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giovedì 10 maggio 2018

In Europa ci sono 200 Milioni di Animali Domestici



Una conferma dell’importanza che il settore degli animali domestici ha per il business del commercio e, ancora più importante, una conferma del fatto che i pet sono ben introdotti all’interno delle famiglie europee, arriva dal recente studio Assalco – Zoomark, anticipato dal quotidiano economico finanziario Il Sole 24 Ore, che ha compiuto un interessante approfondimento sul mercato europeo del pet care, ovvero di tutti quegli alimenti e quegli accessori che sono direttamente rivolti a soddisfare il benessere degli animali di affezione.

In particolare, da quanto emerge dalla X edizione del Rapporto Assalco – Zoomark, il comparto del pet care cresce in alcuni dei principali mercati europei, segnando un +0,9 per cento a livello comunitario e arrivando a valere nelle sole Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Regno Unito e Spagna una cifra molto vicina ai 10 miliardi di euro.

Nel dettaglio territoriale, sembra che a crescere siano soprattutto i dati statistici che arrivano da Madrid (+5,5 per cento), da Roma (+2,2 per cento) e da Berlino (+2,1 per cento). il dossier, curato da Assalco (Associazione Nazionale tra le Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia) e da Zoomark International (salone internazionale dei prodotti e delle attrezzature per gli animali da compagnia, organizzato da BolognaFiere) dichiara inoltre che nell’Unione Europea gli animali da affezione sono più di 200 milioni di unità, presenti all’interno di 75 milioni di abitazioni.

I pet più numerosi sono i gatti, con una quota pari a 70 milioni di unità, ben 8 milioni in più dei cani, che invece si fermano a più di 62 milioni di unità (ma superano i gatti in alcuni mercati territoriali). In particolar modo, la Francia si conferma ancora una volta il Paese con il maggior numero di felini (12,6 milioni di unità), mentre è il Regno Unito il Paese che ha più cani (8,5 milioni di unità). Può sorprendere infine che la Germania sia il Paese con il maggior numero di roditori (5,9 milioni di unità), mentre l’Italia ha il record degli uccelli ornamentali. Infine, emerge come gli acquari siano più di 15 milioni, concentrati prevalentemente in Germania (2,1 milioni di unità), Francia (1,9 milioni di unità) e Italia (1,662 milioni di unità).


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domenica 13 settembre 2015

Vende ARMI in Tutto il Mondo e Prega DIO


Sempre più armi italiane vendute ai paesi in guerra

Sono passati 25 anni dall’approvazione della legge 185/90 sul controllo delle armi, che vieta l’esportazione di armi in paesi in cui è in corso un conflitto armato. Eppure ancora oggi l’Italia vende pistole e fucili in 123 paesi al mondo per 54 miliardi di euro di autorizzazioni e 36 miliardi di controvalore per effettive consegne di sistemi d’arma. Sono i dati presentati il 9 luglio dalla Rete italiana per il disarmo.

La legge 185/90 prevede non solo il divieto di esportazione di armamenti verso paesi in guerra ma anche verso paesi in cui sono violati i diritti umani. Nei primi anni di applicazione i principi innovativi della legge e il controllo, esercitato anche tramite una relazione al parlamento da parte del governo, hanno permesso la diminuzione delle vendite verso i paesi in conflitto.

Ma dal 2009 questa tendenza virtuosa si è invertita. Giorgio Beretta, analista di Opal Brescia, ha spiegato: “I numeri non mentono: l’Italia ha venduto armi soprattutto in Medio Oriente e nel Nordafrica, regioni tra le più turbolente e le autorizzazioni del parlamento sono aumentate. Sapere con precisione a quale paese vendiamo riguarda in primo luogo la nostra stessa sicurezza”. Nel complesso esportiamo pistole, fucili, carabine italiane negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti, ma anche Germania, Turchia, Francia e Spagna. Le nostre armi finiscono anche in Malesia, Algeria, India, Pakistan.

Maurizio Simoncelli, vicepresidente dell’istituto di ricerche internazionali Archivio disarmo, ha detto: “La nostra legge nata in modo egregio e che ha ispirato la legislazione internazionale è stata applicata nel modo peggiore”. Con le modifiche più recenti alla legge, sarà più difficile capire dove finiscono le nostre armi.

