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martedì 8 maggio 2018

Hawaii: Eruzione Vulcano Kilauea




 la lava inghiotte le case


Hawaii, eruzione del vulcano Kilauea provoca terremoto: le riprese aeree

L'eruzione del vulcano Kilauea alle Hawaii non si ferma. La lava finora ha distrutto una trentina di case e ne sta minacciando altre centinaia, con nuove profonde crepe che si sono aperte durante la notte nella zona di Leilani Estates, nella parte orientale della Big Island. Dalle fessure fuoriesce il magma con getti di lava e cenere che raggiungono anche i 70 metri d'altezza.


Circa 2.000 persone sono state evacuate finora. Alcuni residenti sono stati autorizzati a rimanere a casa per salvare gli animali domestici, ma le autorità hanno detto che non è sicuro di rimanere.



Forte terremoto dopo l'eruzione del vulcano Kilauea

L'emergenza resta attiva anche per il susseguirsi delle scosse di terremoto. La più forte, di magnitudo 6.9, la più violenta dal 1975 ad oggi, si è registrata venerdì scorso.

 Nel Pacifico centrale, alle Hawaii, sono per adesso circa un migliaio le persone evacuate nelle ultime ore per l'eruzione del Kīlauea. Alcune nuove fratture si sono aperte nell’isola e hanno incominciato a "vomitare" lave e, purtroppo, anche gas nocivi - come l’anidride solforosa. Anche se il vulcano non è particolarmente pericoloso, in quanto le sue eruzioni sono di tipo effusivo e non esplosivo, ossia emette colate di lave liquide, che danno modo alle persone di mettersi al riparo, rimane comunque difficile prevedere dove si possono aprire nuove fessure e per quanto tempo quelle aperte continueranno ad emettere lave.


Il vulcano Kilauea delle Hawaii non è il tipico vulcano esplosivo. Continua a ribollire da 35 anni, emettendo lava incandescente che emerge da fratture nel suolo. L’eruzione di questo mese è più o meno uguale, fatta eccezione per la lava che sta distruggendo le case che si trovano a chilometri di distanza dal vulcano.

Gli scienziati oggi, 8 maggio, hanno dichiarato che c’è stata una leggera diminuzione della pressione che spinge la lava in superficie, ma è solo una tregua temporanea. Il vulcanologo Erik Klemetti, della Dennison University, ha affermato: “Ci vorrà del tempo prima di poter dire con certezza se le cose si stanno calmando”.

Il Kilauea è il vulcano più giovane e attivo dei 5 che si trovano sulla Grande Isola. Continua ad eruttare dal 1983, ma non come molte persone immaginano. A 2-3 km di profondità sotto il vulcano, si trova una “zona calda” costantemente alimentata da rocce fuse incandescenti provenienti dalle profondità della Terra. Cercando un modo per emergere, presso il Kilauea, invece di esplosioni, si assiste all’eruzione della lava attraverso la superficie.


Le rocce fuse sono chiamate magma quando si trovano nel sottosuolo, mentre quando raggiungono la superficie prendono il nome di lava. La lava scorre attraverso spaccature nel suolo, rimanendo solitamente all’interno dei confini del parco nazionale che circonda il vulcano. Ma questa volta le eruzioni stanno distruggendo le abitazioni. La vulcanologa Janine Krippner, della Concord University della West Virginia, ha spiegato che “questo tipo di eruzione è normalissimo per questo vulcano”.

Nell’ultima settimana si è assistito ad “un grande riassestamento del sistema dei condotti vulcanici”, ha spiegato Charles Mandeville (USGS). Il 30 aprile, gli scienziati hanno avuto i primi segni del cambiamento in atto: il fondo del lago di lava del vulcano ha avuto “un disastroso cedimento, spingendo il magma verso est alla ricerca di una via d’uscita”, ha continuato Mandeville.  Questo ha creato una serie di piccoli terremoti. Alla fine il magma è risultato in fontane di lava che hanno raggiunto i 70 metri fuoriuscendo da fratture nel terreno. La prima si è creata lo scorso giovedì e da allora se ne sono aperte altre 11.


E adesso cosa succederà? Anche se c’è stata una piccola riduzione della pressione, gli scienziati non avranno la certezza che il vulcano si sia calmato per almeno i prossimi due mesi. Mandeville ha spiegato che potrebbe volerci più tempo prima che le condizioni siano sicure per un ritorno delle persone nell’area ad est della cima del vulcano. Oltre 1.700 persone hanno dovuto abbandonare le proprie case, a causa della lava che raggiunge i 1.200°C, incenerendo tutto ciò che tocca. Oltre alla lava, un altro serio problema è rappresentato dai gas tossici emessi, che includono il diossido di zolfo, ha spiegato Klemetti.

Le isole delle Hawaii esistono solo grazie ai vulcani che, a loro volta, si sono creati da “punti caldi” di magma sotterraneo, che sono per la maggior parte sommersi. Le rocce fuse eruttano sul fondale marino, si raffreddano e formano un vulcano. Ad ogni eruzione il vulcano cresce fino ad essere abbastanza grande da formare un’isola. Esistono circa 13 punti caldi come questi in tutto il mondo, con le Hawaii che sono uno dei più attivi. Mandeville spiega che ci sono 169 vulcani attivi negli Stati Uniti e 1.550 nel mondo sopra il livello del mare.

Non esisteremmo senza i vulcani, spiegano gli esperti, perché le eruzioni forniscono nutrienti per il suolo e i loro gas hanno contribuito a formare l’atmosfera.


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