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lunedì 7 gennaio 2013

Tokyo, tonno rosso a peso d' oro


Tokyo, tonno rosso battuto all'asta per 1,3 milioni di euro

La prima asta del 2013 al mercato del pesce di Tsukiji, sulla baia di Tokyo e il piu' grande al mondo, non ha deluso le attese, immune da qualsiasi crisi economica: un tonno rosso del peso di 222 kg e' stato battuto in mattinata al prezzo record di 155,4 milioni di yen (circa 1,3 milioni di euro), pari a 700.000 yen al chilo.
Ad aggiudicarsi la tradizionale gara, che ha forti connotati di buon auspicio, e' la Kiyomura, una nota catena di ristoranti di sushi che lo scorso anno, nella stessa occasione, ha staccato un assegno di 56,49 milioni di yen (un terzo di quello versato oggi) per vincere e aggiudicarsi un tonno rosso di primissima qualita'.
''Un prezzo leggermente caro - ha ammesso con un filo di ironia Kiyoshi Kimura, presidente della compagnia, nel resoconto dei media locali -, ma spero che possa essere un incoraggiamento perche' il Giappone continui a rifornirsi di ottimo tonno''.
Il 'pezzo' da record appena venduto e' stato pescato al largo della ciitta' di Oma, nella prefettura di Aomori, e' sara' venduto come sushi al ristorante principale di Kiyomura proprio allo Tsukiji, seguendo i prezzi abituali compresi tra i 128 e i 398 yen per porzione (1,1-3,4 euro). ''Volevo andare incontro alle aspettative dei miei clienti che vogliono mangiare il miglior pesce possibile, come accaduto lo scorso anno'', ha aggiunto Kimura. Il tonno rosso e' una specie tra le piu' a rischio a causa dello sfruttamento eccessivo, con il Giappone che in media consuma annualmente i tre quarti circa di tutto il pescato mondiale di questa ricercatissima qualita'.

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Se dovessimo dare un nome alla specie simbolo del Mediterraneo, sarebbe senza dubbio il tonno rosso. Stranamente non molti conoscono questo animale straordinario, che è uno dei pesci più grandi e tra i commercialmente più preziosi  al mondo. Proprio per questo da decenni è stato pesantemente vittima della pesca illegale diffusa soprattutto nelle sue zone di riproduzione in tutto il Mediterraneo.  Impara di più su questa specie stupefacente, segui il nostro lavoro e ci aiuterai a creare un futuro sostenibile per questo pesce tra i "più ricercati".

