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lunedì 23 dicembre 2019

SolaRoad: in Olanda la Pista Ciclabile da Record che Produce Energia Pulita

SolaRoad: in Olanda la Pista Ciclabile da Record che Produce Energia Pulita


SolaRoad. Il nome dovrebbe dire già tutto. Siamo in Olanda. Qui da sei mesi è in funzione la prima strada solare del mondo. E a quanto pare ha prodotto molta più energia rispetto a quella prevista. Due volte ecologica visto che non è destinata al transito delle auto ma a quelle della bici.

Una pista ciclabile solare. Da quando è stata inaugurata, lo scorso novembre ha generato oltre 3.000 chilowattora, abbastanza per soddisfare per un anno il fabbisogno di un piccolo nucleo familiare.

Traducendo queste cifre in un rendimento annuo, ci si aspetterebbero 70 kWh per metro quadrato, come ha spiegato Sten de Wit, portavoce per il progetto SolaRoad, secondo cui “il primo semestre è stato un successo” visto che non ci si aspettava un rendimento elevato in così poco tempo.

Il tratto di strada è lungo circa 70 metri. È fatto di lastre in calcestruzzo in cui sono stati integrati semplici pannelli fotovoltaici, a loro volta protetti da uno spesso strato di vetro trasparente e in grado di sostenere sia le bici che i mezzi più pesanti.


Il progetto pilota di tre anni, da 3,5 milioni di Euro è frutto di un partenariato pubblico-privato tra la provincia olandese di Noord-Holland e le società di ingegneria TNO, Ooms Civiel e Imtech.

Il test è stato progettato per assicurare che la superficie sia antisdrucciolevole al pari dell’asfalto e che non provochi fastidiosi riflessi. Finora, circa 150.000 ciclisti hanno cavalcato questa pista-strada.

SolaRoad: in Olanda la Pista Ciclabile da Record che Produce Energia Pulita


SolaRoad collega la periferia di Amsterdam, da Krommenie a Wormerveer. Questi primi sei mesi sono stati visti come un test dai suoi creatori: una pista ciclabile che, in caso di successo, potrebbe essere utilizzata come modello adatto non solo per i ciclisti ma anche per gli automobilisti. Arian de Bondt, direttore di Ooms Civiel, ha rivelato che gli sviluppatori stanno lavorando allo sviluppo di pannelli solari in grado di resistere ad autobus e grossi veicoli.

SolaRoad: in Olanda la Pista Ciclabile da Record che Produce Energia Pulita


I ricercatori hanno in programma di condurre altri test per determinare quanta energia effettivamente produce. Entro il 2016, la pista potrebbe essere estesa fino a raggiungere 100 metri.


Una speranza per il futuro visto che finora il settore delle strade fotovoltaiche, nonostante gli sforzi, non sembra decollare. Negli Usa, per la Solar Roadways
 è stato chiesto aiuto anche tramite crowdfunding.

Ma uno dei limiti delle strade solari è la ridotta efficacia nel produrre energia rispetto ai pannelli installati sul tetto o nei campi. Questo perché i pannelli posti sulle strade
 non possono essere inclinati verso il sole.

Tuttavia, i vantaggi sono tanti visto che eviterebbero di occupare vaste estensioni di terra. Senza contare che il loro utilizzo in aree del mondo densamente popolate permetterebbe di produrre grandi quantità di energia pulita, contribuendo a ridurre le emissioni inquinanti prodotte dalle fonti fossili.

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Si tratta di spazi di ampia Estensione, di interesse tutta’altro che trascurabile, il cui utilizzo, compatibilmente con l’ambiente e attraverso investimenti intelligenti, potrebbe aprire nuove Prospettive per lo Sviluppo delle Fonti Rinnovabili...



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sabato 11 agosto 2018

Risarcimento Record da Monsanto a un Giardiniere

Centinaia di cause legali in cui si accusa Roundup di causare il cancro hanno ricevuto il via libera per arrivare in tribunale. Le vittime di cancro e le loro famiglie affermano che la Monsanto sapeva del rischio, ma non ha avvertito gli acquirenti.

Si ammala di cancro

La Monsanto dovrà pagare 289 milioni di dollari a un giardiniere di una scuola. Secondo il 46enne Dewayne Johnson, un prodotto della multinazionale di biotecnologie agrarie avrebbe contribuito a farlo ammalare di un cancro della pelle. Secondo un tribunale di San Francisco ha stabilito che il linfoma non Hodgkin dell'uomo è stato almeno in parte dovuto all'uso del glifosato, l'ingrediente principale del Roundup, 
che Johnson usava regolarmente sui campi mentre lavorava come giardiniere.

Scott Partridge, vice presidente della Monsanto, ha dichiarato che la società farà appello contro la decisione. "Siamo solidali con il signor Johnson e la sua famiglia", ha detto Partridge aggiungendo che la decisione della corte "non cambia il fatto che più di 800 studi scientifici e recensioni... sostengono che il glifosato non causa il cancro e non ha causato il cancro del signor Johnson". E ha aggiunto che la Monsanto "continuerà a difendere questo prodotto, che ha una storia di 40 anni di uso sicuro e continua ad essere uno strumento vitale, efficace e sicuro per gli agricoltori e non solo".

Centinaia di cause legali in cui si accusa Roundup di causare il cancro hanno ricevuto il via libera per arrivare in tribunale. Le vittime di cancro e le loro famiglie affermano che la Monsanto sapeva del rischio, ma non ha avvertito gli acquirenti.

I medici di Johnson hanno testimoniato che è improbabile che viva oltre il 2020. Il 46enne ha applicato l'erbicida fino a 30 volte all'anno, 
mescolando e spruzzando centinaia di litri di prodotto chimico.



