domenica 26 dicembre 2010

Nucleare, catastrofe radioattiva in Niger, Uranio ovunque


Nucleare: catastrofe radioattiva in Niger. Uranio ovunque. Perchè in Italia i Mass Media non ne parlano??


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Lo scorso 11 dicembre presso la miniera d'uranio Somair in Niger oltre 200.000 litri di fanghi radioattivi sono fuoriusciti da tre piscine lesionate riversandosi nell'ambiente. Una catastrofe radioattiva nel silenzio.  In Africa pochi giorni fa è accaduta una vera e propria catastrofe radioattiva nel disinteresse del mondo occidentale che pretende energia "pulita" dall'atomo (che è una contraddizione in termini). Secondo rapporti di ONG e di Greenpeace, proprio in questi giorni di grande spolvero di comunicazione del nucleare italiano, dove al Forum Nucleare Italiano arriva una notizia che fa venire ancora più dubbi sulle centrali nucleari, riprendendo il tema dello spot tv. Difatti, come riporta il blog di Greenpeace, "Il 17 dicembre Greenpeace ha ricevuto rapporti verificati che dallo scorso 11 dicembre oltre 200.000 litri di fanghi radioattivi da tre piscine lesionate si sono riversati nell’ambiente presso la miniera d’uranio Somair". Quest’ulteriore perdita mostra che le cattive pratiche gestionali di Areva continuano a minacciare la salute e la sicurezza della popolazione e dell’ambiente. Contrariamente alle dichiarazioni di Areva di rispettare in Niger gli standard di sicurezza validi a livello internazionale, queste notizie dimostrano che non ha fatto abbastanza per proteggere la popolazione. Per chi ha ancora dubbi che l'"energia nucleare" sia pulita (e non solo trerribilmente readioattiva). Il nucleare quindi dimostra ancora una volta di soffrire di una filiera "sporca" (dalla miniera al reattore sino allo smantellamento) che ne fa una sorgente di energia non sostenibile.




. Anche le cose sognano.. Regenesi .

martedì 21 dicembre 2010

Salviamo le balene, Ora ci pensa Godzilla



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Salviamo le balene,

 

Ora ci pensa Godzilla

Ha preso il largo in Tasmania la nuova imbarcazione degli attivisti di Sea Shepherd, pronta per fronteggiare le baleniere giapponesi nell'Antartico. E' un battello superveloce di trenta metri, che prende il nome dal celebre "mostro" dei film di fantascienza giapponesi

ROMA - Pronti per affrontare una nuova missione. Con una nuova, supertecnologica arma. Ha preso il largo oggi da Hobart, in Tasmania, il nuovo battello degli attivisti di Sea Shepherd 1, l'organizzazione (nata da una costola di Greenpeace e ben più aggressiva) fondata dal capitano Paul Watson. Si tratta di un intercettore superveloce di trenta metri, dal temibile nome di "Gojira", il celebre mostro dei film giapponesi conosciuto in altre lingue come Godzilla. Con il suo equipaggio di undici marinai raggiungerà in mare aperto le altre due navi dell'organizzazione, la "Steve Irwin" e la "Bob Barker", con a bordo altri ottanta attivisti, per lanciare una nuova offensiva contro la flotta baleniera giapponese che sta per avviare la stagione estiva di caccia "scientifica" nell'Oceano Antartico con una quota di 1000 grandi cetacei.

Il comandante della "Gojira", Locky MacLean, prima della partenza ha spiegato che l'imbarcazione è più veloce anche delle navi arpionatrici e quindi dovrebbe intercettare e raggiungere senza grosse difficoltà. "E' la settima missione di Sea Shepher contro le baleniere - ha aggiunto MacLean - e potrebbe essere risolutiva. Siamo meglio attrezzati che mai, abbiamo l'equipaggio più numeroso e più esperto. E con il vantaggio di arrivare prima, ci sono buone probabilità di riuscire a cacciarli via per sempre dall'Oceano Antartico".

Un appello è giunto dal ministro degli Esteri neozelandese Murray McCully, che ha esortato entrambe le parti all'autocontrollo per evitare incidenti di grossa entità. Lo scorso giugno, gli attivisti di Sea Shepherd erano stati prptagonisti di una vera e propria battaglia 2 con due pescherecci libici, aiutati da un rimorchiatore con bandiera italiana, che stavano effettuando la pesca al tonno rosso nelle acque di Tripoli sebbene la stagione che consente questa attività si fosse ufficialmente chiusa una settimana prima. Lo scontro verbale è rapidamente precipitato per concludersi con uno scontro fisico. Ma intanto altri attivisti erano riusciti a liberare numerosi tonni dalle reti.
 http://www.repubblica.it/ambiente/2010/12/20/news/balene-10404061/

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lunedì 20 dicembre 2010

Fotovoltaico sui tetti, Vendola firma protocollo d'intesa con Enel.Si




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Fotovoltaico sui tetti, Vendola firma protocollo d'intesa con Enel.Si
“Questa iniziativa segna il nuovo corso che la Regione Puglia intende perseguire in materia di sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili”.
Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola siglando il Protocollo d’Intesa con Enel.Si per promuovere l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici.
Alla firma erano presenti Guido Stratta, responsabile di Enel.Si, l’assessore regionale all’Ecologia Lorenzo Nicastro e il dirigente regionale del settore economia Davide Pellegrino.
“Siamo dinanzi ad una sperimentazione – ha esordito Vendola – che non ha precedenti in Italia. Oggi inizia il secondo tempo della strategia regionale in materia di fotovoltaico. Il tentativo è quello di realizzare una vera e propria solarizzazione strutturale degli edifici pugliesi, delle case, degli ospedali, delle scuole, dei parcheggi e di molte strutture pubbliche”.
Secondo Vendola “il tema riguarda la famiglia, in quanto si tratta di coniugare vantaggi sociali e innovazione. La microproduzione di energia elettrica (da 1 a 50 Kw), ha un duplice effetto: da un lato, consente di promuovere la cultura dell’autoconsumo e del risparmio energetico, aumentando così la consapevolezza individuale dell’importanza economica e ambientale di definire un equilibrato bilancio energetico; e dall’altro, permetterà a molte famiglie pugliesi e a micro e piccole imprese di ottenere consistenti risparmi di spesa sulle bollette ottenendo i vantaggi diretti o indiretti del sistema incentivante riconosciuto a livello statale e che, diversamente, risulterebbe a vantaggio della produzione industriale di energia elettrica da fonti rinnovabili”.
“La crisi economica che stiamo attraversando – ha ribadito il Presidente della Regione Puglia – può essere un’occasione feconda per tutti noi per ripensare abitudini e stili di vita che promuovano scelte ambientalmente sostenibili”.
“Il futuro del fotovoltaico – ha concluso Vendola – non può che essere la microproduzione, la solarizzazione integrale delle città”.
Grazie a questo accordo, i proprietari degli immobili potranno scegliere tra due modalità di realizzazione di un impianto fotovoltaico. La prima soluzione prevede l’utilizzo per 20 anni del tetto o del lastrico solare da parte dell’affiliato che realizzerà l’impianto fotovoltaico. Il proprietario dell’immobile usufruirà da subito dell’energia prodotta per i propri usi, con conseguenti benefici in bolletta e notevoli vantaggi ambientali.
Sarà l’affiliato, che conserverà per tutto il periodo la proprietà dell’impianto, a farsi carico del costo di realizzazione, della manutenzione e della gestione. Dopo i 20 anni, senza ulteriori formalità, l’impianto passerà gratuitamente al proprietario dell’immobile.
La seconda opzione prevede da subito la piena proprietà dell’impianto per il proprietario dell’immobile, con la realizzazione in proprio dell’investimento. I cittadini che sceglieranno di questa soluzione, beneficeranno dell’energia prodotta dall’impianto e degli incentivi erogati dal GSE.


