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giovedì 10 maggio 2018

Italiani pazzi per Cani, Gatti e piccoli Animali


Cani, gatti e piccoli animali sono 60 milioni

e per loro spendiamo 2 miliardi all'anno

I numeri dell'indagine A.Z. disegnano il rapporto fra piccoli amici e proprietari: per il 74% vivere con Fido o Micio fa bene al fisico e alla mente, per il 95% aiuta a combattere ansia, stress e problemi legati alla depressione e spinge a muoversi di più.

Letteralmente pazzi di loro. Fido, Micio e piccoli animali fra cui pesci, uccelli, rettili e roditori. Sono 60 milioni. Per l'esattezza 14 milioni fra cani (48,2%) e gatti (51,8%) e 46 milioni mettendo insieme tutti gli altri. L'ottava edizione del rapporto stilato da Assalco, l'Associazione nazionale tra le imprese per l'alimentazione e la cura degli animali da compagnia, e dal salone bolognese Z.  sulla considerazione socioculturale dei piccoli amici, concesso in anteprima a R.it, dà un quadro estremamente ricco del rapporto degli italiani con i loro pet. L'indagine è completata da uno studio Gfk Eurisko condotto nei primi mesi dell'anno.


Cosa ne esce? Numeri che raccontano un grande amore. Per esempio che gli italiani sono fermamente convinti dell'influenza positiva della presenza di un animale da compagnia in famiglia. Gli attribuiscono infatti la capacità di generare benessere e di favorire uno stile di vita sano e piacevole. Viverci insieme (lo sostiene il 67% degli italiani e il 74% dei proprietari)
 può far bene a fisico e psiche.

Per il 95% accudire un cucciolo in casa produce infatti benefici psicologici profondi come riduzione dell'ansia, diminuzione della tensione e attenuazione dei problemi legati alla depressione. Inoltre chi ha un cane accanto testimonia positive ricadute nel praticare più attività fisiche all'aria aperta come passeggiare e correre insieme (94%). Se ne avvantaggiano anche la socialità e la comunicazione: gli animali in famiglia trasmettono infatti a gran parte dei proprietari intervistati serenità e gioia (43% del totale) mentre tra i giovani fra i 14 e i 24 anni si accentuano l'allegria e il divertimento (55%).

I dati di quest'anno rafforzano inoltre un'evidenza emersa da un'altra indagine, la Iri 2014 inclusa nel settimo rapporto promosso dalle stesse sigle. E cioè il fatto che il 92% delle persone che vivono con un animale da compagnia ritiene di non poterne più fare a meno. Una volta accolto, l'animale fa parte della famiglia. Un sentimento legato non solo a cani e gatti, protagonisti d'altronde di numerosi studi che confermano questo legame e le sue ricadute, ma anche ai pesci o agli uccellini da compagnia.

"Il legame che si può instaurare tra animali da compagnia ed esseri umani è una relazione dinamica di reciproco beneficio  -  si legge nell'indagine  -  grazie alla quale, sulla base di osservazioni scientifiche e cliniche sempre più numerose, gli animali vengono utilizzati in pratiche terapeutiche e riabilitative destinate a malati, bambini, anziani, attraverso programmi di 'pet therapy', che possono affiancare la medicina tradizionale. Progetti del genere sono attivi in Italia presso strutture sanitarie come l'ospedale Niguarda di Milano, il Cardarelli di Napoli, l'ospedale pediatrico Meyer di Firenze ma anche in comunità di recupero come quella di San Patrignano e presso scuole, residenze sanitarie assistenziali e istituti penitenziari".

Non solo. In ogni Regione è infatti attivo almeno un progetto di terapia assistita con animale: il Friuli-Venezia Giulia si è per esempio dotata di Linee guida per le pratiche di "pet therapy" nell'ottobre dell'anno scorso mentre la Regione Toscana ha approvato due mesi dopo alcune regole per permettere ai pazienti ricoverati in ospedale di ricevere la visita dei loro amici animali, ovviamente nel rispetto delle esigenze sanitarie e ambientali di pazienti e animali. Ma, dal decreto del 2003 che sancì "la collaborazione con animali da compagnia ai fini di pet therapy", sono state molte le amministrazioni a muoversi: il Veneto già nel 2005, la Puglia nel 2008, il Piemonte nel 2010.