http://mediterraneo.wwf.it/pericoli-tonno-rosso.html

Molto semplicemente abbiamo bisogno di un piano di gestione ragionevole per il tonno rosso che non porti la specie all'estinzione. Seguendo le indicazioni di solide basi scientifiche e la riduzione della capacità delle flotte industriali, i Governi possono evitare la scomparsa di uno dei più magnifici pesci che nuotino nell'oceano.L’istituzione principale responsabile della gestione del tonno rosso è la Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico (ICCAT). La commissione è stata costituita nel 1969 in risposta ai timori che le popolazioni di tonno rosso potessero collassare.
Nonostante quasi 40 anni di esistenza dell'ICCAT, le popolazioni hanno continuato a diminuire. Ciò è dovuto a problemi di gestione dovuti alla governante dell'ICCAT e dei governi nazionali.
Dopo decenni di declino e 12 anni di lavoro intenso e campagne il WWF è stato determinante per ottenere che l’ICCAT raggiungesse misure tra cui:    una riduzione delle quote da 32.000 tonnellate nel 2006 a 12.900 tonnellate nel 2010
- una taglia minima di sbarco corrispondente al formato a scadenza per la specie;
- una stagione aperta per le flotte con reti a circuizione di un solo mese all'anno;
- un programma di osservatori dell'ICCAT Regionale (POR);
- una documentazione delle catture (il GAV);
- un piano di riduzione della capacità della flotta e un programma internazionale di ispezione reciproca.
Cosa chiede il WWF all'ICCAT 2012
In occasione della 18a riunione annuale a Agadir, Marocco, dal 12 al 19 novembre, 2012, le Parti contraenti della Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico (ICCAT) sarà di nuovo determinare per definire le misure di gestione per una serie di tonni e specie affini. Il WWF sarà presente per seguire da vicino le questioni relative al tonno rosso dell'Atlantico e influire sulle decisioni sui contingenti di pesca che coinvolgerà le scorte per i prossimi 3 anni e determinerà il futuro di uno dei più grandi pesci in tutto il mondo.La visione del WWF per l'Atlantico orientale e il Mediterraneo per la pesca del tonno rosso è quello di un magazzino gestite in modo sostenibile a tutela dell'ambiente marino, per una pesca che porti benefici agli ecosistemi e ai consumatori. Oggi questo potrebbe essere più vicino, cosa che sarebbe sembrata impensabile solo pochi anni fa. Il WWF invita l’ICCAT e l'industria della pesca a mantenere questo slancio e tenere alte le ambizioni. Realizzazioni grandi come questa hanno bisogno di una lunga gestazione, ma in un solo istante tutto può essere perduto.Estendere le attuali misure di gestione, tra cui il totale ammissibile di catture (TAC) e le stagioni di pesca, per il periodo 2013-2015.-   Rivedere e rafforzare l'attuale capacità di riduzione del piano di pesca per portare la capacità reale di cattura fino al livello delle possibilità di pesca.
-    Rendere obbligatorio per gli allevamenti di tonno registrare le dimensioni al momento della raccolta di tutti i singoli pesci e presentare le informazioni all'ICCAT SCRS ai fini della valutazione di archivi fotografici.
  •  Sostenere l'uso di dati di commercio internazionale nelle analisi scientifiche e valutazioni di conformità.
  • Completo supporto all’ ICCAT per il programma di ricerca per il tonno rosso (GBYP) e SCRS per recuperare i dati e di sviluppare nuovi metodi che portano ad una valutazione degli stock molto più affidabili nel 2015.

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martedì 17 luglio 2012

Tokyo, manifestazione contro energia nucleare

 

Giappone/ Tokyo, manifestazione contro energia nucleare

Oltre 170mila persone chiedono chiusura definitiva centrali


Tokyo, 16 lug. Decine di migliaia di persone si sono
radunate a Tokyo per chiedere la chiusura definitiva delle
centrali nucleari, sedici mesi dopo la catastrofe di Fukushima.

Secondo gli organizzatori oltre 170mila persone - giunte da tutto
il Paese - si sono radunate nel parco di Yoyogi, mentre la
polizia della capitale giapponese non ha al momento fornito
alcuna stima dei partecipanti.

Dopo la formale radiazione dal servizio di quattro reattori di
Fukushima il parco nucleare giapponese è sceso da 54 reattori a
50, dei quali solamente uno è attualmente in servizio, quello di
Tomari. Le compagnie elettriche giapponesi stanno però facendo
pressioni sul governo di Tokyo perché vengano fatti ripartire i
reattori nucleari, sottolineando il rischio di una insufficiente
fornitura di energia rispetto alla domanda nel periodo estivo.

L'autorizzazione dei comuni competenti per territorio è una delle
condizioni necessarie per la riattivazione degli impianti, che
potrà essere effettuata solo dopo dei test di resistenza e
sicurezza.

(fonte Afp)

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giovedì 13 ottobre 2011

marciapiedi radioattivi a Tokyo



marciapiedi radioattivi a Tokyo



Alcuni ricercatori giapponesi hanno trovato alti livelli di radioattività in materiali concentrati tra Tokyo e Yokohama, ovvero a ben 240 chilometri di distanza dall’impianto nucleare di Fukushima: dal disastro di marzo, la contaminazione si è propagata a macchia d’olio.

