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martedì 6 novembre 2018

Il killer vero è lo Smog

E’ prioritario riscaldarci e raffrescarci con più efficienza e utilizzando fonti rinnovabili, oltre a cambiare radicalmente  il modo in cui ci spostiamo.


Ma possiamo batterlo

C’è un nemico molto insidioso che si aggira giornalmente e non sempre è visibile ai nostri occhi: è l’inquinamento atmosferico, che secondo i più aggiornati dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità riguarda 9 persone su 10 nel mondo, un fenomeno la cui gravità si pesa in 7 milioni di vittime ogni anno. Un terzo dei decessi che ogni anno avvengono a livello globale per ictus, cancro ai polmoni e malattie cardiache è dovuto a questo killer spietato. In Europa 3,9 milioni di persone abitano in aree dove sono superati contemporaneamente e regolarmente i limiti dei principali inquinanti dell'aria (il particolato, il biossido di azoto e l’ozono). Di queste, 3,7milioni (ossia circa il 95%) vive nel Nord Italia: è quanto tristemente emerge da un recente rapporto dell'Agenzia Europea per l’Ambiente. Ogni giorno, più del 90% di bambini sotto i 15 anni nel mondo respira aria inquinata che è la causa di 600mila morti infantili dovute allo smog respirato in casa e fuori. L'Italia, purtroppo, fa parte dei paesi con la qualità dell'aria peggiore, tanto che il 98% dei bambini 
è esposto a livelli troppo alti di polveri ultrasottili. 
Oggi i responsabili dell’inquinamento atmosferico sono molti, come traffico, climatizzazione di edifici, produzione di energia, industria, agricoltura e gestione dei rifiuti. Non tutti, però, hanno le stesse responsabilità. Si può, e si deve, migliorare. In effetti, rispetto al 1990, le morti premature dovute al particolato sono state ridotte di circa mezzo milione all’anno grazie all’attuazione di politiche europee in materia di qualità dell’aria e all’introduzione di misure a livello nazionale e locale che hanno portato, ad esempio, ad automobili 
e industria meno inquinanti ed energia più pulita.  

E’ prioritario riscaldarci e raffrescarci 
con più efficienza e utilizzando fonti rinnovabili, 
oltre a cambiare radicalmente  il modo in cui ci spostiamo. 


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mercoledì 31 gennaio 2018

Lettera Commissione Europea all’Italia per Smog



L’Italia ha da poco ricevuto dalla Commissione Europea un documento sulla seconda fase di una apposita procedura di infrazione per sollecitare il nostro Paese a ridurre le emissioni di particolato, in particolare la frazione Pm10. La procedura è stata avviata per la violazione dei limiti giornalieri di Pm10 in trenta zone e coinvolge diverse regioni, in particolare dell’area padana. Colpa del traffico? Macché: la fonte principale di Pm10 sono le biomasse legnose, originate da stufe a pellet o dalla legna, dalle quali deriva il quarantacinque per cento delle polveri sottili diffuse nell’aria. I motori diesel, fra i quali primeggiano quelli dei Tir ai quali in Italia è affidata una grande parte del trasporto commerciale, contribuiscono per il quattordici per cento. Il tredici per cento invece è prodotto da particelle che si staccano dalle pastiglie dei freni e dai pneumatici: non solo diesel ma tutti i veicoli, a benzina, ibridi, elettrici, moto e motorini. E dalle biciclette.


“Risponderemo alla lettera della Commissione Europea sullo smog nelle città italiane illustrando nel dettaglio tutto ciò che il nostro Paese sta facendo per superare strutturalmente l’emergenza smog” ha prontamente risposto il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. “Stiamo affrontando dal primo giorno la questione dei superamenti nei livelli di inquinanti nelle nostre città del bacino padano, ma anche di altre aree italiane. A preoccuparci non è la prospettiva di una sanzione europea, ma innanzitutto il rischio che corrono la salute dei cittadini e la qualità dell’ambiente”, ha sottolineato il ministro. “Abbiamo già definito con le Regioni padane un accordo che sarà implementato con nuovi interventi concordati e coordinati e siglato in giugno in occasione del G7 Ambiente a Bologna”, ha aggiunto Galletti. “A livello nazionale abbiamo in atto interventi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici privati e pubblici e quindi per ridurre le emissioni civili, interventi per la mobilità sostenibile pubblica e privata con particolare riferimento a quella elettrica e ciclabile”.

