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giovedì 24 gennaio 2019

Se il livello dei mari s'innalza: i luoghi più a rischio

Erosione antartica


 Da Venezia alle Maldive, sono tante le aree del pianeta 
che potrebbero rimanere sommerse dalle acque.



L'innalzamento della temperatura e del livello dei mari deteriora le imponenti calotte glaciali dell'Antartide causandone l'erosione a partire dal fondo. Negli ultimi decenni una serie di spettacolari crolli della calotta glaciale ha aggravato l'aumento del livello dei mari. Dai bordi della calotta si sono staccati milioni di tonnellate di ghiaccio; ma quel che è peggio è che i ghiacciai, prima arginati, hanno cominciato a scivolare nell'oceano.

Allarme in California



Secondo una relazione del 2009, intitolata "California Climate Adaptation Strategy", a causa dell'aumento del livello dei mari entro il 2100 la celebre Sunset Beach e molte altre città della costa californiana saranno esposte a regolari inondazioni provocate da violenti temporali. Nella relazione si raccomanda quindi allo Stato di prendere provvedimenti per impedire lo sviluppo di nuove aree urbane su questi territori a rischio.

Famiglia Alluvionata


Nella foto una donna lotta con i suoi bambini contro le acque alluvionali in Bangladesh. I paesi densamente popolati che si trovano a livello del mare sono quelli che risentiranno di più delle conseguenze dell'innalzamento delle acque: secondo un comitato delle Nazioni Unite, un aumento di un metro basterà perché il Golfo del Bengala sommerga il 20 per cento del Bangladesh.

Diga salva-isola


L'isola di Malé, capitale delle Maldive, l'arcipelago dell'Oceano Indiano, è al centro del problema globale dell'innalzamento del livello dei mari. La maggior parte del suo territorio, infatti - dove le altitudini massime sono di 2,4 metri - verrà sommersa anche se il livello aumenterà di poco. Per premunirsi contro questa minaccia, il governo ha già eretto una diga intorno all'intero perimetro dell'isola.

Venezia e il MOSE


I veneziani - come i lavoratori nella foto, intenti a ripulire il pavimento di un portico di Piazza San Marco - sono avvezzi all'acqua alta. Tuttavia l'aumento del livello dei mari ha reso l'allagamento naturale della città, regolato dalla marea, sempre più frequente e preoccupante. Nel disperato tentativo di arginare l'Adriatico, il governo italiano ha intrapreso un progetto miliardario: la costruzione di una diga monumentale, il tanto discusso Mose 
(MOdulo Sperimentale Elettromeccanico).

Casa divelta


Con l'aumento del livello dei mari, le onde oceaniche riescono a spingersi sempre più all'interno, mettendo a rischio aree un tempo considerate sicure. Lo dimostra questa casa divelta dall'erosione a Shishmaref, in Alaska, dove il problema si può riassumere in due punti: scomparsa del ghiaccio marino e scioglimento del permafrost costiero.

L'isola più a rischio


L'Isola di Smith - l'unica isola abitata nella baia di Chesapeake, nel Maryland, non collegata tramite un ponte alla terraferma - ha i giorni contati. Questo piccolo villaggio di pescatori di granchi, che conta solo 350 abitanti, si trova a poco più di mezzo metro sul livello del mare e sta affondando giorno dopo giorno. Probabilmente sarà tra le prime isole abitate al mondo a essere sommersa, se le previsioni sull'aumento del livello dei mari - anche le più caute - dovessero rivelarsi esatte.

58 centimetri


Un innalzamento, anche lieve, del livello dei mari rischia di far scomparire le isole Maldive: l'80 per cento di questo arcipelago dell'Oceano Indiano si trova infatti a meno di un metro sul livello del mare. Secondo un comitato delle Nazioni Unite, entro la fine del secolo il livello degli oceani subirà un incremento di 58 centimetri, una stima che molti ritengono persino troppo cauta.

LEGGI ANCHE

Secondo uno studio basato sui dati satellitari,
 per colpa del riscaldamento globale 
il livello medio degli oceani negli ultimi 25 anni è aumentato di 7 cm, 
con una crescita non regolare ma sempre più veloce...

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giovedì 13 luglio 2017

Il Super-Iceberg si è Staccato



L'iceberg misura 6 mila km quadrati (poco più della Liguria):
 c'è timore per le possibili conseguenze sulle 
condizioni climatiche e sull'ecosistema dell'Atlantico meridionale.

Secondo i dati recentemente forniti dai satelliti CryoSat e Sentinel-1 dell'ESA, quello che si è appena 

staccato è uno dei più grandi iceberg mai registrati fino a ora. La montagna di ghiaccio avrebbe 

un'area di circa 6.000 chilometri quadrati, 

pari a quella della Liguria: è il 9-12% dell'intera superficie della 

piattaforma Larsen C.

MISURARE DAL CIELO. 

I ricercatori hanno fatto le misurazioni utilizzando un altimetro radar del satellite 

Cryosat: hanno misurato la superficie, e poi calcolato lo spessore e il volume. Noel Gourmelen, 

dell'Università di Edimburgo, ha dichiarato che l'iceberg potrebbe avere uno spessore di 190 metri 

sopra il livello dell'Oceano, con circa 1.155 chilometri cubi di ghiaccio - che equivale a una quantità 

d'acqua sufficiente a riempire 462 milioni di piscine olimpiche.

«Abbiamo anche stimato che la profondità sotto il livello del mare potrebbe essere di 210 metri», ha 

aggiunto Gourmelen. L'enorme iceberg avrà probabilmente ripercussioni mondiali.

PREVISIONI E CONSEGUENZE. A preoccupare i ricercatori sono le sue dimensioni "bibliche".  

Si tratta di uno dei più grandi iceberg tabellari 

(o tabulari, cioè ampi e piatti) mai registrati finora. 

L'incertezza principale riguarda il percorso che intraprenderà: uno studio storico suggerisce che 

l'enorme blocco di ghiaccio si dirigerà, con molta probabilità, verso nord-est, spinto dalla corrente 

circumpolare che lo trascinerà fino all'Oceano Atlantico. 

Sembra invece certo che la massa di ghiaccio 

non si romperà in tanti piccoli iceberg, come avvenuto in passato.

Comunque sia, «intero o a pezzi, le correnti oceaniche potrebbero condurlo verso nord, spingendolo 

verso le isole Falkland. 

Se così fosse, potrebbe costituire un pericolo per le navi di passaggio in quella 

zona», ha dichiarato Anna Hogg, dell'Università di Leeds.

C'è anche un altro rischio: navigando nelle acque oceaniche l'iceberg, 

sciogliendosi, rilascerà una tale 

quantità di acqua fredda da poter alterare le condizioni climatiche di quella regione. 

Ciò che accade, avvisano gli scienziati, 

è dovuto al cambiamento climatico, le cui conseguenze saranno anche una più 

rapida fusione dei ghiacciai e un innalzamento del livello del mare.

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