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la radioattività generata dai siti di energia nucleare uccide gli embrioni femminili



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http://www.100ambiente.it/index.php?%2Farchives%2F970-Studio-la-radioattivita-generata-dai-siti-di-energia-nucleare-uccide-gli-embrioni-femminili.html


In Germania e Svizzera mancano all'appello 20mila bambine. La causa di questo sbilanciamento nei sessi delle popolazioni sarebbe da ricercare negli effetti collaterali del nucleare.In Germania e in Svizzera mancano all'appello 20mila bambine, mai nate, e la causa sarebbe da attribuire alla radioattività presente attorno alle centrali nucleari di questi due paesi.
A queste sconcertanti conclusioni, tutte da verificare, giunge uno studio condotto da tre scienziati tedeschi di fama, Ralf Kusmierz, Kristina Voigt e Hagen Scherb, del Centro di ricerca tedesco per la salute ambientale di Monaco, di cui dà notizia il settimanale tedesco WochenZeitung.

Lo studio viene considerato "assolutamente" attendibile anche da un oncologo di Basilea, Claudio Knuesli, intervistato dal settimanale.
Secondo Knuesli, la ricerca, che ha tentato di determinare se vi sia un rapporto fra il numero di bambine e bambini nati e la distanza delle famiglie da una centrale atomica, ha dato "risultati altamente significativi".
Gli studiosi hanno scoperto che nel raggio di 35 chilometri dalle centrali (27 tedesche e 4 svizzere) negli ultimi 40 anni vi sarebbero tra le 10 e le 20mila bambine non nate. Gli embrioni femminili, conferma l'oncologo, sono più sensibili alla radioattività di quelli maschili.
Normalmente nascono 105 femmine per ogni 100 maschi, ma nelle regioni che circondano le centrali nucleari le nascite femminili sono molto inferiori.
Lo dimostrano anche i dati relativi alla centrale di Chernobyl, da cui era partito lo studio, che già avevano evidenziato una significativa incidenza sia sul numero delle nascite che sul rapporto di nascite tra bambine e bambini.
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mercoledì 15 dicembre 2010

CHI CI PROTEGGERÀ DALLE BALLE NUCLEARI DI VERONESI




CHI CI PROTEGGERÀ

DALLE BALLE NUCLEARI DI VERONESI?



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Partecipa anche tu per smacherare le bugie nucleari del Prof. Veronesi…in tre semplici mosse.


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Umberto Veronesi continua a deliziarci con le sue sparate a favore del nucleare. Dice per esempio che potrebbe dormire avendo in camera da letto scorie nucleari: “non esce neanche la minima quantità di radiazioni” (AGI, La Repubblica, 30 novembre). Se un’affermazione di questo tipo la facesse come Presidente dell’Agenzia di sicurezza nucleare in qualche documento ufficiale, Veronesi andrebbe denunciato per falso ideologico. E se continuasse a promuovere il nucleare più che a controllarlo violerebbe nella sostanza la Direttiva UE 71/2009, che separa nettamente le due funzioni.

Anche a beneficio del prof. Veronesi, diamo qualche dato. A seconda del tipo di contenitore, la radioattività delle scorie vetrificate a un metro di distanza è di 40, 100 o 200 microSievert all’ora (World Nuclear Transport Institute, luglio 2006). Supponendo che il professor Veronesi dorma 6 ore a notte (è un tipo iperattivo, pare…), ci passerebbe 2.190 ore all’anno, assumendo quindi da 87 a 438 milliSievert (mSv) all’anno (radiazioni gamma e neutroni). La dose massima consentita per un individuo della popolazione è di 1 mSv all’anno. I lavoratori addetti sono, invece, autorizzati a prenderne 20 all’anno. Altro che sonni tranquilli: Veronesi si beccherebbe una dose di radioattività che, grosso modo, è da 80 a 430 volte oltre quella consentita.

Forse il Prof. spera di diventare fosforescente e risparmiare sull’abat jour? Purtroppo così al massimo si fa le lastre ai raggi gamma…

Se invece il professore preferisse tenere in camera da letto materiali nucleari non irraggiati, allora se la passerebbe molto meglio: in questo caso, infatti, si beccherebbe da 1 a 6 microSv all’ora con una dose annuale tra 2 e 12 mSv: dal doppio a 12 volte la dose massima.
Quali le conseguenze? Se, per assurdo, tutti i cittadini italiani seguissero il prof. Veronesi nell’esperimento in questione, avremmo oltre 250 mila casi di tumore fatali all’anno (le stime si riferiscono al tasso di esposizione di cui sopra: non sono di Greenpeace ma dell’ICRP la Commissione Internazionale per la protezione dalla radiazioni). Dubitiamo che basti il Prof. Veronesi a curarli tutti, e sarebbe meglio se il Prof. si facesse almeno un corso rapido sul tema per evitare di dire castronerie del genere.

Il problema è che queste balle non sono le sole di questo suo “battesimo nucleare”. Un’altra riguarda il deposito delle scorie. Il Prof. ci rassicura: questo problema non esiste perché secondo lui le potremo mandare in Spagna dove “c’è una vera e propria gara” dei comuni per accaparrarsi il deposito temporaneo per le scorie nucleari (alla faccia di quei cattivoni di Scanzano Jonico che proprio non ne vollero sapere). In effetti, sugli 8.000 comuni spagnoli, solo 8 comuni (di 5 regioni) hanno dichiarato la loro disponibilità a ospitare le scorie. La gara va male anche perché tutte e cinque le regioni coinvolte si sono un po’ alterate e i parlamenti regionali si stanno opponendo con forza.

Ma qualcuno ha avvisato il governo spagnolo delle intenzioni del nostro futuro Presidente dell’Agenzia di sicurezza nucleare?

Un’altra notizia bislacca (veronesica, potremmo dire) è che in Svizzera sono state “ordinate” tre nuove centrali. Di sicuro ce ne sono tre che devono chiudere e le aziende elettriche le vorrebbero sostituire. La Camera dei Cantoni su iniziativa del Cantone di Basilea, quello più fortemente antinucleare, ha deciso di continuare la procedura decisionale sulle tre centrali che avrà termine con un referendum nel 2013. Mentre da noi i referendum zoppicano, in Svizzera vanno forte: di recente ce ne sono stati due (a carattere locale) che hanno sancito la fuoriuscita dal nucleare di Berna e St Gallen, che si aggiungono alle decisioni antinucleari già prese dalle città di Zurigo, Basilea e Ginevra.

