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mercoledì 9 novembre 2016

Dati Inquinamento Mondiale


L’Agenzia Internazionale per L’Energia (AIE) ha appena pubblicato il rapporto annuale World Energy Outlook 2016 da cui si evince che l’inquinamento nel 2040 sarà responsabile di circa 8 milioni di decessi oggi stimati a 6,5 milioni. Cifre spaventose più che preoccupanti.

Un chiaro segnale lanciato all’uomo e al suo attuale stile di vita, il mondo deve trovare il modo e la forza per abbandonare le energie fossili in favore di quelle pulite.

Il rapporto dell’AIE fa notare inoltre che le politiche energetiche esistenti non bastano per incidere sulla qualità dell’aria e che quindi non importa il modo in cui limitiamo l’inquinamento, ma tramite quali fonti soddisfiamo il nostro bisogno di energia.

Nel prossimi 20 anni, si suppone sarà il continente asiatico a soffrire maggiormente registrando 
addirittura il 90 % di morti premature di tutto il mondo. Ma nessun paese resterà immune, dato che tra le città che hanno un sistema di monitoraggio della qualità dell’aria, ben 8 su 10 sforano i limiti indicati dall’OMS. Così che le morti premature causate dall’inquinamento dell’aria saliranno dai 3 attuali a 4,5 milioni entro il 2040. Tendenza contraria, ma non abbastanza marcata, per l’inquinamento indoor: i decessi scenderanno da 3,5 a 3 milioni, di questi, la maggior parte saranno quelle fasce di popolazione più colpite dalla povertà.

L’unica soluzione sarebbe adottare standard più rigidi sulle emissioni su strada, efficienza energetica 
industriale e produzione di energia da fonti pulite. 

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venerdì 29 luglio 2016

Ecofuturo 2016: Fonti Rinnovabili Costano Meno del Carbone


Siamo arrivati sull’orlo del sorpasso.
Non possiamo dire entro quanti mesi ma sappiamo che ormai questo sorpasso è imminente: il costo del kilowattora prodotto dall’idrico marino scenderà presto sotto il costo dell’elettricità prodotta col carbone. Cioè l’energia ecologica sarà più conveniente di quella inquinante. Quindi il mondo è salvo, almeno potenzialmente.
A questo è da aggiungere che il fotovoltaico, l’eolico, il solare e tutti i settori verdi stanno facendo grandi progressi, in termine di riduzione dei costi e di aumento della produttività.

La rivoluzione agricola

Ma a Ecofuturo presenteremo un’altra importante tecnologia, fondamentale per la continuazione dell’esistenza umana su questo pianeta. Oggi è ormai matura ed economicamente vantaggiosa una nuova strategia nelle coltivazioni: dopo millenni possiamo rinunciare all’aratura, possiamo puntare all’uso degli scarti agricoli per produrre biogas e quindi concime (#biogasfattobene) e possiamo così ottenere cibi di altissima qualità, biologici, e contemporaneamente abbattere la Co2 in atmosfera.

La Conferenza sul Clima di Parigi ha fissato per l’agricoltura l’obiettivo di stoccare nel suolo il 4 per mille della Co2 emessa in atmosfera; le tecnologie agricole che presenteremo a Ecofuturo sono in grado di stoccare nel sottosuolo il 14 per mille.

Fermare le morti per inquinamento urbano

A maggio, con Ecofuturo, siamo riusciti – in collaborazione con onorevoli del Pd, di Sel e del M5S – a presentare al Senato un pacchetto di tecnologie in grado di ridurre drasticamente il numero dei morti causato dall’inquinamento urbano ogni anno. Un numero spaventoso: oltre 54 mila!!! L’equivalente di un’intera cittadina sterminata. Adottando alcune soluzioni assolutamente possibili e convenienti – come abbiamo dimostrato con il nostro Libro Bianco – potremmo al contempo far risparmiare al sistema Italia più di 200 miliardi di euro all’anno. Cioè in un sol colpo potremmo evitare un massacro, uscire dalla crisi e creare un milione di posti di lavoro (veri).

