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lunedì 9 dicembre 2019

Primo Tram Elettrico Senza Rotaie

Primo Tram Elettrico Senza Rotaie


 Funziona con la vernice e arriva dalla Cina.
Si chiama ART ed è un tram elettrico ed ecologico. 
Le coscienze finalmente si risvegliano e il Pianeta ringrazia

Siamo in Cina, nella città di Zhuzhou. Qui si è tenuto a battesimo il primo tram elettrico. Un tram pensato ed ideato con un occhio attento all’ambiente e al problema dell’inquinamento atmosferico.

Primo Tram Elettrico Senza Rotaie


Tram ecologico in Cina 

In Cina, ma come in ogni altro centro urbano del resto del mondo, le soglie di inquinamento hanno raggiunto ormai soglie di allarme inverosimili.

C’è urgenza di misure che impediscano un disastro imminente. 
Di una presa di coscienza seria, veloce. Obbligatoria.

E in Cina, appunto, si è deciso di promuovere una rete di mezzi pubblici ecologici. 
Ed ecco che quindi nasce ART.

Come funziona il primo tram elettrico ed ecologico?

ART si muove grazie ad una batteria al litio. 
La sua durata copre circa 25 Km e si ricarica in soli 10 minuti.

Primo Tram Elettrico Senza Rotaie

Primo Tram Elettrico Senza Rotaie


ART, il Tram Elettrico ed Ecologico 

Il tram è strutturato in tre carrozze, misura 32 metri, è largo 2,65 metri ed ha un’altezza di 3,4 metri. Al suo interno trovano posto ben 307 persone e raggiunge una velocità massima 
di 70 chilometri orari.

Il tram ecologico non si muove come i comuni tram su delle rotaie, ma si muove su delle speciali linee bianche dipinte sulla strada. Chiaramente si tratta di una speciale vernice.

Dotato di sensori speciali, il tram è in grado di rilevare la viabilità 
e gli eventuali ostacoli sulla carreggiata.

Si avvale quindi di una guida autonoma, senza cioè, la presenza di un autista. È comunque fornito di una cabina per il guidatore, una presenza inizialmente necessaria affinché tutte le verifiche e i collaudi risultino sicuri e soddisfacenti.

Un futuro sempre più Green 

Art, il cui nome sta per Autonomous Rail Transit, risponde in maniera decisamente positiva a tutti i parametri necessari per ridurre l’inquinamento atmosferico.

I costi di realizzazione sono assolutamente allettanti, di molto inferiori 
ai costi di una metropolitana tradizionale per esempio.

La Cina nella realizzazione di questo progetto che vedrà negli anni una diffusione notevole dei tram ecologici, ha dimostrato un’intelligenza ambientale ormai di vitale importanza.

Il primo tram ecologico, ART

Non è più solo una questione di sensibilità e di rispetto per l’ambiente, 
ma una vera e propria urgenza di rimediare e ridurre l’inquinamento.




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mercoledì 5 settembre 2012

Riciclo totale dei pannolini

Riciclo totale dei pannolini:

 nasce in Italia il primo impianto al mondo

Presso il “Centro Riciclo Vedelago” è stato installato in questi giorni il primo impianto al mondo per il riciclo 100% dei pannolini sporchi. L’impianto è destinato a realizzare la prima filiera completa per il recupero totale, al 100%, di pannolini, pannoloni e assorbenti.

Si calcola che i pannolini usati rappresentano il 3% dei 32 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno in Italia, con conseguenze devastanti sull’ambiente