“Chiediamo la trasparenza dei documenti. L’export militare italiano dovrebbe essere in linea con la politica estera del nostro paese, ma negli ultimi anni la direzione è stata principalmente quella degli affari”, afferma Vignarca, presidente di Rete disarmo.

“La perdita di trasparenza avvenuta soprattutto negli ultimi anni mina alla base un controllo che invece, su un tema delicato come quello dell’export militare, è fondamentale per la nostra politica estera e per la responsabilità dell’Italia nei confitti”.

Secondo i dati dell’Istat, nel 2014 le esportazioni italiane di questi micidiali strumenti sono state pari a 453 milioni, leggermente inferiori a quelle dell’anno precedente, ma superiori alla media delle esportazioni del decennio.

L’industria italiana delle armi sembra non soffrire i colpi della crisi. La produzione di armi dà lavoro a migliaia di operai nella zona della Val Trompia (provincia di Brescia). Purtroppo però, nonostante, le leggi italiane e internazionali, pistole e fucili finiscono in paesi dove infuria la guerra o dove i diritti umani non sono garantiti come in Ucraina, Russia, Colombia e Messico. Al primo posto tra i paesi importatori di armi leggere italiane ci sono gli Stati Uniti con il 42 per cento del totale. Fino all’anno scorso i soldati statunitensi avevano in dotazione una pistola Beretta, la famosa M9. Negli Stati Uniti il possesso di armi per uso di difesa personale è un diritto garantito dalla costituzione.

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giovedì 6 settembre 2012

Francia, incidente in centrale nucleare Fessenheim


Francia, incidente in centrale nucleare Fessenheim

Allarme scattato per fuoriuscita di vapori tossici. La centrale è la più vecchia di quelle francesi e dovrebbe chiudere nel 2017


Una fuoriuscita di vapori tossici ha fatto scattare l'allarme nella centrale nucleare francese di Fessenheim in Alsazia, vicino al confine tedesco e alla città svizzera di Basilea.
Il sito della Radiotelevisone Svizzera rsi.ch riferisce che il vapore - di natura chimica - si è sprigionato nel pomeriggio, poco prima delle 16.00, causando problemi di intossicazione e alcuni feriti non gravi. "Si tratta della fuoriuscita di vapore d'acqua ossigenata, provocata dall'iniezione di perossido d'idrogeno in una vasca, dove l'elemento ha reagito in questo modo al contatto con l'acqua", fanno sapere i pomperi impegnati nell'area.
Nel pomeriggio il gigante dell'energia francese EDF, che controlla l'impianto, ha confermato l'incidente e i feriti, annunciando che il problema è stato risolto. I feriti si sarebbero bruciati le mani attraverso i guanti. E' scattata però la polemica politica: l'impianto di Fessenheim è la più vecchia centrale atomica francese e, come promesso dal presidente François Hollande agli ecologisti, dovrebbe chiudere i battenti nel 2017.

esteri

leggi anche http://cipiri6.blogspot.it/2011/06/130-incidenti-nucleari-negli-ultimi-50.html

130 INCIDENTI NUCLEARI NEGLI ULTIMI 50 ANNI




130 INCIDENTI NUCLEARI NEGLI ULTIMI 50 ANNI:

 I NUMERI DI CUI NESSUNO PARLA



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lunedì 3 settembre 2012

BLOG DI CIPIRI: TAV : non ha più né capo né coda


NO ALLA TAV


Tav sì o Tav no? Parigi potrebbe presto ripensarci.

Quando il Portogallo, stremato dalla crisi e dalla situazione economica, ha comunicato di rinunciare alla sua tratta TAV. Tratta che rappresentava il punto di partenza di quel famoso corridoio 5 Lisbona-Kiev.

TAV : il corridoio non ha più né capo né coda

 La Russia dice no alle sue previste linee TAV.

Portogallo rinuncia alla Tav



 (ANSAmed) – MADRID, 22 MAR – Il governo portoghese ha annunciato oggi l’abbandono definitivo del progetto di Alta velocita’ per i collegamenti con la Spagna,
http://cipiri.blogspot.it/2012/03/portogallo-rinuncia-alla-tav.html

BLOG DI CIPIRI: TAV : non ha più né capo né coda: NO ALLA TAV Tav sì o Tav no? Parigi potrebbe presto ripensarci. Quando il Portogallo, stremato dalla crisi e dalla situazione...