Mentre il governo promette, il WWF osserva cosa è stato fatto fino ad oggi. “La salvaguardia della salute dei cittadini italiani dovrebbe essere la prima preoccupazione di governi nazionali, regionali e locali, mentre mancano ancora serie politiche di sistema per affrontarne e abbatterne le cause, dal traffico all’energia e al riscaldamento” è il commento dell’associazione alla notizia della lettera della Commissione Europea all’Italia. Per il Wwf serve un provvedimento quadro che fissi obiettivi e compiti alle singole amministrazioni, integrato con le politiche di decarbonizzazione: dall’uso delle fonti pulite e rinnovabili, alla elettrificazione dei trasporti, all’efficienza energetica negli edifici che diminuisce drasticamente le necessità di riscaldamento. Urgente, per il WWF, un Piano trasporti e ambiente che ripensi la mobilità, urbana e non, di persone e merci, e obblighi e sanzioni adeguate per chi si ostina a usare combustibili e sistemi inquinanti. “Di grande importanza, inoltre, la decisione che verrà assunta dalla Commissione – sottolinea il Wwf – che deve approvare gli standard e imporre l’uso delle migliori tecniche disponibili per limitare l’inquinamento dei grandi impianti di combustione: vedremo se l’Italia starà dalla parte della salute”.

Oltre al WWF, ad aver preso a cuore l’inquinamento da polveri sottili è Legambiente, che oltre ad aver effettuato monitoraggi e studi ha presentato la sua ‘ricetta antinquinamento’: “Da questa malattia cronica è possibile uscire se si mettono in campo determinazione e interventi adeguati e strutturali”. Per l’associazione la soluzione sono gli alberi che tornano a essere i protagonisti del centro e delle periferie, reti ciclabili, mezzi pubblici e auto elettriche, eco-quartieri,
 e progetti di rigenerazione urbana.

LEGGI ANCHE
MAPPA ITALIA SMOG



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giovedì 4 febbraio 2016

Europarlamento raddoppia i limiti di SMOG


L’Europarlamento raddoppia i limiti 
di emissione per le autovetture
È passata con pochi voti di scarto la modifica del regolamento sugli ossidi di azoto
Le associazioni ambientaliste sono sul piede di guerra e preannunciano proteste.


 Il parlamento Europeo ha dato il via libera all’aggiornamento dei limiti delle emissioni per i veicoli 
proposto dalla Commissione europea a fine ottobre scorso. Il tentativo di veto, avanzato dalla 
Commissione Ambiente, non ha infatti ottenuto la maggioranza qualificata per essere approvata. A 
seconda di chi guarda quanto ciò accaduto all’europarlamento si può trattare di un passo in avanti o 
uno indietro. Infatti, da una parte arriveranno, a settembre del 2017, i tanto invocati nuovi test su strada per misurare l’inquinamento atmosferico in condizioni reali ma ci saranno nuove soglie molto meno severe per i diesel Euro 6. Così verranno mandati in soffitta i tanto contestati test delle emissioni in laboratorio perché, sottolinea Bruxelles, «sappiamo che le emissioni» di ossidi di azoto (NOx) «sono del 400% più alte e a volte anche di più» dei limiti consentiti.