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mercoledì 2 dicembre 2015

Pianura Padana e Morti per Inquinamento



Morti precoci per inquinamento,
 l'Italia detiene il record nell'Unione europea. 
La pianura padana il posto peggiore

L'Italia è il Paese dell'Unione europea che segna il record del numero di morti prematuri rispetto alla 
normale aspettativa di vita per l'inquinamento dell'aria. La stima arriva dal rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea): il Belpease nel 2012 ha registrato 84.400 decessi di questo tipo, su un totale di 491mila a livello Ue.

Tre i 'killer' sotto accusa per questo triste primato. Le micro polveri sottili (Pm2.5), il biossido di azoto (NO2) e l'ozono, quello nei bassi strati dell'atmosfera (O3), a cui lo studio attribuisce rispettivamente 59.500, 21.600 e 3.300 morti premature in Italia. Il bilancio più grave se lo aggiudicano le micropolveri sottili, che provocano 403mila vittime nell'Ue a 28 e 432mila nel complesso dei 40 Paesi europei considerati dallo studio.

L'impatto stimato dell'esposizione al biossido di azoto e all'ozono invece è di circa 72mila e 16mila 
vittime precoci nei 28 Paesi Ue e di 75mila e 17mila per 40 Paesi europei. L'area più colpita in Italia dal problema delle micro polveri si conferma quella della Pianura Padana, con Brescia, Monza, Milano, ma anche Torino, che oltrepassano il limite fissato a livello Ue di una concentrazione media annua di 25 microgrammi per metro cubo d'aria, sfiorata invece da Venezia. Considerando poi la soglia ben più bassa raccomandata dall'Oms di 10 microgrammi per metro cubo, il quadro italiano peggiora sensibilmente, a partire da altre grandi città come Roma, Firenze, Napoli, Bologna, arrivando fino a Cagliari.

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domenica 9 gennaio 2011

Rifiuti, record , un sacchetto in un anno



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Una famiglia inglese è riuscita nell'impresa. Riciclando praticamente tutto. Nel loro sito si firmano "Mr & Mrs Green". E insegnano come si fa a non buttare (quasi) niente  
dal nostro inviato ENRICO FRANCESCHINI

Rachel Strauss
 SITO :
 
LONDRA - Un anno intero di rifiuti dentro un solo sacco della spazzatura. Anzi, per la precisione un sacchetto. E' il record, britannico e forse mondiale, del riciclaggio ecologico, realizzato da una famiglia di tre persone residente a Longhope, contea di Gloucester, Inghilterra centrale. Non una setta di fanatici, bensì gente comune, come tutti gli altri, che fino a due anni or sono prestava solo un orecchio distratto ai danni provocati all'ambiente dalla società dei consumi e che certamente non avrebbe mosso un dito o fatto un piccolo sacrificio personale per cambiare la situazione. Poi, quasi per gioco, hanno cominciato a fare a meno dei sacchetti di plastica per fare la spesa. E da quel momento non si sono più fermati.
Nel 2009 sono riusciti a far stare tutta la spazzatura di un anno nel bidone dei rifiuti davanti a casa. Nel 2010 hanno provato a superarsi e hanno ridotto il loro ammontare di rifiuti a un singolo sacchetto: tutto quello che conteneva erano qualche giocattolo rotto, rasoi usa-e-getta non più utilizzabili e penne a biro rimaste senza inchiostro. Basta. Nient'altro. "Mi pare difficile immaginare che saremo capaci di fare meglio di così", dice Richard Strauss, il capofamiglia, 53 anni, facendosi ritrarre insieme alla consorte Rachel, 38, e alla figlia Verona di 9, che tiene in braccio il sacchettino della loro spazzatura annuale.

Come hanno fatto? Riciclando praticamente tutto quello che consumano, acquistando prodotti alimentari nei mercati e nelle fattorie locali, coltivando

- come il Candido di Voltaire - un orticello e naturalmente portandosi dietro i propri sacchetti di tela quando vanno a fare la spesa.

"E' cominciato tutto così", ricorda Rachel. "Un giorno abbiamo visto in tivù un programma sui danni causati all'ecosistema marino dalla contaminazione con la plastica. Così abbiamo deciso di non usare più sacchetti di plastica per la spesa. All'inizio era un po' pesante, come fare la dieta o andare in palestra per rimettersi in forma, ma ben presto ci siamo abituati ed è diventato anche divertente". Oltre a comprare alimentari localmente, gli Strauss hanno iniziato a coltivare un orto in giardino: patate, carote, insalata, pomodori, fagioli, ora sono prodotti in casa. Rachel si è messa a cuocere pane e biscotti nel forno. Richard ha installato pannelli solari sul tetto e una stufa a legno per il resto del riscaldamento. Mobili, vestiti, oggetti che non servono più vengono donati ad associazioni di beneficenza. Tutto quello che avanza viene riciclato come composta, ossia fertilizzante misto. Alla fine non rimane quasi niente da buttare.

La famiglia Strauss ha creato un sito, myzerowaste. com, in cui discute i propri metodi di riciclaggio e scambia informazioni sul tema: ogni mercoledì pubblicano la lista (molto breve, in verità) di cosa hanno gettato via nella settimana precedente. Il sito riceve oltre 70 mila visite al mese.

"Riciclare è più semplice di quanto si immagina, non costa nulla anzi fa risparmiare e se tutti lo facessero sarebbe una grande differenza per la salute del pianeta", dice Rachel. Manca solo un editore che proponga loro un libro: come vivere felici senza rifiuti. Su carta riciclata, naturalmente.

(9 gennaio 2011)

http://www.repubblica.it/ambiente/2011/01/09/news/strauss_rifiuti-10995907/?ref=HREC2-8


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