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sabato 7 aprile 2018

Appello di Greenpeace sulle Linee di Nazca


 rabbia del Perù contro Greenpeace

Il blitz, l’indignaziazione del governo peruviano, poi le scuse. Non è finita bene la protesta spettacolare organizzata da greenpeace in Peru in coincidenza con la XX Conferenza Onu sul cambiamento climatico in corso a Lima. Il gruppo ambientalista ha realizzato una delle sue azioni di propaganda sul sito delle cosiddette Linee di Nazca - la serie di geoglifi che si trovano sul tratto fra le città di Nazca e Palpa, nel sud del Perù. Un sito archeologico considerato patrimonio dell’umanità. L’azione ha scatenato però l’ira del ministro peruviano della Cultura .

I militanti di Greenpeace sono entrati nottetempo nel sito - dove «è proibito l’accesso e qualsiasi tipo di intervento, a causa della fragilità delle figure», come ha denunciato il governo - e hanno disposto vicino a una delle figure più note, che rappresenta un colibrì, un messaggio scritto (in inglese) con lettere di stoffa gialla: «È tempo di cambiare! Il futuro è rinnovabile» 

Luis Castillo, sottosegretario al Patrimonio, si è detto «indignato» per l’iniziativa, ha ricordato che il colibrì e le altre figure costituite dalle Linee di Nazca sono state dichiarate patrimonio culturale dell’umanità dall’Unesco e ha sottolineato che una denuncia è stata presentata presso la procura di Nazca, per evitare tra l’altro che «i responsabili possano uscire dal paese»


Ovviamente l’azione è stata realizzata, come ha spiegato Greenpeace, 
«solo con lettere di stoffa disposte sul suolo e 
chi è intervenuto lo ha fatto senza provocare il minimo danno».
 Tuttavia l’organizzazione si è resa conto della «gaffe» e si è scusata: «Capiamo perfettamente che è una figuraccia - ammettono - Anziché mandare un messaggio davvero importante ai leader riuniti a Lima per i colloqui sul clima delle Nazioni Unite, ci siamo rivelati senza cura e grossolani. Abbiamo incontrato il ministro per la Cultura peruviano, responsabile del sito, per chiedergli scusa»

Il governo di Lima non ha accolto le “scuse” dell’organizzazione perché. ha spiegato il ministro della cultura, all’area archeologica sono stati fatti “danni irreparabili”. 
NON MI SEMBRA CHE CI SIANO DANNI
La conferenza stampa in cui si mostrano i risultati dell’ispezione degli esperti .


Per vedere le linee di Nazca sono stati creati delle torri apposite 
dove i turisti hanno una visuale dall’alto.

Incise nel Deserto di Nazca del Perù più di un millennio fa, le enigmatiche “linee di Nazca” continuano a catturare la nostra immaginazione. Si tratta di centinaia di geoglifi, ossia disegni sul terreno, che occupano...  



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domenica 26 luglio 2015

Fukushima: la Situazione Oggi

Fukushima: la situazione oggi

A quattro anni dal disastro dell'11 marzo 2011, 
spieghiamo in dieci punti qual è la situazione oggi a Fukushima.





1. Noccioli fusi. La precisa ubicazione dei diversi noccioli fusi resta sconosciuta a TEPCO come a chiunque altro, ma è accertato che una buona parte si è fusa attraversando i vessel (contenitori d’acciaio a pressione) e scendendo nella parte bassa della struttura di contenimento. L'operazione di raffreddamento del combustibile fuso dovrà continuare ancora per molti anni.

2. Acqua contaminata. L’acqua utilizzata per il raffreddamento rappresenta la maggior parte dell'acqua contaminata immagazzinata nelle circa mille vasche d'acciaio montate sul sito dal 2011 ad oggi. A dicembre 2014, un totale di 320 mila tonnellate di acqua altamente contaminata era immagazzinata nei serbatoi. TEPCO sta utilizzando diverse tecnologie per rimuovere fino a 62 radionuclidi da quest'acqua, ma non l'isotopo radioattivo trizio che non si sa ancora come trattare. L’acqua già trattata ma contenente trizio ammontava lo scorso 8 febbraio a 297 mila tonnellate.