Anche gli ultimi interventi legislativi, nonostante alcuni possibili scivoloni evitati sul filo di lana come quello sulla depenalizzazione dei maltrattamenti, sembrano accompagnare questo forte sentimento comune, specie su due ambiti precisi: le norme per la salvaguardia e la tutela della salute e quelle per consentire a tutti di accogliere un animale da compagnia in casa. Addirittura diverse proposte di legge, interventi parlamentari e di associazioni puntano a includere cani, gatti, conigli, pappagallini e criceti nel prossimo Censimento generale della popolazione, previsto per il 2021, e al loro inserimento nella Costituzione come avviene altrove, per esempio in Austria o Germania.

 "Gli animali da compagnia sono a tutti gli effetti membri delle nostre famiglie e il benessere che scaturisce da questa relazione è un fatto confermato da studi scientifici e clinici  -  ha commentato Gianmarco Ferrari, presidente di Assalco  -  per questo la cura per la loro alimentazione, la loro igiene e il loro benessere  fa parte della quotidianità ed è sempre più importante, come conferma la crescita a valore del nostro comparto del +2,4% nel 2014".

Un'altra parte del rapporto ha infatti toccato proprio il tema del mercato del "pet food", cioè dei prodotti alimentari. Per Fido e Micio spendiamo moltissimo, circa 1,8 miliardi di euro l'anno con cui acquistiamo 544mila tonnellate di cibo. Una crescita contro ogni crisi (+2,4% sul 2013, superiore ai livelli dell'anno precedente) pur con una lieve flessione dei volumi.  Il 54% (992 milioni di euro) finisce ai gatti, i cui padroni appaiono molto attenti, mentre il 46% va ai cani (838 milioni). Agli altri animali destiniamo 18 milioni di euro (uccelli 55,7%, roditori 40,7%, tartarughe 2%, pesci 1,6%) mentre tirano molto gli accessori (66 milioni di euro) e l'universo dell'igiene: shampoo, spazzole, ossi masticabili e per dentizione, deodoranti sono cresciuti del 12,8% a valore e del 10,7% a volume.



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I pet più numerosi sono i gatti, con una quota pari a 70 milioni di unità, ben 8 milioni in più dei cani, che invece si fermano a più di 62 milioni di unità (ma superano i gatti in alcuni mercati territoriali). In particolar modo, la Francia si conferma ancora una volta il Paese con il maggior numero di felini (12,6 milioni di unità), mentre è il Regno Unito il Paese che ha più...


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venerdì 23 settembre 2016

Patentino per Cani Obbligatorio

Patentino per cani obbligatorio
Le regole del ministero della Salute

Il 7 settembre 2016 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale l’ordinanza del 13 luglio 2016 dove 
vengono prorogate le regole sulla «tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani».

In pratica il proprietario di un cane deve a prescindere dal patentino sempre rispettare delle regole di 
buon senso, nonchè regole e leggi a tutela sua, del suo animale e delle altre persone. Ma facciamo 
subito chiarezza e cerchiamo di capire nel dettaglio gli obblighi di legge che bisogna rispettare.

LEGGI VALIDE PER TUTTI

Il proprietario come poi il dog sitter che si occupa del cane devono rispettare delle leggi a prescindere dall’essere in possesso del patentino. Il guinzaglio non può mai superare la misura di 1,50 metri, tranne che nelle aree cani dove l’animale può essere lasciato libero (sgabatoi, recinti, ecc). Il guizaglio retrattile può essere utilizzato ma solo ed
 unicamente se “bloccato” alla misura di 1,5 metri massimo.
In più, c’è l’obbligo di portare con sé una museruola che deve essere fatta indossare al cane in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti.

DECORO URBANO

Chiunque porti a spasso un cane è obbligato a raccogliere le feci e a portare sempre con sé i sacchetti 
o altro strumento idoneo alla raccolta. 
Buon senso vorrebbe che soprà la pipì venisse versata dell’acqua.

