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mercoledì 7 marzo 2012

Toxic Costa




Toxic Costa


  Dal tragico incidente della Costa Concordia, Greenpeace pubblica "Toxic Costa", un inventario ragionato delle sostanze e dei materiali pericolosi ancora presenti sulla nave.

Siamo partiti dall'elenco fornito dall'armatore al Commissario delegato per l'emergenza naufragio della Costa Concordia. Un elenco incompleto e troppo spesso generico dove si utilizzano termini come "pitture e smalti" o "insetticida" che non permettono di effettuare stime rilevanti dei rischi per l'ambiente. Pur apprezzando la trasparenza che ha portato alla pubblicazione dell'inventario da parte della Protezione Civile lo scorso 27 gennaio, ci siamo resi conto che qualcosa non torna.
Scarica il rapporto Toxic Costa


Ciao ,
l’abbiamo chiesto e l’abbiamo ottenuto. Grazie alle mail di 34.571 cyberattivisti come te, il decreto sulle rotte a rischio è stato emanato dal ministro dei Trasporti, Passera, in collaborazione con il ministro dell’Ambiente, Clini. Il decreto garantirà che disastri come quello della Costa Concordia non minaccino più aree protette.

Dal 1 marzo 2012 navigazione, ancoraggio e sosta per tutte le navi merci e passeggeri di stazza superiore alle 500 mila tonnellate saranno vietati in una fascia di mare che si estende per due miglia marine dai limiti esterni di parchi e aree protette a livello nazionale, sia marine che costiere.

Non è tutto. Tra le norme ce n’è anche una che riguarda il Santuario dei Cetacei, dove il triste naufragio della Concordia è accaduto: l’obbligo di specifici sistemi di ritenuta di carichi pericolosi per tutte le navi in transito nell’area, ricca di balene e delfini. È in assoluto la prima importante misura di tutela per un Santuario che da anni chiediamo venga seriamente protetto.

Ha vinto la difesa del Mediterraneo. La vittoria è di  tutti voi che avete partecipato attivamente a questa campagna, aiutandoci a fare pressione sul Ministro. Grazie!

Il nostro lavoro naturalmente non finisce qui. È ora di pensare a come proteggere il Santuario al 100% e a come rimuovere il relitto della Concordia ancora lì, di fronte all’isola del Giglio, a minacciarne il fragile ecosistema marino. Abbiamo più che mai bisogno di te, sostienici subito con una donazione.

Porta avanti le nostre campagne e aiutaci a ottenere altre importanti vittorie come questa. Diventa sostenitore di Greenpeace.
 


. Altroconsumo - Free mini stereo .

sabato 28 gennaio 2012

Costa Concordia , disastro ambientale



Ciao ,
sono passate due settimane dalla tragedia della Costa Concordia e, dopo i morti, adesso rischiamo un disastro ambientale. Cosa fa il Governo? Prima promette misure di sicurezza per regolamentare il traffico e ora, invece, si parla di semplici "accordi volontari" con le compagnie.
Per questo motivo, stamattina siamo andati a chiedere il decreto sulle rotte a rischio direttamente a chi ne è responsabile: il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il ministro dell'Ambiente Clini si è già espresso per una regolamentazione severa, promettendo un decreto che stabilisca nuove regole sulle rotte più pericolose. Adesso tocca al Ministro Corrado Passera agire per tutelare la sicurezza dei trasporti, la salute pubblica e l'ambiente.
L'Isola del Giglio, scenario del naufragio, si trova all'interno del Santuario dei Cetacei, un'area che dovrebbe essere protetta dal 2001 ma non lo è affatto. Da anni lo denunciamo con la nostra campagna. Oggi una regolamentazione precisa e vincolante del traffico marittimo nelle aree sensibili non è rinviabile. Sbrigati Ministro!
Grazie!
img
Giorgia Monti
Responsabile campagna Mare
Greenpeace Italia

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Il nostro Pianeta è a rischio, esistono soluzioni ma dipende da te. Aiutaci a dar voce al Pianeta!


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. Altroconsumo - Free mini stereo .
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