Conclusione: Veronesi straparla del nucleare e vorrebbe essere quello che ci “proteggerà” dalle centrali di Berlusconi e ENEL. Ma chi proteggerà Veronesi da sé stesso? E chi proteggerà noi dalle balle di Veronesi?



.Altroconsumo - Free mini stereo

martedì 14 dicembre 2010

A Cancun il bicchiere è mezzo vuoto



La spiaggia di Cancun sta scomparendo, e non perché i turisti si rubino la sabbia, bensì a causa dell’edificazione selvaggia. La cementificazione ha fatto sparire le dune, le mangrovie e l’ecosistema e la situazione è veramente da allarme rosso. Già l’anno scorso avevano rovesciato sulla spiaggia una quantità di sabbia impressionante per fermare l’erosione ma ora i due terzi dell’arena sono spariti e si è formato uno scomodo scalone per accedere al mare.



A Cancun il bicchiere è mezzo vuoto


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_ CANCUN _

Molta apparenza, tante promesse, ma ben poca sostanza. Il duplice accordo approvato dalla conferenza sul clima di Cancun poco dopo le tre del mattino di ieri, tra l’altro violando spregiudicatamente le regole Onu che prevedono l’unanimità/consensus (che non c’era, perchè la Bolivia era contraria) ha il pregio di aprire un paracadute per il multilateralismo e risponde alla necessità degli stati di salvare la faccia dopo il fallimento di Copenaghen, ma è totalmente vuoto di risultati concreti sul cuore del problema: la riduzione delle emissioni.

“L’intesa _ osserva un negoziatore esperto come Michael Zammit Curtajar, che qui ha guidato uno dei gruppi di lavoro _ è servita a riportare nella Convenzione l’accordo di Copenaghen, che gli Usa non erano riusciti a far includere lo scorso anno”. Logico che gli Usa siano molto soddisfatti e così Cina e India che con la loro apertura a futuri impegni volontari (ma legalmente vincolanti) hanno costituito l’autentica novità della conferenza. Felici anche l’Ue, la Russia, il Giappone e persino la maggioranza degli ambientalisti. “C’è ancora molto lavoro da fare, ma adesso ci sono le basi per un accordo globale a Durban” osserva Mariagrazia Midulla del Wwf. Soddisfatti anche Greenpeace (che aggiunge: “ma Cancun non salverà il clima”) e Oxfam. “E’ una intesa in chiaroscuro, che rilancia il processo ma ha ancora punti da colmare” è più cauto Mauro Albrizio di Legambiente. Decisamente critici invece i Frieds of the Earth.

Certo, più si leggono i documenti, piu l’ottimismo è fuori luogo. I testi approvati a Cancun riguardano i “tracciati paralleli” del negoziato: Kyoto, e le “azioni di lungo periodo”, il processo che dovrebbe portare a un accordo globale. Evitando accuratamente di dire quale sarà la forma legale dell’eventuale intesa finale (essenziali per capire se si parla di aria fritta), si fa solo una promessa che il gruppo su Kyoto dovrà terminare il proprio lavoro entro il 2012 “in modo da evitare un gap tra primo e secondo periodo d’impegno”. Su Kyoto – stante il “no” di Giappone e Russia ad un secondo periodo di impegno _il testo non va oltre limitandosi a dire che, nel caso, gli stati “riconoscono l’obiettivo indicato dall’Ipcc” per i paesi avanzati di ridurre le loro emissioni tra il 25 e il 40% entro il 2020”. Riconoscono, non fanno proprio. Anche sugli impegni “legalmente vincolanti” non c’è dulla. E’ vero infatti che la dizione “legalmente vincolanti” c’è ma solo per dire che il documento di Cancun “non dovrà pregiudicare eventuali accordi vincolanti”. E ci mancava pure il contrario…

Passi in avanti invece ci sono su finanziamenti (30miliardi di dollari subito, 100 all’anno dal 2020), nell’istituzione del Green Climate fund (non si sa come finanziato e da chi) e del Meccanismo per il trasferimento tecnologico (entrambi già decisi a Copenaghen) oltre che sulla creazione (fondamentale) di un sistema di controllo e verifica degli impegni di mitigazione. Ottimo. Peccato che si tratti di punti “di secoda fascia” e manchi il cuore _ i tagli _ per la quale si rinvia all’anno prossimo a Durban. E ovviamete senza garanzia alcuna che là si pssa raggiungere una intesa.

“A Cancun _osserva il fisico Vincenzo Ferrara dell’Enea _ si è deciso come montare i rubinetti del bagno, quali maniglie montare alle porte e dove mettere i mobili di una casa che ancora non esiste e della quale manca un progetto certo e che non sia ha neanche idea di come realizzare”. Non che sia un gran risultato.

Dall’inviato ALESSANDRO FARRUGGIA

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Masdar, la prima città del mondo a carbonio zero



