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domenica 20 ottobre 2013

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IItalia Rinnovabile: 26 ottobre a Roma, dalle 10 alle 20,


Il 26 ottobre a Roma, dalle 10 alle 20, appuntamento con la manifestazione in festa

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lunedì 16 settembre 2013

No Grandi Navi a Venezia




Venezia. Bettin denuncia: nave da crociera quasi contro la Riva Sette Martiri di San Marco
Secondo quanto comunicato alla stampa e alle autorità dall’assessore di Venezia, Gianfranco Bettin, nella mattinata di oggi una nave da Crociera contrassegnata Carnival Cruise Lines avrebbe sfiorato pericolosamente l’area di Piazza San Marco in località Riva Sette Martiri.


Bettin ha esposto denuncia allegando al fascicolo da cui emergono le testimonianze di alcune persone che hanno assistito al fatto delle fotografie ed ha dichiarato poi ai giornalisti di La Stampa: “Attorno alle 11 di oggi la Carnival Sunshine, delle Carnival Cruise Lines, (oltre 102mila tonnellate di stazza, lunga 272 metri e larga 35 e alta 62), una della grandi navi da crociera che quotidianamente in questa stagione partono o arrivano a Venezia, secondo le testimonianze che ci sono giunte, è passata a non più di una ventina di metri da Riva dei Sette Martiri”.Stando a quanto sostenuto dall’assessore e da coloro che a Venezia da tempo hanno messo nero su bianco il problema del passaggio delle grandi navi in laguna, le enormi imbarcazioni delle più prestigiose compagnie da crociera passerebbero assiduamente nei pressi della riva e si avvicinerebbero eccessivamente vicino alla costa per effettuare il cosiddetto “inchino”.Un’altra testimonianza di quanto successo è stata riportata dall’Ansa ed ha come protagonista lo scrittore Roberto Ferrucci.

Proprio quest’ultimo ha affermato: “Ero seduto al bar a leggere, come faccio spesso, e ho visto la nave ‘scodare’: anziché passare al centro del canale ha sfiorato la riva, stringendo per di più pericolosamente un vaporetto dell’Actv. E’ stato impressionante”.


Venezia: la protesta No Grandi Navi blocca il transito delle imbarcazioni da crociera in laguna

Manifestazione No Grandi Navi a Venezia

Venezia giugno 9, 2013 è stata invasa da numerosi manifestanti, intenti a protestare contro il passaggio di navi di grossa taglia nelle acque antistanti la città. Blocchi via mare e via terra sono stati condotti dagli attivisti, sia veneziani che provenienti dal altre parti d’Italia, per impedire che le grandi navi da crociera si avvicinino alla zona lagunare.

Il canale della Giudecca, uno dei più importanti condotti della città di Venezia, è ostruito dalla presenza di numerose imbarcazioni che recano a bordo il vessillo della protesta “No grandi navi” lanciata nelle ultime settimane dalla società civile veneziana e dai centri sociali di tutta Italia.

La chiusura della via che porta dal porto alla laguna sta impedendo da circa un’ora la partenza delle imbarcazioni e il loro transito in laguna.Un corteo che ha preso le mosse da piazzale Roma ha invece attraversato via terra il centro del capoluogo veneto ed ha raggiunto l’area del porto dove, nonostante la resistenza imposta dalla polizia schierata in assetto antisommossa, è riuscito ad impedire l’accesso alle grandi navi dei passeggeri.

Tra i manifestanti, armati in prima fila di scudi di gomma con sopra simboli del mondo marino, e gli agenti di polizia si sono verificati alcuni screzi e i celerini avrebbero caricato per allontanare i presenti. Nell’indire e pubblicizzare la manifestazione, il Comitato No Grandi Navi – Laguna Bene Comune, ha scritto: “Adesso è il momento di dire basta. [...]

Già perché le meganavi sono, in fondo, l’espressione più visibile di un sistema affaristico-politico che ha corrotto la vita di questa regione per troppi anni, con gravissimi danni economici, sociali e ambientali. Il momento è arrivato per una grande mobilitazione dei cittadini, contro le grandi opere e per un modello di sviluppo diverso e partecipato, per una nuova stagione di democrazia a difesa dei beni comuni”.
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martedì 17 luglio 2012

Tokyo, manifestazione contro energia nucleare

 

Giappone/ Tokyo, manifestazione contro energia nucleare

Oltre 170mila persone chiedono chiusura definitiva centrali


Tokyo, 16 lug. Decine di migliaia di persone si sono
radunate a Tokyo per chiedere la chiusura definitiva delle
centrali nucleari, sedici mesi dopo la catastrofe di Fukushima.

Secondo gli organizzatori oltre 170mila persone - giunte da tutto
il Paese - si sono radunate nel parco di Yoyogi, mentre la
polizia della capitale giapponese non ha al momento fornito
alcuna stima dei partecipanti.

Dopo la formale radiazione dal servizio di quattro reattori di
Fukushima il parco nucleare giapponese è sceso da 54 reattori a
50, dei quali solamente uno è attualmente in servizio, quello di
Tomari. Le compagnie elettriche giapponesi stanno però facendo
pressioni sul governo di Tokyo perché vengano fatti ripartire i
reattori nucleari, sottolineando il rischio di una insufficiente
fornitura di energia rispetto alla domanda nel periodo estivo.

L'autorizzazione dei comuni competenti per territorio è una delle
condizioni necessarie per la riattivazione degli impianti, che
potrà essere effettuata solo dopo dei test di resistenza e
sicurezza.