3. Il programma di TEPCO. Inizialmente TEPCO stimava di riuscire a completare il trattamento di tutte le acque altamente contaminate entro la fine di marzo 2015, ma questo piano è stato rivisto a gennaio, quando la società ha annunciato di aver completato "circa il 50 per cento" del lavoro. Un nuovo programma dovrà essere annunciato in questi giorni, con TEPCO che ora prevede di completare il trattamento delle acque entro il prossimo maggio. Allo stesso tempo, circa 300 tonnellate di acqua sono necessarie ogni giorno per raffreddare il nocciolo rimanente e il combustibile fuso nei tre reattori.

4. Acque sotterranee.  La stima ufficiale è che una quantità pari a circa 800 tonnellate di acqua scorra sul sito ogni giorno. Secondo una stima di TEPCO, 300/400 tonnellate di quest'acqua vengono contaminate. TEPCO afferma che la contaminazione delle acque sotterranee entrata nel sito è dovuto alla contaminazione della superficie che permea il terreno e raggiunge le falde acquifere, e che - 'teoricamente' - le acque sotterranee non vengono a contatto con l'acqua all'interno degli edifici del reattore; una teoria ancora non provata, che al momento resta solo sulla carta.

5. Un muro di lamiera. I tentativi di evitare questa contaminazione sono concentrati sulla costruzione di un tubo d'acciaio lungo 770 metri e di un muro di lamiera. La struttura in acciaio è situata ad una profondità di 30 metri, ovvero - secondo TEPCO - sotto il livello del suolo permeabile. Questa ipotesi è però messa in discussione dalle indagini geologiche sul sito, che mostrano come gli strati permeabili composti da arenaria e pomice siano ad una profondità di circa 200 metri rispetto alla superficie.

6. La costruzione di un muro di ghiaccio. TEPCO prevede di ridurre il volume delle acque sotterranee che entrano nel sito costruendo una parete di ghiaccio, con una circonferenza di 1,5 chilometri attorno alla centrale di Fukushima Daiichi. Per mettere in pratica questa soluzione, si dovrebbe forare il terreno per poter inserirvi 1.571 tubi di acciaio di 30 metri, da raffreddare a -30C°. L'obiettivo è quello di ridurre di due terzi l'acqua che fuoriesce nell'oceano. Il muro di ghiaccio dovrebbe restare in attività per 6 anni, fino a quando saranno sigillati i nuclei del reattore. Dubbi sull’efficacia di questa soluzione, e sulle conseguenze che questa porterebbe con sé, sono stati mossi anche da uno tra gli stessi consulenti internazionali di TEPCO e da un Commissario presso l'Autorità di regolamentazione nucleare giapponese (NRA).

7. Rimozione del combustibile esausto. Dopo il successo ottenuto con la rimozione del combustibile esausto e fresco dal reattore 4, la TEPCO vuole ora trasferire il combustibile ancora presente al reattore 3 o nella struttura comune dell’impianto oppure nella piscina del reattore 6 nel corso del 2015. A differenza però del trasferimento effettuato dal reattore 4, l’operazione dovrà essere svolta da remoto a causa dell’elevato livello di radiazioni nell’edificio che rende impossibile per degli esseri umani lavorare in un ambiente così contaminato. A complicare ulteriormente le cose, la presenza di macerie nel sito del reattore 3.

8. Decontaminazione. Dal monitoraggio della radioattività svolto da Greenpeace risulta che il  59% dei campioni presi in aree ufficialmente “decontaminate” era ancora oltre la soglia, con i livelli più alti rilevati lontano dalle strade. Il lavoro di decontaminazione è servito in sostanza solamente a “spostare” il problema, ma non a liberarsene. Attualmente 120 mila persone non hanno ancora fatto ritorno nelle loro case e il processo di decontaminazione sembra non conoscere fine. Le colline, le montagne e le foreste della Prefettura di Fukushima sono fortemente contaminate. Il risultato è che il materiale radioattivo viene dilavato attraverso i corsi d’acqua e raggiunge anche aree precedentemente decontaminate, ricontaminandole.