Masdar,
la prima città del mondo
a carbonio zero

Masdar, la prima città al mondo a zero emissioni di carbonio, sporge un dito sostenibile negli occhi dell'occidente petrolio-dipendente. Masdar, creato dagli Emirati Arabi Uniti (EAU) del governo, è una città ultra-sostenibile che crescono nel deserto al di fuori di Abu Dhabi. The irony of this: L'ironia di questa:
  • The oil-addicted west consumes vast amounts of oil, funding the middle east's oil-free sustainability initiatives. L'Occidente del petrolio-dipendente consuma grandi quantità di petrolio, il finanziamento del Medio Oriente le iniziative di sostenibilità oil-free.
  • As the US contines the love affair with gas guzzling SUVs, Masdar outlaws combustion-engine vehicles, replacing them with a network of electric cars. Mentre gli Stati Uniti contines la storia d'amore con i SUV divoratrici di gasolio, Masdar fuorilegge i veicoli con motore a combustione, sostituendole con una rete di auto elettriche.
  • As western powers bicker over global warming details, Masdar shades itself from the warming world with rooftop arrays of solar panels. Come litigano potenze occidentali sui dettagli del riscaldamento globale, Masdar stessa tonalità dal mondo del riscaldamento con le matrici sul tetto di pannelli solari.
  • Partnering with MIT, Masdar's Institute of Science and Technology offers programs in science and engineering with a focus on sustainability and renewable energy. La collaborazione con il MIT, Masdar Institute of Science and Technology offre programmi in scienze e ingegneria, con un focus sulla sostenibilità e le energie rinnovabili.
The Masdar development (detailed below) is designed by the British architect Norman Foster. Lo sviluppo Masdar (vedere di seguito) è stato progettato dall'architetto britannico Norman Foster. In an interview with Time's Bryan Walsh, you can feel Fosters frustration: In un'intervista al Time's Bryan Walsh, si può sentire la frustrazione Fosters:
“It shows there is another side of this place that is totally unexpected. "Si dimostra che c'è un altro lato di questo luogo che è totalmente inaspettato. I think that as you read about some of this in Western newspapers, you'll be shocked. Penso che come si legge su alcuni giornali occidentali in questo, ti verrà sconvolto. Your immediate reaction would be, Why aren't we doing this? La tua reazione immediata sarebbe: Perché non stiamo facendo questo? We're expanding London, and we're just repeating the old model of sprawl. Stiamo espandendo Londra, e siamo solo ripetendo il vecchio modello di sprawl. Why elsewhere is there not one experiment like this? Perché altrove non c'è un esperimento come questo? Why not in the US, with its total dependence on oil? Perché non negli Stati Uniti, con la sua totale dipendenza dal petrolio? Why can't this collective of European wisdom and power create a similar initiative? Perché non è possibile questo collettivo di saggezza europea e di potere creare una simile iniziativa? I have to ask myself, Why is this initiative, which in urban terms is the most progressive, radical thing happening anywhere, happening here?” Devo chiedere a me stesso, perché è questa iniziativa, che in termini urbanistici è la più progressista, radicale cosa succede da nessuna parte, succede qui? "
The oil-rich UAE isn't doing this because they can – they are doing it because they must. Gli Emirati Arabi Uniti, ricca di petrolio non sta facendo questo perché può - che stanno facendo è perché devono. Masdar is a model city for the hotter, less secure, walled-city future of a post-petroleum climate-changed world. Masdar è una città modello per il più caldo, meno sicuro, il futuro della città murata di un mondo post-petrolifero clima cambiato.
The UAE, with just 4.5 million people, but billions in oil money, has funded a rapidly expanding infrastructure. Gli Emirati Arabi Uniti, con appena 4,5 milioni di persone, ma di miliardi in soldi del petrolio, ha finanziato una infrastruttura in rapida espansione. As a country matures, their social complexity increases, along with energy consumption. Come paese matura, i loro aumenti la complessità sociale, insieme al consumo di energia. It takes vast energy to build and operate cities. Ci vuole grande energia per costruire e gestire le città. And Dubai, at the heart of the UAE has become an icon of conspicuous consumption. E Dubai, nel cuore degli Emirati Arabi Uniti è diventato un'icona del consumo vistoso. They already consume more natural gas than they can produce, becoming a net importer to feed the need for electricity. Hanno già consumano più gas naturale di quello che può produrre, diventando un importatore netto per alimentare i consumi di elettricità. Hence Masdar's emphasis on solar power. Quindi Masdar accento sulla energia solare.
Using GapMinder's Trendalyzer with energy consumption data from BP's Statistical Review of World Energy 2010 and income data from the IMF, we can see some powerful trends unfolding in the UAE. Utilizzando gli Gapminder Trendalyzer con il consumo di energia da dati BP Statistical Review of World Energy 2010 e dati sul reddito da parte del FMI, possiamo vedere alcune tendenze potente dispiegarsi negli Emirati Arabi. (NB data presented for 1965 through 2008, 1 year steps, circle area proportional to population size, per capita energy use in tonnes of oil equivalent). (NB: i dati presentati dal 1965 al 2008, incrementi di 1 anno, area cerchio proporzionale alla dimensione della popolazione, per il consumo di energia pro capite in tonnellate equivalenti di petrolio).
Note UAE's (the green line) stunning near vertical increase in per capita energy consumption over the past 20 years. Nota UAE (linea verde) stordimento aumento quasi verticale in consumo energetico pro capite negli ultimi 20 anni.
uae energy consumption
With an eye to their future, as global oil production peaks (middle east oil experts predict 2014), the UAE is laying the foundation for a sustainable future. Con un occhio al loro futuro, come picchi di produzione mondiale di olio (olio di esperti del Medio Oriente predire 2014), gli Emirati Arabi Uniti sta gettando le basi per un futuro sostenibile.

Highlights of In Arabian Desert, a Sustainable City Rises Highlights di In deserto arabico, una città sostenibile Rises

