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giovedì 11 agosto 2016

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giovedì 9 gennaio 2014

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lunedì 1 luglio 2013

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giovedì 31 gennaio 2013

Come piantare un albero gratis

O emissioni di Co2 grazie a Doveconviene

Ogni nota musicale che scarichi, ogni fotografia che salvi e tutti i post che scrivi raccontano di te, accendono i ricordi, diffondono informazioni, esprimono sentimenti....
E occupano spazio, inquinano, contribuiscono a surriscaldare il pianeta!
E' difficile da immaginare ma le attività on line hanno conseguenze per nulla virtuali, non solo perché i pc sono fatti di componenti elettrici difficili da smaltire e si alimentano dalla presa di corrente domestica. Il problema maggiore infatti è rappresentato dai data center, enormi dispositivi che immagazzinano dati e spesso vengono alimentati a carbone, producendo CO2 in grande quantità. Greenpeace ha recentemente calcolato che nel 2020 Internet consumerà più energia di Francia, Germania, Canada e Brasile messi assieme ed ha perciò intitolato il suo ultimo rapporto: “Quanto sono sporchi i tuoi dati”.
Per dare un'idea, una mail produce dai 4 ai 19 grammi di Co2 e la gestione di un blog arriva a rilasciarne nell'atmosfera 3,6 kg in media all'anno, cifra destinata a salire in proporzione al numero dei visitatori...
Cosa possiamo farci? Possiamo chiedere alle grandi aziende del web, così potenti ed innovative, di avere comportamenti responsabili e diventare CO2UNFRIEND, per esempio investendo sulle energie rinnovabili e su strategie sostenibili nella gestione dei loro data center. Ad esempio, Google ha recentemente rinunciato a sistemi di condizionameno tradizionali per la sua server farm di St. Ghislain (Belgio), preferendo immissioni d'aria dall'esterno e sfruttando l'aria calda prodotta dai macchinari per riscaldare gli uffici e le case in prossimità.
Cosa possiamo farci, ancora? Seguire individualmente semplici regole ecologiche come preferire gli web hosting sostenibili, non lasciare i nostri pc in standby per ore ed ore, acquistare alimentatori a risparmio energetico, evitare di stampare i file e soprattutto usare il web come strumento di informazione per aumentare la nostra consapevolezza sulle problematiche ambientali.
Ho fatto così anche io ed ho aderito alla campagna CO2Neutral, promossa dall'azienda eco-friendly

Oltre alle attenzioni quotidiane contro gli sprechi, infatti, possiamo tutti compensare la CO2 prodotta dalle attività on line in una maniera semplice ed efficace: piantando un albero.
Un albero assorbe in media, secondo un calcolo prudente, 5 kg di Co2 all'anno, trasformandola in ossigeno. L'albero piantato per me da DoveConviene può vivere fino a 50 anni e compensare il mio blog per.... mezzo secolo!
Inoltre, grazie alla partnership con Iplantatree, DoveConviene mi assicura che l'albero sia piantato nel rispetto della biodiversità, in luoghi adatti (rimboschimento dopo eventi climatici gravi o dopo interventi umani scorretti) e con garanzie di trasparenza.
Posso anche vedere le foto dell'area che ho contribuito a riforestare!
Infine, DoveConviene.it è a sua volta un mezzo per la mia responsabilizzazione ambientale: l'azienda ripropone on-line i volantini pubblicitari che normalmente riempiono le nostre buchette postali e permette di consultare cataloghi e offerte con un click sul pc, sul tablet, sul telefonino indicando i negozi più vicini a casa mia, risparmiando carta e carburante.

Direi che iniziative come questa meritano di essere diffuse!
Se vuoi informarti e aderire visita CO2NEUTRAL e diventa anche tu CO2neutral.
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mercoledì 28 novembre 2012

Il software per l'economia domestica - Gratis


Il software per l'economia domestica
Contro la crisi  propongo questo  programma gratuito 
per il  controllo delle spese domenstiche.
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sabato 18 agosto 2012

Zeolite, la pietra che produce calore gratis



Il prodigio della zeolite, la pietra che produce calore gratis

La zeolite è uno strano materiale. Basta spruzzarci sopra un po' d'acqua e immediatamente comincia a emanare calore. Arriva fino a 80 gradi, per poi asciugarsi e tornare rapidamente allo stato di partenza, pronta a surriscaldarsi di nuovo. Non per niente il suo nome significa "pietra che bolle". Si comporta così per il modo in cui è f
atta, perché ha al proprio interno minuscole cavità che intrappolano le particelle d'acqua e, frenandole, fanno sì che l'energia che le molecole possiedono si trasformi in calore.