Vi siete mai chiesti dove vanno a finire tutti i pannolini sporchi 'usa e getta'? Prima vengono gettati nel bidone del secco indifferenziato e, poi, inviati agli inceneritori oppure seppelliti nelle discariche. Si calcola che i pannolini usati rappresentano, infatti, il 3% dei 32 milioni di tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno in Italia, con conseguenze devastanti sull’ambiente. L’ideale sarebbe utilizzare i pannolini lavabili, lo sappiamo bene, e smettere di produrre i pannolini 'usa e getta'. Ma, dal momento che una grossa parte della popolazione non riesce proprio a farne a meno, un’azienda italiana ha cercato di trovare una soluzione al problema. E ci è riuscita.
La soluzione innovativa a questo problema dall’enorme e devastante impatto ambientale nasce a Vedelago (Treviso) ed è destinata a fare scuola a livello globale. In questi giorni è stato installato il primo impianto al mondo per il riciclo 100% dei pannolini sporchi, presso il “Centro Riciclo Vedelago”. E non poteva essere altrimenti: il “Centro Riciclo Vedelago s.r.l.” (CRV) è un impianto di stoccaggio e di selezione dei rifiuti all’avanguardia e conosciuto in tutto il mondo.
Nata alla fine degli anni ’90, l’impresa della famiglia Mardegan (soprattutto grazie all’infaticabile Carla Poli) da piccola realtà locale è diventata leader internazionale nel settore della selezione e del recupero dei rifiuti, nonché nella produzione di “materia prima seconda”.
Oggi il CRV si appresta a compiere un ulteriore balzo in avanti, perché è arrivato dagli USA - dove è stato costruito, grazie alle preziose indicazioni e sotto la supervisione dei tecnici del CRV - il primo impianto al mondo per il trattamento dei pannolini 'usa e getta'. L’impianto è destinato a realizzare la prima filiera completa per il recupero totale, al 100%, di pannolini, pannoloni e assorbenti.
carla poli
Carla Poli è la fondatrice e portavoce del “Centro Riciclo Vedelago”
Si tratta di una tecnologia del tutto inedita e di un investimento da circa 5 milioni di euro, che è stato sostenuto dal CRV in partnership tecnologica con la Fater SpA, azienda italiana produttrice di pannolini usa e getta. “Fater ha scelto noi e ha scelto il Veneto”, ha dichiarato Carla Poli, fondatrice e portavoce di CRV, “perché qui esiste la punta avanzata della raccolta differenziata in Italia. L’impianto che stiamo per inaugurare è il frutto di 3 anni di ricerche e di test sul campo, alle quali ha dato un contributo determinante il Comune di Ponte nelle Alpi, nel Bellunese, dove la raccolta differenziata dei pannolini usa e getta si fa da anni”. Il Comune di Ponte nelle Alpi (Belluno), lo ricordiamo, è stato nominato per ben 3 volte “Comune più riciclone d’Italia”.
“La nostra politica ambientale ed i progetti di sensibilizzazione per spostare il recupero degli scarti plastici eterogenei intervenendo alla fonte della produzione, e non a valle, hanno dato col tempo i loro frutti portando indubbi benefici alle aziende produttrici”, ha proseguito. “La nostra filosofia di precorrere i tempi ci porta oggi a riorganizzare il nostro core-business in funzione dell’importante ruolo di leader di settore nel quale, grazie ad un consolidato know-how e alle prestigiose collaborazioni internazionali, ci siamo trovati ad operare”.
Carla Poli, infatti, ha portato il progetto di 'eco-innovazione' anche all’Unione Europea e alla Conferenza di Rio +20 sullo sviluppo sostenibile, spiegandone i vantaggi ambientali, sociali ed economici. Dal produttore al consumatore finale, tutti sono coinvolti nella filiera e tutti ne traggono un beneficio in termini di risparmio: la tecnologia sviluppata dal CRV permette un riciclo effettivo del 100%, perché consente di recuperare tutta la cellulosa (di ottima qualità) e tutta la plastica contenute nei pannolini. E quando l’impianto sarà operativo, a partire da fine 2012,  la plastica potrà essere utilizzata in molteplici processi produttivi, ad esempio per realizzare arredi urbani ed altri oggetti in plastica, mentre  la componente organico-cellulosica potrà dar vita a cartoni da imballaggio.

L’impianto è destinato a realizzare la prima filiera completa per il recupero totale, al 100%, di pannolini, pannoloni e assorbenti
“E anche il 'contenuto' di produzione umana”, ha spiegato Carla Poli, “viene sterilizzato e precipita come sale organico, che è riutilizzabile. Questa, dal nostro punta di vista, si può considerare una filiera completa di green economy. Sono le nuove frontiere di quella che io chiamo 'economia circolare': la nostra civiltà non può più permettersi di produrre scarti che costituiscano un problema per il futuro e che generino costi molto elevati per il loro smaltimento”.
Il progetto, nella sua fase operativa, prenderà avvio con l’attuazione dell’Accordo siglato tra l’amministratore delegato di CRV, Alessandro Mardegan (figlio di Carla Poli), Roberto Marinucci, direttore generale di Fater Spa e Riccardo Szumski, presidente di SAVNO, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti urbani in 42 comuni del Veneto nord-orientale.
L’accordo contribuirà allo sviluppo del “Progetto Sperimentale di Riciclo” chiamato “Zero% discarica, 100% nuova vita” promosso da CRV, insieme Fater spa e Comune di Ponte nelle Alpi . Finalità del progetto è validare l’intera filiera dalla raccolta differenziata specifica di tutti i prodotti assorbenti per la persona, fino alla trasformazione in nuove materie prime.
Il nuovo sistema di riciclo 100% dei pannolini 'usa e getta' sarà operativo a partire da fine 2012 e si calcola che, a regime, verranno eliminati ben 3.250 metri cubi di rifiuti destinati alla discarica e recuperate fino a 1.250 tonnellate di nuova materia prima.

di Laura Pavesi

 http://www.ilcambiamento.it/riuso_riciclo/riciclo_pannolini_nasce_italia_primo_impianto.html
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