Per cercare di dare forza al futuro migliore che oggi è finalmente possibile dal 26 al 31 luglio (IlFattoQuotidiano.it è nostro media partner) all’Ecoarea di Rimini (uno straordinario spazio espositivo in bioarchitettura), in diretta streaming con l’intero pianeta, abbiamo organizzato la terza edizione del Festival EcoFuturo dedicato alla nuova generazione di innovazioni ecotecno; potrete vedere in anteprima folgoranti invenzioni che avranno un impatto travolgente sui nostri consumi e sulle nostre abitudini ma che hanno bisogno di essere sostenute e fatte conoscere perché possano affermarsi nel mercato.

Case ecologiche a prezzi contenuti, case realizzate con mega stampanti in 3D (Wasp Project), sistemi di produzione di biogas dagli scarti organici, conversione dei mezzi pesanti a Gnl (gas naturale liquido), geotermia non inquinante, autotrazione elettrica, tecnologie per gestire acqua e rifiuti, accumulatori di corrente, pannelli solari flessibili e leggeri che hanno la stessa produzione elettrica dei pannelli rigidi e anche piccoli pannelli solari ad alta efficienza che si possono collegare direttamente alla presa di casa e che finalmente hanno un conteggio economico sostenibile.
E visto che voti ogni volta che fai la spesa e salvi il pianeta a pranzo e a cena abbiamo dedicato uno spazio quotidiano ad alimentazione, salute e benessere.

E come sempre cercheremo di costruire una collaborazione tra aziende, associazioni, comunicatori e ricercatori. In particolare quest’anno vorremmo costruire un sistema di cooperazione e condivisione delle risorse tra le aziende.

Il panorama italiano vede una grande ricchezza di idee e di brevetti unito a una notevole difficoltà nel raggiungere il mercato. Passare dal prototipo alla produzione industriale non è facile neppure per chi ha in mano invenzioni straordinarie. E la situazione è aggravata dal fatto che molte aziende eccellono nella costruzione di prodotti ma hanno poca dimestichezza con i farraginosi meccanismi dei finanziamenti europei e degli aiuti governativi. Accede a queste opportunità non chi ha le idee migliori ma chi ha i commercialisti più scaltri.

Vogliamo riuscire a connettere le aziende, aiutarle a sostenersi reciprocamente nel settore della comunicazione e delle vendite, creare una rete di promotori ecotecnologici e un gruppo di consulenti.

Resta in connessione. Sul Fatto online troverai ogni giorno un video-riassunto degli eventi della giornata precedente.

Ps.
Visto che non si vive di sola tecnologia ci saranno anche spettacoli serali con (nell’ordine) Paolo Jannacci, Giobbe Covatta, Cecco e Cipo, Nada e il sottoscritto.
E l’ultimo giorno una serata speciale su Ecologia e Spiritualità con testimonianze di importanti ospiti di tutte le fedi e con Stefano Fucili che canta e Mario Pirovano che recita “Lo Santo Jullare Francesco” di Dario Fo.

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mercoledì 5 dicembre 2012

Politici, amici di carbone e petrolio? Io non vi voto!


Cari leader politici, siete amici del carbone e del petrolio? Io non vi voto! La nostra sfida alla politica fossile è partita. Se il tuo voto non è disponibile a chi vuole fare dell'Italia un nuovo Texas petrolifero, firma la petizione.

Ciao ,

Le conseguenze dei cambiamenti climatici hanno tolto tutto a molte famiglie e noi non possiamo permettere che, di fronte a questi disastri, la politica rimanga sorda.

Per questo motivo stiamo mandando, insieme a più di 35 mila cittadini come te, un messaggio chiaro a chi si candida a governarci: il nostro voto non è disponibile a chi continua a investire nelle fonti fossili, come il carbone e il petrolio, che distruggono il clima e minacciano tutti noi.  