9. Rifiuti nucleari. Il processo di decontaminazione sta generando elevate quantità di rifiuti radioattivi stoccati in 54 mila siti temporanei in tutta la Prefettura di Fukushima. Le stime ufficiali sulle quantità di rifiuti che verranno prodotti dalle operazioni di decontaminazione parlano di 15-28 milioni di metri cubi di rifiuti nucleari. L’area contaminata al di sopra di 1mSv è di duemila chilometri quadri.  Se venisse decontaminata genererebbe circa 100 milioni di tonnellate di rifiuti. In realtà questo non è possibile e quindi in futuro avremo una costante ricontaminazione di città e paesi dovuta all’impossibilità di decontaminare le montagne forestate e i fiumi.

10. I costi.  I costi delle operazioni di decontaminazione sono stimati in 170 miliardi di dollari. L’istituto privato di ricerca JCER (Japan Centre for Economic Research) stima i costi totali del disastro, la compensazione e il decommissioning dei sei reattori di Fukushima in 520/650 miliardi di dollari.

da : http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Fukushima-la-situazione-a-4-anni-dal-disastro-in-10-punti--/




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lunedì 17 febbraio 2014

BLOG DI CIPIRI: Greenpeace : Amiamo la moda ma non le sue bugie



Made in Italy? 


Amiamo la moda ma non le sue bugie.


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sabato 1 febbraio 2014

LINKS: Un futuro senza trivelle in Sicilia


Un futuro senza trivelle in Sicilia



Basta con le promesse non mantenute. 
Vogliamo un tavolo tecnico per un futuro 
senza trivelle in Sicilia.


Trivellazioni petrolifere nel Canale di Sicilia: dopo le proteste dei cittadini e le iniziative di Greenpeace e WWF, i vertici della Regione Siciliana avevano promesso,,,leggi tutto e firma


LINKS: Un futuro senza trivelle in Sicilia: Basta con le promesse non mantenute.  Vogliamo un tavolo tecnico per un futuro  senza trivelle in Sicilia. Trivellazioni petroli...



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giovedì 23 gennaio 2014

Bonifica Ex Sisas di Pioltello, gli arresti



Bonifica Ex Sisas di Pioltello, gli arresti di oggi confermano le nostre denunce


Nel 2011 avevamo iniziato ad indagare sulla bonifica all’ex Sisas di Pioltello-Rodano, un’area di 330 mila metri quadrati situata nella periferia est di Milano. Volevamo fare un po’ di luce su come venivano portate avanti le operazioni. Dopo una lunga serie di denunce spesso senza risposte, gli arresti di oggi sembrano darci ragione: si è trattato di un autentico scaricabarile dei rifiuti per il tornaconto economico di pochi, a danno della collettività.

L’intervento dell’Autorità Giudiziaria è importante e necessario, ma al tempo stesso conferma lo scandaloso comportamento del governo italiano e della Commissione Europea che non sono stati capaci di vedere quello che è sotto gli occhi di tutti: la bonifica della ex-Sisas di Pioltello-Rodano è una truffa vergognosa e una seria minaccia alla salute umana e all’ambiente.

In particolare, cercando di capirne di più sui criteri della caratterizzazione dei rifiuti esportati, sulla destinazione finale di parte dei rifiuti, sulla frazione di rifiuti pericolosi più contaminata da mercurio e sulle tempistiche, avevamo segnalato evidenti anomalie nella codifica, spedizione e stoccaggio finale dei rifiuti destinati alla discarica spagnola di Nerva, in provincia di Huelva (Andalusia), gestita alla società Befesa.

Un pasticcio figlio del solito malcostume nazionale dell'emergenza continua. Per la situazione rifiuti di Pioltello-Rodano l’Italia era stata condannata per “omessa bonifica” dopo ben due sentenze della Corte di Giustizia europea, rischiando una maxi sanzione di 400 milioni di euro.

