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martedì 22 maggio 2012

Greenpeace vince il "Non Profit Email Award"


- - Greenpeace è un'organizzazione globale indipendente che sviluppa campagne e agisce per cambiare opinioni e comportamenti, per proteggere e preservare l'ambiente e per promuovere la pace.

 https://sostieni.greenpeace.it/landings/google/?gclid=CIutpI3Ck7ACFcRF3wodFWXSrA



Greenpeace vince il "Non Profit Email Award"


Ha vinto il "Non Profit Email Award" 2012 la campagna firmata da Greenpeace "Enel uccide il clima con i tuoi soldi. Fermiamola ora.", (www.FacciamoLuceSuEnel.org) entrata tra le dieci in shortlist grazie al voto degli utenti web e scelta infine dai fundraiser e operatori del terzo settor, come la migliore campagna email nel corso delle tre giornate (9-11 maggio) del Festival del Fundraising 2012 a Castrocaro.



 Ben 45 Organizzazioni Non Profit hanno partecipato al concorso, candidando 124 campagne email, sulle quali gli utenti web hanno espresso la propria preferenza, votando online sulla gallery del sito www.nonprofitemailaward.it: in poco più di due settimane sono stati raccolti oltre 14 mila voti. Una volta conclusa la 'fase' internet, il concorso si è spostato offline: sul wall del Non Profit Email Award 2012 installato al Festival del Fundraising le votazioni sono ripartite e i partecipanti hanno espresso le proprie preferenze tra le 10 campagne email in shortlist, decretando la vittoria della campagna di Greenpeace su Enel, nata con l'obiettivo di ostacolare la scelta del carbone, da parte della maggiore azienda energetica italiana, e di promuovere invece le fonti rinnovabili, come l'eolico e il solare, amiche del clima.

"Siamo davvero molto orgogliosi e soddisfatti del risultato del concorso, - ha dichiarato Massimo Fubini, amministratore delegato di ContactLab -che alla sua prima edizione ha visto un altissimo coinvolgimento sia da parte delle ONP che da parte degli utenti. L'iniziativa è nata, in collaborazione con il Festival del Fundraising da una parte per confermare il nostro legame, ormai storico, con il non profit, dall'altra per valorizzare l'email come canale ideale per sviluppare campagne di raccolta fondi, di attivismo o di relazione particolarmente efficaci. Il numero dei voti raccolti sul web (14 mila) in particolare mostra l'attaccamento alle cause degli utenti fedeli al terzo settore, come abbiamo approfondito nell'indagine Non Profit Report (www.contactlab.com/nonprofitreport2012), realizzata in collaborazione con VITA Consulting e lanciata non a caso durante il Festival del Fundraising".

Greenpeace con la campagna di attivismo "Enel uccide il clima con i tuoi soldi. Fermiamola ora." si è quindi aggiudicata i 2000 euro donati da ContactLab per la migliore campagna email del settore non profit e ha deciso a sua volta di donare il premio a NutriAid, una piccola Onp entrata a sua volta nella shortlist del concorso con la campagna informativa "La fame ha le gambe corte". "Da tanti anni, prima che si diffondesse il Web, Greenpeace usa Internet, le email e altri strumenti digitali per condurre le proprie campagne: questo premio è un riconoscimento di questo ruolo da pionieri - ha detto Andrea Pinchera, direttore Comunicazione e Raccolta fondi di Greenpeace Italia -. Siamo felici che ciò avvenga per una campagna "difficile" come quella Enel, che ci vede sfidare una delle maggiori aziende italiane e un grande investitore pubblicitario sul terreno delle scelte energetiche: stiamo decidendo ora non solo quale Italia ma anche quale clima consegniamo ai nostri figli, e il carbone è la strada sbagliata". Quanto alla scelta di destinare i 2000 euro a NutriAid, Pinchera aggiunge che "Greenpeace non accetta fondi da aziende e istituzioni. Ringraziamo ContactLab per avere promosso il premio, e siamo lieti di dare un piccolo contributo a chi si occupa di problemi importanti come la malnutrizione infantile".