REQUISITI CHE DEVE AVERE IL PROPRIETARIO

No minori, no infermi di mente, no delinquenti abituali o per tendenza. Il proprietario di un cane deve essere solo ed unicamente un adulto che deve registrare il proprio animale presso l’anagrafe canina. 

Inoltre è vietato possedere un cane a chi è sottoposto a misure di prevenzione personale o a misura di 
sicurezza personale; a chiunque abbia riportato condanna, anche non definitiva, per delitto non colposo contro la persona o contro il patrimonio, punibile con la reclusione superiore a due anni.

RESPONSABILITA’ DEL DOG SITTER

Il dog sitter vine considerato un proprietario “a tempo”. Quindi il dog sitter risponde sia civilmente che penalmente dei danni a persone, animali o cose provocati dal cane. Nella scelta del dog sitter il 
proprietario deve fare attenzione: l’ordinanza stabilisce che bisogna affidare il cane «a persone in grado di gestirlo correttamente» e che abbiano i requisiti sopra citati.

IL PATENTINO OBBLIGATORIO

Il patentino cani obbligatorio viene rilasciato dopo corsi organizzati dai singoli comuni e servizi veterinari delle Asl attraverso percorsi formativi che rilasciano un attestato di partecipazione denominato «patentino». I veterinari devono segnalare all’Asl se, tra i suoi assistiti, ci sono cani che richiedono una valutazione comportamentale in quanto “impegnativi”. In caso di episodi di morsicatura o di aggressione il veterinario può imporre al proprietario l’obbligo di svolgere un percorso formativo con il suo cane.

TAGLIO DELLA CODA E ORECCHIE VIETATO

In conformità con l’articolo 10 della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia è vietato il taglio della coda e delle orecchie dei cani.


LEGGI ANCHE
REGOLE PER AVERE UN CANE


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venerdì 8 maggio 2015

salutepiu: Motivi per non Baciare il vostro Cane


Motivi per non Baciare il vostro Cane
Secondo un recente studio gli amici i nostri cuccioli potrebbero essere un serio rischio per la nostra salute. La scorsa settimana i veterinari inglesi, come racconta il Daily Mail, hanno stilato una lista delle malattie potenzialmente letali che i cani potrebbero trasmettere ai loro padroni. Ma ci sono anche studiosi che insistono nel ripetere che i benefici che i cuccioli portano nella nostra vita siano molto superiori ai potenziali rischi...continua...

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lunedì 11 marzo 2013

Cani dei coloni contro i palestinesi






L'accusa del parlamentare palestinese alla Knesset, Ahmed Tibi: i coloni stanno addestrando cani per aggredire i palestinesi nei Territori.

 Betlemme, 11 marzo 2013, Nena News - Coloni israeliani addestrano i cani ad attaccare i palestinesi. Lo rivela il parlamentare palestinese alla Knesset, Ahmed Tibi, che si è detto in possesso di un video nel quale si vede un'unità speciale di cani addestrati dai coloni ad aggredire palestinesi se gridano "Allah u-Akbar" (Dio è grande).

Tibi aveva già reso noto in passato dell'esistenza di un'unità cinofila addestrata dai soldati dell'esercito israeliano e da utilizzare durante le manifestazioni nei Territori Occupati. All'epoca, nel 2010, l'IDF smentì le accuse affermando che i cani erano utilizzati soltanto per individuare eventuali nemici e non per praticare violenze contro civili.

Stavolta, però, si tratterebbe di un'ulteriore "militarizzazione" dei coloni israeliani, già autorizzati a possedere e usare armi da fuoco contro la popolazione palestinese.