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martedì 28 agosto 2012

Cani vengono usati come esche


I cani vengono usati come esche per "Sharks" in Francia. Nella piccola isola vulcanica di Réunion cani vivi e morti ed anche gatti, sono utilizzati come esca per gli squali dai pescatori dilettanti. I randagi qui sono tanti, circa 150.000, dice Reha Hutin, presidente della sede a Parigi, Fondation 30 Millions d'Amis (Fondazione trenta milioni di amici).
Hutin ha inviato una troupe cinematografica
a Réunion questa estate per ottenere la prova che gli animali vivi sono stati utilizzati come esca per gli squali. L'obiettivo era quello di documentare la pratica sul programma televisivo “diritti animali”.
Non ci volle molto per la troupe per provare che tutto era vero. Tre casi distinti.
Un veterinario della Clinica della capitale di Réunion, St. Denis ha curato con successo uno dei cani, un cucciolo di sei mesi cane con un amo di grandi dimensioni che gli attraversava il muso (vedi foto).
Il primo cane a differenza degli altri aveva dei padroni. Apparentemente sembra fosse riuscito a sfuggire ai suoi rapitori ed è stato portato alla clinica veterinaria da un cittadino preoccupato. Completamente recuperato, l'animale è ora a casa con i suoi proprietari.

Gli altri due casi individuati da trenta milioni di amici erano randagi. Ora vivono in Francia con i nuovi proprietari.

La Fondazione prevede di finanziare un programma di sterilizzazione sull'isola di ridurre la sovrappopolazione randagio. Ma il lavoro non sarà facile.

Hutin ha detto che in quei luoghi i randagi sono considerati parassiti. "Non c'è alcun valore alla vita di un cane lì".
Ultimamente, quasi ogni settimana, almeno un cane con i ganci viene trovato sull'isola, senza contare i gatti trovati sulle spiagge parzialmente mangiati dagli squali ", ha detto Jouve.
Una volta che i pescatori catturano gli animali, ha detto, i cani e gatti vengono subito agganciati " lo fanno il giorno prima, in modo che possano sanguinare abbastanza."
Alcuni fuggono prima di essere gettati in mare. Altri non sono così fortunati.
Dopo essere stati agganciati al muso o alle zampe, i cani vengono immersi in acqua attaccati a tubi gonfiabili con filo da pesca. Al mattino gli uomini tornano per vedere se uno squalo è stato catturato. Pratiche barbare che non hanno alcuna scusa di sorta.
La Sea Shepherd Conservation Society a Venerdì Harbor, Stato di Washington, offre una ricompensa di 1.000 USD per ogni agente di polizia di Réunion se compie un arresto in flagranza di reato con cani e gatti vivi come esca per gli squali.

Sia la Royal Society per la Prevenzione della Crudeltà verso gli Animali nel Regno Unito e la Fondazione Trenta milioni di amici chiedono agli amanti degli animali di firmare una petizione.
Chiedono inoltre al governo francese di rafforzare l'applicazione delle leggi contro l'uso di cani vivi come esca.
Condividi questo post se sei contro a questo disgusto!
C' è una petizione
http://www.causes.com/causes/223125-people-against-dogs-and-cats-as-live-bait/welcome


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mercoledì 14 settembre 2011

Incidente ; centrale nucleare di Marcoule


silenzio sull’incidente avvenuto ieri 
nella centrale nucleare di Marcoule
LEGGI ANCHE :
 

DALLA FRANCIA ALL’INDIA

CRESCE L’OPPOSIZIONE AL NUCLEARE



E’ calato il silenzio sull’incidente avvenuto ieri nella centrale nucleare di Marcoule, nel sud della Francia, che ha provocato un morto e 4 feriti.
Il commento da Valence di Roland Desbordes, presidente della Criirad (Commissione di Ricerche e d’Informazione sulla Radioattività). Ascolta
L’analisi politica di Enrico Riboni, nostro corrispondente dalla Francia.Ascolta
Opposizione al nucleare anche nell’ India del boom economico. Circa 10 mila pescatori indiani hanno iniziato uno sciopero della fame contro una centrale nucleare in costruzione nello Stato meridionale del Tamil Nadu. L’agitazione, iniziata tre giorni fa da un gruppo di residenti di un villaggio a pochi chilometri dall’impianto di Kudankulam, sta raccogliendo una vasta adesione in tutto il distretto. I dimostranti chiedono la chiusura dell’impianto, frutto della cooperazione indo-russa e costato 3,5 miliardi di dollari. L’entrata in funzione del primo di una serie di reattori forniti da Mosca è prevista in dicembre dopo i test attualmente in corso.
I residenti temono un disastro simile a quello di Fukushima, che sarebbe devastante per la pesca e per la sopravvivenza dell’intera popolazione costiera. Negli ultimi anni il progetto, che prevede un raddoppio degli attuali due reattori da mille magawatt, ha subito diversi rinvii a causa dei ritardi nella fornitura dei componenti. L’impianto è il secondo a essere contestato in India dopo quello previsto a Jaitapur sulla costa occidentale nello stato del Maharashtra che ha visto una grande adesione di movimenti anti nucleari.