Architecture critic Nicolai Ourousoff reports on Masdar in the New York Times: Critico di architettura Nicolai Ourousoff relazioni sulla Masdar nel New York Times:
masdar city plan
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Designed by Foster & Partners, a firm known for feats of technological wizardry, the city, called Masdar, would be a perfect square, nearly a mile on each side, raised on a 23-foot-high base to capture desert breezes. Progettato da Foster & Partners, una società nota per gesta di magia tecnologica, la città, chiamata Masdar, sarebbe un quadrato perfetto, quasi un miglio per lato, rialzata su una base di 23 metri di altezza per catturare le brezze deserto. Beneath its labyrinth of pedestrian streets, a fleet of driverless electric cars would navigate silently through dimly lit tunnels. Sotto il suo labirinto di strade pedonali, una flotta di auto elettriche senza conducente si passa silenziosamente attraverso i tunnel poco illuminato.
Norman Foster, the firm's principal partner, has blended high-tech design and ancient construction practices into an intriguing model for a sustainable community, in a country whose oil money allows it to build almost anything, even as pressure grows to prepare for the day the wells run dry. Norman Foster, partner principale della ditta, ha miscelato design high-tech e delle pratiche di costruzione antica in un modello interessante per una comunità sostenibile, in un paese il cui olio di denaro permette di costruire quasi nulla, anche la pressione cresce a prepararsi per il giorno della pozzi a secco. And he has worked in an alluring social vision, in which local tradition and the drive toward modernization are no longer in conflict — a vision that, at first glance, seems to brim with hope. E lui ha lavorato in una visione affascinante sociale, in cui la tradizione locale e la spinta verso la modernizzazione non sono più in conflitto - una visione che, a prima vista, sembra all'orlo di speranza.
But his design also reflects the gated-community mentality that has been spreading like a cancer around the globe for decades. Ma il suo disegno riflette anche la mentalità gated-community che si sta diffondendo come un cancro in tutto il mondo per decenni. Its utopian purity, and its isolation from the life of the real city next door, are grounded in the belief — accepted by most people today, it seems — that the only way to create a truly harmonious community, green or otherwise, is to cut it off from the world at large. La sua purezza utopico, e il suo isolamento dalla vita della città reale porta accanto, sono motivato dalla convinzione - accettato dalla maggior parte delle persone oggi, a quanto pare - che l'unico modo per creare una comunità veramente armonico, verde o altro, è quello di tagliare che fuori dal mondo in generale.
He began with a meticulous study of old Arab settlements, including the ancient citadel of Aleppo in Syria and the mud-brick apartment towers of Shibam in Yemen, which date from the 16th century. Ha iniziato con uno studio meticoloso degli antichi insediamenti arabi, tra cui l'antica cittadella di Aleppo in Siria e le torri appartamento con mattoni di fango di Shibam nello Yemen, che risalgono al 16 ° secolo. “The point,” he said in an interview in New York, “was to go back and understand the fundamentals,” how these communities had been made livable in a region where the air can feel as hot as 150 degrees.Among the findings his office made was that settlements were often built on high ground, not only for defensive reasons but also to take advantage of the stronger winds. "Il punto", ha detto in un'intervista a New York, "era quello di tornare indietro e capire i fondamentali," come queste comunità era stata fatta vivibile in una regione dove l'aria può sentire caldo come 150 degrees.Among i risultati sua ufficio fatto è che gli insediamenti sono stati spesso costruiti su un terreno elevato, non solo per motivi difensivi, ma anche per sfruttare i venti più forti. Some also used tall, hollow “wind towers” to funnel air down to street level. Alcuni utilizzato anche alto, cavo "torri del vento" a imbuto dell'aria a livello della strada. And the narrowness of the streets — which were almost always at an angle to the sun's east-west trajectory, to maximize shade — accelerated airflow through the city. E la ristrettezza delle strade - che sono stati quasi sempre ad un angolo di traiettoria est-ovest del sole, per massimizzare ombra - il flusso d'aria accelerato per la città.
With the help of environmental consultants, Mr. Foster's team estimated that by combining such approaches, they could make Masdar feel as much as 70 degrees cooler. Con l'aiuto di consulenti in materia ambientale, la squadra di Mr. Foster's ha stimato che, combinando questi approcci, le parti potevano Masdar sentire fino a 70 gradi più fredda. In so doing, they could more than halve the amount of electricity needed to run the city. Così facendo, si potrebbe più che dimezzare la quantità di energia necessaria per far funzionare la città. Of the power that is used, 90 percent is expected to be solar, and the rest generated by incinerating waste (which produces far less carbon than piling it up in dumps). Del potere che viene utilizzato, il 90 per cento dovrebbe essere solare, e il resto generati da incenerimento di rifiuti (che produce carbone molto meno di quanto si accumulano in discariche). The city itself will be treated as a kind of continuing experiment, with researchers and engineers regularly analyzing its performance, fine-tuning as they go along. La città stessa sarà trattata come una sorta di esperimento continua, con i ricercatori e ingegneri regolarmente analizzare le sue prestazioni, fine-tuning, come vanno avanti.
masdar solar panels
Credit: Duncan Chard for The New York Times Chard Duncan per The New York Times: Credit
But Mr. Foster's most radical move was the way he dealt with one of the most vexing urban design challenges of the past century: what to do with the car. Ma la mossa più radicale Mr. Foster era il modo in cui ha affrontato una delle sfide più irritante progettazione urbana del secolo scorso: cosa fare con la macchina. Not only did he close Masdar entirely to combustion-engine vehicles, he buried their replacement — his network of electric cars — underneath the city. Non solo ha vicino Masdar interamente ai veicoli con motore a combustione, ha sepolto la loro sostituzione - la sua rete di auto elettriche - sotto la città. Then, to further reinforce the purity of his vision, he located almost all of the heavy-duty service functions — a 54-acre photovoltaic field and incineration and water treatment plants — outside the city. Poi, per rafforzare ulteriormente la purezza della sua visione, egli si trova quasi tutte le funzioni di servizio pesanti - un campo di 54 ettari, fotovoltaici e impianti di incenerimento e di trattamento delle acque - al di fuori della città.
It's only as people arrive at their destination that they will become aware of the degree to which everything has been engineered for high-function, low-consumption performance. E 'solo come persone arrivano a destinazione che diverranno consapevoli del grado in cui tutto è stato progettato per l'alta funzione, prestazioni a basso consumo. The station's elevators have been tucked discreetly out of sight to encourage use of a concrete staircase that corkscrews to the surface. ascensori della stazione sono stati rimboccato discretamente fuori di vista per incoraggiare l'uso di una scala di cemento che cavatappi alla superficie. And on reaching the streets — which were pretty breezy the day I visited — the only way to get around is on foot. E al raggiungimento della strada - che sono stati abbastanza ventilato il giorno che ho visitato - l'unico modo per arrivare è di circa a piedi. (This is not only a matter of sustainability; Mr. Foster's on-site partner, Austin Relton, told me that obesity has become a significant health issue in this part of the Arab world, largely because almost everyone drives to avoid the heat.) (Questo non è solo una questione di sostenibilità; partner in loco Mr. Foster, Austin Relton, mi ha detto che l'obesità è diventata un problema sanitario rilevante in questa parte del mondo arabo, soprattutto perché quasi tutti gli azionamenti per evitare il caldo.)
The buildings that have gone up so far come in two contrasting styles. Gli edifici che sono andati fino ad oggi sono disponibili in due stili opposti. Laboratories devoted to developing new forms of sustainable energy and affiliated with the Massachusetts Institute of Technology are housed in big concrete structures that are clad in pillowlike panels of ethylene-tetrafluoroethylene, a super-strong translucent plastic that has become fashionable in contemporary architecture circles for its sleek look and durability. Laboratori dedicati allo sviluppo di nuove forme di energia sostenibile e collegate con il Massachusetts Institute of Technology sono alloggiati in grandi strutture in cemento armato che sono rivestiti in pannelli pillowlike di etilene-tetrafluoroetilene, una plastica super resistente traslucido che è diventata di moda negli ambienti dell'architettura contemporanea per le sue look elegante e durata. Inside, big open floor slabs are designed for maximum flexibility. All'interno, grandi lastre di pavimento aperto sono progettati per la massima flessibilità.
The residential buildings, which for now will mostly house professors, students and their families, use a more traditional architectural vocabulary. Gli edifici residenziali, che per ora saranno principalmente casa professori, studenti e le loro famiglie, usare un vocabolario più architettonico tradizionale.
What Masdar really represents, in fact, is the crystallization of another global phenomenon: the growing division of the world into refined, high-end enclaves and vast formless ghettos where issues like sustainability have little immediate relevance. Che cosa rappresenta davvero Masdar, infatti, è la cristallizzazione di un altro fenomeno globale: la crescente divisione del mondo in raffinati, di fascia alta e vasta enclave ghetti informe in cui le questioni come la sostenibilità poco hanno immediata rilevanza.

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FAI VOLARE LA FANTASIA

NON FARTI RUBARE IL TEMPO
I TUOI SOGNI DIVENTANO REALTA'
OGNI DESIDERIO SARA' REALIZZATO
IL TUO FUTURO E' ADESSO . 


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venerdì 10 dicembre 2010

General Electric sviluppa un sistema a doppia batteria per gli autobus elettrici



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General Electric sviluppa un sistema a doppia batteria per gli autobus elettrici
 . Anche le cose sognano.. Regenesi .

Gli autobus elettrici di nuova generazione avranno una doppia batteria. Accantonate le “vecchie” batterie al gel, ecco che la tecnologia del litio e del “sale” (il sodio cloruro di nickel), abbinate l'una all'altra, si preparano a sostenere la mobilità del futuro.

E' il concetto applicato dalla General Electric a un progetto di elettrificazione per gli autobus, che parte dal principio di come rendere il più efficace possibile il trasporto pubblico a zero emissioni. Vale a dire, che sia in grado di offrire agli automezzi (e, di conseguenza, ai cittadini) il migliore rapporto fra capacità di carico, autonomia e prestazioni. Una questione che la GE ha in mente di risolvere con l'applicazione di un sistema di doppia batteria.