"Pratiche razziste e contrarie alla legge internazionale", le ha definite Tibi parlando con la stampa. Non si tratterebbe di una novità. Sono numerosi i video che circolano in internet e mostrano attacchi simili condotti da soldati israeliani utilizzando cani. Due esempi: il video che mostra un'anziana donna del villaggio di Ubbediya, a Betlemme, aggredita dai cani dell'IDF, e quello che mostra l'aggressione contro un manifestante a Kufer Qaddum. Nena News

 http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=54749&typeb=0&I-cani-dei-coloni-contro-i-palestinesi

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martedì 28 agosto 2012

Cani vengono usati come esche


I cani vengono usati come esche per "Sharks" in Francia. Nella piccola isola vulcanica di Réunion cani vivi e morti ed anche gatti, sono utilizzati come esca per gli squali dai pescatori dilettanti. I randagi qui sono tanti, circa 150.000, dice Reha Hutin, presidente della sede a Parigi, Fondation 30 Millions d'Amis (Fondazione trenta milioni di amici).
Hutin ha inviato una troupe cinematografica
a Réunion questa estate per ottenere la prova che gli animali vivi sono stati utilizzati come esca per gli squali. L'obiettivo era quello di documentare la pratica sul programma televisivo “diritti animali”.
Non ci volle molto per la troupe per provare che tutto era vero. Tre casi distinti.
Un veterinario della Clinica della capitale di Réunion, St. Denis ha curato con successo uno dei cani, un cucciolo di sei mesi cane con un amo di grandi dimensioni che gli attraversava il muso (vedi foto).
Il primo cane a differenza degli altri aveva dei padroni. Apparentemente sembra fosse riuscito a sfuggire ai suoi rapitori ed è stato portato alla clinica veterinaria da un cittadino preoccupato. Completamente recuperato, l'animale è ora a casa con i suoi proprietari.

Gli altri due casi individuati da trenta milioni di amici erano randagi. Ora vivono in Francia con i nuovi proprietari.

La Fondazione prevede di finanziare un programma di sterilizzazione sull'isola di ridurre la sovrappopolazione randagio. Ma il lavoro non sarà facile.

Hutin ha detto che in quei luoghi i randagi sono considerati parassiti. "Non c'è alcun valore alla vita di un cane lì".
Ultimamente, quasi ogni settimana, almeno un cane con i ganci viene trovato sull'isola, senza contare i gatti trovati sulle spiagge parzialmente mangiati dagli squali ", ha detto Jouve.
Una volta che i pescatori catturano gli animali, ha detto, i cani e gatti vengono subito agganciati " lo fanno il giorno prima, in modo che possano sanguinare abbastanza."
Alcuni fuggono prima di essere gettati in mare. Altri non sono così fortunati.
Dopo essere stati agganciati al muso o alle zampe, i cani vengono immersi in acqua attaccati a tubi gonfiabili con filo da pesca. Al mattino gli uomini tornano per vedere se uno squalo è stato catturato. Pratiche barbare che non hanno alcuna scusa di sorta.
La Sea Shepherd Conservation Society a Venerdì Harbor, Stato di Washington, offre una ricompensa di 1.000 USD per ogni agente di polizia di Réunion se compie un arresto in flagranza di reato con cani e gatti vivi come esca per gli squali.

Sia la Royal Society per la Prevenzione della Crudeltà verso gli Animali nel Regno Unito e la Fondazione Trenta milioni di amici chiedono agli amanti degli animali di firmare una petizione.
Chiedono inoltre al governo francese di rafforzare l'applicazione delle leggi contro l'uso di cani vivi come esca.
Condividi questo post se sei contro a questo disgusto!
C' è una petizione
http://www.causes.com/causes/223125-people-against-dogs-and-cats-as-live-bait/welcome


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martedì 24 luglio 2012

Richiesta d'affido per i cani di Green Hill




Presto potranno essere affidati a famiglie idonee, per alcuni sarà necessario un percorso di recupero e adattamento al mondo esterno.
Noi ci prenderemo cura di loro, di chi non potrà subito scoprire il calore di una famiglia. Aiutaci ad aiutarli con una donazione!
E continueremo la nostra battaglia legale per chiudere per sempre Green Hill.
Se vuoi fare richiesta d'affido per i cani che possono già fare ingresso in famiglia clicca qui.


Hanno finora aderito: Comitato "Montichiari contro Green Hill", Coordinamento "Fermare Green Hill", Enpa, Lav, Legambiente, Leidaa, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Occupy Green Hill, Oipa, Vita da Cani.