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lunedì 18 ottobre 2010

Francia , centrale nucleare di Bugey , PROBLEMI , riavviamento del reattore 2

 

 

 

Francia - centrale nucleare di Bugey: sbalzo di livello 1 prima del riavviamento del reattore 2



Bugey: sbalzo di livello 1 prima della riavviamento del reattore 2 



Domenica, 17 Ottobre 2010 - Michel DEPROST - traduzione : Fabienne Melmi
http://www.enviscope.com/index.php?option=com_content&view=article&id=10115%3A-bugey-ecart-de-niveau-1-avant-le-redemarrage-du-reacteur-2&catid=60%3Anucleaire&Itemid=72

Durante un'operazione di riempimento di un circuito dell'edificio del reattore 2, una paratoia difettosa ha provocato  un rialzo di pressione al di là del livello autorizzato.   

  Il 9 ottobre alle 20.41, le operazioni di riempimento di un circuito localizzato nell'edificio reattore numero 2 della centrale di Bugey sono dovute essere sospese in seguito alla disfunzione di una delle paratoie di sfiatatoio. Al momento di questa rimessa in acqua, delle paratoie sono aperte per permettere all'aria di uscire delle tubature. Le squadre di manutenzione hanno sostituito la paratoia difettosa.

Senza conseguenza sulla sicurezza ed il funzionamento delle installazioni il difetto ha indotto una salita momentanea della pressione a 6,4 bar. Il circuito è previsto per resistere ad una pressione di 40 bar, ma le regole di sfruttamento impongono di non superare 5 bar di pressione durante queste operazioni di ventilazione.   

   Per questa ragione, lo sbalzo è stato dichiarato il 13 ottobre all'autorità di Sicurezza, al livello 1 della scala INES che ne conta sette . L'unità di produzione n°2 è all'arresto dal 27 febbraio 2010 per la terza visita decennale e la sostituzione dei generatori di vapore. Le operazioni preliminari alla ripresa comprendono particolarmente la rimessa in acqua di circuiti svuotati durante l'arresto


Una lista di incidenti nelle centrali nucleari 

francesi negli ultimi mesi

 http://www.ecoblog.it/post/7297/una-lista-di-incidenti-nelle-centrali-nucleari-francesi-negli-ultimi-mesi


Quando si parla della Francia e del nucleare si parla sempre dei bassi costi di produzione. Mai o quasi degli incidenti che regolarmente si verificano. Cerchiamo, almeno in parte di colmare questa lacuna, elencandovi gli incidenti principali degli ultimi mesi. Perché il nucleare non è pulito né sicuro:
7 luglio 2008: fuoriuscita di circa 30 metri cubi di una soluzione contenente uranio nel sito nucleare di Tricastin. Una parte finisce nei fiume Gaffière e Auzon e nei pozzi d’acqua potabile. Ovviamente viene vietato il consumo di acqua e pesce - oltre al divieto di balneazione e di svolgere sport in acqua.
18 luglio 2008: rottura di una canalizzazione che genera una fuoriuscita di acque contaminate in un impianto a Romans-sur-Isere.
23 Luglio 2008: vengono contaminati cento operai per una perdita di una tubatura del reattore 4 della centrale di Tricastin. E’ il terzo incidente nucleare nella zona in una quindicina di giorni. gli operai sono stati irradiati dal cobalto 58.


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leggi anche 


NON AFFIDARTI A DEI CIARLATANI GIOCA  LE TUE CARTE 

http://maucas.altervista.org/imago_carte.html

GUARDALE QUI SOTTO CLICCA
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