In questi giorni, all'interno del blog della General Electric, è comparso un articolo che non lascia alcun dubbio in proposito. La firma è di Lembit Salasoo, responsabile del gruppo di ricercatori per il progetto FTA Hybrid Transit BusE' stato evidenziato – riporta il tecnico GE – come il sistema di alimentazione dual battery possa rivelarsi efficace nell'installazione a bordo di autobus, autocarri pesanti e altri mezzi di trasporto di grandi dimensioni”.Ovviamente, Salasoo riferisce le proprie rilevazioni sulla base dei dati di trasporto pubblico degli USA (“Con più di 840mila autobus che percorrono ogni giorno le nostre strade, chiunque può immaginare il massiccio abbattimento delle emissioni di CO2 che sarebbe permesso dalla realizzazione di una maxi flotta di veicoli elettrici).
Tuttavia, il senso del discorso di Lembit Salasoo è facilmente applicabile a qualsiasi situazione di traffico, per i Paesi “occidentali” e per quelli in via di sviluppo.
Dal lato tecnico, il ricercatore pone l'obiettivo sulla differenza di potenziale oggi offerta dalle diverse tipologie di batterie attualmente presenti sul mercato. Gli accumulatori al litio, ad esempio, sono in grado di fornire un quantitativo discretamente elevato di potenza; per converso, non rappresentano la soluzione migliore per l'immagazzinamento di quantità efficaci di energia. Esistono, poi, le batterie al sale (il cloruro di nickel utilizzato, sempre per un esempio “parallelo”, dalla Fiamm per l'alimentazione della Fiat Panda Elektra presentata in questi giorni al Motor Show); questi accumulatori, secondo Salasoo, sono accreditati di notevoli capacità di stoccaggio, ma quanto a potenzanon offrono le stesse caratteristiche di quelli al litio.
Potrebbe essere come il discorso della coperta troppo corta? E qui c'è l'idea, che secondo la General Electric potrebbe salvare “capra e cavoli”. Applicare, cioè, entrambe le tecnologie.
GE_autobus_elettrico
Nei nostri studi abbiamo evidenziato come ciascun tipo di batteria si riveli utile per determinate esigenze di mobilità elettrica, fra le quali l'adeguato sviluppo di energia e una durata ottimale. Si può, dunque, utilizzare in maniera complementare l'accumulatore al litio e quello al sodio. Un sistema costoso e... ingombrante? No, Se affrontato con attenzione scientificaPer la gestione dell'energia, riteniamo che la soluzione migliore sia l'utilizzo di un computer, che disponga dei software per l'utilizzo di uno o dell'altro sistema di alimentazione. In effetti, 'ottimizzare' vuol dire proprio questo: scegliere i componenti in base al loro effettivo utilizzo, senza sprechi. Le batterie, quindi, non saranno necessariamente di grandi dimensioni solo per compensare le rispettive caratteristiche energetiche. Possiamo, poi, utilizzare componenti chimici meno costosi, proprio in virtù della maggiore flessibilità del 'dual system' rispetto all'utilizzo di un solo tipo di accumulatore”.
Dalla teoria all'applicazione pratica: attualmente, gli studi di fattibilità sull'elettrificazione degli autobus da parte della GE si svolgono su un prototipo che, secondo i dati comunicati dal colosso dell'energia elettrica, è accreditato di un'autonomia che oscilla fra i 100 e i 130 km, in condizioni ottimali di utilizzo, e in una velocità massima di 80 km/h. Sarebbe già sufficiente per il soddisfacimento delle esigenze di mobilità quotidiana pubblica di un centro urbano di medie dimensioni. Ma l'obiettivo dei tecnici della General Electric è già puntato su un ulteriore affinamento del dual system: il superamento dei 100 km/h di velocità massima e un'autonomia di almeno 160 km. Come dire: valori prossimi a quelli offerti dalla maggior parte delle ben più leggere auto elettriche dell'attuale generazione.
Piergiorgio Pescarolo

Altroconsumo - Free mini stereo .

martedì 7 dicembre 2010

Vi dimostro che il nucleare è un killer



Vi dimostro che il nucleare è un killer

Una testimonianza dolorosa sulla tragedia di Chernobyl: 
«Verità sotto silenzio»

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Yuri Bandazhevsky, professore e scienziato russo, è stato protagonista in questi giorni di due incontri organizzati dal Tavolo per la pace sul tema del nucleare, dal titolo "L'altra verità su Chernobyl". Membro di numerose accademie nazionali e internazionali, ricco di riconoscimenti scientifici accumulati nella sua carriera, ha denunciato le conseguenze di Chernobyl sulla popolazione ed è stato condannato da un tribunale militare a ben 8 anni di lavori forzati. Tuttora è costretto a vivere in esilio supportato da Amnesty International, che ne ha riconosciuto lo stato di "prigioniero di coscienza". Il Comune di Castagneto Carducci gli ha consegnato in questi giorni una targa di apprezzamento e stima. Il suo è un monito, ma anche una testimonianza coraggiosa dei rischi del nucleare. Un argomento di cui si è tornato a parlare anche in Italia, dove il governo vuole riaprire la partita dell'energia nucleare, a suo tempo bocciata da un referendum popolare.

Che messaggio vuole portare nei suoi incontri? Voglio istruire e raccontare la verità che nel mio Paese, la Bielorussia, viene nascosto. Ancora oggi tanta gente subisce le conseguenze dovute allo spargimento delle fonti di radiazione e non sa come difendersi.

È una questione di potere? Si tratta di una "lobby nucleare" che vuole che non ci sia fuoriuscita d'informazione. In Bielorussia già si pensa di costruire una nuova stazione nucleare al confine con la Lituania e viceversa. Questo per far tacere ancor più il passato, per dimostrare che non è successo niente.

È indignato da questa situazione? Mi fa male, soprattutto nei confronti del popolo che subisce un'umiliazione. Tanti abitanti in Ucraina muoiono, e fanno passare l'informazione che la causa è da attribuire a stili di vita sbagliati, come bere troppo. Ma è una strumentalizzazione perché essi stessi vengono guidati in questo processo, ne sono testimone. Ho visto portare tutti i giorni vino a buon mercato e solo due volte a settimana il pane a queste persone.


Lei è stato processato, incarcerato, ha subito molto. Il regime mi ha voluto eliminare, quando volevo far uscire la verità. Nel 2006 ci sono state le nuove elezioni del presidente e non volevano più che si parlasse del passato. Non posso più tornare a casa, altri scienziati come me sono morti in situazioni poco chiare. Posso solo parlare fuori dal mio paese attraverso i mass media. E il regime mi risponde con accuse e insulti. Lo scopo del presidente è far tacere le conseguenze di Chernobyl per unire la dittatura e la lobby nucleare. Chi non è d'accordo, o sparisce o resta esiliato come me.