Le due fasi della riforma
In dettaglio le novità saranno scaglionate in due tempi: nel primo, entro settembre 2017, i produttori 
delle autovetture potranno superare per i nuovi prototipi diesel del 110 per cento il tetto degli 80 
milligrammi di NOx. Un limite che dal primo settembre 2019 varrà per tutti i modelli di auto. Invece, entro il primo gennaio 2020 il tetto di sforamento scenderà a massimo il 50 per cento per i nuovi prototipi e dal giorno di Capodanno del 2021 per tutti i nuovi modelli. Secondo la Commissione europea, l’aumento dei limiti, contro i quali si è schierato una parte dell’aula di Strasburgo, è giustificato dalla necessità di considerare i dubbi tecnici relativi all’uso dei nuovi dispositivi mobili di misurazione delle emissioni e dai limiti tecnici per il miglioramento del rilevamento delle emissioni per le autovetture a diesel in condizioni reali di guida nel breve termine. I nuovi test si affiancano al pacchetto sulla revisione del sistema delle omologazioni e delle motorizzazioni presentato una settimana fa dalla Commissione Ue. «Continueremo a dare giri di vite», ha assicurato Bruxelles, ricordando che «più avanti» nell’anno intende estendere i nuovi test in condizioni di guida reali anche alle emissioni di particolato, vuole migliorare la metodologia dei stessi esami per le partenze a freddo in città e intende che sia indicata su un certificato di conformità 
per il consumatore la perfomance delle emissioni inquinanti.

Le proteste degli ambientalisti e dei partiti italiani
La decisione di oggi ha fatto divampare le polemiche. «È una scelta assurda e insensata che va contro la salute dei cittadini e l’ambiente — spiega Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente — ed è un vero e proprio condono che premia i furbi e non l’innovazione e la qualità. Prevedere un raddoppio dei limiti delle emissioni per gli ossidi di azoto (NOx) dei veicoli a diesel, che ora passeranno da 80 mg/Km ad oltre 160 mg/Km fino al 2021, significa premiare i furbi a discapito dell’innovazione e della qualità sulle quali le case automobilistiche dovrebbero puntare». Per Angelo Bonelli dei Verdi «invece di punire gli imbrogli delle case automobilistiche e di intensificare i controlli per smascherare eventuali frodi si è scelto, senza tenere in alcuna considerazione gli allarmi sull’inquinamento lanciati dall’Agenzia 
europea per l’ambiente, di alzare i limiti». Anche il Pd, con i senatori Vaccari e Tomaselli, critica 
aspramente la decisione dell’Europarlamento: « Si tratta di un compromesso al ribasso che rischia di 
pregiudicare, nel lungo periodo, il raggiungimento degli obiettivi indicati nell’accordo di Parigi a Cop21. Ci auguriamo che nei prossimi passaggi l’Assemblea ponga rimedio a una scelta grave e 
incomprensibile per i consumatori europei».

La maggioranza approva la modifica del regolamento che stabilisce il tetto delle emissioni di NOx, gli ossidi di azoto che sono precursori delle polveri sottili. La dose ammessa per legge è stata 
generosamente raddoppiata. Le auto potranno inquinare, per gli NOx, il 110% in più di quello che era stato stabilito prima del dieselgate.

Una volta scoppiato lo scandalo sono emersi infatti i trucchi di serie, il fatto che i laboratori di 
omologazione dei nuovi modelli, finanziati dalle case automobilistiche, ricorrevano a ogni sorta di 
stratagemmi (gomme super gonfie, lubrificanti speciali, aerodinamica modificata) per far sì che dalle 
prove in questi ambienti ovattati, dalle caratteristiche lunari, emergessero dati ben lontani da quelli 
misurabili sulle strade terrestri. E naturalmente molto più confortanti.

Ora che bisogna fare sul serio, con test veri che mostrano quanto inquina realmente ogni auto, 
cambiano le norme. Il tetto si alza. Il regolamento europeo 715 del 2007 aveva stabilito che per i veicoli euro 6 il limite di emissione per gli ossidi di azoto (NOx) fosse di 80 milligrammi a chilometro. Il voto del Parlamento ha fatto passare la norma proposta dalla Commissione che alza i limiti per gli NOx del 110% nel periodo che va dal settembre 2017 al 31 dicembre 2018 e del 50% nel periodo successivo. Invece di respirare 80 milligrammi di NOX per ogni chilometro per ogni macchina in circolazione, l’anno prossimo ne respireremo 168.
Le auto potranno "sforare" per legge del 110% i limiti imposti dalla stessa legislazione europea. Si è 
visto chiaramente oggi come gli interessi delle industrie fossili siano superiori a quelli dei cittadini. Una sola nota: 500mila europei muoiono ogni anno per l'inquinamento atmosferico
 che è in buona parte 
frutto delle autovetture.