Dopo avere segnalato a più riprese le anomalie riscontrate dalle “procedure d’emergenza”, nel giugno 2012 avevamo presentato una denuncia formale alla Commissione europea per accendere i riflettori, oltre che sulle evidenti responsabilità del governo italiano, anche sul comportamento omissivo della stessa Commissione Europea, che nella primavera del 2011 aveva avallato la “conclusione” della bonifica, certificando una bonifica truffaldina, cancellando la multa all’Italia e coprendo di fatto tutto quello che l’indagine della Procura di Milano sta svelando adesso.

Tutto regolarmente confermato: prima dalla relazione della Commissione parlamentare di Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e, adesso, da questi arresti.

In Italia, le aree da bonificare sono moltissime: 57 di esse, le più problematiche e pericolose, sono state classificate come “Siti d’Interesse Nazionale” (SIN). Il caso di Pioltello-Rodano, uno di questi SIN, è l’emblema di una gestione pessima di queste aree, a scapito di tutti per gli interessi privati di pochi. Ci auguriamo che sia anche l’ultimo, ma senza un chiaro cambio di rotta a livello governativo sarà difficile.

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Come procedere con le bonifiche? Greenpeace propone cinque passi per uscire dall’emergenza e trasformare le bonifiche in occasione di ricerca e innovazione, creando occupazione e salvaguardando il territorio, le risorse naturali e la salute umana:

Fine della gestione commissariale ed emergenziale delle bonifiche.

Abolizione dell’art.2 della Legge n.13/2009 (cioè di ogni ipotesi di “condono tombale”).

Elaborazione di un Piano Nazionale per le bonifiche dei SIN, che dovrà prevedere: - nuovi investimenti produttivi e nuove infrastrutture con elevati standard di sostenibilità ambientale per abbattere le emissioni inquinanti e prevenire la generazione di rifiuti; - misure e programmi per l’efficienza e il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili; - attività di ricerca, sistemi di monitoraggio e controllo della qualità ambientale dei siti e degli effetti sulla salute dei cittadini.

Certezza sulle risorse finanziarie assegnate al Piano Nazionale bonifiche, sia da parte del Governo, sia dalle imprese interessate.

Allargamento alle rappresentanze dei cittadini, ai sindacati e alle associazioni ambientaliste di ogni sorta di tavolo di confronto sul tema bonifiche.

DA :
http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/inquinamento/Rifiuti/bonifiche/

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martedì 3 dicembre 2013

Pesticidi killer delle api


Pesticidi killer delle api, un primo passo importante ma non basta per salvarle!

Il 1 dicembre è finalmente entrato in vigore a livello europeo il primo bando – anche se parziale e temporaneo - dei tre insetticidi fortemente pericolosi per le api. Si tratta di un passo importante, ma non basta per salvare le api e gli altri insetti impollinatori. Con il bando la Commissione europea sta dimostrando la sua preoccupazione per questi insetti, fondamentali per mantenere l'equilibrio degli ecosistemi, per l'agricoltura e quindi per quello che arriva sulle nostre tavole. Un terzo di ciò che mangiamo dipende infatti dall'impollinazione svolta soprattutto dalle api, ma non solo: grazie all’opera degli impollinatori, possiamo arricchire le nostre tavole con la varietà, il colore e i nutrienti della biodiversità della nostra produzione agricola.

Tuttavia, il divieto dei tre pesticidi neonicotinoidi (clothianidin e imidacloprid, l'insetticida più venduto al mondo, prodotti da Bayer, e thiamethoxam prodotto da Syngenta), ha molti "ma" sui quali abbiamo compiuto un’analisi (http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2013/agricoltura/Api-Media-Briefing.pdf): si tratta di un divieto temporaneo di solo due anni, ed è un divieto parziale, non si applica cioè a tutte le colture o tutti gli usi. È quindi ancora possibile utilizzarli su piante considerate non attrattive per le api o nelle serre!

Quando vengono utilizzati per il trattamento dei semi, sul suolo o spruzzati sulle foglie, i neonicotinoidi si diffondono in ogni parte delle piante raggiungendo anche il polline e il nettare, di cui si nutrono gli insetti. Sono inoltre sostanze altamente persistenti, restano cioè nell’ambiente per molto tempo, arrivando a contaminare il suolo e le acque intorno ai campi trattati, habitat di molte specie di impollinatori.