Nel futuro cosa vede? Sono vivo per l'aiuto della comunità internazionale, e voglio portare a tutti i dati oggettivi per mostrare la verità e aiutare le vittime, coloro che ancora oggi subiscono le conseguenze di quella tragedia. Con l'aiuto del Parlamento Europeo è nato un centro di riabilitazione a Kiev: centro Ecologia e Salute dove agiscono volontariamente medici, politici ecc...

Un appuntamento importante? Ad aprile il festival in una zona dell'Ucraina a 30km da Chernobyl per far conoscere, toccare con mano quello di cui sto parlando.

Ormai si è fatto una ragione di questo suo esilio forzato, cosa manca ancora? Faccio un appello a tutti perché vorrei tornare in laboratorio, ad operare. Ormai sono fermo da diversi anni. Mi basterebbero due mesi di pratica per dimostrare che effetti negativi sviluppano i radionuclidi sull'umanità.

di Divina Vitale

   
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domenica 5 dicembre 2010

Ecco i filtri mangia smog




Ecco i filtri «mangia smog»

LA NOVITÀ. In arrivo dispositivi che aspireranno l'aria per ripulirla e reimmetterla in circolazione depurata
Tra qualche mese compariranno sugli autobus di Brescia Trasporti: installati su 220 mezzi pubblici per combattere l'inquinamento


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Omb inventa gli «spazzini dell'aria». Fra qualche mese su autobus di Brescia Trasporti e camion della raccolta rifiuti compariranno depuratori che aspirano aria, la depurano e la restituiscono pulita e respirabile. Gli stessi «aspirapolvere» saranno nascosti in cestini dei rifiuti su strade, piazze e marciapiedi. Non solo i cassonetti, dunque, ma pure i cestini diventano «intelligenti». «Non risolveranno del tutto il problema dell'inquinamento, ma una mano la daranno», commenta il sindaco Adriano Paroli.
Il nuovo sistema ideato da Omb con i partner Luft e Idea, dunque, permette l'installazione di impianti in movimento e statici. Entrambi hanno il cuore in un filtro a panno e in un elettrofiltro che insieme riescono a trattenere dalle Pm10 fino alle nanopolveri. Sono pure di facile manutenzione, tanto che il filtro a panno va cambiato ogni 3 o 4 mesi.
Gli «aspirapolveri» sono stati presentati ieri: al momento i filtri mobili sono installati su un bus e su un autocompattatore di rifiuti per la sperimentazione. Va da sé che la loro efficacia - sottolinea l'ad di Omb Marco Medeghini - sarà apprezzabile se diventeranno un vero e proprio sistema. E per quello ci vorrà un po' di tempo. Per ora si sperimenta un impianto statico costituito da 4 cestini (per la raccolta di rifiuti diversi) collegati a una sorta di torretta centrale, oltre ai due mobili. È stato consegnato ieri alla città, e in aprile se ne valuteranno i risultati.
Tuttavia i nuovi «air cleaner» non dovrebbero deludere. Quelli fissi dispongono di un motore aspira aria, che viene poi filtrata, recuperata e incanalata verso l'esterno. L'aria viene ripulita in tutta la zona ad altezza d'uomo e soprattutto a livello del passeggino (50 centimetri da terra), dove sono presenti le più pericolose Pm2.5 e Pm1. Nel caso dei cestini combinati, l'aria viene aspirata a 10 centimetri da terra ed emessa pulita dalla torretta a 160 centimetri, con capacità di trattamento di 2.200 normal metrocubo all'ora. Nel caso di cestini singoli, verrà restituita a livello più basso.
E NON CONSUMANO neanche molto. I motori sono in grado di funzionare per 24 ore con un consumo giornaliero inferiore ai 9 kWh, vale a dire con meno di un euro al giorno. Richiedono ancora meno gli impianti installati su bus e camion, che sfruttano la velocità del veicolo per l'aspirazione.
Questi sono montati sulla sommità degli automezzi e catturano le polveri in sospensione. Va da sé che più mezzi circoleranno e maggiore sarà il contributo alla pulizia dell'aria cittadina. La flotta di Brescia Trasporti conta 220 bus - sottolinea Medeghini - e daranno il loro "piccolo contributo". È un'altra novità assoluta targata Brescia, e l'attesa c'è. «Abbiamo Società partecipate a livelli di eccellenza - dice Paroli - e in sinergia possono dare grandi risposte».

Mimmo Varone


. Anche le cose sognano.. Regenesi .

sabato 4 dicembre 2010

NAPOLI , RIFIUTI , Ecco Perchè non si RISOLVERA' MAI





un Amico di Napoli ha fatto Giustamente queste Osservazioni


Abbiamo una area ex italsider che si prestra in pieno alla coastruzione di impianti innovativi per il riciclo dei materiali derivanti dalla raccolta differenziata, è nel cuore della citta', i camion non devono fare molti km per raggiungerla, gli spazi ci sono, è vicino alla citta' della scienza dove ci dobvrebbero essere anche ingegneri capaci di creare progetti in tal senso e pure non si fa' nulla. Non siamo fessi a Napoli sappiamo bene perchè non si vuole.


Ecco Perchè non si RISOLVERA' MAI

Ecco cosa comporterebbe una risoluzione definitiva della crisi dei rifiuti.

1 fine delle mazzette per smaltire rifiuti tossici.

2 fine degli alibi a mamntenere una tarsu cosi' alta.

3 fine delle discariche.

4 fine stanziamenti straordinari per raccolta straordinaria dei rifiuti.

5 fine della spartizione degli stanziamenti per l'area ex italsider.

6 fine dei giochetti politici per scaricare fango sulle passate amministrazioni.



Quindi come potete vedere gli interessi sono molteplici, e poi noi cittadini dopo essere obbligati a pagare tasse molto esose e perdere tempo a differenziare i nostri rifiuti, dobbiamo anche preoccuparci di di trovare le soluzioni e programmare il ciclo dei rifiuti. Allora mi chiedo per quale motivo dobbiamo pagare fior di quattrini ai poitici preposti a queste mansioni?