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martedì 10 luglio 2012

ITALIA : SMOG AZIONE COLLETTIVA DEL CODACONS

 

 

OMS: SCARICHI MOTORI DIESEL SONO CANCEROGENI

 IL CODACONS CHIEDE ALLA PROCURA DI MILANO  IL SEQUESTRO DEI VEICOLI DIESEL


La notizia dei giorni scorsi, secondo la quale, per l'Organizzazione Mondiale della Sanità, i gas di scarico dei motori diesel causano certamente  il tumore ai polmoni negli essere umani, ha indotto il Codacons a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Milano per chiedere il sequestro di tutti i veicoli diesel esistenti sul territorio della città di Milano e provincia.
Così si legge nell'esposto già depositato: "si chiede, inoltre, che l’Ill.mo Procuratore della Repubblica adito voglia accertare il pericolo che la libera disponibilità dei veicoli diesel possa aggravare o protrarre le conseguenze di cui in narrativa e,  quindi, voglia ordinare il sequestro preventivo ex artt. 321 c.p.p. di tutti i veicoli alimentati a diesel presenti sul territorio della città di Milano e provincia".
L'associazione di consumatori chiede anche alla Procura di "accertare la responsabilità del Sindaco pro tempore di Milano e del Presidente della Lombardia per le ipotesi di violazione di legge che si evincono in narrativa", in particolare rispetto ai reati di omissione di atti d'ufficio (328 c.p.) e getto pericoloso di cose (674 c.p.).
La decisione del Codacons di presentare un nuovo esposto deriva dalle conclusioni a cui è giunta il 12 giugno u.s. l'Oms. In precedenza, infatti, i gas di scarico dei diesel erano definiti solo "probabilmente" cancerogeni. La mancanza di una prova certa della correlazione tra smog e patologie aveva reso difficile in questi anni poter procedere penalmente nei confronti dei sindaci e dei presidenti di regione eventualmente inadempienti. Ma ora questo studio apre nuovi scenari e rende possibile procedere con maggior successo sia per il reato di getto pericolose di cose che per quello di omissione d'atti d'ufficio.
Oggi, infatti, come ha dichiarato il presidente del Circ Christopher Portier, "le prove scientifiche sono inconfutabili e le conclusioni del gruppo di lavoro sono state unanimi: le emanazioni dei motori diesel causano il tumore del polmone". Per questo i gas di scarico sono stati classificati nel “gruppo 1”, quello appunto delle sostanze cancerogene certe, mentre in precedenza erano annoverati nel “gruppo 2” delle sostanze “probabilmente” cancerogene per l’uomo.
"La prova inconfutabile del legame tra i gas di scarico dei motori diesel e la diffusione del cancro rende necessario un intervento straordinario da parte della Procura, a tutela della salute dei cittadini. Da qui la richiesta di sequestro dei veicoli diesel, dato che sono una fonte di morte certa" ha dichiarato il presidente del Codacons, avv. Marco Maria Donzelli.

«Le emanazioni dei motori diesel causano il tumore». Sembra incredibile, eppure le parole dell'Organizzazione Mondiale della Sanità non potrebbero essere più chiare. I gas di scarico del motore diesel sono stati classificati tra gli agenti «cancerogeni certi».
L'affermazione dell'Oms è frutto di uno studio condotto dall'Agenzia per la ricerca sul cancro per ben 24 anni. Nel 1988, infatti, le emissioni dei motori diesel erano infatti stati classificati tra i «cancerogeni probabili» (gruppo 2). Ora, dopo oltre vent'anni di studi e ricerche, sono definiti «cancerogeni certi» (gruppo 1): l'esposizione dell'uomo a queste sostanze è associata a un rischio accresciuto di tumore al polmone e alla vescica.
 