Nel frattempo, le multinazionali dell’agro-chimica come Syngenta, Bayer e BASF stanno ricavando enormi profitti con la produzione e la vendita dei pesticidi neonicotinoidi, anche se questo significa sterminare api e altri insetti utili. Non solo, stanno facendo di tutto per bloccare il bando europeo, avviando un ricorso contro la Commissione Europea.

Per questo motivo un’alleanza di oltre 45 associazioni che difendono le api e il nostro cibo hanno candidato i tre giganti della chimica agli “Oscar” per la peggiore azienda del 2014, il temuto Public Eye Award, che verrà consegnato a Davos durante il prossimo World Economic Forum (WEF).

Chiunque abbia a cuore il destino delle api e del nostro cibo, può votare contro le aziende che producono i pesticidi killer sul sito http://publiceye.ch , firmare la petizione per vietare tutti i pesticidi dannosi per le api (http://salviamoleapi.org/) e scaricare il kit d’azione.



Due anni non sono sufficienti per salvare le api: il divieto deve essere permanente, deve vietare tutti gli usi dei neonicotinoidi, e arrivare ad includere anche le altre sostanze pericolose per api e altri impollinatori, come i pesticidi individuati nel nostro rapporto "Api in declino"

http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/image/2013/rapporti/Api_in_declino.pdf

Non solo per le api, ma per tutti gli esseri viventi e per noi stessi è fondamentale vivere in un ambiente sano e mangiare cibi non contaminati. Per fare ciò, è necessario abbandonare le pratiche rischiose dell'agricoltura industriale e sostenere il più possibile l'agricoltura di stampo ecologico.

Anche se il divieto è stato un primo passo importante e la Commissione Europea ha affermato di voler fare "tutto il possibile per proteggere le popolazioni di api", bisogna passare dalle parole ai fatti, e fare molto di più.

Impariamo da questi meravigliosi insetti: dobbiamo unire le forze e agire come un vero e proprio sciame, per restituire alle api quanto di prezioso ci regalano e perché possano volare di nuovo tranquille continuando fare quello che sanno fare meglio: impollinare.

http://www.greenpeace.org/italy/it/News1/news/Pesticidi-killer-delle-api-un-primo-passo-importante-ma-non-basta-per-salvarle/
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sabato 23 novembre 2013

Greenpeace : Lista Nera OGM



Ecco la lista nera elaborata da Greenpeace degli alimenti che comunemente assumiamo e che contengono OGM
Greenpeace affonda il colpo sugli OGM e sulle aziende che ne fanno un utilizzo sistematico.

Per organismo geneticamente modificato (OGM) si intende un organismo, diverso da un essere umano, in cui il materiale genetico (DNA) è stato modificato in un modo non naturale.

Un Ogm, ovvero un organismo geneticamente modificato, è un organismo la cui materia genetica è stata alterata mediante tecniche di ingegneria genetica, altrimenti note come tecniche di Dna ricombinante. Con questo metodo si intende la combinazione in vitro di diverse molecole di Dna per creare un nuovo gene, che viene successivamente inserito in un organismo che può essere vivente o meno. Erroneamente si suole indicare tutti gli organismi Ogm come transgenici, in realtà si parla di transgenesi solo quando si inseriscono geni esogeni in un altro organismo, ovvero un ente strutturato riceve dei geni non suoi; mentre si parla di organismi cisgenici quando si ricombinano geni dello stesso organismo. In entrambi i casi si tratta sempre di Ogm.

Per ciò che riguarda il mercato,già nel 2000 Greenpeace Russia affermava: “di trenta prodotti che sono stati scelti per l’analisi il 30% contiene OGM. Diversi sondaggi hanno mostrato che i consumatori russi preferiscono i prodotti alimentari esenti da OGM o loro derivati​​. Nonostante questo, sono state adottate misure in Russia per informare i clienti circa gli OGM nei prodotti. L’atto normativo russo sulla marcatura (approvato con solo il capo ispettore sanitario) ordina di segnalare solo i prodotti che contengono più del 5% di ingredienti geneticamente modificate, mentre nell’Unione europea a norma di legge i prodotti devono essere contrassegnate se hanno più di 0,9% di OGM”

