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martedì 23 ottobre 2018

Lo smog vola, da oggi stop ai diesel Euro 4

Lo smog vola, da oggi stop ai diesel Euro 4

Prima emergenza smog dell'autunno, che costringe al blocco, da oggi, dei diesel Euro 4. Provvedimento che fa scoppiare la polemica fra Regione e Comune, 
visto che il Pirellone invita «ad essere meno rigidi» 
e a guardare le previsioni meteo.

Dopo quattro giorni consecutivi di pm10 fuorilegge, sopra la soglia di guardia per la salute dei 50 
microgrammi per metro cubo - con picchi sabato e domenica rispettivamente di 62,1 e 60 - sono 
confermati automaticamente i divieti della fase uno del protocollo regionale anti-inquinamento: stop, 
pena la multa da 110 euro, alle macchine alimentate a gasolio fino alla classe 4 inclusa (circa 60mila in città) dalle 9 alle 18,30 e ai veicoli commerciali a gasolio fino alla classe 3 dalle 8,30 alle 12,30. Infine, è obbligatorio abbassare la temperatura nelle case e nei negozi a 19 gradi. «Ma - precisa l'assessore comunale all'Ambiente Marco Granelli - le temperature sono ancora miti, sopra le medie stagionali, quindi, invitiamo i cittadini a tenere spento oppure molto basso il riscaldamento».

I provvedimenti restano attivi ad oltranza e saranno sospesi dopo due giorni consecutivi di polveri sottili nei limiti. Il che potrebbe accadere già giovedì, perché il forte vento di domenica ha probabilmente spazzato via le polveri velenose. Per il blocco di oggi scoccano scintille fra l'assessore regionale all'Ambiente Raffaele Cattaneo e il collega in Comune, Granelli. Il primo infatti, visto il meteo favorevole alla dispersione del pm10, afferma che
 «ci vuole meno rigidità e automatismi». A ribattere è Granelli: 

«Le regole le ha scritte la Regione, se vuole cambiarle, facciamolo. E pensi a misure strutturali, perché quelle emergenziali sono per loro natura poco efficaci e fastidiose».
Lo stop agli Euro 4 va ad aggiungersi ai divieti regionali scattati dal 1° ottobre che lascia in garage i 
diesel fino agli Euro 3, se sprovvisti del filtro antiparticolato (in tutto 153mila veicoli).

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sabato 16 giugno 2018

È allarme rosso sul diesel

È allarme rosso sul diesel

 In 5 mesi -20% in Europa

La guerra al diesel tout court e un "effetto calendario" (i giorni lavorativi in meno) hanno fatto sì che, a maggio, le vendite di auto in Europa siano state piuttosto fiacche: +0,6%, dato che porta il consuntivo da gennaio a segnare una crescita del 2,2%. "La demonizzazione dei motori diesel - sottolinea Gian Primo Quagliano (Centro studi Promotor) - porta al rinvio di sostituzioni ormai mature di auto con queste motorizzazioni; i tanti proprietari, infatti, continuano a prendere tempo allo scopo di valutare se acquistare ancora un veicolo a gasolio oppure orientarsi su altre alimentazioni". Gli "effetti annuncio", come nel caso della guerra al diesel, insieme alle incertezze politiche, da sempre sono i nemici peggiori di queste mercato.

Ecco allora la Germania registrare, in 5 mesi, un -21% nelle immatricolazioni di auto con questi motori, a fronte di un dato generale che ha visto il Paese scendere, in maggio, del 5,8%. Complessivamente, come ricorda l'Anfia, nei 5 maggiori mercati la domanda di vetture a gasolio è calata del 20%.

Male il diesel anche in Italia (-10,1% il mese scorso per questa alimentazione), rispetto a un mercato in retromarcia (-2,8%). Diesel giù anche in Francia (-16%).

Per questa tecnologia, dunque, è scattato l'allarme rosso: a prevalere, nonostante le notizie rassicuranti sulle unità di ultima generazione Euro6 con tutti gli step successivi, è un'informazione che mira a demolire tale alimentazione e che ha già costretto i costruttori a rivedere i piani strategici. C'è chi ha annunciato il rapido abbandono del diesel e chi - come Fca - la progressiva riduzione della produzione, con il risultato di riversare miliardi e miliardi di investimenti soprattutto nelle opzioni ibrido ed elettrico.

Per Fca, intanto, maggio ha visto le vendite stabili rispetto al 2017 (-0,2% dato dei 5 mesi negativo: -2,2%). Soffre il marchio Fiat (-11,1%) che in futuro sarà rappresentato solo dalle famiglie 500 e Panda, mentre Jeep consolida la leadership del gruppo (+101,3%); positiva anche Alfa Romeo (+12,2% a maggio). Con il vento in poppa è Psa Groupe (+57,8%), secondo costruttore europeo; ok anche i cugini francesi di Renault (+6,5%) e la galassia Volkswagen (+3,7%), con il marchio Seat, guidato dall'italiano Luca De Meo, in piena accelerazione: +25,3 per cento.

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