Cosa Vogliamo Fare, Vogliamo Lasciare Ancora in Mano a gente Senza Scrupoli un Mercato che se ben AMMINISTRATO PORTEREBBE BENESSERE PER TANTE E TANTE FAMIGLIE, Porterebbe Lavoro, per tante e tante persone SVEGLIA ITALIANI NON DORMITE

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mercoledì 1 dicembre 2010

Messico, manifestazione per la giustizia climatica

Cancun Mexico COP 16 Non c'è un pianeta B



La parola “Equilibrio” è il termine più utilizzato nel palazzo che ospiterà fino all'11 dicembre la sedicesima conferenza delle parti sul cambiamento climatico. Un anno dopo il fallimento del vertice   di Copenhagen, i negoziatori sembrano voler tenere un profilo basso per evitare di screditare l'istituzione nata per la concertazione di soluzioni a livello globale del riscaldamento globale. Invece anche nel giorno dell'inaugurazione del Cop16 sembra che la ricerca di un accordo vincolante sarà rimandata al vertice del prossimo anno a Johannesburg.
Ma se da un lato i grandi della Terra prendono tempo e antepongono gli interessi economici a quelli ambientali, dall'altro lato della barricata c'è chi non puo' più permettersi di aspettare.
Sono i tanti campesinos e allevatori che stanno patendo ne proprio piccolo gli effetti del riscaldamento globale.
Si sono ritrovati a Cochabamba in aprile per elaborare una proposta alternativa da portare al vertice di Cancun supportata dai governi della Bolivia e del Venezuela. Tra i punti più importanti vi è l'istituzione di un tribunale internazionale per i reati commessi contro l'ambiente, il riconoscimento dei diritti della “pachamama”, il contenimento dell'incremento della temperatura a un grado, la diminuzione delle emissioni del 50% entro il 2017 e lo stanziamento del 6% del Pil dei paesi industrializzati a favore di una cassa comune per la soluzione del problema ambientale. Proposte che verranno portate al vertice attraverso delle carovane per la giustizia climatica organizzate dall'internazionale contadina Via Campesina, dall'associazione delle vittime ambientali e dal sindacato degli elettricisti messicano. Il viaggio partirà da Città del Messico con una grande manifestazione nelle vie centrali fissata per questo pomeriggio e proseguirà attraversando i luoghi colpiti da disastri ambientali e minacciati da progetti industriali calati dall'alto.Da domani ci imbarcheremo su queste carovane provando a raccontare i volti e le storie dei partceipanti alle carovane. Saranno proprio loro i veri protagonisti della settimana del Cop16. Indios e agricoltori che ancora una volta andranno a protestare contro le false soluzioni proposte dai grandi della Terra perchè per loro non c'è alternativa: non esiste un Pianeta B.


Messico: manifestazione per la giustizia climatica



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30 Novembre 2010, Città del Messico - Si dispongono in file ordinate per le vie centrali di città del Messico con i bastoni tra le mani e i fazzoletti avvolti sul collo. Sulla destra i ragazzi, al centro le donne e a sinistra gli uomini. Sono scesi dai loro villaggi dagli stati di Morelos, del Chiapas e dalle miniere di San Luis de Potosì per chiedere una sola cosa: giustizia climatica e sociale. Sono i tanti campesinos che vivono oggi sulla propria pelle gli effetti del cambiamento climatico. Sono scesi in piazza questo pomeriggio inscenando una protesta colorata e pacifica quanto determinata che è arrivata davanti al palazzo del governo nello Zocalo, la piazza centrale della capitale.

Insieme a loro hanno marciato anche i sindacalisti dello Sme, il sindacato messicano degli elettricisti, uno dei più colpiti dai massicci licenziamenti di mano governativa. Decine di migliaia di lavoratori lasciati a casa dal giorno alla notte che chiedono ancora oggi giustizia. Ed è proprio nella sede del sindacato che questa mattina si è tenuto il social forum per la giustizia climatica che ha aperto le danze della protesta contro il Cop16. Sul palco dell'auditorium hanno parlato scienziati e attivisti intervallati dai continui slogan lanciati dalla platea.

"Il cambiamento climatico sta già facendo le sue vittime. E se parliamo di vulnerabilità, parliamo di povertà, perché è la povertà la chiave di lettura alla luce della quale bisogna leggere la vulnerabilità causata dal cambiamento climatico" sostiene Alejandro Nadal, economista messicano. La crisi è sistemica e quella climatica non è che un pezzo di un puzzle più ampio: rappresenta il fallimento del neoliberismo. La mercificazione dei beni comuni non è una soluzione ai problemi del pianeta. "Chiediamo sovranità alimentare - sostiene l'attivista basco Paul Nicholson - la soluzione deve partire da qui, dal diritto dei popoli di decidere cosa mangiare, e come produrlo". L'attenzione è ora concentrata sul controvertice di Cancun e sulle carovane climatiche partite questa mattina dalla capitale. In tre giorni i rappresentanti delle comunita' campesine e indigene attraverseranno i luoghi colpiti da disastri ambientali e minacciati dai grandi progetti voluti dalle multinazionali. Oggi sara' il turno di Puebla e Veracruz.


  1. Gli olivi secolari di Puglia nella rubrica Terra & SaporiVenerdì 3 dicembre alle ore 14,00 dopo il TG1 nell'ambito della rubrica Terra & Sapori, andrà in onda un servizio sugli olivi secolari di Puglia e sulla comunità di olivicoltori che insieme a Libera Terra intendono tutelare questo paesaggio millenario.
  2. Mafia: partita da Bari carovana internazionale (ANSA) - BARI, 30 NOV - E' partita oggi da Bari con un seminario formativo la Carovana internazionale antimafie realizzata nell'ambito del progetto 'European caravan for legacy', con l'Arci nel ruolo di capofila per l'Italia.
  3. "E se domani" con don Luigi CiottiSabato 4 dicembre della trasmissione condotta da Alex Zanardi "E se domani" in onda su Rai Tre alle 21.30 sarà presente don Luigi Ciotti.

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lunedì 29 novembre 2010

Dai cieli Maya a Cancun per salvare il pianeta

Dai cieli Maya a Cancun per salvare il pianeta



Ciao ,

oggi a Cancun parte il vertice ONU sui cambiamenti climatici. 194 Paesi riuniti, un solo obiettivo: salvare il futuro del Pianeta. Ad aprire i lavori dei Grandi della Terra c’eravamo anche noi con un'enorme mongolfiera e un messaggio forte e chiaro: "Rescue the Climate".

Dai cieli dell’antica città Maya di Chichen Itza, in Messico, abbiamo ricordato ai capi di Stato e di Governo che serve un Accordo vincolante su quattro punti programmatici: emissioni, investimenti, foreste e accordo post Kyoto.

Le nostre richieste a Cancun:
1. che i Paesi industrializzati si impegnino a ridurre le proprie emissioni tra il 25 e il 40% entro il 2020 rispetto al 1990, a prescindere dalle future politiche dei Paesi emergenti;
2. che venga istituito un Fondo per il Clima gestito dall’Onu da alimentare, per esempio, con una tassa sulle emissioni aree e navali;
3. che venga approvato il sistema REDD (Riduzione delle emissioni dalla deforestazione e degradazione) attraverso il quale premiare la mancata deforestazione degli ultimi polmoni verdi del Pianeta nel rispetto delle popolazioni indigene;
4. che si raggiunga un accordo post-Kyoto che superi i veti e le ostilità tra i Paesi aderenti e crei le basi affinché, entro il prossimo vertice di Durban nel 2011, si giunga all’approvazione di un nuovo Accordo vincolante.

Per salvare il Pianeta servono impegni concreti, investimenti reali e azioni in grado di ridurre la pressione delle attività umane sul clima.

È solo grazie all’aiuto economico di ogni singola persona come te che abbiamo la forza di far valere le nostre richieste. Sostieni anche tu le nostre campagne. Fai una donazione oggi stesso.
DONA ORA

Grazie!
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