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venerdì 21 agosto 2015

Nuovi Analfabeti ed i Social Network



I nuovi analfabeti che usano Facebook,  non sanno interpretare la realtà
Se chiudo gli occhi e immagino un analfabeta, penso ad una persona che firma con una X al posto del nome.





Ma sbaglio.
Un analfabeta, ci ha ricordato l’OCSE pochi giorni fa, è anche una persona che sa scrivere il suo nome e che magari aggiorna il suo status  su Facebook, ma che non è capace “di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”.
Certo, sono due analfabetismi diversi: quello di secondo tipo si chiama analfabetismo funzionale e
riguarda quasi 3 italiani su 10, il dato più alto in Europa.

Un analfabeta funzionale, apparentemente, non deve chiedere aiuto a nessuno, come invece
succedeva una volta, quando esisteva una vera e propria professione – lo scrivano – per indicare le
persone che, a pagamento, leggevano e scrivevano le lettere per i parenti lontani.
Un analfabeta funzionale, però, anche se apparentemente autonomo, non capisce i termini di una
polizza assicurativa, non comprende il senso di un articolo pubblicato su un quotidiano, non è capace di riassumere e di appassionarsi ad un testo scritto, non è in grado di interpretare un grafico.


Non è capace, quindi, di leggere e comprendere la società complessa nella quale si trova a vivere.

Tre italiani su 10, ci dice l‘OCSE, si informano (o non si informano), votano (o non votano), lavorano (o non lavorano), seguendo soltanto una capacità di analisi elementare: una capacità di analisi, quindi,
che non solo sfugge la complessità, ma che anche davanti ad un evento complesso (la crisi economica, le guerre, la politica nazionale o internazionale, lo spread) è capace di trarre solo una comprensione basilare.
Un analfabeta funzionale, quindi, traduce il mondo paragonandolo esclusivamente alle sue esperienze dirette (la crisi economica è soltanto la diminuzione del suo potere d’acquisto, la guerra in Ucraina è un problema solo se aumenta il prezzo del gas, il taglio delle tasse è giusto anche se corrisponde ad un taglio dei servizi pubblici…) e non è capace di costruire un’analisi che tenga conto anche delle
conseguenze indirette, collettive, a lungo termine, lontane per spazio o per tempo.

Sarà che forse sono un po’ analfabeta funzionale anche io, ma leggendo i dati dell’OCSE ho subito
pensato ad un dialogo di qualche anno fa, tra me e una collega.
All’epoca ero una maestra della scuola primaria. Era una bella giornata di sole: io e la mia collega di
italiano avevamo portato le classi in terrazza per la ricreazione e parlavamo del più e del meno. Ad un certo punto mi è venuto in mente di consigliare alla collega di italiano la lettura di un libro che avevo
appena terminato e lei mi rispose, candidamente: Grazie, ma io non leggo libri.
Mai? chiesi.
Mai – rispose la collega – l’ultimo libro l’ho letto quando ho preso la maturità, perché dovevo portarlo all’esame. Non ho mica tempo, per leggere, e poi mi annoio.

Davanti ai dati dell’OCSE l’ex Ministro Carrozza si è affrettata a sottolinearne la drammaticità chiedendo una forte inversione di tendenza.
Ma, anche se all’allarme corrispondesse un reale investimento dell’attuale Governo – e, purtroppo, la
storia recente ci porta a dubitarne – quale diga fermerà il crollo verticale della cultura degli italiani, se a chi ci deve rappresentare e a chi ci deve insegnare non si impone di essere più preparato, e non meno preparato, del proprio popolo, dei propri impiegati, o della propria classe?
Non esiste cura, se i primi a rifiutare la complessità e l’approfondimento sono i nostri insegnanti, i nostri manager, i nostri politici.

La scuola italiana, da sempre fondata sul dogmatismo, ha visto annullate le proprie spinte verso un
insegnamento diverso, riducendosi alla trasmissione di competenze inutili, perché si dimenticano il
giorno dopo l’interrogazione, e che non insegnano a capire, ad analizzare, a criticare, a soppesare, a
riassumere.
Era il 1974, quando Sergio Endrigo, ispirandosi a Gianni Rodari, incise su un disco questo prologo
illuminante: Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio il 15 agosto del 1769. Il 22 ottobre del 1784 lasciò la scuola militare di Briennes con il grado di cadetto. Nel settembre del 1785 fu promosso sottotenente.