Se anche tu vuoi un futuro di energie pulite, che ci salveranno dai cambiamenti climatici, firma la petizione su www.IoNonViVoto.org 

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mercoledì 30 novembre 2011

No a carbone e biomasse





No a carbone e biomasse

freno agli impianti 

di Brindisi e Lecce


BARI - No alle emissioni di C02 (in cui primeggia la centrale Enel di Cerano) e a tutti i nuovi impianti (la centrale a biomasse di Cavallino) che disattendono le linee sulla riduzione delle emissioni imposte dal Pear (il Piano energetico ambientale regionale). Due gli ordini del giorno approvati ieri dal consiglio regionale. Il primo, bi-partisan (firmato da Michele Losappio, Angelo Disabato, Rocco Palese Salvatore Negro, Antonio Decaro, Davide Bellomo, Donato Pellegrino e Orazio Schiavone), parla della riduzione di Co2 in tutta la Puglia con particolare riferimento alla centrale di Cerano (Br), che è al primo posto in Italia con l’emissione di 13 milioni di tonnellate di Co2 (dati 2009), superiori alla quota stabilita dalla direttiva europea (10,4 milioni). Il secondo odg, a firma Antonio Maniglio(Pd) e Donato Pellegrino (Psi), chiede al Governo regionale un intervento deciso per bloccare l’insediamento della centrale a biomasse deliberata dal Comune di Cavallino (Le).

L’assessore all’ambiente Lorenzo Nicastro ha avvertito che sin dal 2008 la Regione ha in corso trattative per una riduzione della produzione energetica dal carbone ma, sinora, «non hanno portato ad alcun miglioramento». Per questo l’odg approvato «ci permette di agire con maggiore forza» con l’Enel. Per quanto riguarda l’impianto di Cavallino, l’assessore allo sviluppo economico Loredana Capone ha puntato l’indice sulle autorizzazioni rilasciate dal Comune e dalla Provincia di Lecce e annunciato che alla Conferenza di servizi del prossimo 16 dicembre il governo regionale tornerà a ribadire la sua contrarietà. «No allo scaricabarile» hanno replicato Antonio Barba, Andrea Caroppo, Erio Congedo, Roberto Marti e Mario Vadrucci (Pdl) votando a favore dell’odg.

I temi torneranno al centro di una seduta monotematica del consiglio regionale e di una Conferenza programmatica sull’energia, aperta anche alla partecipazione dei parlamentari pugliesi, annunciate da Onofrio Introna per venire incontro alle richieste dei consiglieri.«Si corona così un’iniziativa del gruppo Se» dice il capogruppo dei vendoliani Michele Losappio. Va oltre il capogruppo Pd Antonio Decaro, sollecitando la giunta a predisporre «la legge per introdurre l'obbligo di utilizzo della “filiera corta” al 100% nelle aree agricole e all'80% nelle aree industriali», che consentirebbe di ridurre i mega-impianti ed evitare l'utilizzo di biomasse provenienti da altre aree. «Dobbiamo favorire - aggiunge - gli impianti di co-generazione, ossia quelli capaci di produrre sia energia che calore».

Buone notizie, infine, da Taranto: la diossina emessa dall’Ilva - annuncia Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink - è scesa sotto il limite di 0,4 nanogrammi a metro cubo, come prevede il Pear. 



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martedì 25 ottobre 2011

ENERGIAINFINITA: LINKS: Mobilitazione nazionale contro il carbone

Fermiamo il carbone: Sabato 29 ottobre ore 14 mobilitazione nazionale Appuntamento ad Adria (Porto Tolle)


Iniziative anche a Saline Joniche, La Spezia, Vado Ligure, Brindisi.


