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sabato 9 marzo 2013

Arpioni delle moderne navi baleniere



 Nel caso in cui non ne foste a conoscenza, gli arpioni delle moderne navi baleniere sono dotati di una punta esplosiva. Questo provoca un grave trauma e un dolore insopportabile per l'animale. Poi,nella lotta per liberasi viene ripetutamente colpito con proiettiti ad alta pressione. A volte una balena può continuare a lottare per diverse ore, tenendo pallottola dopo pallottola dopo pallottola prima di soccombere alla morte. Mettere fine a questa barbarie è ciò che spinge i volontari di Sea Shepherd Conservation Society, ed è il motivo per cui mettere la propria vita a rischio nel Santuario delle Balene dell'Oceano.


Proteggere le grandi balenottere azzurre in California

Commentario di Marnie Gaede, Direttore e Vice Presidente
Recentemente ho sentito parlare dei grandi sforzi per proteggere le popolazioni di balenottere azzurre, ed altri magnifici cetacei, minacciate dal pericolo di essere colpite dalle petroliere, dalle navi da carico e dalle navi da crociera lungo la costa della California. Le rotte migratorie di queste balene coincidono con una delle rotte di trasporto più trafficate al mondo che arriva fino ai porti di Los Angeles e Long Beach. Queste navi trasportano tonnellate di persone e merci attraverso gli habitat critici per l’alimentazione dei cetacei durante la loro migrazione. Sempre più balene ogni anno vengono uccise o fatte a pezzi dalle grandi eliche delle navi.
L’industria dei trasporti marittimi ritiene che sarebbe economicamente troppo gravoso spostare le rotte di transito lontano dalle zone di alimentazione delle balene. Gli sforzi dei volontari sono risultati inefficaci, e le navi continuano ad uccidere balene. La Guardia Costiera degli Stati Uniti ha riconosciuto la necessità di spostare le rotte di navigazione per proteggere le balene in uno studio sull’Accesso ai Porti del 2011 (Port Access Study), ma la Marina militare statunitense si è opposta al passaggio attraverso le acque della Base Aeronavale di Point Mugu, anche se le petroliere navigano regolarmente in quella zona.
La Great Whale Conservancy sta chiedendo al governo degli Stati Uniti di proteggere le balenottere azzurre dalla minaccia dell’estinzione. Gli urti con le navi sono letali allo stesso modo degli arpioni, ed il numero di balenottere azzurre continua a diminuire. Ulteriori perdite e la riduzione della biodiversità della specie costituirebbero una vera tragedia. Un problema simile è già stato affrontato nel caso della balena franca nordatlantica e, grazie agli interventi sulle rotte dei transiti e sulla velocità di navigazione messi in atto, si stanno salvando delle vite.
Si tratta di una questione urgente e spero che i miei colleghi di Sea Shepherd Conservation Society siano pronti a firmare un importante petizione che chiede alla NOAA, al Consiglio della Casa Bianca sulla responsabilità ambientale (White House Council on Environmental Quality), al Comando della Guardia Costiera e al Segretario della Marina di stabilire le rotte per la navigazione commerciale attraverso le acque della Base Aeronavale di Point Mugu, per proteggere le balenottere azzurre dall'estinzione e tutte le specie di balene migranti da una prevedibile morte causata dagli impatti con le navi.
Vi invito a visitare il sito della Great Whale Conservancy, a guardare il video sugli incidenti tra balene e navi e a firmare la petizione, per contribuire a far spostare le rotte di navigazione più lontano dalla costa della California e dalle aree di criticità per l’alimentazione delle balene.


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lunedì 2 marzo 2009

Il Santuario dei cetacei è quasi vuoto!







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 — Dove sono finite le balene e i delfini del Santuario dei Cetacei del Mar Ligure? In conferenza stampa abbiamo presentato i dati scandalo della ricerca effettuata nel Santuario a bordo della nave "Arctic Sunrise". Il calo è vertiginoso: cinquanta per cento di stenelle in meno e balenottere ridotte a un quarto in dieci anni. Troppo poco è stato fatto per proteggerle e oltre alle minacce già note - inquinamento, traffico veloce, pesca illegale - abbiamo scoperto una grave contaminazione da batteri fecali in alto mare.

Il Santuario dei Cetacei nasce con un Accordo tra Italia, Francia e Monaco che, in vigore dal 2002, protegge c.a. 87.000 kmq del Mar Ligure. Avrebbe dovuto tutelare l'ecosistema del Mar Ligure e le popolazioni di cetacei che lo abitano, tra le più ricche del Mediterraneo. È la principale area di alimentazione estiva della popolazione mediterranea della balenottera comune: una popolazione che si avvia a diventare una specie separata da quella atlantica.
I dati della "Operazione Cetacei", pubblicati nel 1992, indicavano la presenza di circa 900 balenottere comuni e tra 15 e 42.000 stenelle. Dai dati raccolti lo scorso agosto dall'Arctic Sunrise, sembra che ci sia una riduzione di circa il 50 per cento delle stenelle (5-21.000 esemplari), mentre sono state avvistate solo un quarto delle balenottere "attese", troppo poco per poter stimare la popolazione.

Con il tour dell'Arctic, abbiamo documentato alcune delle cause di questo crollo verticale dei cetacei nel Santuario: traffico incontrollato con traghetti che corrono a 70 km/h, inquinamento da batteri fecali in altura in due stazioni delle undici analizzate e attività di whale watching svolte in modo pericoloso, con aerei e motoscafi.

La diminuzione dei cetacei nel Santuario non ci sorprende. Il Santuario è semplicemente una scatola vuota. Eppure si tratta di un precedente importante per la protezione del mare, anche in acque internazionali, riconosciuto da tutti i Paesi del Mediterraneo, riuniti nella Convenzione di Barcellona. Ma è un pessimo precedente.

Nel Santuario non è stato fatto assolutamente nulla di specifico per prevenire ed eliminare progressivamente l'inquinamento, per limitare i rischi di collisione delle imbarcazioni con i cetacei e prevenire gli impatti dei rumori, per mettere un freno alla pesca illegale o per proteggere la fascia costiera. Anzi. Proprio nel Santuario vogliono insediare la prima industria offshore: il rigassificatore di Livorno-Pisa.

Italia, Francia e Monaco non sono quindi molto meglio del Giappone che uccide balene per "scopi scientifici". Il Santuario è solo fumo negli occhi, che nasconde il calo progressivo dei cetacei nel Mar Ligure, causato da vecchie e nuove minacce.

Greenpeace chiede che il Santuario venga immediatamente sottoposto a un regime di reale tutela e gestione e che in esso si crei una grande Riserva Marina d'altura, con divieto di pesca e immissione di sostanze tossiche o pericolose.
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