Nel 1793 fu promosso generale, nel 1799 promosso primo console, nel 1804 si promosse imperatore.

Nel 1805 si promosse re d’Italia. E chi non ricorderà tutte queste date, sarà bocciato!

Dal 1974 le cose, se possibile, sono generalmente peggiorate.
I parametri Invalsi – lo strumento Europeo per la valutazione delle competenze – sono diventati in fretta praticamente l’unica cosa che la scuola si preoccupa di insegnare, riducendo la lungimiranza
dell’insegnamento alla verifica in programma, all’esame di fine anno.
Ma cosa rimane fuori da una scuola sdraiata sui parametri Invalsi (per i quali, in ogni caso, non
brilliamo, come competenza, in particolar modo nel Sud Italia)?
Rimangono fuori proprio le competenze che fanno di una persona un cittadino attivo, e non un
analfabeta funzionale: la capacità di scegliere un libro interessante, e di immergersi nella lettura, la
scelta di comprare un quotidiano, la capacità di valutare le proposte economiche e politiche nella loro (grandissima) complessità.

Per rispondere all’allarme dell’OCSE questo paese deve ribaltare il concetto stesso di competenza.
Una scuola dogmatica è una scuola che respinge, e che insegna senza insegnare.
Una scuola che costruisce e valorizza le competenze, invece, è una scuola capace di accogliere, e di
insegnare gli strumenti di comprensione del mondo.
Un analfabeta può anche imparare a memoria che Napoleone Bonaparte nacque ad Ajaccio il 15 agosto del 1769, e che nel 1805 si promosse re d’Italia, ma non per questo avrà gli strumenti per accogliere ed analizzare la complessità della società in cui vive.
E anche lui, come i ragazzi che spesso la nostra scuola respinge – quelli che non vengono messi in
grado neanche imparare le date a memoria – rischia di entrare a far parte di quel folto gruppo per i quali la guerra in Ucraina è un problema solo se aumenta la bolletta del gas.



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L'Italia è un paziente malato di mente. Malato grave.
Dal punto di vista psichiatrico, direi che è da ricovero. Però non ci sono più i manicomi”. Il professor Vittorino A...CONTINUA A LEGGERE http://cipiri.blogspot.it/2015/07/litalia-e-un-paziente-malato-di-mente.html




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martedì 28 gennaio 2014

I Rifiuti sono il Petrolio Italiano


I Rifiuti sono il Petrolio Italiano

La questione rifiuti ha messo a rischio la credibilità del sistema Italia nel mondo. L’incapacità delle nostre città nella gestione delle più elementari norme ambientali ha reso palese l’assenza di una qualsiasi programmazione di settore. Le mafie si sono dimostrate le realtà più pronte a sviluppare business all’interno delle maglie dell’inefficienza pubblica , inquinando aria, acqua, terra e generando così milioni di morti per patologie svariate.

In un recente Rapporto di Legambiente si parla del problema rifiuti in termini di “emergenza nazionale”.

Ciò che è un problema in Italia , non sembra essere tale in Europa. La Direttiva UE 2008/98/CE definisce il concetto di rifiuto come “qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o l’obbligo di disfarsi”. Secondo quanto pubblicato dall’Unione Europea nel 2008 la produzione totale di rifiuti delle attività economiche e domestiche dei 27 Stati Membri ammontava a 2615 milioni di tonnellate. Di queste circa 98 milioni di tonnellate sono stati classificati come rifiuti pericolosi. In termini di produzione pro capite per abitante parliamo di circa 5,2 tonnellate di rifiuti, di cui 196 kg classificati come pericolosi. In Italia l’ISTAT ha censito nel 2012 ben 609,5 chilogrammi di rifiuti prodotti per abitante, con un aumento dello 0,9% rispetto al 2009.

