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martedì 8 luglio 2014

FIRMA e FERMA la SHELL e le trivellazioni nell'Artico



Non lasciare che Shell mascheri il suo piano di trivellazioni nell'Artico usando i mattoncini più amati del mondo. Non si gioca con l’Artico: CHIEDI a LEGO di rompere con Shell!

FIRMA
http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/code/2014/STA_SW2014/index.html?fb070714&utm_source=fb&utm_medium=post&utm_term=Shell,save%20the%20arctic,Lego,orso%20polare,petrolio,LEGO%20070714&utm_campaign=LEGO%20070714&__surl__=Ig0ET&__ots__=1404770584156&__step__=1#


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sabato 7 settembre 2013

MI DIVERTO: Pedalata Polare per salvare l'Artico



Pedalata Polare per salvare l'Artico



L'Artico è in pericolo. Le trivellazioni petrolifere guidate da Shell stanno per iniziare.

Ferma con noi la corsa all'oro nero. Il 15 settembre unisciti anche tu alla Pedalata Polare per salvare l'Artico. In Italia saremo a Bari, Catania, Milano, Napoli, Roma e Verona...
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MI DIVERTO: Pedalata Polare per salvare l'Artico: L'Artico è in pericolo. Le trivellazioni petrolifere guidate da Shell stanno per iniziare. Ferma con noi la corsa all'oro nero...

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lunedì 24 giugno 2013

POSSIAMO fermare : Aree di ghiaccio Artico scomparse



Questa potrebbe essere l’email più importante che vi abbia mai scritto. 

La scienziata Julienne Stroeve ha studiato il ghiaccio dell’Artico per decenni. Ogni estate si sposta verso nord per misurare lo scioglimento dei ghiacci. Sa che il cambiamento climatico sta accelerando lo scioglimento, ma durante il suo ultimo viaggio non poteva credere ai suoi occhi. Enormi aree del ghiaccio Artico erano scomparse, andando oltre le nostre peggiori aspettative. 

Gli scienziati ci avevano avvertito che sarebbe successo. Man mano che la terra si surriscalda, si giunge a “punti di non ritorno” che accelerano il riscaldamento fino a portarlo fuori controllo. Il surriscaldamento genera lo scioglimento dei ghiacci nel Mare Artico, distruggendo il gigantesco “specchio” bianco che riflette il riscaldamento verso spazio, causando un enorme surriscaldamento dell’oceano e facendo scogliere ancora più ghiaccio, e così via. Fino a portare la situazione fuori controllo. Già quest’anno si sono verificati eventi climatici senza precedenti comprese bufere e temperature fuori controllo. 

Ma, se agiamo uniti e in fretta, POSSIAMO fermare tutto questo.Una volta usciti dall'incubo dell’estinzione, potremo davvero lavorare per un futuro migliore per i nostri figli e nipoti: un futuro pulito, verde, in armonia con il pianeta che ci ha dato la vita. 

Tra 30 mesi ci sarà la Conferenza di Parigi, l’incontro che gli stessi leader mondiali hanno deciso stabilirà le sorti delle nostre battaglie contro il cambiamento climatico. Potrebbe sembrarvi ancora lontana, ma non lo è. Abbiamo30 mesi per scegliere i leader giusti, portarli all'incontro, dar loro un piano e poi fare in modo che mantengano le promesse. Siamo noi contro le compagnie petrolifere e il fatalismo. Possiamo vincere, dobbiamo vincere, ma dobbiamo iniziare da subito, con delle promesse di donazione di solo 1€ a settimana fino al vertice: addebiteremo le donazioni solo se raggiungeremo il nostro obiettivo. Per il mondo che tutti noi sogniamo, facciamo in modo che accada: 

https://secure.avaaz.org/it/30_months_loc_nd/?bkBgnbb&v=26186 

Quando si tratta di cambiamento climatico il fatalismo non è solo inutile, è anche incompetente. E’ già tardi, ma abbiamo ancora il potere di fermare questa catastrofe, se riusciremo a convertire le nostre economie fondate su petrolio e carbone verso fonti di energia alternative. Un'obiettivo che porterà l'umanità a collaborare come mai prima d’ora e ci permetterà di creare il futuro per cui fin dall'inizio è nata Avaaz. 

Per affrontare questa sfida c’è bisogno di passione, speranza e di tutte le nostre capacità. Ecco il piano:
    1. Diventare politici - eleggere Leader del Clima: nei prossimi 30 mesi, in 5 importanti paesi ci saranno elezioni. Assicuriamoci di far vincere le persone giuste, e di farle vincere con il giusto mandato. Avaaz è tra le poche organizzazioni di pressione a livello globale a poter essere politica. E visto che questa battaglia può essere vinta o persa solo su un piano politico, a un certo punto potrebbe essere uno scontro tra noi e le compagnie petrolifere a stabilire a chi i nostri leader daranno ascolto.