(fonte Afp)

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mercoledì 1 dicembre 2010

Messico, manifestazione per la giustizia climatica

Cancun Mexico COP 16 Non c'è un pianeta B



La parola “Equilibrio” è il termine più utilizzato nel palazzo che ospiterà fino all'11 dicembre la sedicesima conferenza delle parti sul cambiamento climatico. Un anno dopo il fallimento del vertice   di Copenhagen, i negoziatori sembrano voler tenere un profilo basso per evitare di screditare l'istituzione nata per la concertazione di soluzioni a livello globale del riscaldamento globale. Invece anche nel giorno dell'inaugurazione del Cop16 sembra che la ricerca di un accordo vincolante sarà rimandata al vertice del prossimo anno a Johannesburg.
Ma se da un lato i grandi della Terra prendono tempo e antepongono gli interessi economici a quelli ambientali, dall'altro lato della barricata c'è chi non puo' più permettersi di aspettare.
Sono i tanti campesinos e allevatori che stanno patendo ne proprio piccolo gli effetti del riscaldamento globale.
Si sono ritrovati a Cochabamba in aprile per elaborare una proposta alternativa da portare al vertice di Cancun supportata dai governi della Bolivia e del Venezuela. Tra i punti più importanti vi è l'istituzione di un tribunale internazionale per i reati commessi contro l'ambiente, il riconoscimento dei diritti della “pachamama”, il contenimento dell'incremento della temperatura a un grado, la diminuzione delle emissioni del 50% entro il 2017 e lo stanziamento del 6% del Pil dei paesi industrializzati a favore di una cassa comune per la soluzione del problema ambientale. Proposte che verranno portate al vertice attraverso delle carovane per la giustizia climatica organizzate dall'internazionale contadina Via Campesina, dall'associazione delle vittime ambientali e dal sindacato degli elettricisti messicano. Il viaggio partirà da Città del Messico con una grande manifestazione nelle vie centrali fissata per questo pomeriggio e proseguirà attraversando i luoghi colpiti da disastri ambientali e minacciati da progetti industriali calati dall'alto.Da domani ci imbarcheremo su queste carovane provando a raccontare i volti e le storie dei partceipanti alle carovane. Saranno proprio loro i veri protagonisti della settimana del Cop16. Indios e agricoltori che ancora una volta andranno a protestare contro le false soluzioni proposte dai grandi della Terra perchè per loro non c'è alternativa: non esiste un Pianeta B.


Messico: manifestazione per la giustizia climatica



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30 Novembre 2010, Città del Messico - Si dispongono in file ordinate per le vie centrali di città del Messico con i bastoni tra le mani e i fazzoletti avvolti sul collo. Sulla destra i ragazzi, al centro le donne e a sinistra gli uomini. Sono scesi dai loro villaggi dagli stati di Morelos, del Chiapas e dalle miniere di San Luis de Potosì per chiedere una sola cosa: giustizia climatica e sociale. Sono i tanti campesinos che vivono oggi sulla propria pelle gli effetti del cambiamento climatico. Sono scesi in piazza questo pomeriggio inscenando una protesta colorata e pacifica quanto determinata che è arrivata davanti al palazzo del governo nello Zocalo, la piazza centrale della capitale.

Insieme a loro hanno marciato anche i sindacalisti dello Sme, il sindacato messicano degli elettricisti, uno dei più colpiti dai massicci licenziamenti di mano governativa. Decine di migliaia di lavoratori lasciati a casa dal giorno alla notte che chiedono ancora oggi giustizia. Ed è proprio nella sede del sindacato che questa mattina si è tenuto il social forum per la giustizia climatica che ha aperto le danze della protesta contro il Cop16. Sul palco dell'auditorium hanno parlato scienziati e attivisti intervallati dai continui slogan lanciati dalla platea.

"Il cambiamento climatico sta già facendo le sue vittime. E se parliamo di vulnerabilità, parliamo di povertà, perché è la povertà la chiave di lettura alla luce della quale bisogna leggere la vulnerabilità causata dal cambiamento climatico" sostiene Alejandro Nadal, economista messicano. La crisi è sistemica e quella climatica non è che un pezzo di un puzzle più ampio: rappresenta il fallimento del neoliberismo. La mercificazione dei beni comuni non è una soluzione ai problemi del pianeta. "Chiediamo sovranità alimentare - sostiene l'attivista basco Paul Nicholson - la soluzione deve partire da qui, dal diritto dei popoli di decidere cosa mangiare, e come produrlo". L'attenzione è ora concentrata sul controvertice di Cancun e sulle carovane climatiche partite questa mattina dalla capitale. In tre giorni i rappresentanti delle comunita' campesine e indigene attraverseranno i luoghi colpiti da disastri ambientali e minacciati dai grandi progetti voluti dalle multinazionali. Oggi sara' il turno di Puebla e Veracruz.


  1. Gli olivi secolari di Puglia nella rubrica Terra & SaporiVenerdì 3 dicembre alle ore 14,00 dopo il TG1 nell'ambito della rubrica Terra & Sapori, andrà in onda un servizio sugli olivi secolari di Puglia e sulla comunità di olivicoltori che insieme a Libera Terra intendono tutelare questo paesaggio millenario.
  2. Mafia: partita da Bari carovana internazionale (ANSA) - BARI, 30 NOV - E' partita oggi da Bari con un seminario formativo la Carovana internazionale antimafie realizzata nell'ambito del progetto 'European caravan for legacy', con l'Arci nel ruolo di capofila per l'Italia.
  3. "E se domani" con don Luigi CiottiSabato 4 dicembre della trasmissione condotta da Alex Zanardi "E se domani" in onda su Rai Tre alle 21.30 sarà presente don Luigi Ciotti.

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