi. Ci vogliono programmazione e consenso”.
Inoltre Mariana riesce a vendere aree urbanizzate a 30 euro al metro quadro, a differenza del comune accanto che le vende a 200 euro. I giovani e anche meno che decidono di andare a vivere lì quando si sposano riceve 750 euro: per il primo figlio che nasce ricevono 500 euro, per gli altri figli il “premio” sale a 1000 euro. Quando iniziano la scuola la famiglia ha un bonus di 500 euro all’anno mentre per la scuola materna non si paga.
“Abbiamo comprato e ristrutturato una casa padronale. Ne abbiamo ricavato nove appartamenti molto curati, che affittiamo a chi è in difficoltà: novanta euro al mese. E poi abbiamo costruito la bocciofila, stiamo preparando la palestra… Insomma, fino a quindici anni fa rischiavamo di scomparire: eravamo rimasti solo in 596. Adesso siamo in crescita e la cosa bella è che dai paesi vicini arrivano soprattutto giovani che si vogliono sposare e mettere su casa”, dice ancora Angelo Rosa.


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Sono in molti a vedere i rifiuti non come un handicap ma come un’opportunità: imprese, ecologisti, ed ora anche i Comuni. Uno in particolare, si trova in Lombardia ed ha registrate all’anagrafe appena 732 anime. Si tratta di Mariana, un piccolo paesino a pochi chilometri da Mantova, il quale ha deciso di trasformare i rifiuti nella principale fonte di reddito cittadina.

Ma come fanno? Semplice, bastano tre requisiti: lo spazio per inserire una discarica, una buona organizzazione ed un impianto a biogas. Lo spazio c’è, visto che il centro abitato, come detto, è molto piccolo, e così è possibile costruire una discarica a 3 km dalla prima casa, in modo da non far vedere nulla ai cittadini.

Una volta arrivati i rifiuti (che permettono al comune di incassare 13 euro a tonnellata, oltre un milione di euro lo scorso anno), i compattatori partono molto rapidamente, li riducono in balle in pochi minuti, tanto che, come dice il sindaco Angelo Rosa,

siamo tanto veloci che anche i gabbiani non trovano nulla da mangiare.

Questa rapidità gli permette di avere tanto spazio in discarica, ma soprattutto non far fermentare l’immondizia che crea quell’aria irrespirabile che conosciamo benissimo visto che ci è stata raccontata in tutte le salse nella cronaca di Napoli. In pratica i cittadini non si accorgono nemmeno della presenza della discarica, e così gli unici odori cattivi che arrivano, quando arrivano, sono da attribuire agli allevamenti presenti intorno al centro abitato, non di certo all’immondizia.

Infine le eco-balle vengono trasportate al vicino impianto a biogas che produce elettricità per il comune. Risultato? I cittadini non pagano tasse (Irpef sparita, l’Ici era stata eliminata anche prima della riforma voluta da Berlusconi), addirittura i genitori non pagano nemmeno la mensa scolastica e la retta alla scuola materna, e sono persino previsti degli incentivi a sposarsi e fare figli (vengono elargiti 750 euro a chi si sposa e va a vivere nel Comune, 500 euro per il primo figlio, 1000 per il secondo e per il terzo, più altri 500 euro per chi iscrive il proprio figlio alla scuola elementare del paese). Conclude il sindaco

Se non ci fosse la discarica, come Comune avremmo fatto bancarotta già quindici anni fa, eravamo rimasti solo in 596. Adesso siamo in crescita e la cosa bella è che dai paesi vicini arrivano soprattutto giovani che si vogliono sposare e mettere su casa.

Il motivo è semplice, ed è legato oltre che agli incentivi, anche al fatto di poter acquistare una villetta a poco prezzo, a 30 euro al metro quadro nelle aree già urbanizzate ed anche meno per le aree nuove. Insomma, come spiega lo stesso sindaco,

Bisogna usare la testa. Se si ragiona, anche i problemi più gravi si risolvono. Ci vogliono programmazione e consenso.

E speriamo che il modello Mariana 
sia esportato anche nel resto d’Italia.


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