“In molti paesi dell’UE e degli USA listati di aziende che utilizzano i prodotti transgenici sono pubblicati regolarmente. Nel 2000, nella lista nera americana apparve aziende come Hersey di, Mars, Coca-Cola, Pepsi-Co, Nestle, Knorr, Lipton, Parmalat “

Ecco ad oggi, dopo 13 anni, la situazione si è evoluta e Greenpeace.org pubblica un nuovo studio affermando che le indagini non possono uniformare i mercati, ma che segnalano la tendenza della produzione di catene e aziende. Prima della lista alcune raccomandazioni:

1. Leggere le etichette. Il produttore deve indicare che la produzione di componenti OGM che è stata aggiunta (ma, in verità, non tutti lo fanno).

2. Evitare i fast food. Ci sono alimenti OGM più comunemente utilizzati.

3. Evitare il pane imbustato o a lunga conservazione

4. Quasi tutte le salsicce, la carne in scatola e salumi vengono prodotti con l’aggiunta di componenti geneticamente modificati. Di solito i prodotti senza componenti geneticamente modificate non possono essere così a buon mercato.

Possiamo quindi stilare una lista di operatori del mercato alimentare, che sono soliti utilizzare OGM per la realizzazione dei loro prodotti:

Società di produzione Kellog “s

Corn Flakes (cereali) Frosted Flakes (cereali) Rice Krispies (cereali) Corn Pops (fiocchi) Schiaffi (fiocchi) Froot Loops (anelli di cereali colorati) Di Apple Jacks (cereali-ring con il gusto di mela) All-Bran Apple Cinnamon / Blueberry (crusca sapore di mela, cannella, mirtillo) Gocce di cioccolato (gocce di cioccolato) Pop Tarts (sfoglia ripiena di tutti i gusti) Nutri-grain (brindisi pieno di tutti i tipi) Crispix (biscotti) Smart Start (fiocchi) All-Bran (Flakes) Just Right Fruit & Nut (fiocchi) Miele Crunch Corn Flakes (cereali) Raisin Bran Crunch (cereali) Cracklin “crusca di avena (fiocchi) Società Hershey‘s

Toblerone (cioccolata, tutti i tipi) Mini Baci (cioccolatini) Kit-Kat (barretta di cioccolato) Baci (cioccolatini) Chips di cottura semi-dolci (biscotti) Chocolate Chips di latte (biscotti) Reese “s Peanut Butter Cups (burro di arachidi) Scuro speciale (cioccolato fondente) Cioccolato al latte (cioccolato al latte) Sciroppo di cioccolato (sciroppo di cioccolato) Dark Chocolate Syrup speciale (sciroppo di cioccolato) Strawberry Syrop (sciroppo di fragola) Mars

M & M “s Snickers Via Lattea Twix Nestle Crunch (fiocchi di riso al cioccolato) Cioccolato al latte Nestle (cioccolato) Nesquik (bevanda al cioccolato) Cadbury (Cadbury / Hershey “s) Fruit & Nut Heinz

Ketchup (regolare e senza sale) (ketchup) Chili Sauce (salsa di peperoncino rosso) Heinz 57 Steak Sauce (con sugo di carne) Hellman’s

Reale Maionese (maionese) Maionese Light (maionese) Maionese Low-Fat (maionese) Società Coca-Cola

Coca-Cola Sprite Cherry Coca Minute Maid Arancione Minute Maid Uva Società PepsiCo

Pepsi Pepsi Cherry Mountain Dew Società Frito-Lay / PepsiCo (componenti OGM possono essere presenti nel petrolio e altri ingredienti)

Potato Chips (tutti) Cheetos (tutti) Società Cadbury / Schweppes

7-Up Dr. Pepe Pringles (Procter & Gamble)

Pringles (patatine fritte con sapori originali, Magro, Pizza-licious, Sour Cream & Onion, Salt & Vinegar, Cheezeums) (lista emanata da Greenpeace.org)

Tornando a noi, con l’introduzione di Ogm e avvelenando pasta e pane dal 2004 ad oggi la vita media sana è crollata in Italia di almeno 10 anni (fonte Eurostat ufficiale) proprio, guarda caso, dall’anno in cui entrarono gli OGM negli alimenti.