Quanto costa in Italia la gestione dei rifiuti ? Secondo NOMISMA l’onere è a carico dei cittadini ammonta a 2.5 miliardi di euro anno. Il fatto più curioso è che solo nel nostro Paese i rifiuti sono vissuti come onere da parte della Pubblica Amministrazione. In Europa e nel Mondo la valutazione dell’immondizia viene effettuata secondo un parametro di produttività ossia facendo riferimento alla quantità di energia generabile. Nei paesi scandinavi le grandi metropoli sono riscaldate attraverso il trattamento dei rifiuti. L’immondizia viene trattata e ne viene tratto valore. Siamo addirittura ad un paradosso: mentre in passato le metropoli del Sud Europa dovevano addirittura pagare per “cedere” i rifiuti a Norvegia o Islanda, oggi queste realtà all’avanguardia riscontrano una “carenza” di approvvigionamento , scontando la concorrenza di altre realtà (Olanda, Germania).

Esiste dunque una strada , seppur già battuta anche per il nostro Paese. Esiste la possibilità di “creare valore” da ciò che oggi è un mero costo nonchè un indice di fatturato generoso per le mafie e l’anti Stato. Probabilmente una norma coattiva che parta dai rifiuti della PA obbligando la conversione in energia, potrebbe essere una potenziale svolta. Dovrebbero essere Regioni, Provincie e Comuni a dare il “la” ad una rivoluzione epocale. Trasformare il minus in plus con le energie è possibile.

All’appello manchiamo solo noi Italiani.


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giovedì 19 luglio 2012

Case ecocompatibili, rispettose del paesaggio italiano


Case ecocompatibili, rispettose del paesaggio italiano e all'avanguardia in soluzioni tecnologiche per il risparmio energetico. Ognuna ha qualcosa di unico, tutto per far bene all'ambiente: sono le 10 soluzioni abitative vincitrici del concorso Eco-Luoghi 2011, promosso dal ministero dell'Ambiente e dall'associazione Mecenate 90. Si tratta di 10 eco-abitazioni (su 50 progetti totali) ora in mostra al Maxxi a Roma fino al 29 luglio con prototipi da 45 metri quadrati.



A premiare i vincitori, al museo delle arti contemporanee della capitale, ci ha pensato il ministro dell'Ambiente Corrado Clini che ha messo in evidenza come potrebbe essere interessante 'sfruttare questi progetti di edilizia residenziale eco-efficiente per promuovere il recupero del patrimonio abitativo' di cui in Italia c'é 'bisogno più che del nuovo'.




 A questo proposito, Clini ha ricordato che 'nel decreto sviluppo ci sono misure a sostegno dell'efficientamento energetico e delle ristrutturazioni'.



Gli architetti vincitori, cinque al di sotto dei 35 anni e cinque 'senior', hanno presentato progetti in cui si incontrano qualità architettonica, risparmio energetico e rispetto dei paesaggi delle diverse aree del nostro Paese.



 I progetti sono stati selezionati da una giuria di esperti guidata da Pio Baldi. Alla presentazione della mostra dei prototipi sono intervenuti anche il segretario generale del ministero per i Beni culturali, Antonia Pasqua Recchia, l'assessore all'Ambiente della capitale, Marco Visconti, e il segretario generale di Mecenate 90 Ledo Prato che ha colto l'occasione per annunciare che si è al lavoro 'per donare le dieci case alle zone terremotate dell'Emilia', pensando a un mini-villaggio.


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martedì 3 novembre 2009

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

IN DIFESA DELL'ACQUA PUBBLICA

http://cipiri6.blogspot.it/2012/06/in-difesa-dellacqua-pubblica.html

Colpo di mano della destra in Campidoglio sulla privatizzazione dell'Acea. Rissa tra consiglieri di maggioranza e opposizione, proteste dei comitati per l'acqua e dei lavoratori dell'Unione Sindacale di Base.