Ci teniamo a darti alcuni dettagli prima della tua compilazione di questo form che ti chiediamo di leggere con attenzione.
I beagle di Green Hill sono nati e cresciuti in gabbia, non sanno cosa vuol dire una vita "normale". Hanno conosciuto solo la luce artificiale, l'abbaiare dei propri simili, i rumori meccanici dell'allevamento.
Sono cani docili ma dal passato e presente determinanti sul loro carattere e sul loro comportamento.

E' importante che tu sia consapevole di richiedere l'affido di un cane che deve conoscere e imparare tutto della sua nuova vita e che l'adattamento potrà essere difficile e lungo e potrà essere necessario un percorso di recupero comportamentale.
Cosa chiediamo:
  • la possibilità di affidare più cani alla stessa famiglia;
  • la residenza nel centro-nord, per limitare al massimo lo stress del trasporto;
  • nel caso di presenza di altri animali, che siano vaccinati, sterilizzati e docili con i cani.
Ti ricordiamo inoltre che i beagle verranno dati in affido temporaneo fino a altre disposizioni della Magistratura.
Leggi il contratto di affido che ti verrà richiesto di firmare.
COMPILATO QUESTO FORM, NON VA COMPILATO IN ALTRO SITO, NON DUPLICARE LA RICHIESTA.
http://www.lav.it/index.php?id=1955

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domenica 22 luglio 2012

ENPA: La crisi e gli amici più fedeli dell’uomo



La crisi arriva a toccare anche i cani

E se questi, si sa, sono gli amici più fedeli dell’uomo, lo stesso non si può dire del contrario. Numerosi, diverse decine, sono infatti i proprietari che, costretti dalla crisi, decidono di sbrigare le pratiche comunali e portano il proprio quattro-zampe nei canili della città. Una decisione spesso sofferta, figlia del momento di crisi economica. Un duro colpo anche per il cane che perde all’improvviso abitudini e affetti. 

DAL 1° OTTOBRE OBBLIGATORIO IN EUROPA IL PASSAPORTO PER CANI E GATTI. LE REGOLE

  Dal primo ottobre scorso è obbligatorio il passaporto europeo per cani, gatti e furetti al seguito. Dopo la proroga concessa la scorsa estate dall'Ue, quindi, entra nel vivo l'applicazione del Regolamento n. 998 del Parlamento Europeo.

Le nuove norme si riferiscono ai movimenti degli animali da compagnia tra gli Stati europei o in entrata da Paesi terzi. Sono esclusi i movimenti finalizzati alla vendita o al trasferimento di proprietà degli animali.

Lo speciale passaporto per animali domestici consente l'identificazione dell'animale e del suo proprietario. Il documento riporta tutte le pratiche veterinarie effettuate, il numero identificativo del microchip e altre informazioni. Se i microchip utilizzati non fossero conformi agli standard ISO 11784 o ISO 11785, i proprietari dovranno portare con sé il documento di lettura.

L'uso del microchip al posto del tatuaggio diventerà obbligatorio in tutti i Paesi europei fra otto anni. Le autorità del Regno Unito, dell'Irlanda, della Svezia e di Malta richiedono inoltre che per i prossimi cinque anni i passaporti riportino la trascrizione delle analisi per gli anticorpi della rabbia. Questa prova sierologica dovrà essere effettuata almeno sei mesi prima della partenza per il Regno Unito, per l'Irlanda o per Malta o almeno 120 giorni prima della partenza per la Svezia.

I proprietari degli animali da compagnia diretti nei Paesi dell'Unione Europea, quindi, sono obbligati prima di partire a richiedere il rilascio del passaporto. Il documento unico europeo deve essere richiesto al Servizio Veterinario della propria Asl, con costi che variano da regione a regione.

:: SCARICA IL REGOLAMENTO

:: SCARICA LA DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E IL MODELLO DEL PASSAPORTO





  Accordo Stato-Regioni sul benessere degli animali da compagnia e pet-therapy


Articolo 1)

Finalità e definizioni

1. Con il presente accordo le Regioni e il Governo si impegnano, ciascuno per le proprie competenze, a promuovere iniziative rivolte a favorire una corretta convivenza tra le persone e gli animali da compagnia, nel rispetto delle esigenze sanitarie, ambientali e del benessere degli animali.