ITALIA ‘SOTTO SMOG’: CLAMOROSA AZIONE COLLETTIVA DEL CODACONS!


SE ANCHE TU RISIEDI IN UNA DELLE SEGUENTI CITTA’ AGISCI SUBITO CON IL CODACONS PER RICHIEDERE IL RISARCIMENTO DI € 2.000,00 PER ESSERE COSTRETTO A VIVERE NELLO SMOG, 
ANCHE SE NON HAI ANCORA SUBITO UN DANNO ALLA SALUTE!
CONTRO LA CRISI: LEGGI SOTTO COME FARE PER ISCRIVERTI ENTRO IL 31.07.2012               AL SOLO COSTO DI 6 EURO!


Numerose città italiane superano costantemente i livelli consentiti di inquinamento: 
oltre due milioni di persone nel mondo muoiono ogni anno a causa dello smog, più di 8500 in Italia!

(dati raccolti dall’Organizzazione mondiale della Sanità).

Caro cittadino italiano che risiedi in una delle seguenti città,
come purtroppo ben saprai, sei costretto a respirare ogni giorno aria inquinata, che supera le soglie previste dalla legge comunitaria (da ultimo direttiva 2008/50/CE, convertita nel dlgs 155/2010).
Le Regioni ed i Comuni sarebbero infatti obbligati a monitorare costantemente gli agenti inquinanti dannosi per la salute, tra cui il Pm10 ed il Pm2.5, e ad adottare tutte le misure necessarie ad evitare i conseguenti gravissimi danni per la salute, in particolare tutte le tragiche patologie legate all'apparato cardio-circolatorio e respiratorio.
MA NONOSTANTE QUESTO, OGNI ANNO PIU' 8.500 PERSONE MUOIONO IN ITALIA A CAUSA DELLO SMOG!
Purtroppo, l'esposizione protratta agli agenti inquinanti riduce la funzionalità respiratoria e i meccanismi di difesa polmonari, con l'insorgenza di gravissime conseguenze infettive, tossiche e cancerogene. I cittadini  maggiormente a rischio sono i bambini, gli anziani, i cardiopatici e tutti coloro che già soffrono di disturbi respiratori, ma è tutta la popolazione ad essere sottoposta a rischio salute (Ufficio Regionale per l'Europa dell'OMS).
MA MOLTI COMUNI, PROVINCE E REGIONI CONTINUANO A NON TUTELARE LA SALUTE DEGLI ITALIANI!
La normativa italiana stabilisce infatti un limite di tolleranza giornaliero di concentrazione nell'aria di PM10 (50 µg/m³) che non deve essere superato per più di 35 giorni all'anno.
Al contrario, ecco, in media, i giorni di sforamento rilevati nel 2010, suddivisi per regioni:

LOMBARDIA
MILANO
87
BERGAMO
71
BRESCIA
89

COMO
42
CREMONA
42
LECCO
42

LODI
73
MANTOVA
83
MONZA
92

PAVIA
54
VARESE
40



PIEMONTE
TORINO
134
ALESSANDRIA
89
ASTI
98

BIELLA
41
NOVARA
77
VERCELLI
50

EMILIA ROMAGNIA
BOLOGNA
63
FERRARA
59
FORLI
45

MODENA
82
PARMA
61
PIACENZA
63

RAVENNA
47
REGGIO EMILIA
84
RIMINI
58

VENETO
VENEZIA
71
PADOVA
94
ROVIGO
67

TREVISO
84
VERONA
70
VICENZA
87

TOSCANA
FIRENZE
65
LUCCA
97
PRATO
48

MARCHE
ANCONA
96
MACERATA
50



LAZIO
ROMA
63
FROSINONE
108



ABBRUZZO
PESCARA
59
TERAMO
42



CAMPANIA
NAPOLI
95
BENEVENTO
85



SICILIA
PALERMO
60





SARDEGNA
CAGLIARI
56




Dati dell'ARPA, Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, che monitora costantemente il livello delle polveri sottili e gli altri agenti inquinanti nell'atmosfera.

