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lunedì 13 febbraio 2012

Europa nella morsa del gelo





L'Europa nella morsa del gelo. Vi spiego perché nel nostro continente ci sono temperature siberiane mentre negli Usa è caldo record. I danni del freddo? Maggiori sull'agricoltura del Sud Italia. E a pagar dazio saranno anche le infrastrutture. Ci sarà lavoro per gli idraulici


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 Freddo polare e neve in Europa, caldo insolito negli Stati Uniti, dove gli orsi si risvegliano dal letargo. Che succede?

"Dopo una prima fase dell'inverno, dominata da correnti occidentali che avevano separato pressoché in due le latitudini boreali, il Polo nord dalle latitudini più temperate, dunque dal Mediterraneo dove addirittura faceva decisamente più caldo delle attese sia in dicembre, sia in gennaio, questo blocco della circolazione atmosferica si è spezzato. Improvvisamente, l'aria fredda concentrata su una sorta di anello che girava attorno al polo nord, si è riversata alle latitudini più basse, in questo caso sulla Siberia e sull'Europa orientale, da dove poi l'aria fredda è penetrata anche sulle nostre regioni e sul Mediterraneo. In genere ci sono queste colate di aria meridiana nel senso nord - sud, ma poiché in atmosfera c'è sempre una sorta di risposta centrale da un'altra parte, ci sarà un punto in cui l'aria calda subtropicale tende al contrario a risalire verso nord. Ecco dunque la ragione di queste differenze come una sorta di ondulazioni: chi è sotto una ondulazione fredda, come in questo caso, vede il fenomeno invernale fuori dal comune, chi invece dall'altra parte è sotto un'ondulazione calda vede quasi sentori di primavera laddove dovrebbe esserci ancora l'inverno."

Interi Paesi isolati, Roma in tilt a causa della neve. Come è stata gestita l'emergenza?

"Un paese come l'Italia sicuramente è poco preparato anche da un punto di vista psicologico a fronteggiare eventi che non rientrano nella normale quotidianità.
O meglio, la quotidianità italiana è da sempre appesa a un filo, abbiamo situazioni prossime al collasso in quasi tutte le strutture anche in assenza di condizioni meteorologiche avverse: le ferrovie non funzionano, gli ospedali sono intasati, le Poste non vanno, dunque è logico che quando arrivano condizioni meteorologiche fuori dal comune, tutte queste situazioni precarie degenerino sino a diventare insostenibili. Questo non è vero sempre e non è vero ovunque, infatti grazie alle previsioni meteorologiche che annunciavano questo freddo con una buona settimana di anticipo, in molte zone c'è stata una corretta risposta. In particolare questa volta, a differenza degli anni scorsi, tutte le grandi città del Nord Italia hanno reagito molto bene all'arrivo della neve e non ci sono stati grossi problemi. Per esempio una città come Milano, in genere bloccata dal traffico, proprio nei giorni della nevicata ha avuto un'eccellente risposta, perché con il traffico già scarso in ragione dell'area C, non si sono creati ingorghi."

Cosa si prevede per i prossimi giorni? Ci saranno ulteriori danni, ad esempio alle colture?

"Le previsioni indicano che l'ondata di freddo proseguirà per l'intera settimana, sicuramente sino alla prima metà del mese. Gli effetti saranno negativi solo per l'agricoltura del centro - sud Italia, mentre al nord non ci dovrebbero essere problemi perché l'agricoltura della Pianura Padana è in fase dormiente e non ci sono delle colture che patiscono queste temperature, tanto più sotto lo strato di neve che c'è a protezione. Al contrario gli uliveti del centro - sud potrebbero qua e là subire dei danni se le temperature scenderanno sotto certe soglie. Comunque, i danni maggiori saranno sulle infrastrutture mal progettate: penso a molte villette costruite un po' con le mura di cartone, a quanti tubi dell'acqua e quante caldaiette sui balconi esploderanno in questi giorni, e daranno molto lavoro agli idraulici nei prossimi mesi."

 di Luca Mercalli

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- Il suo nome è Siku , ed è un cucciolo di orso polare nato   esattamente il 22 novembre –
allo Skandinavisk Dyrepark, in Danimarca.

Il suo nome in groenlandese significa banchisa polare ed è già diventato una star com’è capitato ai suoi tempi ad un altro orso polare – Knut – purtroppo scomparso. La madre lo ha abbandonato poco dopo averlo dato alla luce perché incapace di produrre il latte per nutrirlo.

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In questi giorni l’Italia, e non solo, deve fare i conti con un’ondata di freddo polare che sta causando non pochi disagi. Il motivo di tutto questo gelo, paradossalmente deriva dal troppo caldo che è arrivato l’estate scorsa ed ha causato a sua volta lo scioglimento dei ghiacciai, avvenuto a tempo record, che ha modificato la circolazione atmosferica artica. A rivelarlo è l’Istituto Wegener dell’Associazione Helmholtz, secondo lo studio condotto tutto parte dal ghiaccio artico, che riflette sull’atmosfera buona parte della luce solare che assorbe. Quando la banchisa si scioglie, l’oceano si riscalda e continua ad assorbire molto più calore, soprattutto perché ancor più scuro del ghiaccio. A causa dello strato molto spesso di ghiaccio, non c’è nemmeno la possibilità che il calore finito nell’oceano possa essere rilasciato nell’atmosfera, l’oceano diventa più caldo di questa e di conseguenza l’aria si riscalda notevolmente, la colonna atmosferica ne risente e finisce per essere alterata.
Quando la differenza di pressione tra l’Artico e le medie latitudini è bassa, le masse artiche gelate non vengono bloccate dai venti occidentali e ci ritroviamo a dover affrontare inverni estremamente freddi. Il forte riscaldamento estivo, quindi, oltre a provocare lo scioglimento rapido dei ghiacciai, ha come conseguenza gelidi inverni. Per quanto riguarda l’Italia, le temperature di quest’anno hanno provocato danni e disagi da Nord a Sud, ben quattro regioni sono i blackout, Roma è andata completamente in tilt. I treni portano ritardi improponibili, sono stati diversi i morti, soprattutto i senzatetto, vittime del gelo, nonostante i posti che i comuni si sono preoccupati di mettere a disposizione di chi ne avesse bisogno. La morsa di gelo durerà ancora per qualche giorno, l’Italia inoltre riceverà dalla Russia il 30% in meno di gas dalla Gazprom, l’emergenza gelo ha coinvolto l’intera Europa, pertanto le richieste sono aumentate e l’azienda non è in grado di soddisfarle tutte, in base a quanto dichiarato nel comunicato ufficiale.

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2 commenti:

  1. HAI SPIEGATO IN MODO ESAUSTIVO UN ARGOMENTO MOLTO ATTUALE E CHE CI COINVOLGE TUTTI.
    BRAVO. CIAO.

    RispondiElimina

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