2. Ai fini del presente accordo, si intende per:

a) "animale da compagnia”: ogni animale tenuto, o destinato ad essere tenuto, dall’uomo, per compagnia o affezione senza fini produttivi od alimentari, compresi quelli che svolgono attività utili all’uomo, come il cane per disabili, gli animali da pet-therapy, da riabilitazione, e impiegati nella pubblicità.

b) Gli animali selvatici non sono considerati animali da compagnia;

c) “allevamento di cani e gatti per attività commerciali”: la detenzione di cani e di gatti, anche a fini commerciali, in numero pari o superiore a 5 fattrici o 30 cuccioli per anno;

d) “commercio di animali da compagnia”: qualsiasi attività economica quale, ad esempio, i negozi di vendita di animali, le pensioni per animali, le attività di toelettatura e di addestramento.

Articolo 2)

Responsabilità e doveri del detentore

1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano si impegnano a prevedere disposizioni specifiche che individuino responsabilità e doveri del detentore dell’animale da compagnia stabilendo che chiunque conviva con un animale da compagnia o abbia accettato di occuparsene è responsabile della sua salute e del suo benessere e deve provvedere alla sua sistemazione e fornirgli adeguate cure ed attenzione, tenendo conto dei suoi bisogni fisiologici ed etologici secondo l’età, il sesso, la specie e la razza ed in particolare :

a) rifornirlo di cibo e di acqua in quantità sufficiente e con tempistica adeguata;
b) assicurargli le necessarie cure sanitarie ed un adeguato livello di benessere fisico e etologico;
c) consentirgli un’ adeguata possibilità di esercizio fisico;
d) prendere ogni possibile precauzione per impedirne la fuga;
e) garantire la tutela di terzi da aggressioni;
f) assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora degli animali.

Articolo 3)

Controllo della riproduzione

1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano provvedono affinché chiunque adibisca alla riproduzione un animale da compagnia tenga conto delle caratteristiche fisiologiche e comportamentali del proprio animale, in modo da non mettere a repentaglio la salute ed il benessere della progenitura o dell’animale femmina gravida o allattante. Le Regioni stabiliscono, inoltre, che il proprietario o detentore di cani provveda alla iscrizione all’anagrafe canina di norma entro 30 giorni dalla nascita, o dall’inizio della detenzione.

Articolo 4)

Sistema di identificazione dei cani

1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano e il Ministero della salute si impegnano, ciascuno per quanto di competenza, ad introdurre misure dirette a ridurre il fenomeno del randagismo mediante:

a) l’introduzione del microchips, come unico sistema ufficiale di identificazione dei cani, a decorrere dal 1° gennaio 2005;
b) la creazione di una banca dati informatizzata, su base regionale o provinciale, che garantisca la connessione con quella di cui alla lettera c) del presente articolo;
c) l’attivazione di una banca dati nazionale istituita presso il Ministero della salute, intesa come indice dei microchips, inviati dalle singole anagrafi territoriali.

2. Ai fini della corretta ed uniforme applicazione del presente punto, il Ministero della salute e le Regioni si impegnano a concordare, entro 120 giorni dalla stipula del presente accordo, le modalità tecniche e operative di interconnessione e di esecuzione del sistema informatico.