questi gli indirizzi dove inviare la mail :
vi avviso che alcune non arriveranno
Elenco e-mail ( da dividere in tre parti e cambiare le virgole in punto e virgola se no non invia le mail):
adamo_m@posta.senato.it; aderenti_i@posta.senato.it; adragna_b@posta.senato.it; agostini_m@posta.senato.it;
alberticasellati_m@posta.senato.it; alicata_b@posta.senato.it; allegrini_l@posta.senato.it; amati_s@posta.senato.it;
amato_p@posta.senato.it; amoruso_f@posta.senato.it; andreotti_g@posta.senato.it; andria_a@posta.senato.it;
antezza_m@posta.senato.it; armato_t@posta.senato.it; asciutti_f@posta.senato.it; astore_g@posta.senato.it;
augello_a@posta.senato.it; azzollini_a@posta.senato.it; baiodossi_e@posta.senato.it; balboni_a@posta.senato.it;
baldassarri_m@posta.senato.it; mario.baldassarri@senato.it; baldini_m@posta.senato.it; barbolini_g@posta.senato.it;
barelli_p@posta.senato.it; bassoli_f@posta.senato.it; bastico_m@posta.senato.it; battaglia_a@posta.senato.it;
belisario_f@posta.senato.it; benedettivalentini_d@posta.senato.it; berselli_f@posta.senato.it; on.filippo.berselli@studioberselli.com;
bertuzzi_m@posta.senato.it; bettamio_g@posta.senato.it; bevilacqua_f@posta.senato.it; bianchi_d@posta.senato.it;
bianco_v@posta.senato.it; bianconi_l@posta.senato.it; biondelli_f@posta.senato.it; blazina_t@posta.senato.it; bodega_l@posta.senato.it,
boldi_r@posta.senato.it; bondi_s@posta.senato.it; bonfrisco_a@posta.senato.it; bonfrisco@forzait.org; bonino_e@posta.senato.it;
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ACQUA PUBBLICA : 2 Giugno "La Repubblica siamo noi"

http://cipiri17.blogspot.it/2012/05/acqua-pubblica-2-giugno-la-repubblica.html?spref=bl

 Roma, 02 Giugno - Manifestazione nazionale "La Repubblica siamo noi"
Testo della mail da inviare:

Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 00186
Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.Ven.
15:0019:00
email:
segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org

Ai/alle Senatori/Senatrici

Oggetto: esame del decretolegge
25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di
obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee

Gentile Senatore/Senatrice,

ci permettiamo di scriverLe come aderenti al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, una rete associativa cui
aderiscono più di settanta organizzazioni nazionali e più di mille comitati territoriali, accomunati dalla consapevolezza
dell’importanza dell’acqua come bene comune e diritto umano universale, dalla necessità di una sua salvaguardia per
l’ambiente e per le future generazioni, dalla determinazione per una gestione pubblica e partecipativa dei servizi idrici.
A tal proposito, Le ricordiamo che il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ha deposito nel luglio 2007, una legge
d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua supportata da 406.626 firme di cittadini.
Il recente Art. 15 del D.L. 135 che
ha modificato l'Art. 23bis L. 133/08 muove
passi decisi verso la privatizzazione
dei servizi idrici e degli altri servizi pubblici locali, prevedendo l'obbligo di affidare la gestione dei servizi pubblici a
rilevanza economica a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure
competitive ad evidenza pubblica o, in alternativa a società a partecipazione mista pubblica e privata con capitale
privato non inferiore al 40%.
Tale provvedimento se convertito in legge sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni
l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi
multinazionali e farne un nuovo business per i privati.
Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto
universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui
cittadini in funzione della crescita delle tariffe.
Pertanto, alla luce di quanto sopra, della conclusione dell'esame del D.L. 135/09 presso la Commissione Affari
Costituzionali e in previsione della discussione in Aula al Senato di tale provvedimento,
Le chiediamo
di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l'acqua;
di sostenere gli emendamenti finalizzati ad escludere il servizio idrico dai servizi pubblici locali di rilevanza
economica;
di sostenere, nel corso del dibattito in Assemblea al Senato, le proposte avanzate dal Forum italiano dei
Movimenti per l’Acqua (www.acquabenecomune.org).
Siamo certi dell’attenzione con cui vorrà considerare la presente richiesta e restiamo in attesa, anche tramite la
Segreteria Operativa del Forum dei Movimenti per l'Acqua di conoscere le Sue decisioni.
Cogliamo l’occasione per porgerLe i più cordiali auguri di buon lavoro.

Firma del Comitato... o firma del singolo cittadino
________________
aderente al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Tel. 06 68136225 ; email:
segreteria@acquabenecomune.org; Sito web: www.acquabenecomune.org

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