ADESSO BASTA: VOGLIAMO RESPIRARE ARIA PULITA!!!
L'art. 32 della Costituzione tutela come diritto fondamentale dell'uomo il diritto alla salute, e dunque innanzitutto il diritto di vivere in un ambiente non inquinato!
Per questo il Codacons lancia una clamorosa azione collettiva contro le Regioni, le Province ed i Comuni interessati per:
  • far ottenere a tutti i cittadini, delle predette città, un risarcimento del danno da smog per 2000 euro;

  • far adottare finalmente tutte le misure necessarie (come la legge impone!) per garantire il diritto di vivere in un ambiente salubre, misure finalmente in grado di limitare lo smog nell'aria di numerose città italiane.


PERTANTO CITTADINO ITALIANO, ORA FAI MOLTA ATTENZIONE:
ESCLUSIVAMENTE se sei residente in una delle seguenti città: ANCONA, ALESSANDRIA, ASTI, BENEVENTO, BERGAMO, BIELLA, BOLOGNA,  BRESCIA, CAGLIARI, CREMONA, COMO, FERRARA, FIRENZE, FORLI’, FROSINONE, LECCO, LODI, LUCCA, MACERATA, MANTOVA, MILANO, MODENA, MONZA, NAPOLI, NOVARA, PADOVA, PALERMO, PARMA, PAVIA, PESCARA, PIACENZA, PRATO, RAVENNA, REGGIO EMILIA, RIMINI, ROMA, ROVIGO, TERAMO, TORINO, TREVISO, VARESE, VENEZIA, VERCELLI, VERONA, VICENZA,

PUOI AGIRE PER RICHIEDERE IL RISARCIMENTO DI € 2000 PER IL DANNO DA SMOG, PAGANDO ESCLUSIVAMENTE € 6 (IVA inclusa) PER IL COSTO DELLA TELEFONATA CON CUI SARAI AUTOMATICAMENTE ISCRITTO COME SOCIO AGGREGATO AL CODACONS
Iscrivendoti contribuirai ad aiutare l'Associazione MARY POPPINS per la cura e assistenza dei bambini malati di cancro del Policlinico Umberto I di Roma


ECCO COME FARE:
1.     TELEFONA DA UN CELLULARE AL NUMERO 8958959949 AL COSTO DI 6 EURO (IVA inclusa), ENTRO IL 31.07.2012

2.     RICEVERAI UNA PASSWORD

3.     COLLEGATI AL SITO WEB:

4.     DOVRAI SCARICARE TUTTI I DOCUMENTI E MODULI NECESSARI PER ADERIRE ALL'AZIONE COLLETTIVA, COMPILARLI, FIRMARLI E, ASSIEME AI DOCUMENTI RICHIESTI, INVIARLI A TER.MIL.CONS, ente delegato da CODACONS. Nel caso in cui dovesse mancare qualche documento verrai contattato. Pertanto, sarà importante indicare l'indirizzo e-mail ed il numero di telefono corretti.
  

NON ATTENDERE OLTRE, TELEFONA IMMEDIATAMENTE DAL TUO CELLULARE AL NUMERO 8958959949, AL COSTO DI 6 EURO (IVA inclusa), 
PER ISCRIVERTI ALL'AZIONE COLLETTIVA PER RICHIEDERE IL DANNO DA SMOG

L'ADESIONE COMPORTA LA PARTECIPAZIONE IN PRIMA PERSONA AL RICORSO AL TAR PER IL RISARCIMENTO E ANCHE L'ISCRIZIONE PER UN ANNO COME SOCIO AGGREGATO AL CODACONS (L'ISCRIZIONE SERVE ANCHE PER AIUTARE L'ASSOCIAZIONE MARY POPPINS PER L'ASSISTENZA AI BAMBINI MALATI DI CANCRO DEL POLICLINICO UMBERTO I DI ROMA)