Contro l’uso del carbone, che inquina, minaccia gravemente la salute dei cittadini, uccide il clima e costringe i lavoratori del comparto energetico ad un futuro fatto solo di precarietà, sabato 29 ottobre le 35 associazioni della coalizione Fermiamo il carbone organizzano una manifestazione nel Polesine ad Adria contro la riconversione della centrale di Porto Tolle, e presidi a Saline Joniche, La Spezia, Vado Ligure e Brindisi.
Il governo ha deciso contro ogni logica di puntare sulle centrali a carbone: la fonte fossile a maggiore emissione specifica di gas serra. A Porto Tolle, Enel progetta la conversione di una centrale a olio combustibile in una a carbone della potenza di 2000 MW nel mezzo del parco del Delta del Po. Questo comporterebbe l’emissione di oltre 10 milioni di tonnellate l’anno di CO2: l’equivalente di oltre 4 volte le emissioni annuali di una città come Milano.
Prevista anche la riconversione di vecchie centrali come Rossano Calabro e la realizzazione di nuovi gruppi come a Vado Ligure e Porto Torres o addirittura la costruzione di nuovi impianti come Saline Joniche. Una scelta che va contro ogni strategia di riduzione delle emissioni di anidride carbonica, contro la salute, lo sviluppo del territorio dell’agricoltura, del turismo e della pesca e contro l’occupazione, poiché, rispetto al settore innovativo e in crescita delle fonti rinnovabili, rappresenta una scelta energetica ormai obsoleta.
Con i recenti referendum oltre 26 milioni di italiani hanno rivendicato il diritto di decidere del proprio futuro: un futuro di vera sicurezza energetica e per scongiurare che i cambiamenti climatici raggiungano livelli distruttivi per l’ambiente, il benessere e la stessa specie umana.
"Con la giornata del 29 ottobre - dichiarano i promotori della mobilitazione, che lanciano anche la sottoscrizione di un appello - ci rivolgiamo a tutti, anche a coloro che subiscono il ricatto occupazionale, ovunque in Italia vi siano progetti di ritorno al carbone, per rifiutare tutti insieme la contrapposizione tra lavoro ambiente e salute, cominciando invece a costruire un lavoro dignitoso, una società basata sull’interesse comune e non su quello di poche lobbies, sulla possibilità di un futuro sostenibile per tutte e tutti". Per maggiori informazioni e per firmare l'appello visitate il sito di Fermiamo il carbone.
Appuntamento principale ad Adria alle ore 14 per formare un corteo colorato e pacifico che attraverserà le vie della città. La manifestazione continuerà (16.30 circa) con interventi dal palco, collegamenti con le altre piazze, spettacolo. Lo streaming della manifestazione verrà trasmesso sui siti web di tutte le associazioni promotrici, su GlobalProject e Libera TV.

Promotori coalizione Fermiamo il carbone:
Alternativa, AltraMente scuola per tutti, AltroVe, Arci, Auser, A Sud, Cepes, Circolo culturale AmbienteScienze, Comitato Energia felice, Comitato SI' alle Rinnovabili NO al nucleare, Coordinamento Veneto contro il carbone, Ecologisti Democratici, Fare Verde, Federazione nazionale Pro Natura, Federconsumatori, Forum Ambientalista, Greenpeace, ISDE-Medici per l'Ambiente, Italia Nostra, Kyoto Club, Legambiente, Lega Pesca, Lipu, Movimento difesa del cittadino, Movimento Ecologista, OtherEarth, Rete della Conoscenza (Uds-Link), RIGAS, Slow Food Italia, SOS Rinnovabili, Vas, WWF, Ya Basta.




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lunedì 23 novembre 2009

Civitavecchia, rifiuti tossici nella centrale a carbone

Civitavecchia, rifiuti tossici nella centrale a carbone


«Venite a vedere dove l’Enel dove tiene i rifiuti della combustione della centrale Torre Valdaliga nord. Questo è il carbone pulito», scrive il movimento No coke dell’altro Lazio alla Commissione europea. Denunciano l’ennesimo caso di rischio per il territorio e di omissione di controllo, venuto alla luce dopo la pubblicazione di alcune foto su centumcellae.it: cumuli di rifiuti della combustione del carbone abbandonati sul terreno, nell’incuria più totale, nei piazzali interni alla centrale. «Dove sono i controlli che avrebbero dovuto garantire la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini? – chiedono i No coke – Osservatorio ambientale, tavolo della salute, cosa stanno facendo se chiunque può verificare che tutte le indicazioni e prescrizioni della Via e dei vari atti autorizzativi vengono puntualmente inosservate, alla faccia della salute dell’intero comprensorio». Sono indignati i No coke, perché i problemi dello stoccaggio delle ceneri e della loro pericolosità per smaltirli erano stato fra gli argomenti [tanti] a cui Enel non ha mai dato un’esauriente risposta. «Risposta che oggi è evidente a tutti».

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