    2. Rendiamo Hollande un eroe: il presidente francese Francois Hollande presiederà il vertice, una posizione importantissima. Dobbiamo tentare ogni strategia e ogni canale (la sua famiglia, gli amici, il suo elettorato, i suoi consiglieri politici) per farlo diventare l’eroe di cui abbiamo bisogno per rendere la conferenza un successo.

    3. Facciamo fare un salto di qualità alla mobilitazione: la portata di questa crisi è tale che abbiamo bisogno di andare al di là di una normale campagna. E’ tempo di entrare in azione in modo potente, diretto e non violento, di colpire l’immaginazione, far emergere l’urgenza morale e spingere le persone ad agire. Pensate a Occupy.

    4. Via gli elementi di disturbo: miliardari come i fratelli Koch e le loro compagnie petrolifere sono i maggiori elementi di disturbo in tema di cambiamento climatico. Finanziano sedicenti scienziati per confonderci e spendono milioni in campagne di comunicazione fuorvianti, mentre comprano politici all'ingrosso. Con il giornalismo investigativo e oltre, abbiamo bisogno di far conoscere e reagire alle loro orribili e irresponsabili azioni.

    5. Definiamo gli accordi: persino di fronte a una catastrofe di proporzioni planetarie, 195 governi in una stanza possono rivelarsi semplicemente degli incompetenti. Abbiamo bisogno di investire nei migliori consulenti politici per sviluppare strategie vincenti e compromessi ben studiati in modo che, quando avrà luogo la conferenza, buona parte dei leader sarà già dalla nostra parte e nessuno potrà dire che non esiste una soluzione reale.


Per potercela mettere tutta, abbiamo bisogno di decine di migliaia di promesse di donazione. Non importa tanto la cifra quanto la scelta di sperare e di agire: 

https://secure.avaaz.org/it/30_months_loc_nd/?bkBgnbb&v=26186 

Durante l’ultima conferenza sul clima a Copenaghen, nel 2009, abbiamo giocato un ruolo fondamentale nelle elezioni “verdi” di Germania e Giappone, nel cambiamento delle politiche del Brasile e nel raggiungimento di un importante accordo sul finanziamento, da parte dei paesi sviluppati, di 100 miliardi di dollari all'anno ai paesi in via di sviluppo per affrontare il cambiamento climatico. Allora, i membri di Avaaz erano 3 milioni. Dopo Copenaghen, abbiamo capito che dovevamo essere molti di più per affrontare la sfida del cambiamento climatico. Ora siamo in 22 milioni e cresciamo al ritmo di un milione al mese. 

Il cambiamento climatico è il problema più grave a livello globale e per questo richiede la cooperazione di tutti i governi del mondo. Con milioni di membri uniti da uno stesso ideale e provenienti da tutti i paesi del mondo, Avaaz rappresenta la migliore soluzione per un’azione collettiva, con milioni di noi uniti da una visione che unisce ogni paese del pianeta. E’ la nostra occasione per costruire un mondo la cui bellezza raggiunge quella di quello che immaginiamo e vorremmo per i nostri figli. Diamoci da fare. 

Con speranza e riconoscenza per questa straordinaria comunità, 

Ricken e tutto il team di Avaaz 

ULTERIORI INFORMAZIONI: 

L'inverno artico non esiste più, si stanno sciogliendo i ghiacci del Polo Nord (Adnkronos)
http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/Risorse/Linverno-artico-non-esiste-piu-si-stanno-sciogliendo-i-ghiacci-del-Polo-Nord_32189274093.html 

Sempre più caldo, i ghiaccidel Polo Nord al minimo storico (National Geographic)
http://www.nationalgeographic.it/ambiente/2012/08/30/news/i_ghiacci_del_polo_nord_sono_sempre_pi_sottili-1228538/ 

Artico senza ghiaccio entro 2020. CryoSat rivela scioglimento sempre più veloce (Blitz Quotidiano)
http://www.blitzquotidiano.it/scienza-e-tecnologia/artico-senza-ghiaccio-entro-2020-cryosat-rivela-scioglimento-sempre-piu-veloce-1475388/ 

“Clima, l’Europa dia l’esempio fissando gli obiettivi per il 2030” (La Stampa)
http://www.lastampa.it/2013/06/21/scienza/ambiente/inchiesta/clima-leuropa-dia-lesempio-fissando-gli-obiettivi-per-il-5XlRE2uHSHa2AplHTHKxrI/pagina.html 

IEA: le quattro azioni che potrebbero salvare il clima (Green News)
http://www.greenews.info/politiche/international-energy-agency-ridefinire-quadro-energia-clima-energia-4-azioni-20130612/ 



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martedì 18 settembre 2012

Greenpeace: cancellati piani di trivellazione in Artico


Ciao ,

da più di sei mesi stiamo chiedendo a Shell di stare lontano dall'Artico. L'abbiamo fatto occupando le sue piattaforme in mezzo al mare, facendo visita alle sue stazioni di benzina in tutta Europa e soprattutto grazie alla partecipazione di migliaia di cyberattivisti come te che da tutto il mondo hanno firmato suwww.SaveTheArctic.org.