Articolo 5)
Commercio, allevamento, addestramento e custodia a fini commerciali
1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano provvedono a sottoporre all’autorizzazione di cui all’articolo 24 del D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320 anche le attività di commercio, di cui all’articolo 1, comma 2, lett. c). A tal fine, le Regioni richiedono, almeno, i seguenti requisiti:
a) la conformità ai requisiti di cui all’allegato A) del presente accordo;
b) le generalita' della persona responsabile dell’attività ;
c) i requisiti dei locali e delle attrezzature utilizzati per l'attività;
d) la specie di animale da compagnia che si intende commerciare, addestrare, allevare o custodire;
e) il possesso per la persona responsabile, delle cognizioni necessarie all’esercizio di tale attività, di una qualificata formazione professionale o di una comprovata esperienza nel settore degli animali da compagnia;
f) i locali e le attrezzature utilizzate per l’attività abbiano requisiti che siano stati giudicati validi e sufficienti dalle autorità sanitarie della Azienda Sanitaria Locale che ha effettuato il sopralluogo;
g) l’aggiornamento da parte dell’azienda dei registri di carico e scarico dei singoli animali da compagnia, compresa l’annotazione della loro provenienza e destinazione.
2. I requisiti dell’allegato A) non si applicano alle attività di toelettatura, ai canili sanitari e ai rifugi, per i quali si rinvia alle specifiche disposizioni vigenti in materia.
3. Il Ministro della salute, d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, provvede ad indicare le modalità di detenzione delle altre specie di animali da compagnia.

ALLEGATO A
DIMENSIONI DEI BOX PER CANI E DEGLI ANNESSI RECINTI ALL'APERTO
Peso del cane
In Kg Superficie
minima del
pavimento del
box coperto/cane
In mq. Superficie minima
adiacente al box per il
movimento del cane:
Fino a 3 cani
m2
per ciascun cane Oltre 3 cani
m2
per ciascun cane
MENO DI 10 1,0 1,5 1,0
DA 11 - 30 1,5 2,0 1,5
PIÙ DI 30 2,0 2,5 2,0


Articolo 6)

Pubblicità, spettacoli, esposizioni, competizioni e prelievo economico a favore del benessere animale

1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano vietano la partecipazione a manifestazioni espositive di cani e gatti di età inferiore a 4 mesi e consentono agli animali di età superiore la partecipazione a dette manifestazioni a condizione che abbiano idonea copertura vaccinale per le malattie individuate dalle autorità sanitarie territoriali.

3. In occasione di attività di commercio, di pubblicità, di spettacolo, di sport, di esposizione o di analoghe manifestazioni a scopo di lucro, che implichino l’utilizzazione di animali da compagnia, le Regioni possono prescrivere che l’organizzatore delle manifestazioni versi una quota, fino al 5% dell’incasso. L’entità ed il criterio di prelievo sono stabiliti dalla Regione territorialmente competente alla quale deve essere effettuato il versamento. La Regione è vincolata all’utilizzo di tali fondi per iniziative svolte a favore del benessere degli animali

Articolo 7)

Programmi di informazione e di educazione

1. Il Ministero della salute promuove programmi di informazione e di educazione per favorire la diffusione e l’applicazione dei principi contenuti nel presente decreto e per affermare il rispetto degli animali e la tutela del loro benessere sia fisico che etologico, ivi compresa la preparazione di cani per i disabili e l'utilizzazione degli animali da compagnia ai fini della pet therapy. Detti programmi, rivolti, in particolare, a coloro che sono interessati alla custodia, all’allevamento, all' addestramento, al commercio e al trasporto di animali da compagnia, richiamano l’attenzione sui seguenti aspetti:

a) l’addestramento di animali da compagnia per i disabili o per la pet therapy o a fini commerciali o da competizione deve essere effettuato soltanto da parte di persone con cognizioni e competenze specifiche;
b) le eventuali conseguenze negative per la salute ed il benessere degli animali selvatici, del loro acquisto o inserimento come animali da compagnia;
c) i rischi di aumento del numero degli animali non voluti ed abbandonati, derivanti dall’acquisto irresponsabile di animali da compagnia;
d) la necessità di scoraggiare:

il dono di animali da compagnia ai minori di 16 anni senza l’espresso consenso del loro genitore o di altre persone che esercitano la responsabilità parentale;
il dono di animali da compagnia come premio, ricompensa o omaggio;
la riproduzione non pianificata di animali da compagnia.
e) la promozione della rilevanza dell’iscrizione dei cani all’anagrafe territoriali.

2. E’ rimessa alla valutazione discrezionale delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano, avvalendosi dei Servizi Veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, la promozione di programmi di informazione e di educazione analoghi a quelli di cui al comma 1.

4. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, avvalendosi dei Servizi veterinari delle Aziende Sanitarie Locali, promuovono ed attuano corsi di formazione o di aggiornamento sul benessere animale rivolti ai medici veterinari, al personale di vigilanza e alle associazioni di volontariato.

Articolo 8)

Manifestazioni popolari

1. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano si impegnano ad autorizzare lo svolgimento di gare di equidi o altri ungulati nel corso di manifestazioni popolari solo nel caso in cui:

a) la pista delle corse sia ricoperta da materiale idoneo ad attutire i colpi degli zoccoli degli animali sul terreno asfaltato o cementato;

b) il percorso della gara, nel caso di cui alla lettera a), sia circoscritto con adeguate sponde capaci di ridurre il danno agli animali, in caso di caduta, nonchè per garantire la sicurezza e l’incolumità delle persone che assistono alle manifestazioni.

Articolo 9)

Tecniche di pet therapy, accoglienza degli animali e cimiteri

1. Ai fini di agevolare una più ampia diffusione dei nuovi orientamenti clinico-terapeutici con i cani per disabili e con le tecniche della "pet therapy", le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano valutano l’adozione di iniziative intese a:

a) agevolare il mantenimento del contatto delle persone, anziani e bambini in particolare, siano esse residenti presso strutture residenziali, quali case di riposo e strutture protette o ricoverate presso istituti di cura, con animale da compagnia di loro proprietà o con animali comunque utilizzabili per la "pet therapy";
b) rendere tutti i luoghi pubblici, ivi compresi i mezzi di trasporto, accessibili anche per i cani di accompagnamento dei disabili.

2. Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano possono promuovere, a livello alberghiero e dei maggiori centri turistici, ivi comprese le spiagge e gli stabilimenti balneari, l'accoglienza temporanea dei cani e dei gatti, e degli altri animali da compagnia.

3. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano possono disciplinare la realizzazione di cimiteri per animali da compagnia, destinati a mantenerne viva la memoria.

 http://www.enpa.it/

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mercoledì 22 febbraio 2012

La VERITA' sulle pellicce di cani e gatti





LEGGETE CON ATTENZIONE L'INGANNO: CAMBIANO I NOMI!!

Un'investigazione effettuata dall'associazione americana HSUS ha portato alla scoperta del peggiore segreto dell'industria della pellicceria: l’uccisione di cani e gatti domestici per la produzione di pellicce.

Ogni anno due milioni di cani e gatti detenuti in condizioni spaventose sono privati di ogni elementare diritto: alcuni di essi sono randagi, altri invece vengono appositamente allevati per rubare loro il manto.

Le tecniche di uccisione sono violentissime: i cani - pastori tedeschi, chow-chow, ma anche semplici meticci - vengono sgozzati anche per strada, fatti morire per dissanguamento o colpiti a morte con dei randelli, mentre i gatti vengono spesso impiccati con cappi metallici.
Gli investigatori stimano che ogni anno siano uccisi più di due milioni tra cani e gatti.

L’inganno ai consumatori
L'impiego delle pelli di cani e gatti è un fenomeno sconosciuto. L'industria della pellicceria tenta di mantenerlo nascosto grazie ad un sistema di etichettatura dei capi fuorviante e per nulla attendibile. Tranne rarissime eccezioni, le pelli di cani e gatti non vengono etichettate per ciò che realmente sono.
I capi confezionati con la pelle di cane possono essere venduti come gae-wolf, sobaki, e Asian jackal, oltre a molti altri.
Mentre le pellicce di gatto, sotto altri pseudomini, che comprendono: wildcat, goyangi e katzenfelle.

La conoscenza da parte dei consumatori della vera origine delle pelli, determinerebbe un crollo degli acquisti e un grosso danno d’immagine per il settore. Questi animali possono essere uccisi in un paese e le loro pelli essere trattate in un'altra nazione, ed il prodotto finito può essere venduto ovunque nel mondo. Le pelli di cane e gatto non sono tanto utilizzate per la realizzazione di pellicce intere, bensì come inserti per guanti, colli, cappelli, giocattoli e tanti altri accessori.

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