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lunedì 23 gennaio 2012

2011 anno nero per lo smog




2011 anno nero per lo smog



Legambiente presenta l'edizione 2012 del dossier sulla qualità dell'aria nelle città italiane: fuori legge per il pm10 il 67% dei capoluoghi di provincia monitorati, 9 città in più dell’anno precedente. Le peggiori Torino, Milano e Verona. "Seguire l'esempio dell'Area C di Milano"



La qualità dell’aria delle città italiane è pessima e continua a peggiorare. Lo confermano i dati del dossier Mal’aria, lo studio annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico. I principali imputati sono le polveri sottili: nel 2011, il 67% dei capoluoghi di provincia monitorati non ha rispettato il limite consentito di superamenti della soglia di PM10, un aumento del 12% rispetto all’anno precedente.

Torino, Milano e Verona sono in testa con 158, 131 e 130 superamenti registrati nella centralina peggiore di ognuna delle tre città. Crescono, inoltre, le dimensioni degli sforamenti.

Ed è una vera e propria emergenza, perché il particolato emesso dagli scarichi delle autovetture, dagli impianti di riscaldamento e dai processi industriali, sono sostanze altamente dannose per la salute umana per la loro capacità di penetrare in profondità nell’apparato respiratorio. Ecco perché contro smog e traffico, per rivendicare il diritto alla salute, prende il via il week-end di mobilitazione di Legambiente lungo la penisola: banchetti informativi, flash mob, incontri con le amministrazioni e i cittadini per discutere proposte sui problemi piccoli e grandi legati alla mobilità in città.

Nel 2011, secondo la classifica di Legambiente “PM10 ti tengo d’occhio”, sulle 82 città monitorate, 55 hanno esaurito i 35 superamenti all’anno del limite di legge giornaliero per la protezione umana del PM10 (50 µg/m3). In particolare l’area della pianura Padana rimane la zona più critica. Tutti i capoluoghi lombardi hanno superato il “bonus” dei 35 giorni, in Piemonte si salva solo Verbania, in Veneto Belluno, Cesena in Emilia Romagna e Gorizia in Friuli Venezia Giulia.

A saltare all’occhio, però, oltre al numero di città che non rispettano i limiti, sono i giorni di sforamento e il loro pauroso aumento da un anno all’altro. Ben 13 città hanno registrato oltre 100 superamenti del limite di protezione della salute umana e 29 hanno superato di due volte il limite annuale dei 35 giorni fuorilegge. Se, per ipotesi, si potessero esaurire in anticipo i 35 superamenti consentiti ogni anno, Torino avrebbe già esaurito il bonus per i prossimi tre anni e mezzo, Milano e Verona per due anni e otto mesi, Alessandria e Monza per i prossimi 2 anni e mezzo. Rispetto al 2010, in alcune città la situazione è peggiorata in modo drammatico: Cremona ha registrato quasi tre mesi in più di aria irrespirabile, Verona due mesi in più, Treviso 50 giorni, e numeri allarmanti si leggono anche per Milano (44 giorni in più), Terni (42), Cagliari e Vercelli (entrambe hanno registrato un aumento di 38 giorni).
E se diminuiscono le città che hanno superato più di 25 volte il valore giornaliero dell’ozono, sono 18 quelle in cui gli sforamenti sono stati più del doppio di quelli concessi. Addirittura il triplo a Lecco, Mantova e Novara. È in leggera crescita anche il numero di città che non rispettano i limiti del biossido di azoto.

Le cause dell’inquinamento atmosferico sono chiare e conosciute da tempo. Analizzando il dettaglio cittadino delle fonti di emissione, si vede come il contributo del traffico veicolare sia rilevante per le polveri fini (come a Roma, Milano, Palermo e Aosta) e ancora di più per gli ossidi di azoto. Un’altra fonte sempre più influente in città è quella dei riscaldamenti, che in alcuni casi supera anche il contributo delle automobili, come ad esempio a Bolzano, Trento, Cagliari. E scendendo nel dettaglio delle emissioni che provengono dalle diverse categorie di veicoli, sono sempre le automobili le peggiori “inquinatrici”, e sebbene sul mercato compaiano modelli di auto sempre più efficienti e alcuni progressi siano stati fatti sulla riduzione degli inquinanti che escono dai tubi di scappamento, non vanno sottovalutate quelle 9mila tonnellate di polveri a livello nazionale che derivano dall’usura degli pneumatici, dei freni e del manto stradale, che in buona parte finiscono nei nostri polmoni.