Abbiamo appena vinto: la compagnia petrolifera ha annunciato di aver cancellato i suoi piani di trivellazione in Artico di quest'anno.

Dopo 7 anni e quasi 5 miliardi di dollari investiti, Shell torna a casa a mani vuote. Unico "guadagno": reputazione rovinata e una serie di incidenti sulla sicurezza. Questo è un grande passo avanti ma è solo il primo. Per salvare l'Artico dobbiamo trasformarlo in un santuario globale dove le perforazioni petrolifere siano vietate.

A chiederlo su www.SaveTheArctic.org siamo quasi in due milioni. Se hai già firmato oggi festeggia con noi questo successo. Se ancora non l'hai fatto è il momento giusto per unirti al movimento globale per proteggere il Polo Nord. Per sempre.
PS: Il nostro lavoro a Greenpeace è possibile solo grazie al sostegno dei nostri donatori. Non riceviamo finanziamenti da partiti politici, governi o aziende e dipendiamo solo dall'impegno verso l'ambiente delle persone come te. Sostienici!
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giovedì 30 agosto 2012

Greenpeace: Firma per salvare l'Artico


Ciao ,

in questo momento, al largo della costa settentrionale russa, la piattaforma petrolifera della Gazprom, la Prirazlomnaya, si sta preparando a distruggere l'Artico.
  Conclusa l'azione di Greenpeace nell'Artico -
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Si è conclusa questa mattina all'alba la seconda azione di Greenpeace per fermare i piani di perforazione petrolifera in Artico della Gazprom. Gli attivisti, in azione da ieri per bloccare la A. Akhmatova, la nave d'appoggio della piattaforma russa, sono stati gettati nelle gelide acque artiche dal movimento dell'imbarcazione. Gli attivisti sono al sicuro e stanno bene... E il movimento globale per salvare l'Artico cresce inarrestabile! www.savethearctic.org

Attivisti da tutto il mondo, insieme al direttore internazionale Kumi Naidoo, sono entrati in azione per bloccare la piattaforma e chiedere alla Russia di abbandonare i piani di perforazione in Artico.
Appesi alla Prirazlomnaya per quindici ore. Incatenati all'ancora della A. Akhmatova, la nave d'appoggio del gigante russo. Aggrappati a gommoni sospesi a mezz'aria sotto le gelide sferzate dell'acqua degli idranti. L'impresa dei nostri attivisti nel freddo glaciale artico è durata cinque giorni.
La piattaforma petrolifera Prirazlomnaya è quasi pronta a trivellare in quest'area fragile e incontaminata. Gazprom diventerebbe così la prima compagnia a produrre petrolio in Artico. Dobbiamo fermarla ora.
Un milione e mezzo di persone come te è già entrato in azione.

Diventa parte del movimento globale! Firma per salvare l'Artico.
www.SaveTheArctic.org 

PS: Il nostro lavoro a Greenpeace è possibile solo grazie al sostegno dei nostri donatori. Non riceviamo finanziamenti da partiti politici, governi o aziende e dipendiamo solo dall'impegno verso l'ambiente delle persone come te. Sostienici!


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venerdì 22 giugno 2012

Gli orsi polari sono in pericolo



Ciao!

Gli orsi polari sono in pericolo! I cambiamenti climatici minacciano la loro sopravvivenza: man mano che i ghiacci marini si ritirano, devono nuotare percorrendo lunghe distanze alla ricerca di cibo e terra ferma. Qualche volta i cuccioli di orso, seguendo le loro madri, annegano.

E intanto le grandi compagnie petrolifere sono pronte a trarre profitto dalla scomparsa dei ghiacci. Quest'anno Shell darà inizio alle trivellazioni petrolifere nell'Artico, mettendo ancora più a rischio il fragile habitat degli orsi polari. Una fuoriuscita di petrolio nell'area sarebbe impossibile da contenere e avrebbe un impatto devastante su questo ecosistema straordinario.

Dobbiamo fermare le trivellazioni petrolifere nell'Artico e, per farlo, abbiamo bisogno di te. Insieme possiamo salvare gli orsi polari. Firma qui.

Il tuo nome, insieme a quello del primo milione di difensori dell'Artico, verrà inserito in una capsula che pianteremo sul fondale del Polo Nord insieme alla Bandiera del Futuro. Chiederemo ai leader mondiali di istituire un santuario globale intorno al Polo Nord e dichiarare l'Artico zona proibita alle trivellazioni petrolifere e alla pesca industriale.

Gli orsi polari hanno bisogno del tuo aiuto.

Grazie,
Andrea Boraschi

Responsabile Campagna Energia e Clima

PS: Il nostro lavoro a Greenpeace è possibile solo grazie al sostegno dei nostri donatori. Non riceviamo finanziamenti da partiti politici, governi o aziende e dipendiamo solo dall'impegno verso l'ambiente delle persone come te.


Greenpeace: cancellati piani di trivellazione in Artico


Ciao , http://cipiri6.blogspot.it/2012/09/greenpeace-cancellati-piani-di.html

ABBIAMO VINTOOO
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