loading...

Share
Visualizzazione post con etichetta orsi polari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta orsi polari. Mostra tutti i post

venerdì 22 giugno 2012

Gli orsi polari sono in pericolo



Ciao!

Gli orsi polari sono in pericolo! I cambiamenti climatici minacciano la loro sopravvivenza: man mano che i ghiacci marini si ritirano, devono nuotare percorrendo lunghe distanze alla ricerca di cibo e terra ferma. Qualche volta i cuccioli di orso, seguendo le loro madri, annegano.

E intanto le grandi compagnie petrolifere sono pronte a trarre profitto dalla scomparsa dei ghiacci. Quest'anno Shell darà inizio alle trivellazioni petrolifere nell'Artico, mettendo ancora più a rischio il fragile habitat degli orsi polari. Una fuoriuscita di petrolio nell'area sarebbe impossibile da contenere e avrebbe un impatto devastante su questo ecosistema straordinario.

Dobbiamo fermare le trivellazioni petrolifere nell'Artico e, per farlo, abbiamo bisogno di te. Insieme possiamo salvare gli orsi polari. Firma qui.

Il tuo nome, insieme a quello del primo milione di difensori dell'Artico, verrà inserito in una capsula che pianteremo sul fondale del Polo Nord insieme alla Bandiera del Futuro. Chiederemo ai leader mondiali di istituire un santuario globale intorno al Polo Nord e dichiarare l'Artico zona proibita alle trivellazioni petrolifere e alla pesca industriale.

Gli orsi polari hanno bisogno del tuo aiuto.

Grazie,
Andrea Boraschi

Responsabile Campagna Energia e Clima

PS: Il nostro lavoro a Greenpeace è possibile solo grazie al sostegno dei nostri donatori. Non riceviamo finanziamenti da partiti politici, governi o aziende e dipendiamo solo dall'impegno verso l'ambiente delle persone come te.


Greenpeace: cancellati piani di trivellazione in Artico


Ciao , http://cipiri6.blogspot.it/2012/09/greenpeace-cancellati-piani-di.html

ABBIAMO VINTOOO
-

  
.
 .
 .

-

venerdì 22 luglio 2011

I ghiacci artici fondono, gli orsi polari...

I ghiacci artici fondono

gli orsi polari devono nuotare più a lungo

e i cuccioli annegano



Gli orsi polari sono nuotatori nati, ma a causa dei cambiamento climatici nell’Artico c’è sempre meno ghiaccio, e devono nuotare sempre più a lungo per raggiungere la solida banchisa sulla quale danno la caccia alle foche.
I cuccioli spesso non ce la fanno. Su 11 madri tenute sotto controllo attraverso il radiocollare e il Gps, 5 hanno perso i cuccioli mentre percorrevano lunghi tratti a nuoto con loro. E un esemplare ha nuotato ininterrottamente per la bellezza di 690 chilometri: la distanza fra Roma e Torino.
Sono i risultati di uno studio condotto dal Wwf e dal Servizio geologico degli Stati Uniti.
Il quadro di fondo è noto. Negli ultimi 10 anni i ghiacci artici si sono sensibilmente ridotti rispetto all’estensione che raggiungevano nel periodo 2000-1979 (quando sono iniziate le misurazioni satellitari); nelle ultime estati il ghiaccio ha coperto un’estensione solo di poco superiore a quelle del 2007, l’anno della fusione record, e questo luglio 2011, per inciso, segna il minimo storico per il mese.
Fra il 2004 e il 2009, i ricercatori hanno seguito col radiocollare 68 orse, misurandone gli spostamenti a nuoto superiori ai 50 chilometri consecutivi. Ai maschi è impossibile applicare il radiocollare, dal momento che hanno il muso più piccolo rispetto ai muscoli del collo.
Venti delle 68 orse hanno dovuto affrontare, complessivamente, 50 lunghi tragitti a nuoto, rimanendo in acqua anche fino a 12 giorni consecutivi, per andare da una zona con ghiaccio debole a una con ghiaccio solido, o alla terraferma. Col passare degli anni, la lunghezza dei tratti coperti a nuoto è aumentata.
Gli orsi polari nuotano bene: ma nuotare è per loro più faticoso che spostarsi sulla terraferma. Non hanno narici in grado di chiudersi ermeticamente: quando il mare è grosso rischiano di inspirare acqua. Vale soprattutto per i cuccioli, meno robusti e che in più vanno facilmente incontro all’ipotermia.
Delle 20 orse nuotatrici, 11 avevano con sè i cuccioli. Cinque orse li hanno persi durante le traversate: dunque il 45% dei piccoli non è sopravvissuto ai lunghi tratti in mare. Di contro, è morto solo il 18% dei cuccioli che non sono stati obbligati ad affrontare lunghi tratti a nuoto.

http://blogeko.iljournal.it

-
  . Get cash from your 
website. Sign up as affiliate.
.
 .
 .

. .
loading...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post più popolari

SALVA GLI ALBERI

SALVA GLI ALBERI
1 KLIK AL GIORNO E SALVI UN ALBERO

Lettori fissi

Visualizzazioni totali

motori di ricerca

Add