“Al traffico – commenta Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente - si risponde troppo spesso con interventi occasionali di emergenza, come blocchi del traffico o targhe alterne, che possono servire a qualcosa solo se programmati in modo continuo nel tempo e associati a provvedimenti quali il pedaggio urbano. L’Area C recentemente introdotta a Milano è, ad esempio, un’iniziativa che va in questa direzione e che si dimostrerà tanto più efficace quanto più convincerà i milanesi a usare maggiormente i mezzi pubblici e la bicicletta. Sarebbe auspicabile integrarla con misure su zone più estese. Il tutto, poi, va coordinato a livello nazionale da un Piano di risanamento della qualità dell’aria, che ancora si fa attendere, e al quale si devono associare altre misure come quelle sul riscaldamento che in molte città contribuisce in maniera sostanziale all’aumento dell’inquinamento dell’aria. La soluzione è possibile, richiede però più coraggio da parte degli amministratori e più responsabilità da parte dei cittadini”.

Per limitare le auto in città servono, insomma, serie politiche di mobilità sostenibile e di potenziamento del trasporto pubblico locale, ma si deve pensare più seriamente anche al modo di ridurre il flusso del traffico pendolare in entrata nelle città. Sono circa 11milioni le persone che ogni giorno si spostano per recarsi al lavoro o ai luoghi di studio, e di questi solo 2,8milioni scelgono il treno. Le pessime condizioni del servizio ferroviario e dei treni sono continuamente peggiorate dai continui tagli delle risorse e dei collegamenti, le difficoltà di muoversi in città una volta usciti dalla stazione, rendono il treno poco appetibile come mezzo di trasporto. Eppure aumentare di mille unità i treni in circolazione o investire a lungo termine per portare i passeggeri ad almeno 4 milioni, porterebbe benefici non solo alla qualità della vita, ridurrebbe le congestioni da traffico, e comporterebbe un risparmio di emissioni in atmosfera stimate da Legambiente in una riduzione dal 3,3% al 5,5% di PM10.


Scarica il dossier Mal'aria 2012


La classifica delle città peggiori e il numero dei superamenti


1. Torino (158)
2. Milano (131)
3. Verona (130)
4. Alessandria (125)
5. Monza (121)
6. Asti (117)
7. Brescia (113)
8. Vicenza (112)
9. Cremona (109)
10. Frosinone (108)
11. Mantova (108)
12. Pavia (103)
13. Treviso (102)
14. Bergamo (98)
15. Rovigo (98)
16. Lodi (96)
17. Cagliari (94)
18. Padova (94)
19. Parma (93)
20. Venezia (91)





Novità! Si è conclusa una edizione da record 


della Settimana Europea per la Riduzione dei 

Rifiuti


La SERR 2011 in Tv: Ambiente Italia e Che tempo che fa (Rai Tre) -

La SERR in videoVideo promozionale europeo

Come si possono ridurre i rifiuti? | Video promo da AICA TV


Per partecipare alla Settimana: vai alla sezione
Documenti
Idee e spunti per le azioni: idee per le azioni dei project developer - elenco azioni SERR 2009 - elenco azioni SERR 2010

European Week for Waste Reduction: il sito europeo
L'edizione 2011 della SERR in Europa: elenco degli organizzatori e delle azioni

La SERR su Facebook con due pagine dedicate all'evento: Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2010 ed European Week for Waste Reduction

QUIZ OPERAZIONE PATTUMIERA 

VUOTA: METTI ALLA PROVA LE TUE 

CONOSCENZE



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