MISURAZIONI - A ovest di Tokyo, su un camminamento pedonale di Setagaya sono state misurate 2.707 microsievert di radiazioni all’ora, ovvero 50 volte più alte rispetto alle misurazioni effettuate in un’altra zona di Setagaya ove i reparti di controllo effettuano i monitoraggi. Ken Hatanaka, coordinatore del reparto di controllo delle radiazioni, esprime le perplessità che hanno colto gli scienziati: “ciò che ci sconcerta è che i livelli misurati in altri punti dello stesso marciapiede sono molto bassi“. Per chiarire tutti i dubbi, il reparto sta consultando esperti per capire come trattare i punti altamente contaminati, sottolineando la possibilità che la causa sia da attribuire all’accumulo di acque piovane e sedimenti contaminati dalla fuga radioattiva di Fukushima.



NESSUN PERICOLO? - Come sempre in questi casi, le autorità hanno specificato che la scoperta di questi punti non indica un pericolo immediato per i residenti delle zone in questione: il livello complessivo di radiazioni delle aree urbane rimane basso, anche in caso di siti in cui la contaminazione è stata conclamata in precedenza. A Yokohama, il governo locale ha fatto sapere che il mese scorso stati misurati 40.200 becquerels di cesio radioattivo per chilogrammo di sedimento raccolto dai fossi lungo la strada. Nel frattempo è stata messa al bando la coltivazione di riso in appezzamenti in cui sono stati misurati più di 5.000 becquerels di cesio per chilogrammo di terreno. Sembra a Yokohama si investiga un ennesimo spot, situato nel tetto di un appartamento, dove i test condotti da un istituto privato di ricerca hanno svelato 60.000 becquerels di cesio radioattivo per chilogrammo di sedimento. I punti critici di Setagaya e Yokohama sono stati scoperti grazie alle misurazioni effettuate in prima battuta dai cittadini, poi riportate alle autorità. John Kuramochi, che coordina i monitoraggi nella zona di Yokohama per conto delle autorità, ha commentato che “abbiamo sempre saputo ci fossero degli ‘hot spot’ dove i livelli di contaminazione sono maggiori rispetto ad altre aree, ma questi piccoli punti sono solo dei ‘micro hot spot’“.

The Wall Street Journal.


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mercoledì 16 giugno 2010

Caccia alle balene in cambio di escort Scandalo a Tokyo

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Caccia alle balene
in cambio di escort
Scandalo a Tokyo

Il Times di Londra denuncia il tentativo di “comprare” a suon di prostitute i voti per consentire al Giappone di cacciare le balene


Mazzette e prostitute: sono gli strumenti che il Giappone avrebbe usato per ottenere il sostegno di sei piccoli Paesi e cancellare la moratoria alla caccia delle balene. A riportare la “trattativa”, che procura più di un imbarazzo a Tokyo, è stato il Times: a ricevere l’offerta sarebbero stati i governi di Guinea Conakry, Saint Kitts, Kiribati, Isole Marshall, Costa d’Avorio e Granada. La notizia è stata pubblicata alla vigilia della riunione della Commissione Baleniera Internazionale, in Marocco, per decidere se togliere la moratoria (che dura da 24 anni) sulla caccia a fini commerciali delle balene.

“Dovete offrirci di meglio”
Il Giappone ha negato la veridicità del rapporto, ma il Times ha specificato che due dei suoi giornalisti hanno filmato membri dei governi dei sei Paesi coinvolti nella trattativa mentre ammettevano di aver ricevuto offerte - in denaro cash (1000 dollari al giorno), biglietti aerei, posti in albergo ed escort - per votare a favore dello stop alla moratoria. I giornalisti del Times hanno finto di offrire prostitute e denaro: ma i rappresentanti governativi hanno replicato che avrebbero dovuto offrire loro un affare migliore di quanto già offerto dal Giappone.

La mattanza
Da quando la moratoria alla caccia commerciale è stata introdotta, Norvegia, Giappone e Islanda hanno ucciso circa 35mila balene per “fini scientifici”. Se la moratoria venisse tolta, ogni nazione potrebbe uccidere 1.800 balene l’anno: una vera mattanza, secondo gli animalisti. Al Giappone servono almeno 66 voti epr cancellare il bando alla caccia alle balene: e attualmente si pensa che ne abbia 38 all’interno della Commissione Baleniera Internazionale.




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