Tra l’altro, nel 2012 la Corte di Giustizia ha condannato l’Italia per avere vietato la coltivazione di mais Mon810 alla multinazionale statunitense Pioneer Hi Bred che, nel 2008, aveva fatto causa al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali per non avere permesso alla sua filiale italiana di coltivare il cereale sviluppato da Monsanto. Secondo la Corte, se la coltivazione di una pianta geneticamente modificata è già stata autorizzata dall’Unione, non c’è sovranità nazionale che tenga, e ogni Stato membro si deve adeguare. Cosa che l’Italia, in effetti, non ha mai fatto, preferendo prendere tempo ed evitando di agire. La vittoria dei produttori di Ogm, dunque, può essere vista come una conseguenza delle lacune normative italiane, e dell’assenza di leggi regionali che regolino la coesistenza di varietà tradizionali e geneticamente modificate. E’ una lotta impari per la potenza di queste multinazionali e per la perversità dei loro prodotti sul mercato, unita alla disinformazione dei mass media. Cerchiamo tutti di dare un piccolo contributo per un nuovo consumo etico e consapevole.


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domenica 20 ottobre 2013

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IItalia Rinnovabile: 26 ottobre a Roma, dalle 10 alle 20,


Il 26 ottobre a Roma, dalle 10 alle 20, appuntamento con la manifestazione in festa

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martedì 24 settembre 2013

SALVA L'ARTICO E LIBERA I NOSTRI ATTIVISTI Greenpeace


L'Arctic Sunrise è arrivata vicino Murmansk. Questa è la prima foto dei nostri attivisti da quando giovedì scorso la Guardia Costiera russa ha abbordato la nave. Non siamo tranquilli, la situazione è ancora poco chiara. Perchè le autorità russe stanno tenendo in fermo l'Arctic? Di cosa verranno accusati Cristian e il resto dell'equipaggio? Liberateli subito!

Chiedilo anche tu all'ambasciata russa su
http://www.greenpeace.org/italy/it/libera-i-nostri-attivisti/
Invia un'email all'ambasciata russa in Italia e chiedi di liberare i nostri attivisti e di fermare le trivelle.
SALVA L'ARTICO, LIBERA I NOSTRI ATTIVISTI

La mattina del 18 settembre due attivisti Greenpeace sono stati arrestati mentre protestavano contro le trivellazioni petrolifere sulla Prirazlomnaya, una piattaforma di estrazione della Gazprom nel mare di Pechora, al largo delle coste russe. Sono stati trattenuti tutta la notte a bordo di un'imbarcazione della Guardia Costiera russa, senza poter chiamare i propri avvocati.

Ieri la Guardia costiera russa ha illegalmente abbordato la nave Arctic Sunrise di Greenpeace International, che si trovava in acque internazionali, arrestando altri 25 attivisti.

Chiediamo che tutti gli attivisti trattenuti vengano immediatamente rilasciati, che la Guardia Costiera abbandoni l'Arctic Sunrise e che vengano interrotte le trivellazioni petrolifere nell'Artico.
http://www.greenpeace.org/italy/it/libera-i-nostri-attivisti/
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martedì 11 dicembre 2012

Greenpeace : Quello che fai ti resta addosso







 Attivati contro i cambiamenti climatici: scegli i mezzi pubblici al posto dell'auto e la bicicletta invece del motorino; evita gli sprechi di energia nella tua casa, per esempio spegnendo un apparecchio elettronico senza lasciarlo in standby.
Quello che fai ti resta addosso. Ricevi maggiori informazioni sulle campagne di Greenpeace



  • campagna
    OGM
    Promuovi l'agricoltura sostenibile, contro il rilascio in ambiente di OGM. In Friuli, siamo entrati in azione nei campi seminati con mais transgenico per denunciare l'illegalità e fermare la contaminazione.

Quello che fai ti resta addosso

Fai scelte responsabili per cambiare il futuro del pianeta!




 http://www.quellochefai.org/info



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