Quei "rompicoglioni" di Greenpeace. Pinuccio chiama Enel


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«Pronto? L’Enel? Potrei parlare col dottor Colombo? Pinuccio sono. Sono venuto di notte perché sono inseguito da quelli di Greenpeace che stanno a rompere i coglioni co’ sto fatto del carbone». Sotto la sede Enel di Roma, in Viale Regina Margherita, il faccendiere Pinuccio chiama Andrea Colombo, Presidente dell’azienda e gli propone un’acuta strategia per liberarsi di Greenpeace e dei nostri attacchi. www.FacciamoLuceSuEnel.org


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giovedì 3 settembre 2009

Amazzonia,greenpeace,VINCE



Ricordate la nostra inchiesta “Amazzonia, che macello!”? Meno di quattro mesi fa chiedevamo a Timberland, Adidas, Clarks, Geox e Nike di interrompere immediatamente i rapporti commerciali con aziende o allevamenti legati alla distruzione dell’Amazzonia.

Abbiamo vinto! Tutte e cinque le multinazionali hanno deciso di passare dalla parte delle foreste. Tra i giganti del mercato della carne e della pelle brasiliani hanno già aderito al nostro appello Bertin e Marfrig. Inoltre, i commercianti brasiliani di soia hanno rinnovato per un anno ancora la moratoria sull’acquisto di soia da aree recentemente deforestate in Amazzonia.

Ora con la nostra campagna “Deforestazione zero” continueremo a fare pressione sull’intero settore della carne e della pelle affinché tutti si assumano la responsabilità degli effetti che le proprie politiche di acquisto producono. Solo così avremo fatto - insieme - qualcosa di concreto per salvare l’Amazzonia e combattere il cambiamento climatico.

http://www.greenpeace.org/italy/deforestazione-zero/

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venerdì 6 marzo 2009

Greenpeace vince su Phlips ma la Prestigiacomo fa La Bella addormentata



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Il Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, nelle vesti di Bella addormentata.


— Arriva una vittoria sul fronte hi-tech! Dopo diverse azioni e ben 47.000 firme raccolte nel mondo, Philips molla l'osso e accetta le nostre richieste. La multinazionale si impegna a offrire ai propri clienti servizi globali di ritiro e riciclo dei propri prodotti a fine vita. In Italia, invece, il Ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, fa La Bella addormentata. Domani, infatti, è l'ennesimo anniversario di ritardo per l'attuazione della normativa sui rifiuti elettronici.

Philips ha confermato che i costi di riciclo di un articolo non saranno più pagati direttamente dal consumatore - attraverso una tassa addizionale - ma saranno parte integrante del prezzo finale del prodotto. In questo modo, le aziende saranno anche incentivate a produrre beni più puliti e facili da riciclare, dovendo assorbire nel processo di produzione anche i costi di riciclo del prodotto a fine vita.

È una grande vittoria per Greenpeace e i suoi sostenitori che concretizza l'arduo lavoro speso per raggiungere questo traguardo. In Italia 5.000 persone hanno partecipato alla cyberazione su Philips, contribuendo ad aumentare la pressione sull'azienda. E il risultato è arrivato!

Ma abbiamo già un nuovo obiettivo: svegliare il nostro ministro dell'Ambiente dalla sua favola, quella della Bella addormentata.
Sul nostro sito "Elettronica verde" chiediamo a quanti ci seguono sul web di firmare la petizione on-line contro l'On. Prestigiacomo per far partire definitivamente il sistema di raccolta dei rifiuti hi-tech in Italia. Come? Il Governo deve emanare subito il "Decreto Semplificazioni" (in attuazione della legge D.Lgs 151/2005) che impone il ritiro dei vecchi computer, televisori e altri prodotti hi-tech da parte della distribuzione al momento dell'acquisto di un nuovo articolo simile. Domani, 28 febbraio 2009, segna un anno di ritardo nell'emanazione del Decreto.

Il "Decreto Semplificazioni" è un elemento importante nell'organizzazione e nel controllo del flusso dei rifiuti elettronici, oltre che incentivo per i consumatori a conferire il prodotto in disuso nella giusta maniera, invece che lasciarlo in casa o abbandonarlo per strada. Per rafforzare la richiesta avanzata al ministro, invitiamo anche a fotografare rifiuti elettronici sparsi ovunque sul nostro territorio.

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