A scoprire questa singolare pietra, perché di una pietra di tratta, fu uno svedese, il mineralogista Axel Fredrik Cronstedt che alla metà del 1700 tra le altre cose scoprì il nichel, diede il nome al tungsteno e insomma era una celebrità all'epoca e nel suo campo. Anche se in realtà la cosa che lo scienziato notò fu il processo inverso: bastava scaldare la zeolite per farle emettere grandi quantità di vapore. Da allora, in molti si sono appassionati a studiare e capire questo tipo di minerali .
Comunque sia, in un mondo sempre più affamato di fonti di energia e di energia pulita, una caratteristica come quella di emettere calore senza sforzo non poteva passare inosservata e così la zeolite adesso potrebbe entrare nelle nostre case (anzi, come vedremo, in qualche casa di sicuro è già entrata). La Vaillant , azienda leader nel settore delle caldaie, sta per mettere in commercio un modello di impianto che ha battezzato ZeoTherm e che funzionerà, almeno in parte, grazie alla zeolite.

A chi produce impianti che si occupando generare calore per scaldare acqua in effetti non poteva di certo sfuggire un materiale che, in sostanza, riesce a fare la stessa cosa da solo, senza bisogno di fornire energia dall'esterno. Così i laboratori di ricerca e sviluppo del colosso tedesco si sono messi al lavoro e in otto anni sono riusciti a ottenere una zeolite sintetica che riproduce in tutto e per tutto la straordinaria caratteristica della pietra naturale, con il vantaggio però di non doverla estrarre sottraendo risorse alla natura e di poter disporre di un materiale puro. Perché poi, in realtà, da punto di vista chimico la zeolite è persino molto semplice: è un composto di silicio e alluminio, un alluminosilicato che si comporta in maniera "hot" grazie alla sua struttura interna. Così la zeolite sintetica si presenta con un'aria alquanto anonima: piccole sfere bianche del diametro più o meno di un millimetro.

Molto diverse dalle belle pietre che si trovano in natura che formano cristalli con colori dal rosa al verde, grazie agli altri minerali con cui silicio e alluminio si combinano nel lungo processo di formazione geologica. Perché in realtà la zeolite non è una sola: sono tante pietre diverse che cambiano nome, e colore, a seconda del minerale che incorporano. La zeolite sintetica è meno bella, ma promette di mantenere intatto il suo straordinario potere per circa 300 anni. E a un prezzo piuttosto ragionevole: un chilo di prodotto, rivela la Vaillant, costa circa 70 euro.
In realtà ZeoTherm è un sistema integrato, che comprende pannelli solari, pompe di calore a gas e, appunto, zeolite. Alla quale è affidato il compito di aumentare l'efficienza del sistema, facendo risparmiare energia e, quindi soldi. «I rendimenti energetici dei nuovi impianti energetici sono già altissimi, ma con la zeolite siamo riusciti ad arrivare al 135%», racconta Gherardo Magri, amministratore delegato di Vaillant Italia. Il vantaggio non è piccolo: se all'improvviso tutti gli impianti di riscaldamento di una città come Milano adottassero questo sistema, hanno calcolato, l'effetto sarebbe di 150.000 tonnellate di CO2 in meno all'anno o, detto in termini ancora più semplici, l'equivalente di 103 giorni all'anno con la città senza nemmeno un auto per le strade. Un bel successo ecologico.

La zeolite da sola ancora non ce la fa a far funzionare un impianto di riscaldamento. Quando viene bagnata emette calore, ma poi deve asciugarsi per potere ripetere la performance. Però è chiaro che il suo ruolo in un ciclo di produzione come quello di una caldaia, può essere strategico. E la Vaillant sta pensando a come uitilizzarla anche nelle piccole caldaie domestiche a gas. «Siamo solo all'inizio di un nuovo viaggio», promette Magri. Anche perché la Vaillant non è poi l'unica impresa che sta pensando o ha pensato a come usare la zeolite. C'è chi la sta mettendo nelle lavatrici e chi negli impianti di condizionamento. Ma in realtà questo materiale ha anche un'altissima capacità filtrante.

Quindi può essere usata per trattenere sostanze inquinanti e depurare. La Tepco, per esempio, l'ha usata nel mare davanti a Fukushima per assorbire materiale radioattivo dopo il disastro di un anno fa nella sua centrale nucleare , mentre ci sono molte aziende che la producono per filtrare l'acqua delle piscine o degli acquari. Un materiale davvero particolare, insomma, che nella quotidiana ricerca di soluzioni per l'inquinamento e per la produzione di energia potrebbe riservare altre sorprese nei modi in cui riuscire ad esserci utile.

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-03-07/prodigio-zeolite-pietra-produce-220705.shtml?uuid=AbgByG4E



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